DIFENDIAMO GESU' EUCARISTIA
3° Libro dell’Opera Pag. 99-115

Carissimi, fratelli in Cristo, vogliamo tutti assieme dare giustizia a
Gesù Eucaristia, come ci suggerisce la Mamma SS. (P*31.05.03) "Fate
petizioni come fedeli cristiani, chiedete che la S. Eucaristia venga
degnamente consumata come in origine e non come fanno adesso”.

Forza fratelli e sorelle, siamo o no convinti che in quell'Ostia vi è il
Corpo e il Sangue del nostro Redentore Gesù? Avanti dunque senza
paura e reclamiamo ciò che al popolo di Dio gli spetta di diritto.
Oggi, con la scusa che i tempi sono cambiati, tante cose hanno trasformato,
hanno agevolato e reso permissive.
Mai come adesso si nota tanto disinteresse, e tanta indifferenza
religiosa e così non sai se chi ti sta davanti accetta una parola su
Gesù, o su tutto ciò che riguarda la Chiesa.
Di queste persone la Mamma Santissima dice (P*19.05.03) : "Questi
figli non si rendono conto della loro disastrosa vita che vivono, credono
di essere i "per bene" e invece sono pecore che hanno disperso
la loro strada e non trovano più quella che potrebbe riportare
all'ovile".

Nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della
Chiesa, ma, "…se nell'insegnamento dottrinale, nella predicazione e
nella vita non si riesce a manifestare l'unione tra vita quotidiana ed
Eucaristia, la frequenza Eucaristica finisce per venire trascurata".

(cfr. Giovanni Paolo II, Catechesi nell'Udienza generale 12.05.99)
Povero Gesù, che tanto ha dovuto patire per formare la Sua Chiesa
Una - Santa - Cattolica - Apostolica e ora sta vedendo lo sfacelo tra le
sue membra e non la riconosce più per tanto è cambiata!
E per quanto ancora vorranno cambiare, si raccomanda Gesù:
(P*28.05.03) "…perché desidero che i sacerdoti non prendano "sottogamba",
come dite voi, il problema che si verrà a creare con le
nuove disposizioni che ci saranno a riguardo dell'Eucaristia. Siate
Miei testimoni, fedeli al Rito Cristiano e non accettate altri cam-
biamenti, ma ribadite che ciò che il mondo chiede è:
COERENZA DI VITA CRISTIANA,
INSEGNAMENTO del SANTO EVANGELO
e VIVERLO IN PRIMA PERSONA, proprio partendo dai sacerdoti".

Anche noi facciamo parte della Chiesa e siamo le sue membra, ma
che membra siamo?
Attive, addormentate, intorpidite o morte?
Non certo siamo come il Cristo: "Santo, innocente, senza macchia".
(Eb.7,26)
Noi siamo membra della Chiesa che però sono esposte alla tentazione,
e spesso cadono miseramente in peccato.


E Gesù ancora ci sta chiedendo: "Cosa posso fare che ancora non ho fatto”,
per farci capire che veramente e sostanzialmente Lui è presente ed è pronto
a donarsi a noi, però non essere profanato!
Vogliamo dargli la Dignità che gli spetta, l'Onore, la Lode, la Riparazione!
Coloro che sono alla guida e che hanno la responsabilità
di portare le pecore all'ovile, sappiano che esse vogliono seguire e imitare
il Buon Pastore. Ma per poter fare questo, hanno bisogno che i pastori,
i Sacerdoti impersonino in tutto il Cristo, proprio come dice la Parola di Cielo

(P*28.05.03): "Consono deve essere l'agire e il dire, devono essere
coerenti, coerenti, coerenti.
Eredi di Cristo siete e vi state comportando come il Cristo?
Chiedetevelo!".
E noi vogliamo essere Chiesa viva e desideriamo con tutto il cuore
che questa prassi, di prendere la Comunione in piedi e in mano,
venga abolita, per tornare ad inginocchiarsi davanti al nostro Re
Santissimo e con il dovuto rispetto riceverlo in bocca dalle mani di
Sacerdoti Santi, che credono alla presenza reale di Gesù nell’Ostia Santa.
Dice Dio Padre: (P*31.05.03) "Avanti figlie mie! Siete assieme a
tanti altri che andrete a formare barriera contro la dissacrazione
dell'Eucaristia. Opponetevi!
Siete mio popolo eletto e, come tale, vi invio a portare a tutti le Mie
Volontà! Siate sinceri, siate sereni e obbedite al Padre.
Orsù, coraggio, difendete Mio Figlio, difendetelo e onoratelo!".

Nella lettera Enciclica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II al
punto 10 si legge: "In tanti luoghi poi, l'Adorazione del Santissimo
Sacramento trova ampio spazio quotidiano e diventa sorgente inesauribile
di santità".

Come è bello entrare in chiesa dove tutto è preparato per l'Adorazione,
nel raccoglimento, "La devota partecipazione dei fedeli alla processione
Eucaristica, nella Solennità del Corpo di Cristo è una grazia del
Signore che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa"
, ma sempre
se vi partecipano consapevoli di essere alla presenza di Gesù.

Altri segni positivi di fede e di amore Eucaristici si potrebbero menzionare.
Purtroppo a queste luci, non mancano delle ombre.
Infatti vi sono luoghi dove vi si registra un pressoché completo
abbandono del culto di Adorazione Eucaristica".
Infatti Maria Santissima chiede: (P*21.11.01) "Adoratelo spesso il Mio
Gesù, adoratelo anche a casa mentre fate i lavori: un pensiero rivolgetelo
a Lui che è solo nel Tabernacolo, volgete lo sguardo a Lui, è
molto triste, tanti, troppi sono i figli che non lo guardano più…".

Continua il Pontefice: "Si aggiungono, nell'uno o nell'altro contesto
ecclesiale, abusi che contribuiscono ad oscurare la retta fede e la dottrina
cattolica su questo mirabile Sacramento.
Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva del Mistero
Eucaristico".

Comunione in bocca

Ora, in questo tempo, noi fedeli ci troviamo a dover combattere spesso
contro falsi riformatori della Liturgia.
Ci sono Sacerdoti che arrivano "all'imposizione", obbligando i fedeli
a ricevere la Comunione in mano, anche quando per diritto, si può
liberamente riceverla in bocca.
Ascoltiamo il rimprovero del Papa Paolo VI per vescovi e sacerdoti,
fatto nel documento "Dominicae Cenae" al n° 11 "Avviene pure che
non è tenuta in conto la libera scelta e volontà di coloro che, anche
dove è stata autorizzata la distribuzione della Comunione sulla mano,
preferiscono attenersi all'uso di riceverla in bocca".

Allora chiediamo con diritto, che ogni cristiano che lo desidera possa
ricevere Gesù in bocca.
Nessuno può imporre come obbligatoria la regola umana non voluta
da Gesù e che è oltraggiosa del Suo Divino Volere, che cioè, "mani non
Consacrate" tocchino l'Eucaristia.
A questo proposito è bene consultare il “nostro” primo Libro (pag.223
- 233) e il secondo Libro ( pag.260- 268).
È molto precisa e severa la norma che salvaguarda il toccare con le
mani Gesù Eucaristia nel documento "Inaestimabile Donum".
Al n° 10 dice: "Il fedele, religioso o laico autorizzato come Ministro straordinario
della Eucaristia, potrà distribuire la Comunione soltanto quando
manchino il Sacerdote, il Diacono o l'Accolito, quando il Sacerdote
è impedito per infermità o per lo stato avanzato della sua età, quando
il numero dei fedeli, che si accostano alla Comunione sia così grande
da far prolungare eccessivamente la celebrazione della Messa.
È quindi da riprovare l'atteggiamento di quei Sacerdoti che, pur presenti
alla celebrazione, si astengano dal distribuire la Comunione,
lasciandone il compito ai laici".

(P*28.05.03) "Questi Sacerdoti "disgustano" tanti fedeli figli che
vorrebbero sacerdoti santi da imitare e non a doverli rimproverare.
Stanno sbagliando troppo, e con troppa facilità si nascondono dietro
alla parola "obbedienza".

Un ordine umano che è in contrasto con un ordine Divino, non può e
non deve essere eseguito, perchè “bisogna ubbidire a Dio prima
che agli uomini”
(At. 5,29).
La Mamma Santissima questo ha rivelato: (P*31.05.03) "Quel Pane
spezzato non fu dato in mano, ma appoggiato alla bocca di ognuno
degli Apostoli e quando l'ebbero mangiato fu donato loro pure il
vino, a segnare la Pasqua del figlio Mio".

E Gesù a due Sacerdoti così diceva: (P*20.04.03) "La Comunione distribuitela
in bocca, non preoccupatevi di quello che sarà, Io sono
con voi, combatteremo assieme. Non siate turbati, non preoccupatevi,
rimanete sereni mentre obbedite alla Mia Volontà".

“I fedeli non prendano essi stessi il Pane Consacrato"

Il sacerdote nella Messa non si appartiene, non è padrone, come dice
l'ultima Enciclica del Papa "Ecclesia de Eucaristia" al n° 29, citando
il Concilio Vaticano II, che afferma: "Il Sacerdote ministeriale compie il
Sacrificio Eucaristico in persona di Cristo". "In Persona Cristi".

Vuol dire "nella specifica Sacramentale identificazione col Sommo
ed Eterno Sacerdote, che è l'autore e il principale soggetto di questo
Suo proprio Sacrifico".

Allora fratelli Sacerdoti se è Gesù che celebra in voi, come può Gesù
contraddire se stesso facendo in modo diverso il Rito Eucaristico che
per duemila anni ha celebrato nello stesso modo?
Che forse la Parola di Dio è cambiata?

Noi sappiamo che Cristo "è lo stesso ieri, oggi e sempre". (Ebr.13,8)
Dice Gesù (P*01.08.03) : "E se Io feci in quel modo con quel rito,
come si possono permettere gli uomini di cambiare il significato
delle gesta e delle Parole?".

Il Rito di Gesù e del Sacerdote "in persona di Gesù" è: "Prese il
pane … lo diede ai suoi discepoli".

Solo Gesù diede il Pane Consacrato e questo è il Suo Rito Santo,
allora nessuno può "servirsi" senza riceverlo dalle mani del
Sacerdote-Cristo e il Sacerdote non può invitare nessuno a far "self
service".

La vera Chiesa Apostolica di Gesù per questo ha dato chiaramente
questa norma nel documento "Inaestimabile Donum" del 03.04.1980
al n° 9 "La Comunione è un dono del Signore che viene dato ai fedeli
per mezzo del ministro a ciò deputato.
NON E' AMMESSO che i fedeli prendano essi stessi il Pane
Consacrato e il Sacro Calice; e tanto meno che li facciano passare
dall'uno all'altro”.

E Gesù nel giorno di Pasqua, dando risposte a due Sacerdoti dice:
(P*20.04.03) "Sono pronto a darvi chiarimenti su ciò che volevate
sapere.
L'Eucaristia va presa solo dalle mani del Sacerdote,
non voglio che mani non consacrate Mi prendano".


Inserimento Tratto dall’APPENDICE
Del libro “PAROLE DI CIELO 2005” a Pag. 245-246

GESU’ E LA MAMMA SS.
CHIEDONO DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA

Quello che dicono i Messaggi Divini

Gesù invita il suo Strumento ad incontrarlo nella Santa Messa e gli dice:
(P*25.10.05) “Domani ti aspetto a riceverMi nell’Eucaristia”.
Poi le chiede, supplicandola:
“RiceviMi sempre in bocca, bimba mia, accogliMi nel tuo cuore con amore e devozione”.
Gesù avendo davanti a Sè i milioni di persone che compiono il “tremendo errore” di riceverlo sulle loro mani, ancora la supplica di “Non permettere che altri cadano in questo tremendo errore di riceverMi nelle loro mani, no!”.
Quindi le suggerisce la ‘catechesi’ da fare, perché ricevano ‘bene’ la Comunione:
“Devi dire loro che è bene che sia il Sacerdote a posarmi nella loro bocca, sulla lingua;
Dopo di questo, chiede e invita ‘chi può’ a riceverLo in ginocchio.
“Sì, e chi può lo faccia in ginocchio”.
Praticamente Gesù soffre per le mancanze di ‘rispetto’, che Gli sono dovute, perché Lui è il nostro Re Sovrano, Re Salvatore.
“Abbiano il massimo rispetto nel venire a contatto con il loro Re, Salvatore Eterno.
Io sono e sarò per sempre il loro Sovrano e a nessuno permetterò di usurpare a Me ciò che di diritto mi appartiene da sempre”.

Gesù in questo Messaggio dice espressamente di voler essere ricevuto in bocca e in ginocchio!
In questo ultimo tempo, regole ‘umane’, vanno contro questo desiderio-comando di Gesù.

Dal 1981 è iniziato questo ‘Tremendo errore’ e Gesù, Capo della Chiesa, Sacerdote e Vittima, chiede che cessi questo oltraggio.
Eppure Egli, Gesù, aveva detto (P*02.02.02): "Le Mie Regole non sono cambiate, i Miei insegnamenti sono sempre gli stessi; da duemila anni, or sono, sono sempre uguali!".

E la Mamma Santissima, nell’Opera della Triade d’Amore, sollecita i suoi figli a darsi da fare, perché tutto questo non abbia a continuare.
(P*31.05.03) “Donatevi figli, donatevi senza remore, senza vincoli ufficiali; siate semplici figli desiderosi di ascoltare il Padre.
Far rivalutare il Figlio vi chiede…fate petizioni come fedeli figli cristiani, chiedete che la Santa Eucaristia venga degnamente consumata come in origine e non come fanno adesso!”.

Lei, la Madre della Chiesa, fa luce sul Rito fatto dal Suo Gesù, “Primo Sacerdote di Dio".
La Mamma dice chiaramente (P*31.05.03):
“Quel pane spezzato non fu dato in mano ma appoggiato alla bocca di ognuno degli Apostoli…”.
E Gesù, il Capo del Corpo che è la Chiesa, il “Pastore grande delle pecore”(Ebr.13,20), dice ai Sacerdoti (P*24.04.03):
L’Eucaristia va presa solo dalle mani del sacerdote: Non voglio che mani non consacrate mi prendano, distribuitela in bocca!..
Io sono con voi.. combatteremo insieme.. non preoccupatevi! Rimanete sereni mentre obbedite alla Mia Volontà!”.

Le Disposizioni della Chiesa, a questo proposito, dicono [R. C. E C. E. N.21]:
“Nel distribuire la S. Comunione si conservi la consuetudine di deporre la particola del Pane Consacrato sulla lingua dei comunicandi, consuetudine che poggia su una tradizione plurisecolare”. Allora quello che è iniziato nel 1981 è veramente “peregrino”, e la Parola dice di non ‘'Lasciarci sviare da dottrine diverse e peregrine”(Ebr.13,9).


OGNI FEDELE
HA IL DIRITTO DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA!

Inoltre, la Chiesa dice ai Sacerdoti che non ‘vogliono’ dare la Comunione in bocca, di non (1Pt.5,3) ‘spadroneggiare’sul gregge dei fedeli, perché [R. S. N.92 - 93 2004] :
N.92. “Ogni fedele [ha] sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la Comunione in bocca…".
Ecco cari fedeli, che ci viene garantito di poter fare la Comunione come chiede Gesù. E poiché siamo liberi, non continuiamo a oltraggiare il Signore ricevendo la Comunione sulla mano, seguendo le ‘regole umane’!


“NON È AMMESSO CHE IL FEDELE
POSSA FARSI LA COMUNIONE DA SE STESSO!”.

Tutto questo è confermato dal Rito di Gesù e dalle Disposizioni della Chiesa.

Il Rito Divino fatto da Gesù stesso, dice che “prese il pane e lo diede loro”.
Nel Vangelo di Marco troviamo: “Mentre mangiavano prese il pane, disse la Benedizione, lo spezzò e lo diede loro…" (Mc.14,22). “Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro…" (Mc.14,23).
Il Vangelo di Matteo dice: “Mentre mangiavano, Gesù prese del pane, pronunziò la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli…" (Mt.26,26). “Quindi prese un calice, rese grazie e lo diede loro…" (Mt.26,27).
Il Vangelo di Luca dice: “Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro…" (Lc.22,19).
Le Disposizioni della Chiesa, in Obbedienza al Rito di Gesù, dicono [IN.D. N.9 03.04.1980]:
“La Comunione è un dono del Signore, che viene dato ai fedeli per mezzo del ministro a ciò deputato.
Non è ammesso che i fedeli prendano essi stessi il Pane Consacrato e il Sacro Calice,
e tanto meno che li facciano passare dall’uno all’altro”.

E ancora [R.S. N.94 25.03. 2004]:
“Non è consentito ai fedeli di “prendere da sé e tanto meno passarsi tra loro di mano in mano” la Sacra Ostia o il Sacro Calice".
E inoltre viene precisato [R.S. N.104 25.03. 2004]:
“Non si permetta al comunicando di intingere da sé l’Ostia nel Calice..”.
[Concilio di Trento Sess.XIII “De Eucharistia”, c .8]
“L’uso che solo il Sacerdote dia la comunione con le sue mani consacrate è tradizione apostolica”.



Genuflessione alla Comunione

Un altro desiderio del vero figlio di Dio e del cristiano fervoroso è
quello di ricevere Gesù in ginocchio perché solo questo è l'unico
atteggiamento giusto della creatura davanti al Suo Creatore.
Sempre mi hanno colpito le Parole di S. Paolo che dicono la grandezza
di Gesù e il nostro nulla.
Dice che per l'obbedienza di Gesù fino alla morte di Croce, Dio Padre
104

"L' ha esaltato … perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra".
(Fil.6,11)
Ora capisco, come non mai, perché Gesù Eucaristia, Dio con il Padre
e lo Spirito Santo, lo prendevano in ginocchio.
Quanto mi fa soffrire il declassamento e “l'accecamento” (2Cor.4,4)
nei riguardi di Gesù Eucaristico per cui non gli diamo più il 1° posto
che gli spetta!.
Eppure le norme Liturgiche richiedono di dare a Dio ciò che è di Dio.
Nel Messale e nel Documento "Inaestimabile Donum" al n° 11, la
chiesa così parla e richiede: "La chiesa ha sempre richiesto ai fedeli
rispetto e riverenza verso l'Eucaristia nel momento in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa può essere
ricevuta dai fedeli sia in ginocchio che in piedi, secondo le norme
stabilite dalla Conferenza Episcopale. "Quando i fedeli ricevono la
Comunione in ginocchio, non è loro richiesto alcun segno di riverenza
verso il SS. Sacramento, perché lo stesso atto di inginocchiarsi
esprime Adorazione.
Quando invece, la ricevono in piedi, accostandosi all'altare processionalmente,
facciano un atto di riverenza prima di ricevere il
Sacramento,
nel luogo e nel modo adatto, purché non sia turbato
l'avvicendamento dei fedeli".

Nessuno vieta, se non è disturbato "l'avvicendamento" dei fedeli, di
fare la genuflessione a Gesù, Re Sacramentato o all'uscita del banco
o ricevendo la Comunione per ultimi e poiché è
richiesta la "riverenza", non può essere impedita neanche dai
Sacerdoti, salvo "l'avvicendamento", di ricevere Gesù in ginocchio.
L'unica "riverenza" degna di Dio è la genuflessione!.
Quanti Sacerdoti non vogliono più alcuna genuflessione e con prepotenza
offendono Dio e i fratelli e così fanno perdere la fede nella
presenza Reale di Gesù Eucaristico!

La Mamma Santissima è contenta se questo faremo. Lei si esprime
così: (P*31.05.03) "Oh, se tutti riprendessero la dolce abitudine di
riverenza autentica, e non di ciò che a tutti vi suona di falsa ipocrisia".

A me, la Mamma, dopo aver ricevuto Gesù in ginocchio, così
mi parlò: (P*27.05.03) "La consolazione che mi hai dato nell'inginocchiarti
a ricevere il Mio Gesù, mi ha gratificato e resa felice".

Il giorno dopo Gesù le fa eco: (P*28.05.03) "Sono tanto felice anch'Io
nel vedere che vuoi fare ciò che più mi è gradito in ogni cosa …fare
la Comunione in ginocchio. Sì, figlia mia, continua così e Mi riparerai
da tante offese che ricevo, ti sono grato".

Adoriamo "ora" in ginocchio con fede e amore Gesù Eucaristico
prima che ci venga imposto dalla Potenza di Dio: "Ogni ginocchio
si piegherà davanti a Me".
(Rom.14,11)


Inserimento Tratto dall’APPENDICE
Del libro “PAROLE DI CIELO 2005” a Pag. 247-248


GESU’ E MARIA
CHIEDONO DI FARE LA COMUNIONE IN GINOCCHIO

Quello che dicono i Messaggi divini


(P*21.10.05) Gesù: “Chi può, faccia la Comunione in ginocchio”

La MAMMA SS. dopo aver detto (P*31.05.03) che "quel Pane spezzato non fu dato in mano, ma appoggiato alla bocca di ognuno degli Apostoli", dice ancora:
"Oh! se tutti riprendessero la dolce abitudine di riverenza autentica e non di cio' che a tutti vi suona di falsa ipocrisia"
La Mamma SS. ci fa capire bene cosa intende per " riverenza autentica " quando, rivolgendosi a Margherita di Gesù, le aveva detto (P*27.05.O3):
"La consolazione che mi hai dato nell' inginocchiarti a ricevere il Mio Gesù, mi ha gratificato e resa felice. Abbi coraggio, bimba mia, e fallo sempre.
I bimbi seguono l'esempio, e tu sii esempio per altri, almeno dove puoi".

Il giorno dopo anche Gesù le manifesta tutta la sua gioia, dicendo che lei fa a Lui
"ciò che più gli è gradito". (P*28.05.03) : "Sono tanto felice anch'io nel vedere che vuoi fare cio' che più mi è gradito in ogni cosa, ossia fare adorazione, fare la comunione in ginocchio. Sì, figlia mia, continua così e Mi riparerai da tante
offese che ricevo. Ti sono grato e manifesto a te la Mia gioia.
Grazie, bimba mia, abbi perseveranza e ascolta sempre la voce del cuore".

E la Mamma SS. ancor più ci sorprende, quando svela a Margherita un "segreto". Le dice (P*06.10.03):
"Sai, quando vai a ricevere il Mio Gesù, prima di te Io mi prostro a terra per riverirlo e onorarLo, mentre (tu) ti vai a inginocchiare per riceverlo. E questo mi dà tanta gioia”.

 

IL FEDELE
PUO’ RICEVERE LA COMUNIONE IN GINOCCHIO!

La Chiesa Madre, ha ridato ai fedeli il diritto di adorare il Re, ricevendo la Comunione, come da sempre si era fatto, perché Gesù è sempre Dio “ieri, oggi e sempre”. Non può essere negata al fedele la Santa Comunione qualora si mettesse in ginocchio per riceverla. Grazie Madre Chiesa!
Al N.91 della (R.S.) così dispone la Chiesa:
“Nella distribuzione della Santa Comunione è da ricordare che “ i Ministri sacri non possono negare i Sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo
e non abbiano dal Diritto la proibizione di riceverli ”
(Can. 843; Can. 815).

Pertanto ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso
alla Sacra Comunione. Non è lecito quindi negare ad un fedele la S. Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi”.

Fratelli obbediamo a Gesù, anche se a volte ci costa umiliazioni. Egli infatti dice : “Chi può”, perchè non sempre viene rispettato, da alcuni Operai della Vigna questo diritto di Dio e dei suoi figli. Se questo non fosse possibile, ci viene data un’altra possibilità.

Ecco un altro documento della Chiesa[IN.D. N.11] [E. M. N.34]:
“La chiesa ha sempre chiesto ai fedeli rispetto e riverenza verso l’Eucaristia, nel momento in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa può essere ricevuta dai fedeli sia in ginocchio che in piedi, secondo le norme stabilite dalla Conferenza Episcopale.
Quando i fedeli ricevono la Comunione in ginocchio, non è loro richiesto alcun segno di riverenza verso il SS. Sacramento, perché lo stesso atto di inginocchiarsi esprime adorazione.

Quando invece la ricevono in piedi, accostandosi all’altare processionalmente, facciano un atto di riverenza prima di ricevere il Sacramento, nel luogo e nel modo adatto,
purchè non sia turbato l’avvicendamento dei fedeli”.

L’ultimo documeto [R.S. N.90] del 2004 ‘sembra sollecitare’ ancora la “debita riverenza al Sacramento”.
“ I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi”
“ Quando si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme”.

Purtroppo stiamo aspettando queste norme per adorare Gesù nell’Eucarestia, ma in 25 anni nulla ci è stato indicato.
Ma ogni cuore che ama sa adorare, difendere, riparare il Re dei Re! Così sia!
Faremo allora, come indicato, la genuflessione al Re ‘nel luogo e nel modo adatto’, facendo tutto con umiltà, fede e amore, senza ‘farsi notare’ e Gesù accoglierà questo gesto di adorazione anche per quelli che non lo fanno.


"Sangue versato per voi e per molti"

Gesù dice: "Difendetemi!".
Allora è bene fare presente un'altra Verità su Gesù e sulla Messa.
Nel Messaggio del 1 agosto 2003 , c'è un'espressione di Gesù che è
serio richiamo e che suona anche come rimprovero, ed è bene chiarirla poichè
ha attirato la mia attenzione.
Dice: "Il Rito … deve essere eseguito come e nel modo che Io istituii,
e non come loro vogliono trasformare le cose …E se feci in
quel modo, con quel Rito …come si possono permettere gli uomini
di cambiare il significato delle gesta e delle Parole".

Da subito ho capito che nella chiesa c'è qualcosa che non va e si fa
Contro l’insegnamento di Gesù.
In essa sono sorti falsi profeti e traditori. Ma chiesi aiuto
al mio Sacerdote sul significato delle ultime parole: "gli uomini che
cambiano il significato delle gesta e delle Parole?".

Con mia sorpresa mi fece notare che una parola della Consacrazione è stata
cambiata in modo fraudolento e non è come Gesù l'ha detta.
Hanno dissacrato la Bibbia cambiando le sue Parole di Verità e di
Vita.
Così scoprii la Parola cambiata. Gesù nell'ultima Cena, alla
Consacrazione del Calice disse: “Questo è il calice del Mio Sangue
… versato per voi e per MOLTI in remissione dei peccati".

Allora perché viene detto "tutti" al posto di “molti”?
All' annuncio del cambiamento della Parola, consultai subito la
Bibbia di Gerusalemme con la traduzione dalla CEI, della
Conferenza Episcopale Italiana e trovai nel racconto dell' istituzione
dell'Eucaristia sia in Matteo (Mt.20,28) che in Marco (Mc.14,24) solo la
Parola MOLTI.
Quale uomo di chiesa o la chiesa stessa può manomettere il Libro di
Dio?
Nessuno lo può fare! E' insulto a Dio!
Ma incuriosita chiesi ancora aiuto e mi documentai sulla "Verità
rifiutata" della parola MOLTI .
E così la trovai nella Lettera agli Ebrei 9,28; nella Lettera ai Romani
8,29; e ancora nel Vangelo di Marco al 10,45 dove Gesù stesso dice:
"Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma
per servire e dare la propria vita in riscatto per MOLTI".

Perfino Isaia annuncia questo (Is.53,11-12) "Il giusto Mio servo giustificherà
"molti", egli si addosserà la loro iniquità … E' stato
annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di "molti"
e intercedeva per i peccatori".

Sotto questa parola MOLTI pronunciata da Gesù, ci sta una verità,
che diventa eresia con parola "TUTTI" come ora si dice nella
Consacrazione del vino nella Messa.
In un messaggio ai Sacerdoti (P*28.05.03) Gesù richiama questa
Verità: "Con le nuove disposizioni a riguardo dell'Eucaristia, siate
fedeli al Rito Cristiano e non accettate altri cambiamenti … Mi
stanno dimenticando e non credono nell'efficacia della
Consacrazione Eucaristica, dove Io Mi manifesto: vero pane e vero
vino che si tramuta in Vero Cibo del Cristo morto per la salvezza di
"molti" e non di "tutti" i Miei fratelli"
.

Apriamo gli occhi fratelli per non cadere nei tranelli di Satana che
opera attraverso la Massoneria che è nella Chiesa.
Accogliamo l'invito di Gesù (P*20.04.03) "Siate dalla mia parte,
difendeteMi, riparateMi".

(P*08.03.03) "Siate coraggiosi e non lasciatevi coinvolgere dalla Massoneria”.

Gesù si rivolge ai Sacerdoti presenti in un'Adorazione in un
Convento di Clausura. (P*16.03.03) "Ho bisogno di anime che si
offrano. Non abbiate timore, Io sono con voi e vi aiuterò in questo
difficile cammino. Proclamate la Mia Parola, difendetela … a
spada tratta …Quando tutti i vostri Confratelli vi volteranno le
spalle non dovete temere, perché chi vincerà sarà Dio Padre …

Non perdetevi, perché altri non la pensano come voi, voi continua-
te …Io sono presente: sono presente in voi, nei Sacerdoti, mentre
distribuite la Comunione, mentre date l'Assoluzione, mentre proclamate
il Mio Vangelo".

Una persona del gruppo di preghiera, ha portato testimonianza; fece
dono ad un giovane Sacerdote, di un libro “Luce per le Sue creature”.
Questo Sacerdote, dopo averlo sfogliato, disse che era bene non
leggerlo perchè aveva discorsi fuorvianti.
Ma la persona chiese: “ma l’ha letto?”
“Ho dato un’occhiata e parla della ‘Comunione sulla mano’, che è
bene riceverla solo dalle mani del Sacerdote e in bocca!”
Ecco, era già in grado di dare il giudizio che il libro non andava letto;
è logico, perchè lui deve seguire l’insegnamento avuto, accettare sempre
tutto per ‘obbedienza’ quello che la “chiesa” istituisce come regola.

Ma Dio Padre ci dà un ordine ben preciso dicendo(P*05.09.03):
“Mi raccomando, dovete obbedire a quelle che sono le regole d’oro.
devono essere rispettate, non devono essere modificate, quelle sono
e quelle restano.
Qualsiasi cosa la chiesa d’ora in poi vorrà cambiare, voi rimanete
fedeli alle regole antiche! Mi raccomando, è un ordine che vi dà il
Padre vostro ... state pronti, perchè tante cose vorranno cambiare ...”.

Sempre più si constata che ci sono Sacerdoti che non credono appieno
alla presenza di Gesù Eucaristia, perchè vogliono essere fedeli alla
‘loro’ chiesa, dando obbedienza alle regole ora istituite e poco loro importa
se sono state cambiate; pensano che è giusto che anche la chiesa si
adegui ai tempi, e dicono: “Ma benedetta! siamo nel 2000, ma credete
ancora a questo? (riferendosi all’Eucaristia)”.
E allora noi fedeli cosa faremo: ascolteremo la chiesa che “ordina
nuove” regole, o ascolteremo Nostro Padre e le Sue Regole d’ Oro?
La Sua Volontà viene prima di tutto!
Ora facciamo un esempio molto semplice: se il dovere di obbedienza
viene posto in senso verticale, va verso Dio, se lo poniamo verso
l'uomo è orizzontale. Ognuno farà la sua scelta, ma se io "credo" e
voglio fare la Divina Volontà, la mia obbedienza di dovere va in verticale,
perché prima di tutto viene Dio.

E dopo, solo dopo, viene l'uomo con la sua autorità, purché sia
coerente con la Legge Divina, solo così potremo dare obbedienza.
Se è altrimenti, diventa una grave colpa che si ripercuoterà nella
nostra coscienza e di cui dovremo chiedere perdono e Misericordia per non aver messo in pratica le Sue “Regole d’Oro”.


Inserimento Tratto dall’APPENDICE
Del libro “PAROLE DI CIELO 2005” a Pag. 248-251

SANGUE OFFERTO PER VOI E PER “MOLTI”
Gesù ha detto la parola: “Molti!”
Maria SS. dice: “Questa è la formula esatta!”

Quello che dicono i Messaggi divini

Maria Santissima (P*16.11.05): “L’Amore non amato è presente, ma è come non ci fosse, se non che per pochi.
Allora vedete che, anche se Lui si offerse per tutti, non da tutti viene accettato. Così la formula è esatta: “Offerto per voi e per molti” (Mt.26,28), perché non tutti Lo riconoscono!”.


PERCHE’ LA MADONNA DICE ‘MOLTI’ ?

Maria Santissima dice ‘Molti’, perché fedele discepola del Signore, che ‘conserva nel cuore le Sue Parole’, insegna, come Madre e Maestra della Chiesa, solo quello che ha ricevuto da Gesù Suo Figlio, Maestro e Sommo Sacerdote.
La Sacra Scrittura non può che dare conferma alla parola “Molti”, detta da Gesù, confermata dalla Madonna e tramandata dalla Chiesa nella persona degli Apostoli.
Ecco la Parola tratta dalla Sacra Scrittura.

I testi in Greco, in Latino e in Italiano (nella traduzione della CEI), tutti riportano la parola: “Molti”, nelle parole della Consacrazione del Sangue di Gesù.
Inoltre la parola “Molti”, compare in altri parti della S. Scrittura, sia pronunciata da Gesù, che dai suoi Apostoli e Profeti.
Nell’ultima Cena, nella istituzione dell’Eucaristia, alla Consacrazione del vino, Gesù pronuncia queste parole, mentre compie il Suo Sacro Rito:

[Matteo] "Poi prese il Calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo:
"Bevetene tutti, perché questo è il Mio Sangue dell'Alleanza, versato per MOLTI, in remissione dei peccati"
(Mt.26,27-28).

[Marco] “Poi prese il Calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse:
"Questo è il Mio Sangue, il Sangue dell'Alleanza, versato per MOLTI"
(Mc.14,23-24).

Può mentire il Nostro Maestro? Oppure non sapeva quello che diceva? Forse si è sbagliato?
Chi può avere la pretesa di insegnargli o di correggerlo?

Anche in altre parti del Vangelo, Gesù conferma la parola “MOLTI” avendola usata di proposito, e che viene a trovarsi in sintonia con la Parola “molti” della Consacrazione.

[Marco (10,45)] Gesù dice: “ Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per MOLTI".

[Matteo (20,27-28)] Gesù dice: “…E colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire
e dare la sua vita in riscatto per MOLTI".

Altri passi della Sacra Scrittura (Vedi Bibbia della CEI, come nei testi in latino e greco) confermano lo stesso insegnamento del “MOLTI”.

[Lettera agli Ebrei (9,27-28)] "E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta
dopo di che viene il Giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di MOLTI, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza".

[Lettera agli Ebrei (2,10)] "Volendo portare MOLTI figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza".

[Lettera ai Romani (8,29)] "Poiché quelli che Egli da sempre ha conosciuto li ha anche
predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio Suo, perché Egli sia
il primogenito tra MOLTI fratelli…".

[Dal Profeta Isaia (53,11-12)] "… Il giusto Mio Servo giustificherà MOLTI.
Egli si addosserà la loro iniquità. Perciò Io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di MOLTI e intercedeva per i peccatori".

Chiediamoci allora: Da dove vieni fuori la parola “tutti” che non si trova nella Parola di Dio e che si usa “ora”nella liturgia della Messa alla consacrazione del vino?
Dalla Chiesa Apostolica fino ad ‘ora’, per due millenni, la Chiesa ha usato nel canone della Messa la parola “MOLTI” anche dopo il Concilio di Trento, fino al 26 marzo 1970. Che cosa è avvenuto?

Gesù, in un messaggio dato a Margherita, ci ammonisce (P*01.08.03): " Il Rito… deve essere eseguito come e nel modo che lo istituii e non come loro vogliono trasformare le cose [le regole umane!]... E se feci in quel modo, con quel rito.. Come si possono permettere gli uomini di cambiare il significato delle gesta [il Rito] e delle Parole?".

La stessa Madre Chiesa fa suo il lamento di Gesù e dichiara solennemente nella “Istruzione emanata dalla Sacra Congregazione dei Riti sul culto del Mistero Eucaristico”, chiamata “Redemptionis Sacramentum”, emanata il 25.03.2004, per volere del Papa Giovanni Paolo II, afferma così al N. 10:
“La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito da Cristo e costituisce parte immutabile della Liturgia” (S.C.N.21).

Noi sappiamo che Gesù ha pronunziato la parola “MOLTI”, e le Parole di Gesù non possono essere ‘toccate’, manipolate o cambiate.
Anche per questo la Parola di Dio (Eb.13,9.8) ci aveva messo in guardia: “Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine..”
Ed è peregrino non quello che è durato 2000 anni, ma quello che dura solo da 37 anni e non ha il suo fondamento sulle Parole di Gesù e degli Apostoli che ci hanno tramandato il Rito e le Parole del Signore!

Il Cristo nulla ha cambiato, perchè “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!”(Ebr.13,8).
E Gesù nei Messaggi ripete: (P*02.02.02): "Le Mie Regole non sono cambiate. I Miei insegnamenti sono sempre gli stessi, da duemila anni or sono, sono sempre uguali".

Ecco che la Mamma Santissima, che ben conosce la Parola del suo Gesù, in questo Messaggio ne spiega bene il significato.
“Anche se Lui si offerse per tutti, non da tutti viene accettato, così la formula [di Gesù] è esatta: “OFFERTO PER VOI E PER MOLTI”, perché non tutti lo riconoscono!”.
Lei, Maria Santissima, non fa altro che confermare il “MOLTI” detto da Gesù, dandocene anche la motivazione!
E ancora Lei, dice ai suoi figli Prediletti, di cui vede la ‘poca’ fede(P*25.01.04): "Figlia Mia, se avessero un pochino di più amore per questo loro Signore, lo imiterebbero di più; non si metterebbero a sostenere che il loro Dio, fattosi Carne e morto per i peccati di MOLTI suoi figli, che continuano a rinnegarlo, non sarebbero così maliziosamente tentati a dire che nell’Ostia Consacrata non c’è niente…".
Anche Gesù, nei suoi Messaggi ne parla ripetutamente e lo fa anche attraverso il suo Profeta Giovanni Battista, che dice (P*24.06.03):
“Il Cristo è morto e risorto per salvare MOLTI fratelli”.
Gesù in un accorato appello fatto in particolare ai Sacerdoti dice (P*28.05.03):
"…Il mondo chiede coerenza di vita cristiana, insegnamento del Santo Evangelo e viverlo in prima persona, proprio partendo dai sacerdoti che Mi stanno proprio dimenticando e non credono all' efficacia della Consacrazione Eucaristica, dove io mi manifesto, vero Pane e vero Vino che si tramuta in vero cibo del Cristo morto per la salvezza di MOLTI e non di " tutti " i miei fratelli. Quanti sono quelli che Mi amano veramente?".

Allora altro non resta che seguire Cristo che è la sola Verità (Gv.14,6), l’unico Maestro! (Mt.23,10), il capo della Chiesa (Ef.1,22/ Col.1,18).
Ecco che la Parola di Dio afferma: “Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Cristo Gesù!”(1 Cor.3,11).


NORME: SANTA MESSA E CULTO EUCARISTICO
(P*24.06.03) "Con molta semplicità compi ciò che il cielo ti chiede"
… "Prenditi informazioni e regole" … "Il fedele è bene che sappia
come comportarsi".

Ecco che allora vi porto alcuni punti importanti, che è bene che il
fedele sappia!
Vediamo assieme sinteticamente alcune norme circa il culto del
Mistero Eucaristico e la S. Messa pubblicato sull'Osservatore
Romano 24 maggio 1980.

Questa Istruzione, preparata dalla Sacra Congregazione per i
Sacramenti e il Culto Divino, è stata approvata il 17 aprile 1980 dal
Santo Padre Giovanni Paolo II, il quale, confermandola con la sua
autorità, ha ordinato che venisse pubblicata ed osservata da tutti gli
interessati.

(N. 8) Il pane per la celebrazione dell'Eucaristia, secondo tradizione di
tutta la Chiesa, deve essere unicamente di frumento e, secondo la tradizione
propria della Chiesa latina, azzimo….Non possono essere
aggiunti ingredienti estranei alla farina di frumento e all'acqua.

Il vino per la celebrazione Eucaristica deve essere tratto "dal frutto
della vite" (Lc. 22,18), naturale e genuino, cioè non misto a sostanze
estranee.
(N. 9) La Comunione è dono del Signore, che viene dato ai fedeli per
mezzo del ministro a ciò deputato, Non è ammesso che i fedeli prendano
essi stessi il Pane Consacrato e il Calice; e tanto meno che li
facciano passare dall'uno all'altro.
(N. 10) Il fedele, religioso o laico, autorizzato come ministro straordinario
dell'Eucaristia, potrà distribuire la Comunione soltanto quando
manchino il sacerdote, il diacono o l'accolito, quando il sacerdote è
impedito per infermità, per lo stato avanzato della sua età, o quando
il numero dei fedeli che si accostano alla Comunione sia così grande
da far prolungare eccessivamente la celebrazione della Messa.
111
(N. 20) E' quindi da riprovare l'atteggiamento di quei sacerdoti che, pur
presenti alla celebrazione, si astengono dal distribuire la Comunione.
(N. 11) la Chiesa ha sempre chiesto ai fedeli rispetto e riverenza verso
l'Eucaristia, nel momento in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa può essere ricevuta
dai fedeli sia in ginocchio che in piedi, secondo le norme stabilite
dalla Conferenza Episcopale. "Quando i fedeli ricevono la Comunione in ginocchio,
non è loro richiesto alcun segno di riverenza verso il Santissimo
Sacramento, perché lo stesso atto di inginocchiarsi esprime Adorazione.
Quando invece la ricevono in piedi, accostandosi all'altare processionalmente,
facciano un atto di riverenza prima di ricevere il
Sacramento, nel luogo e nel modo adatto, purché non sia turbato l'avvicendamento
dei fedeli.
(N. 21) L'Amen che i fedeli dicono, quando ricevono la Comunione, è un
atto di fede personale nella presenza di Cristo…
(N. 13) Anche dopo la Comunione il Signore rimane presente sotto le
specie
. Pertanto distribuita la Comunione, le sacre particole rimaste
siano consumate o portate dal ministro competente al luogo della
riserva Eucaristica.
(N. 15) Si osservino le regole prescritte per la purificazione del calice e
degli altri vasi sacri che hanno contenuto la Specie Eucaristiche.
(N. 16) Particolare rispetto e cura sono dovuti ai vasi sacri sia al calice
che alla patena per la celebrazione dell'Eucaristia…….Non possono
essere usati semplici cestini o altri recipienti destinati all'uso comune
fuori delle sacre celebrazioni…..Il calice e le patene, prima di
essere adoperati, devono essere benedetti dal Vescovo o da un presbitero
(25)
(N. 17) Si raccomandi ai fedeli di non tralasciare, dopo la Comunione, un
giusto e doveroso ringraziamento,
sia nella celebrazione stessa, con un
tempo di silenzio, con un inno o un salmo o un altro canto di lode (26),
112
sia dopo la celebrazione, rimanendo possibilmente in orazione per un
congruo spazio di tempo.

(N. 18) Così è noto, i ruoli che la donna può svolgere nell'assemblea
liturgica sono vari: fra i quali, la lettura della Parola di Dio e la proclamazione
delle intenzioni nella preghiera dei fedeli.
Non sono però
permesse alle donne le funzioni dell'accolito (ministrante) (27).
(N. 19) ……Nelle celebrazioni che si fanno nelle case private si assumono
le norme della Istruzione Actio pastoralis del 15 maggio 1962 ( 29)
(N. 25) Il tabernacolo deve essere solido, inviolabile, e non trasparente (35).
Davanti ad esso, dove la presenza dell'Eucaristia sarà indicato dal
conopeo
(drappo di seta che ricopre il Tabernacolo) o da altro mezzo
idoneo stabilito dall'autorità competente, deve ardere perennemente
una lampada, come segno di onore reso al Signore
(36).
(N. 26) Dinanzi al Santissimo Sacramento chiuso nel tabernacolo o
Pubblicamente esposto, si mantenga la veneranda prassi di genuflettere
in segno di adorazione
(37). Questo atto richiede che ad esso sia data
un'anima. Affinché il cuore si pieghi dinanzi a Dio in profonda riverenza,
la genuflessione non sia né frettolosa, né sbadata.
(N. 27) Se qualche cosa fosse stato introdotto in contrasto con queste
Disposizioni deve essere corretto.
Parlando della liturgia, della chiesa e la sua genuina natura afferma:
"ha la caratteristica di essere nello stesso tempo umana e divina, visibile,
ma dotata di realtà invisibili, fervente nell'azione e dedita alla
contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina; tutto questo
in modo che ciò che in lei è umano sia ordinato e subordinato al
Divino, il visibile all'invisibile, l'azione alla contemplazione, la realtà
presente alla futura città verso la quale siamo incamminati" (39).
Senza questo equilibrio, viene svisato il vero volto della liturgia cristiana.
L'articolo termina riportando alcune parole che pronunciò il
Pontefice Paolo VI in seguito alle prescrizioni del Concilio
Vaticano II , ne riporto una parte: "E' fatto assai grave, quando si
introduce la divisione proprio là, dove Congregavit nos in unum
Christi amor, cioè nella Liturgia e nel sacrificio Eucaristico, rifiutando
il rispetto dovuto alle norme stabilite in materia Liturgica.
"E' in nome della tradizione che domandiamo a tutti i nostri figli, a
tutte le comunità cattoliche, di celebrare, nella dignità e nel fervore,
la Liturgia rinnovata" (41).

I vescovi , "regolatori, fautori e custodi di tutta la vita liturgica nella
chiesa loro affidata (42), sapranno trovare le vie più idonee per una
solerte e ferma applicazione di queste norme per la Gloria di Dio e il
bene della Chiesa".

Aggiungo altre note dal Codice del Diritto Canonico

(Can. 917) La piena partecipazione alla Messa si attua e si manifesta
con la Comunione sacramentale. Chi pertanto, pur essendosi già
accostato alla mensa Eucaristica, parteciperà nello stesso giorno ad
un'altra Messa, potrà nel corso di essa, ricevere nuovamente, cioè una
seconda volta la Comunione.
(Can.919 - 1) Chi intende ricevere la Santissima Eucaristia si astenga
per lo spazio di almeno un'ora prima della sacra Comunione da qualunque
cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua e le medicine.
3) Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone
addette alle loro cure, possono ricevere la Santissima Eucaristia
anche se hanno preso qualcosa entro l'ora antecedente.
(Can.947) Dall'offerta delle Messe deve essere assolutamente tenuta
lontana anche l'apparenza di contrattazione o di commercio.
(Can.948) Devono essere applicate Messe distinte secondo le intenzioni
di coloro per i quali singolarmente l'offerta, anche se esigua, è
stata data e accettata.
114


Tempi e luoghi della celebrazione Eucaristica
(Cap.1 art.4 can.932 )

1) La Celebrazione Eucaristica venga compiuta nel luogo sacro, a
meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro; nel
quale caso la Celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso.
2) Il sacrificio Eucaristico si deve compiere sopra un altare dedicato
o benedetto; fuori dal luogo sacro può essere usato un tavolo adatto,
purché sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale.

I Sacramentali
(Parte II titolo I)
(Can.1171) Le cose Sacre, quelle cioè che sono destinate al culto
Divino con la dedicazione o la benedizione, siano trattate con riverenza
e non siano adoperate per usi profani o impropri, anche se sono
in possesso di privati.
(Can. 1172) (1) Nessuno può proferire legittimamente esorcismi
sugli ossessi, se non ne ha ottenuto dall'Ordinario del luogo peculiare
ed espressa licenza.
(2) L'Ordinario del luogo conceda tale licenza solo al sacerdote che
sia ornato di pietà, di scienza,di prudenza e d'integrità di vita.
115

LA REALE PRESENZA
NELL'OSTIA CONSACRATA

(3° Libro Pag. 116-121)

Stavo pregando con la liturgia delle Ore e il mio sguardo andava
spesso a posarsi sulle immagini di Gesù Eucaristia nei miracoli Eucaristici.
Il mio morale era a terra, e avevo un nodo alla gola ed ero pronta a
scoppiare in lacrime ogni momento.
Ripensavo a quante volte il Signore ha manifestato la Sua presenza
viva, in un'Ostia Consacrata, costretto ancora a ricordare ai suoi figli
la veridicità della transustanziazione.
Povero Gesù, quanto soffrire ancora, come poterlo aiutare! Me ne
sarei stata lì in ginocchio, in preghiera continuamente, ero stata a
Messa, mi ero di nuovo offerta vittima dell'Eucaristia per riparare le
offese, chiedere perdono per i Sacerdoti che non ci credono.
A casa mi sono poi lasciata andare a dare sfogo al pianto che mi
opprimeva al petto, sentivo dolore, apprensione, disgusto, mi sentivo
anch'io sporca, anch'io ero in colpa per tutte le volte che i pensieri
avevano seguito i dubbi che il nemico mi metteva, e ora non mi rimaneva
che offrire il mio dolore.

La mia riflessione, il mio sfogo fu questo:
"O Gesù abbi pietà di me, perdona le mie mancanze.
Io ti chiedo perdono, chiedo riparazione, ti offro queste lacrime,
questo pentimento, anche per i miei fratelli,
quelli che sono nel peccato,
quelli che non credono in Te…
e quelli che continuano ad offenderti…
Oh! Gesù abbi misericordia,…
fa che tutti trovino pentimento sincero
nel non credere alla Tua presenza viva in quest'Ostia…
nel non credere che Tu parli ai tuoi figli.
Perdona anche i miei dubbi Gesù!…Perdona!
Sento nel mio cuore tanta amarezza,…
tanto disgusto per questi comportamenti sbagliati…
Penso ai miei cari, a mio fratello, vorrei tanto parlargli,
Gesù, illuminami…
salvali tutti…pensano alle cose del mondo…e come hai detto Tu,
non se ne accorgono del temporale che sta per arrivare.
O Dio mio perdona i nostri errori…(pianto a dirotto).."

A questo punto sento che Gesù mi vuole parlare e inizia il messaggio
nel quale ho sentito molto forte la Sua sofferenza:
Ora desidero meditarlo con voi.
Tu mi dici Gesù: (P*30.05.03) "Lascia scorrere le tue lacrime, figlia,
che bagnino, che bagnino i cuori aridi,che bagnino le anime dei
Miei consacrati, i miei figli, che dovrebbero adorarMi per primi e
non lo fanno,(1) … perché non credono … non credono in Me, ...
non credono che Io ci sono dentro quest’Ostia, …".

Tante volte sentiamo giudizi negativi sui sacerdoti e noi ci stiamo
male, perché pensiamo che loro dovrebbero essere al di sopra di ogni
tentazione, pensiamo che loro non possono sbagliare, che quello che
ci dicono dovrebbe essere verità di fede.
Ma ora, sempre più si notano lacune e si capisce che anche loro sono
tentati dal nemico e forse più di noi.
Riprende Gesù: "Non si rendono conto, … non se ne rendono
conto, di quanto male stanno facendo a tutti i miei figli … annullando
così la possibilità che tutti si salvino …".

Certo che se il sacerdote celebra l'Eucaristia e non ci crede alla presenza
viva di Gesù, non può che dare cattivo esempio, perché la fede
è basata sul Cristo, sulla promessa che sempre sarebbe rimasto in
mezzo a noi.
……………………………………….
(1) I puntini corrispondono a interruzioni segnate dal pianto e da un profondo
dolore.

Nella Lettera Enciclica "Ecclesia de Eucaristia”, del Sommo Pontefice
Giovanni Paolo II del 17 aprile 2003 (nel 25° del suo pontificato), si legge : "…Il Sacrificio Eucaristico è "fonte e apice di tutta la vita cristiana". "Infatti, nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e Pane Vivo, che mediante la Sua Carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà vita agli uomini".
Ma se loro, che sono i nostri Pastori, arrivano a dire che è solo una
celebrazione di ricordo e che in quell'Ostia Gesù non c'è: poveri loro,
e poveri noi!
I fratelli che vanno a messa solo per tradizione, non potranno essere
cristiani ferventi e credenti, ma seguendo i loro sacerdoti che sono in
errore, rischiano di perdersi del tutto e Gesù continua a dirmi con
tanto rammarico e tra il pianto: "Tanti danno retta a loro, … tanti
sono convinti che loro sono nella verità, … e così, anche i Miei figli
li seguono con questa convinzione, perché loro sono i sacerdoti,
loro sono la chiesa, loro Mi rappresentano".

Qui mi sentivo lacerare il petto mentre Gesù addoloratissimo si fa più
incisivo nel suo dire:
"Ma come Mi stanno rappresentando? …Come! … Io non sono un
Padre che può lasciare soli i figli, … Io non sono un Padre che
castiga, così come sta succedendo adesso!… E' il loro stesso esempio,
il loro modo di fare, … che porta tutto al peccato, alla distruzione
di se stessi e della chiesa in sé".

Questi fratelli sacerdoti, che sono caduti nell'errore di non credere,
hanno bisogno di essere aiutati con la preghiera e con il nostro esempio
cristiano, a superare tante prove, ad essere veri sacerdoti figli
prediletti.
Loro stessi dovrebbero essere coraggiosi nel dire; pregate per me,
perché anch'io posso sbagliare, anch'io ho bisogno di essere sostenuto
con la preghiera dei fedeli, anch'io sono un uomo fragile e posso
cadere nell'errore, nel peccato, nel giudizio e posso dare indicazioni
che poi si rivelano errate.
"Offrite queste lacrime, …
questo pentimento per i Miei figli caduti nell'errore di non
credere! …
Abbiano a ricredersi, …abbiano a vedere, constatare che ancora
succede questo, che ancora, …alle parole del Sacerdote,
Io Mi manifesto, Io Mi rendo visibile, reale in chi ha gli occhi dello
spirito aperti alla Mia venuta, alla Mia reale presenza in
quell'Ostia”.

Per primi dovrebbero darci esempio di virtù, digiunare con gioia e
insegnare che così il nostro spirito si eleva di più verso Dio, e che la
preghiera fatta in Adorazione al Santissimo è più efficace nel produrre
grazie in cambio.
Ma il Signore è proprio stanco di questi figli che tengono un atteggiamento
di distacco o di non curanza nei confronti del Tabernacolo,
dice: "Oh! Figli degeneri, cosa dovrei fare ancora ...
che non ho fatto per attirarvi a Me … per non farvi sbagliare, …
per non farvi cadere nel tranello del nemico Mio, che da sempre ha
ostacolato il bene".

Lo sappiamo bene che per chi vuole camminare nella via stretta, indicata
da Gesù e Maria SS., non è facile e il nemico è sempre pronto a
frapporsi, cercando di farci deviare, ingannandoci, o mettendoci
dubbi.
E' geloso se ci vede felici anche nella sofferenza, lui ci disturba, ma
noi accorgendoci che sono sue tentazioni, offriamo sacrifici e preghiere,
chiediamo perdono e così lui si trova escluso dalla nostra vita.
"Oh lui è geloso dei Miei figli che Mi amano …è geloso di ogni
vostro atto d'amore che fate nei Miei confronti e in quelli della Mia
Santissima Madre.
Eh, lui è ostinato, vuol combattere fino all'ultimo momento che gli
sia possibile toglierMi ancora figli …
ma queste anime che ho creato, che ho voluto, no! Non le avrà più,
tanti ritorneranno a Me, sentiranno una calamita nel loro cuore,
… sentiranno quanto strazio c'è dentro al Mio cuore … quanto
male Mi hanno fatto … Quanto hanno sbagliato!".

E ancora il Signore rende angoscioso e disperato il Suo dire e con
forza mi fa percepire tutta la Sua amarezza per i figli Sacerdoti, chiede
pentimento, chiede che rinnovino i voti di Consacrazione alla
Chiesa che rivuole Santa.
"Pentitevi amaramente, pentitevi … confessate la vostra colpa nel
non aver creduto. Ogni attimo che passa è pericoloso, è pericoloso
aspettare, fatelo al più presto e consacratevi di nuovo, rinnovate la
Consacrazione, figli Miei sacerdoti,
rinnovate il vostro impegno alla Chiesa che deve essere:
Una, Santa, Cattolica, Apostolica, … come Io l'ho istituita! No
come voi l'avete trasformata! …
(ne segue un lungo pianto) Dio Mio! Dio Mio! … Non abbandonarMi un'altra volta! …”

Che strazio sentire il Mio Gesù pronunciare queste parole, per i suoi
prediletti figli, che non lo seguono più, che hanno rimodernato la
Liturgia, le Sue leggi per seguire il mondo, per andare in braccio al
nemico di Dio!
Eppure il Codice di diritto canonico parla chiaro: (al cap.III can.279)
"…Seguano la solida dottrina fondata sulla Sacra Scrittura, tramandata
dal passato e comunemente accolta dalla Chiesa, secondo quanto
viene determinato particolarmente dai documenti dei Concili e dei
Romani Pontefici, evitando le vane novità e la falsa scienza".

Seguire il Papa Giovanni Paolo II !
Magari tutti seguissero il Pastore, le pecore non sarebbero alla sbando,
ma anche il Pontefice si sentirà come Gesù, abbandonato e non
seguito da un gran numero dei suoi figli.
Ma il Signore ancora spera, ancora sprona, ancora implora il Padre
ripetendo:
"Dio Mio! Dio Mio! … Non abbandonarMi un'altra volta!
…Fa che questi figli tornino a Me, … pentiti e risanati, ripuliti da
ogni peccato, da ogni colpa … siano pieni di fervore,…
nel poter trasformare il male che hanno fatto …trasformarlo in
un'opera grandiosa di amore che si riverserà sulla terra, da fratello
in fratello, da anima a anima".

Voglia Dio Padre esaudire la supplica del Figlio suo e trasformare
tutto il male in bene.
"Esploderà questo amore, esploderà vi dico, abbiate certezza di questo".
-------

N. B. Questo messaggio del 30 maggio 2003 lo trovate integrale sui messaggi ai sacerdoti.


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