
DIFENDIAMO
GESU' EUCARISTIA
3° Libro dell’Opera Pag. 99-115
Carissimi,
fratelli in Cristo, vogliamo tutti assieme dare
giustizia a
Gesù Eucaristia, come ci suggerisce la Mamma
SS. (P*31.05.03) "Fate
petizioni come fedeli cristiani, chiedete che la
S. Eucaristia venga
degnamente consumata come in origine e non come
fanno adesso”.
Forza fratelli e sorelle, siamo o no convinti che
in quell'Ostia vi è il
Corpo e il Sangue del nostro Redentore Gesù?
Avanti dunque senza
paura e reclamiamo ciò che al popolo di Dio
gli spetta di diritto.
Oggi, con la scusa che i tempi sono cambiati, tante
cose hanno trasformato,
hanno agevolato e reso permissive.
Mai come adesso si nota tanto disinteresse, e tanta
indifferenza
religiosa e così non sai se chi ti sta davanti
accetta una parola su
Gesù, o su tutto ciò che riguarda
la Chiesa.
Di queste persone la Mamma Santissima dice (P*19.05.03)
: "Questi
figli non si rendono conto della loro disastrosa
vita che vivono, credono
di essere i "per bene" e invece sono pecore
che hanno disperso
la loro strada e non trovano più quella che
potrebbe riportare
all'ovile".
Nella
Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il
bene spirituale della
Chiesa, ma, "…se
nell'insegnamento dottrinale, nella predicazione
e
nella vita non si riesce a manifestare l'unione
tra vita quotidiana ed
Eucaristia, la frequenza Eucaristica finisce per
venire trascurata".
(cfr. Giovanni Paolo II, Catechesi nell'Udienza
generale 12.05.99)
Povero Gesù, che tanto ha dovuto patire per
formare la Sua Chiesa
Una - Santa - Cattolica - Apostolica e ora sta vedendo
lo sfacelo tra le
sue membra e non la riconosce più per tanto
è cambiata!
E per quanto ancora vorranno cambiare, si raccomanda
Gesù:
(P*28.05.03) "…perché
desidero che i sacerdoti non prendano "sottogamba",
come dite voi, il problema che si verrà a
creare con le
nuove disposizioni che ci saranno a riguardo dell'Eucaristia.
Siate
Miei testimoni, fedeli al Rito Cristiano e non accettate
altri cam-
biamenti, ma ribadite che ciò che il mondo
chiede è:
COERENZA DI VITA CRISTIANA,
INSEGNAMENTO del SANTO EVANGELO
e VIVERLO IN PRIMA PERSONA, proprio partendo dai
sacerdoti".
Anche
noi facciamo parte della Chiesa e siamo le sue membra,
ma
che membra siamo?
Attive, addormentate, intorpidite o morte?
Non certo siamo come il Cristo: "Santo,
innocente, senza macchia".
(Eb.7,26)
Noi siamo membra della Chiesa che però sono
esposte alla tentazione,
e spesso cadono miseramente in peccato.
E Gesù
ancora ci sta chiedendo: "Cosa
posso fare che ancora non ho fatto”,
per farci capire
che veramente e sostanzialmente Lui è presente
ed è pronto
a donarsi a noi, però non essere profanato!
Vogliamo dargli la Dignità che gli spetta,
l'Onore, la Lode, la Riparazione!
Coloro che sono alla guida e che hanno la responsabilità
di portare le pecore all'ovile, sappiano che esse
vogliono seguire e imitare
il Buon Pastore. Ma per poter fare questo, hanno
bisogno che i pastori,
i Sacerdoti impersonino in tutto il Cristo, proprio
come dice la Parola di Cielo
(P*28.05.03):
"Consono deve essere l'agire e il dire, devono
essere
coerenti, coerenti, coerenti.
Eredi di Cristo siete e vi state comportando come
il Cristo?
Chiedetevelo!".
E noi vogliamo essere Chiesa viva e desideriamo
con tutto il cuore
che questa prassi, di prendere la Comunione in piedi
e in mano,
venga abolita, per tornare ad inginocchiarsi davanti
al nostro Re
Santissimo e con il dovuto rispetto riceverlo in
bocca dalle mani di
Sacerdoti Santi, che credono alla presenza reale
di Gesù nell’Ostia Santa.
Dice Dio Padre: (P*31.05.03) "Avanti figlie
mie! Siete assieme a
tanti altri che andrete a formare barriera contro
la dissacrazione
dell'Eucaristia. Opponetevi!
Siete mio popolo eletto e, come tale, vi invio a
portare a tutti le Mie
Volontà! Siate sinceri, siate sereni e obbedite
al Padre.
Orsù, coraggio, difendete Mio Figlio, difendetelo
e onoratelo!".
Nella
lettera Enciclica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo
II al
punto 10 si legge: "In
tanti luoghi poi, l'Adorazione del Santissimo
Sacramento trova ampio spazio quotidiano e diventa
sorgente inesauribile
di santità".
Come è bello entrare in chiesa dove tutto
è preparato per l'Adorazione,
nel raccoglimento, "La
devota partecipazione dei fedeli alla processione
Eucaristica, nella Solennità del Corpo di
Cristo è una grazia del
Signore che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa",
ma sempre
se vi partecipano consapevoli di essere alla presenza
di Gesù.
Altri
segni positivi di fede e di amore Eucaristici si
potrebbero menzionare.
Purtroppo a queste luci, non mancano delle ombre.
Infatti vi sono luoghi dove vi si registra un pressoché
completo
abbandono del culto di Adorazione Eucaristica".
Infatti Maria Santissima chiede: (P*21.11.01) "Adoratelo
spesso il Mio
Gesù, adoratelo anche a casa mentre fate
i lavori: un pensiero rivolgetelo
a Lui che è solo nel Tabernacolo, volgete
lo sguardo a Lui, è
molto triste, tanti, troppi sono i figli che non
lo guardano più…".
Continua il Pontefice: "Si
aggiungono, nell'uno o nell'altro contesto
ecclesiale, abusi che contribuiscono ad oscurare
la retta fede e la dottrina
cattolica su questo mirabile Sacramento.
Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva
del Mistero
Eucaristico".
Comunione
in bocca
Ora,
in questo tempo, noi fedeli ci troviamo a dover
combattere spesso
contro falsi riformatori della Liturgia.
Ci sono Sacerdoti che arrivano "all'imposizione",
obbligando i fedeli
a ricevere la Comunione in mano, anche quando per
diritto, si può
liberamente riceverla in bocca.
Ascoltiamo il rimprovero del Papa Paolo VI per vescovi
e sacerdoti,
fatto nel documento "Dominicae Cenae"
al n° 11 "Avviene
pure che
non è tenuta in conto la libera scelta e
volontà di coloro che, anche
dove è stata autorizzata la distribuzione
della Comunione sulla mano,
preferiscono attenersi all'uso di riceverla in bocca".
Allora chiediamo con diritto, che ogni cristiano
che lo desidera possa
ricevere Gesù in bocca.
Nessuno può imporre come obbligatoria la
regola umana non voluta
da Gesù e che è oltraggiosa del Suo
Divino Volere, che cioè, "mani non
Consacrate" tocchino l'Eucaristia.
A questo proposito è bene consultare il “nostro”
primo Libro (pag.223
- 233) e il secondo Libro ( pag.260- 268).
È molto precisa e severa la norma che salvaguarda
il toccare con le
mani Gesù Eucaristia nel documento "Inaestimabile
Donum".
Al n° 10 dice: "Il
fedele, religioso o laico autorizzato come Ministro
straordinario
della Eucaristia, potrà distribuire la Comunione
soltanto quando
manchino il Sacerdote, il Diacono o l'Accolito,
quando il Sacerdote
è impedito per infermità o per lo
stato avanzato della sua età, quando
il numero dei fedeli, che si accostano alla Comunione
sia così grande
da far prolungare eccessivamente la celebrazione
della Messa.
È quindi da riprovare l'atteggiamento di
quei Sacerdoti che, pur presenti
alla celebrazione, si astengano dal distribuire
la Comunione,
lasciandone il compito ai laici".
(P*28.05.03)
"Questi Sacerdoti
"disgustano" tanti fedeli figli che
vorrebbero sacerdoti santi da imitare e non a doverli
rimproverare.
Stanno sbagliando troppo, e con troppa facilità
si nascondono dietro
alla parola "obbedienza".
Un ordine umano che è in contrasto con un
ordine Divino, non può e
non deve essere eseguito, perchè
“bisogna ubbidire a
Dio prima
che agli uomini” (At. 5,29).
La Mamma Santissima questo ha rivelato: (P*31.05.03)
"Quel Pane
spezzato non fu dato in mano, ma appoggiato alla
bocca di ognuno
degli Apostoli e quando l'ebbero mangiato fu donato
loro pure il
vino, a segnare la Pasqua del figlio Mio".
E Gesù a due Sacerdoti così diceva:
(P*20.04.03) "La
Comunione distribuitela
in bocca, non preoccupatevi di quello che sarà,
Io sono
con voi, combatteremo assieme. Non siate turbati,
non preoccupatevi,
rimanete sereni mentre obbedite alla Mia Volontà".
“I
fedeli non prendano essi stessi il Pane Consacrato"
Il
sacerdote nella Messa non si appartiene, non è
padrone, come dice
l'ultima Enciclica del Papa "Ecclesia de Eucaristia"
al n° 29, citando
il Concilio Vaticano II, che afferma: "Il
Sacerdote ministeriale compie il
Sacrificio Eucaristico in persona di Cristo".
"In Persona Cristi".
Vuol dire "nella specifica
Sacramentale identificazione col Sommo
ed Eterno Sacerdote, che è l'autore e il
principale soggetto di questo
Suo proprio Sacrifico".
Allora fratelli Sacerdoti se è Gesù
che celebra in voi, come può Gesù
contraddire se stesso facendo in modo diverso il
Rito Eucaristico che
per duemila anni ha celebrato nello stesso modo?
Che forse la Parola di Dio è cambiata?
Noi
sappiamo che Cristo
"è lo stesso ieri, oggi e sempre".
(Ebr.13,8)
Dice Gesù (P*01.08.03) : "E
se Io feci in quel modo con quel rito,
come si possono permettere gli uomini di cambiare
il significato
delle gesta e delle Parole?".
Il Rito di Gesù e del Sacerdote "in
persona di Gesù" è: "Prese
il
pane … lo diede ai suoi discepoli".
Solo Gesù diede il Pane Consacrato e questo
è il Suo Rito Santo,
allora nessuno può "servirsi" senza
riceverlo dalle mani del
Sacerdote-Cristo e il Sacerdote non può invitare
nessuno a far "self
service".
La
vera Chiesa Apostolica di Gesù per questo
ha dato chiaramente
questa norma nel documento "Inaestimabile Donum"
del 03.04.1980
al n° 9 "La Comunione
è un dono del Signore che viene dato ai fedeli
per mezzo del ministro a ciò deputato.
NON E' AMMESSO che i fedeli prendano essi stessi
il Pane
Consacrato e il Sacro Calice; e tanto meno che li
facciano passare
dall'uno all'altro”.
E Gesù nel giorno di Pasqua, dando risposte
a due Sacerdoti dice:
(P*20.04.03) "Sono
pronto a darvi chiarimenti su ciò che volevate
sapere.
L'Eucaristia va presa solo dalle mani del
Sacerdote,
non voglio che mani non consacrate Mi prendano".
Inserimento Tratto dall’APPENDICE
Del libro “PAROLE DI CIELO 2005” a Pag.
245-246
GESU’
E LA MAMMA SS.
CHIEDONO DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA
Quello che dicono i Messaggi Divini
Gesù
invita il suo Strumento ad incontrarlo nella Santa
Messa e gli dice:
(P*25.10.05) “Domani
ti aspetto a riceverMi nell’Eucaristia”.
Poi le chiede, supplicandola:
“RiceviMi
sempre in bocca, bimba mia, accogliMi nel tuo cuore
con amore e devozione”.
Gesù avendo davanti a Sè i milioni
di persone che compiono il “tremendo errore”
di riceverlo sulle loro mani, ancora la supplica
di “Non
permettere che altri cadano in questo tremendo errore
di riceverMi nelle loro mani, no!”.
Quindi le suggerisce la ‘catechesi’
da fare, perché ricevano ‘bene’
la Comunione:
“Devi dire
loro che è bene che sia il Sacerdote a posarmi
nella loro bocca, sulla lingua;
Dopo di questo, chiede e invita ‘chi può’
a riceverLo in ginocchio.
“Sì,
e chi può lo faccia in ginocchio”.
Praticamente Gesù soffre per le mancanze
di ‘rispetto’, che Gli sono dovute,
perché Lui è il nostro Re Sovrano,
Re Salvatore.
“Abbiano
il massimo rispetto nel venire a contatto con il
loro Re, Salvatore Eterno.
Io sono e sarò per sempre il loro Sovrano
e a nessuno permetterò di usurpare a Me ciò
che di diritto mi appartiene da sempre”.
Gesù
in questo Messaggio dice espressamente di voler
essere ricevuto in bocca e in ginocchio!
In questo ultimo tempo, regole ‘umane’,
vanno contro questo desiderio-comando di Gesù.
Dal
1981 è iniziato questo ‘Tremendo errore’
e Gesù, Capo della Chiesa, Sacerdote e Vittima,
chiede che cessi questo oltraggio.
Eppure Egli, Gesù, aveva detto (P*02.02.02):
"Le Mie Regole
non sono cambiate, i Miei insegnamenti sono sempre
gli stessi; da duemila anni, or sono, sono sempre
uguali!".
E
la Mamma Santissima, nell’Opera della Triade
d’Amore, sollecita i suoi figli a darsi da
fare, perché tutto questo non abbia a continuare.
(P*31.05.03) “Donatevi
figli, donatevi senza remore, senza vincoli ufficiali;
siate semplici figli desiderosi di ascoltare il
Padre.
Far rivalutare il Figlio vi chiede…fate petizioni
come fedeli figli cristiani, chiedete che la Santa
Eucaristia venga degnamente consumata come in origine
e non come fanno adesso!”.
Lei,
la Madre della Chiesa, fa luce sul Rito fatto dal
Suo Gesù, “Primo
Sacerdote di Dio".
La Mamma dice chiaramente (P*31.05.03):
“Quel pane
spezzato non fu dato in mano ma appoggiato alla
bocca di ognuno degli Apostoli…”.
E Gesù, il Capo del Corpo che è la
Chiesa, il “Pastore grande delle pecore”(Ebr.13,20),
dice ai Sacerdoti (P*24.04.03):
L’Eucaristia
va presa solo dalle mani del sacerdote: Non voglio
che mani non consacrate mi prendano, distribuitela
in bocca!..
Io sono con voi.. combatteremo insieme.. non preoccupatevi!
Rimanete sereni mentre obbedite alla Mia Volontà!”.
Le
Disposizioni della Chiesa, a questo proposito, dicono
[R. C. E C. E. N.21]:
“Nel distribuire
la S. Comunione si conservi la consuetudine di deporre
la particola del Pane Consacrato sulla lingua dei
comunicandi, consuetudine che poggia su una tradizione
plurisecolare”. Allora quello
che è iniziato nel 1981 è veramente
“peregrino”,
e la Parola dice di non ‘'Lasciarci
sviare da dottrine diverse e peregrine”(Ebr.13,9).
OGNI
FEDELE
HA IL DIRITTO DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA!
Inoltre,
la Chiesa dice ai Sacerdoti che non ‘vogliono’
dare la Comunione in bocca, di non (1Pt.5,3)
‘spadroneggiare’sul gregge dei
fedeli, perché [R. S. N.92 - 93 2004] :
N.92. “Ogni
fedele [ha] sempre il diritto di ricevere, a sua
scelta, la Comunione in bocca…".
Ecco cari fedeli, che ci viene garantito di poter
fare la Comunione come chiede Gesù. E poiché
siamo liberi, non continuiamo a oltraggiare il Signore
ricevendo la Comunione sulla mano, seguendo le
‘regole umane’!
“NON
È AMMESSO CHE IL FEDELE
POSSA FARSI LA COMUNIONE DA SE STESSO!”.
Tutto
questo è confermato dal Rito di Gesù
e dalle Disposizioni della Chiesa.
Il
Rito Divino fatto da Gesù stesso, dice che
“prese il pane
e lo diede loro”.
Nel Vangelo di Marco
troviamo: “Mentre
mangiavano prese il pane, disse la Benedizione,
lo spezzò e lo diede loro…"
(Mc.14,22). “Poi
prese un calice e rese grazie, lo diede loro…"
(Mc.14,23).
Il Vangelo di Matteo
dice: “Mentre mangiavano,
Gesù prese del pane, pronunziò la
preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede
ai suoi discepoli…" (Mt.26,26).
“Quindi prese un calice,
rese grazie e lo diede loro…"
(Mt.26,27).
Il Vangelo di Luca
dice: “Poi,
preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo
diede loro…" (Lc.22,19).
Le Disposizioni della Chiesa, in Obbedienza al Rito
di Gesù, dicono [IN.D. N.9 03.04.1980]:
“La Comunione è
un dono del Signore, che viene dato ai fedeli per
mezzo del ministro a ciò deputato.
Non è ammesso che i fedeli prendano
essi stessi il Pane Consacrato e il Sacro Calice,
e tanto meno che li facciano passare dall’uno
all’altro”.
E ancora [R.S. N.94 25.03. 2004]:
“Non è
consentito ai fedeli di “prendere da sé
e tanto meno passarsi tra loro di mano in mano”
la Sacra Ostia o il Sacro Calice".
E inoltre viene precisato [R.S. N.104 25.03. 2004]:
“Non si permetta
al comunicando di intingere da sé l’Ostia
nel Calice..”.
[Concilio di Trento Sess.XIII “De Eucharistia”,
c .8]
“L’uso
che solo il Sacerdote dia la comunione con le sue
mani consacrate è tradizione apostolica”.
Genuflessione
alla Comunione
Un
altro desiderio del vero figlio di Dio e del cristiano
fervoroso è
quello di ricevere Gesù in ginocchio perché
solo questo è l'unico
atteggiamento giusto della creatura davanti al Suo
Creatore.
Sempre mi hanno colpito le Parole di S. Paolo che
dicono la grandezza
di Gesù e il nostro nulla.
Dice che per l'obbedienza di Gesù fino alla
morte di Croce, Dio Padre
104
"L'
ha esaltato … perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra".
(Fil.6,11)
Ora capisco, come non mai, perché Gesù
Eucaristia, Dio con il Padre
e lo Spirito Santo, lo prendevano in ginocchio.
Quanto mi fa soffrire il declassamento e “l'accecamento”
(2Cor.4,4)
nei riguardi di Gesù Eucaristico per cui
non gli diamo più il 1° posto
che gli spetta!.
Eppure le norme Liturgiche richiedono di dare a
Dio ciò che è di Dio.
Nel Messale e nel Documento "Inaestimabile
Donum" al n° 11, la
chiesa così parla e richiede: "La
chiesa ha sempre richiesto ai fedeli
rispetto e riverenza verso l'Eucaristia nel momento
in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa
può essere
ricevuta dai fedeli sia in ginocchio che in piedi,
secondo le norme
stabilite dalla Conferenza Episcopale. "Quando
i fedeli ricevono la
Comunione in ginocchio, non è loro richiesto
alcun segno di riverenza
verso il SS. Sacramento, perché lo stesso
atto di inginocchiarsi
esprime Adorazione.
Quando invece, la ricevono in piedi, accostandosi
all'altare processionalmente,
facciano un atto di riverenza prima di ricevere
il
Sacramento, nel luogo e nel modo adatto, purché
non sia turbato
l'avvicendamento dei fedeli".
Nessuno vieta, se non è disturbato "l'avvicendamento"
dei fedeli, di
fare la genuflessione a Gesù, Re Sacramentato
o all'uscita del banco
o ricevendo la Comunione per ultimi e poiché
è
richiesta la "riverenza",
non può essere impedita neanche dai
Sacerdoti, salvo "l'avvicendamento", di
ricevere Gesù in ginocchio.
L'unica "riverenza" degna di Dio è
la genuflessione!.
Quanti Sacerdoti non vogliono più alcuna
genuflessione e con prepotenza
offendono Dio e i fratelli e così fanno perdere
la fede nella
presenza Reale di Gesù Eucaristico!
La
Mamma Santissima è contenta se questo faremo.
Lei si esprime
così: (P*31.05.03) "Oh,
se tutti riprendessero la dolce abitudine di
riverenza autentica, e non di ciò che a tutti
vi suona di falsa ipocrisia".
A me, la Mamma, dopo aver ricevuto Gesù in
ginocchio, così
mi parlò: (P*27.05.03) "La
consolazione che mi hai dato nell'inginocchiarti
a ricevere il Mio Gesù, mi ha gratificato
e resa felice".
Il giorno dopo Gesù le fa eco: (P*28.05.03)
"Sono tanto felice
anch'Io
nel vedere che vuoi fare ciò che più
mi è gradito in ogni cosa …fare
la Comunione in ginocchio. Sì, figlia mia,
continua così e Mi riparerai
da tante offese che ricevo, ti sono grato".
Adoriamo "ora" in ginocchio con fede e
amore Gesù Eucaristico
prima che ci venga imposto dalla Potenza di Dio:
"Ogni ginocchio
si piegherà davanti a Me".
(Rom.14,11)
Inserimento Tratto dall’APPENDICE
Del libro “PAROLE DI CIELO 2005” a Pag.
247-248
GESU’ E MARIA
CHIEDONO DI FARE LA COMUNIONE IN GINOCCHIO
Quello che dicono i Messaggi divini
(P*21.10.05) Gesù: “Chi
può, faccia la Comunione in ginocchio”
La
MAMMA SS. dopo aver detto (P*31.05.03) che "quel
Pane spezzato non fu dato in mano, ma appoggiato
alla bocca di ognuno degli Apostoli",
dice ancora:
"Oh! se tutti
riprendessero la dolce abitudine di riverenza autentica
e non di cio' che a tutti vi suona di falsa ipocrisia"
La Mamma SS. ci fa capire bene cosa intende per
" riverenza autentica
" quando, rivolgendosi a Margherita
di Gesù, le aveva detto (P*27.05.O3):
"La consolazione
che mi hai dato nell' inginocchiarti a ricevere
il Mio Gesù, mi ha gratificato e resa felice.
Abbi coraggio, bimba mia, e fallo sempre.
I bimbi seguono l'esempio, e tu sii esempio
per altri, almeno dove puoi".
Il
giorno dopo anche Gesù le manifesta tutta
la sua gioia, dicendo che lei fa a Lui
"ciò che più gli è gradito".
(P*28.05.03) : "Sono
tanto felice anch'io nel vedere che vuoi fare cio'
che più mi è gradito in ogni cosa,
ossia fare adorazione, fare la comunione in ginocchio.
Sì, figlia mia, continua così e Mi
riparerai da tante
offese che ricevo. Ti sono grato e manifesto a te
la Mia gioia.
Grazie, bimba mia, abbi perseveranza e ascolta sempre
la voce del cuore".
E
la Mamma SS. ancor più ci sorprende, quando
svela a Margherita un "segreto". Le dice
(P*06.10.03):
"Sai, quando
vai a ricevere il Mio Gesù, prima di te Io
mi prostro a terra per riverirlo e onorarLo, mentre
(tu) ti vai a inginocchiare per riceverlo. E questo
mi dà tanta gioia”.
IL
FEDELE
PUO’ RICEVERE LA COMUNIONE IN GINOCCHIO!
La
Chiesa Madre, ha ridato ai fedeli il diritto di
adorare il Re, ricevendo la Comunione, come da sempre
si era fatto, perché Gesù è
sempre Dio “ieri, oggi e sempre”. Non
può essere negata al fedele la Santa Comunione
qualora si mettesse in ginocchio per riceverla.
Grazie Madre Chiesa!
Al N.91 della (R.S.) così dispone la Chiesa:
“Nella distribuzione
della Santa Comunione è da ricordare che
“ i Ministri sacri non possono negare
i Sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente,
siano disposti nel debito modo
e non abbiano dal Diritto la proibizione di riceverli
” (Can. 843; Can. 815).
Pertanto
ogni cattolico battezzato, che non sia impedito
dal diritto, deve essere ammesso
alla Sacra Comunione. Non è lecito quindi
negare ad un fedele la S. Comunione, per la semplice
ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia
in ginocchio oppure in piedi”.
Fratelli
obbediamo a Gesù, anche se a volte ci costa
umiliazioni. Egli infatti dice :
“Chi può”, perchè
non sempre viene rispettato, da alcuni Operai della
Vigna questo diritto di Dio e dei suoi figli. Se
questo non fosse possibile, ci viene data un’altra
possibilità.
Ecco
un altro documento della Chiesa[IN.D. N.11] [E.
M. N.34]:
“La chiesa
ha sempre chiesto ai fedeli rispetto e riverenza
verso l’Eucaristia, nel momento in cui la
ricevono.
Quanto al modo di accostarsi
alla Comunione, questa può essere ricevuta
dai fedeli sia in ginocchio che in piedi, secondo
le norme stabilite dalla Conferenza Episcopale.
Quando i fedeli
ricevono la Comunione in ginocchio, non è
loro richiesto alcun segno di riverenza verso il
SS. Sacramento, perché lo stesso atto di
inginocchiarsi esprime adorazione.
Quando
invece la ricevono in piedi, accostandosi all’altare
processionalmente, facciano un atto di riverenza
prima di ricevere il Sacramento, nel luogo e nel
modo adatto,
purchè non sia turbato l’avvicendamento
dei fedeli”.
L’ultimo
documeto [R.S. N.90] del 2004 ‘sembra sollecitare’
ancora la “debita riverenza al Sacramento”.
“ I fedeli si comunicano
in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza
dei Vescovi”
“ Quando si comunicano stando in piedi, si
raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento,
facciano la debita riverenza, da stabilire dalle
stesse norme”.
Purtroppo
stiamo aspettando queste norme per adorare Gesù
nell’Eucarestia, ma in 25 anni nulla ci è
stato indicato.
Ma ogni cuore che ama sa adorare, difendere, riparare
il Re dei Re! Così sia!
Faremo allora, come indicato, la
genuflessione al Re ‘nel luogo e nel modo
adatto’, facendo tutto con umiltà,
fede e amore, senza ‘farsi notare’ e
Gesù accoglierà questo gesto di adorazione
anche per quelli che non lo fanno.

"Sangue
versato per voi e per molti"
Gesù
dice: "Difendetemi!".
Allora è bene fare presente un'altra Verità
su Gesù e sulla Messa.
Nel Messaggio del 1 agosto 2003 , c'è un'espressione
di Gesù che è
serio richiamo e che suona anche come rimprovero,
ed è bene chiarirla poichè
ha attirato la mia attenzione.
Dice: "Il Rito …
deve essere eseguito come e nel modo che Io istituii,
e non come loro vogliono trasformare le cose …E
se feci in
quel modo, con quel Rito …come si
possono permettere gli uomini
di cambiare il significato delle gesta e delle Parole".
Da
subito ho capito che nella chiesa c'è qualcosa
che non va e si fa
Contro l’insegnamento di Gesù.
In essa sono sorti falsi profeti e traditori. Ma
chiesi aiuto
al mio Sacerdote sul significato delle ultime parole:
"gli uomini che
cambiano il significato delle gesta e delle Parole?".
Con mia sorpresa mi fece notare che una parola della
Consacrazione è stata
cambiata in modo fraudolento e non è come
Gesù l'ha detta.
Hanno dissacrato la Bibbia cambiando le sue Parole
di Verità e di
Vita.
Così scoprii la Parola cambiata. Gesù
nell'ultima Cena, alla
Consacrazione del Calice disse: “Questo
è il calice del Mio Sangue
… versato per voi e per MOLTI in remissione
dei peccati".
Allora
perché viene detto "tutti" al posto
di “molti”?
All' annuncio del cambiamento della Parola, consultai
subito la
Bibbia di Gerusalemme con la traduzione dalla CEI,
della
Conferenza Episcopale Italiana e trovai nel racconto
dell' istituzione
dell'Eucaristia sia in Matteo (Mt.20,28) che in
Marco (Mc.14,24) solo la
Parola MOLTI.
Quale uomo di chiesa o la chiesa stessa può
manomettere il Libro di
Dio?
Nessuno lo può fare! E' insulto a Dio!
Ma incuriosita chiesi ancora aiuto e mi documentai
sulla "Verità
rifiutata" della parola MOLTI .
E così la trovai nella Lettera agli Ebrei
9,28; nella Lettera ai Romani
8,29; e ancora nel Vangelo di Marco al 10,45 dove
Gesù stesso dice:
"Il Figlio dell'uomo
infatti non è venuto per essere servito,
ma
per servire e dare la propria vita in riscatto per
MOLTI".
Perfino Isaia annuncia questo (Is.53,11-12) "Il
giusto Mio servo giustificherà
"molti", egli si addosserà la loro
iniquità … E' stato
annoverato fra gli empi, mentre egli portava il
peccato di "molti"
e intercedeva per i peccatori".
Sotto questa parola MOLTI pronunciata da Gesù,
ci sta una verità,
che diventa eresia con parola "TUTTI"
come ora si dice nella
Consacrazione del vino nella Messa.
In un messaggio ai Sacerdoti (P*28.05.03) Gesù
richiama questa
Verità: "Con
le nuove disposizioni a riguardo dell'Eucaristia,
siate
fedeli al Rito Cristiano e non accettate altri cambiamenti
… Mi
stanno dimenticando e non credono nell'efficacia
della
Consacrazione Eucaristica, dove Io Mi manifesto:
vero pane e vero
vino che si tramuta in Vero Cibo del Cristo
morto per la salvezza di
"molti" e non di "tutti" i Miei
fratelli".
Apriamo
gli occhi fratelli per non cadere nei tranelli di
Satana che
opera attraverso la Massoneria che è nella
Chiesa.
Accogliamo l'invito di Gesù (P*20.04.03)
"Siate dalla mia
parte,
difendeteMi, riparateMi".
(P*08.03.03) "Siate
coraggiosi e non lasciatevi coinvolgere dalla Massoneria”.
Gesù
si rivolge ai Sacerdoti presenti in un'Adorazione
in un
Convento di Clausura. (P*16.03.03) "Ho
bisogno di anime che si
offrano. Non abbiate timore, Io sono con voi e vi
aiuterò in questo
difficile cammino. Proclamate la Mia Parola,
difendetela … a
spada tratta …Quando tutti i vostri Confratelli
vi volteranno le
spalle non dovete temere, perché chi vincerà
sarà Dio Padre …
Non perdetevi, perché altri non la pensano
come voi, voi continua-
te …Io sono presente: sono presente in voi,
nei Sacerdoti, mentre
distribuite la Comunione, mentre date l'Assoluzione,
mentre proclamate
il Mio Vangelo".
Una
persona del gruppo di preghiera, ha portato testimonianza;
fece
dono ad un giovane Sacerdote, di un libro “Luce
per le Sue creature”.
Questo Sacerdote, dopo averlo sfogliato, disse che
era bene non
leggerlo perchè aveva discorsi fuorvianti.
Ma la persona chiese: “ma l’ha letto?”
“Ho dato un’occhiata e parla della ‘Comunione
sulla mano’, che è
bene riceverla solo dalle mani del Sacerdote e in
bocca!”
Ecco, era già in grado di dare il giudizio
che il libro non andava letto;
è logico, perchè lui deve seguire
l’insegnamento avuto, accettare sempre
tutto per ‘obbedienza’ quello che la
“chiesa” istituisce come regola.
Ma
Dio Padre ci dà un ordine ben preciso dicendo(P*05.09.03):
“Mi raccomando,
dovete obbedire a quelle che sono le regole d’oro.
devono essere rispettate, non devono essere modificate,
quelle sono
e quelle restano.
Qualsiasi cosa la chiesa d’ora in
poi vorrà cambiare, voi rimanete
fedeli alle regole antiche! Mi raccomando, è
un ordine che vi dà il
Padre vostro ... state pronti, perchè tante
cose vorranno cambiare ...”.
Sempre
più si constata che ci sono Sacerdoti che
non credono appieno
alla presenza di Gesù Eucaristia, perchè
vogliono essere fedeli alla
‘loro’ chiesa, dando obbedienza alle
regole ora istituite e poco loro importa
se sono state cambiate; pensano che è giusto
che anche la chiesa si
adegui ai tempi, e dicono: “Ma benedetta!
siamo nel 2000, ma credete
ancora a questo? (riferendosi all’Eucaristia)”.
E allora noi fedeli cosa faremo: ascolteremo la
chiesa che “ordina
nuove” regole, o ascolteremo Nostro Padre
e le Sue Regole d’ Oro?
La Sua Volontà viene prima di tutto!
Ora facciamo un esempio molto semplice: se il dovere
di obbedienza
viene posto in senso verticale, va verso Dio, se
lo poniamo verso
l'uomo è orizzontale. Ognuno farà
la sua scelta, ma se io "credo"
e
voglio fare la Divina Volontà, la mia obbedienza
di dovere va in verticale,
perché prima di tutto viene Dio.
E dopo, solo dopo, viene l'uomo con la sua autorità,
purché sia
coerente con la Legge Divina, solo così potremo
dare obbedienza.
Se è altrimenti, diventa una grave colpa
che si ripercuoterà nella
nostra coscienza e di cui dovremo chiedere perdono
e Misericordia per non aver messo in pratica le
Sue “Regole d’Oro”.
Inserimento Tratto dall’APPENDICE
Del libro “PAROLE DI CIELO 2005” a Pag.
248-251
SANGUE
OFFERTO PER VOI E PER “MOLTI”
Gesù
ha detto la parola: “Molti!”
Maria SS. dice: “Questa è la formula
esatta!”
Quello che dicono i Messaggi
divini
Maria
Santissima (P*16.11.05):
“L’Amore non amato è presente,
ma è come non ci fosse, se non che per pochi.
Allora vedete che, anche se Lui si offerse per tutti,
non da tutti viene accettato. Così la formula
è esatta: “Offerto per voi e per
molti” (Mt.26,28), perché non tutti
Lo riconoscono!”.
PERCHE’ LA MADONNA DICE ‘MOLTI’
?
Maria
Santissima dice ‘Molti’, perché
fedele discepola del Signore, che ‘conserva
nel cuore le Sue Parole’, insegna, come Madre
e Maestra della Chiesa, solo quello che ha ricevuto
da Gesù Suo Figlio, Maestro e Sommo Sacerdote.
La Sacra Scrittura non può che dare conferma
alla parola “Molti”, detta da Gesù,
confermata dalla Madonna e tramandata dalla Chiesa
nella persona degli Apostoli.
Ecco la Parola tratta dalla Sacra Scrittura.
I
testi in Greco, in Latino e in Italiano (nella traduzione
della CEI), tutti riportano la parola: “Molti”,
nelle parole della Consacrazione del Sangue di Gesù.
Inoltre la parola “Molti”, compare in
altri parti della S. Scrittura, sia pronunciata
da Gesù, che dai suoi Apostoli e Profeti.
Nell’ultima Cena, nella istituzione
dell’Eucaristia, alla Consacrazione del vino,
Gesù pronuncia queste parole, mentre compie
il Suo Sacro Rito:
[Matteo]
"Poi
prese il Calice e, dopo aver reso grazie, lo diede
loro, dicendo:
"Bevetene tutti, perché questo
è il Mio Sangue dell'Alleanza, versato per
MOLTI, in remissione dei peccati"
(Mt.26,27-28).
[Marco]
“Poi
prese il Calice e rese grazie, lo diede loro e ne
bevvero tutti. E disse:
"Questo è il Mio Sangue, il
Sangue dell'Alleanza, versato per MOLTI"
(Mc.14,23-24).
Può
mentire il Nostro Maestro? Oppure non sapeva quello
che diceva? Forse si è sbagliato?
Chi può avere la pretesa di insegnargli o
di correggerlo?
Anche
in altre parti del Vangelo, Gesù conferma
la parola “MOLTI” avendola
usata di proposito, e che viene a trovarsi in sintonia
con la Parola “molti” della Consacrazione.
[Marco
(10,45)] Gesù dice: “
Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto
per essere servito, ma per servire e dare la propria
vita in riscatto per MOLTI".
[Matteo
(20,27-28)] Gesù dice: “…E
colui che vorrà essere il primo tra voi,
si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell'uomo, che non è
venuto per essere servito, ma per servire
e dare la sua vita in riscatto per MOLTI".
Altri
passi della Sacra Scrittura (Vedi Bibbia della CEI,
come nei testi in latino e greco) confermano lo
stesso insegnamento del “MOLTI”.
[Lettera
agli Ebrei (9,27-28)] "E
come è stabilito per gli uomini che muoiano
una sola volta
dopo di che viene il Giudizio, così Cristo,
dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo
di togliere i peccati di MOLTI, apparirà
una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato,
a coloro che l’aspettano per la loro salvezza".
[Lettera
agli Ebrei (2,10)] "Volendo
portare MOLTI figli alla gloria, rendesse perfetto
mediante la sofferenza il capo che li ha guidati
alla salvezza".
[Lettera
ai Romani (8,29)] "Poiché
quelli che Egli da sempre ha conosciuto li ha anche
predestinati ad essere conformi all’immagine
del Figlio Suo, perché Egli sia
il primogenito tra MOLTI fratelli…".
[Dal
Profeta Isaia (53,11-12)] "…
Il giusto Mio Servo giustificherà MOLTI.
Egli si addosserà la loro iniquità.
Perciò Io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino, perché
ha consegnato se stesso alla morte ed è stato
annoverato fra gli empi, mentre egli portava il
peccato di MOLTI e intercedeva per i peccatori".
Chiediamoci
allora: Da dove vieni fuori la parola “tutti”
che non si trova nella Parola di Dio e che si usa
“ora”nella liturgia della Messa alla
consacrazione del vino?
Dalla Chiesa Apostolica fino ad ‘ora’,
per due millenni, la Chiesa ha usato nel canone
della Messa la parola “MOLTI” anche
dopo il Concilio di Trento, fino al 26 marzo 1970.
Che cosa è avvenuto?
Gesù,
in un messaggio dato a Margherita, ci ammonisce
(P*01.08.03):
" Il Rito… deve essere eseguito come
e nel modo che lo istituii e non come loro vogliono
trasformare le cose [le regole umane!]...
E se feci in quel modo, con quel rito.. Come si
possono permettere gli uomini di cambiare il significato
delle gesta [il Rito] e delle Parole?".
La
stessa Madre Chiesa fa suo il lamento di Gesù
e dichiara solennemente nella “Istruzione
emanata dalla Sacra Congregazione dei Riti sul culto
del Mistero Eucaristico”, chiamata “Redemptionis
Sacramentum”, emanata il 25.03.2004, per volere
del Papa Giovanni Paolo II, afferma così
al N. 10:
“La stessa
Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò
che è stato stabilito da Cristo e costituisce
parte immutabile della Liturgia” (S.C.N.21).
Noi
sappiamo che Gesù ha pronunziato
la parola “MOLTI”,
e le Parole di Gesù non possono essere ‘toccate’,
manipolate o cambiate.
Anche per questo la Parola di Dio (Eb.13,9.8) ci
aveva messo in guardia: “Non
lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine..”
Ed è peregrino non quello che è durato
2000 anni, ma quello che dura solo da 37 anni e
non ha il suo fondamento sulle Parole di Gesù
e degli Apostoli che ci hanno tramandato il Rito
e le Parole del Signore!
Il
Cristo nulla ha cambiato, perchè “Gesù
Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!”(Ebr.13,8).
E Gesù nei Messaggi ripete: (P*02.02.02):
"Le Mie Regole
non sono cambiate. I Miei insegnamenti sono sempre
gli stessi, da duemila anni or sono, sono sempre
uguali".
Ecco
che la Mamma Santissima, che ben conosce la Parola
del suo Gesù, in questo Messaggio ne spiega
bene il significato.
“Anche se
Lui si offerse per tutti, non da tutti viene accettato,
così la formula [di Gesù] è
esatta: “OFFERTO PER VOI E PER MOLTI”,
perché non tutti lo riconoscono!”.
Lei, Maria Santissima, non fa altro che confermare
il “MOLTI”
detto da Gesù, dandocene anche la motivazione!
E ancora Lei, dice ai suoi figli Prediletti, di
cui vede la ‘poca’ fede(P*25.01.04):
"Figlia Mia, se avessero
un pochino di più amore per questo loro Signore,
lo imiterebbero di più; non si metterebbero
a sostenere che il loro Dio, fattosi Carne e morto
per i peccati di MOLTI suoi figli, che
continuano a rinnegarlo, non sarebbero così
maliziosamente tentati a dire che nell’Ostia
Consacrata non c’è niente…".
Anche Gesù, nei suoi Messaggi ne parla ripetutamente
e lo fa anche attraverso il suo Profeta Giovanni
Battista, che dice (P*24.06.03):
“Il Cristo
è morto e risorto per salvare MOLTI fratelli”.
Gesù in un accorato appello fatto in particolare
ai Sacerdoti dice (P*28.05.03):
"…Il mondo
chiede coerenza di vita cristiana, insegnamento
del Santo Evangelo e viverlo in prima persona, proprio
partendo dai sacerdoti che Mi stanno proprio dimenticando
e non credono all' efficacia della Consacrazione
Eucaristica, dove io mi manifesto, vero Pane e vero
Vino che si tramuta in vero cibo del Cristo morto
per la salvezza di MOLTI e non di " tutti "
i miei fratelli. Quanti sono quelli che
Mi amano veramente?".
Allora
altro non resta che seguire Cristo che è
la sola Verità (Gv.14,6), l’unico Maestro!
(Mt.23,10), il capo della Chiesa (Ef.1,22/ Col.1,18).
Ecco che la Parola di Dio afferma: “Nessuno
può porre un fondamento diverso da quello
che già vi si trova, che è Cristo
Gesù!”(1 Cor.3,11).

NORME:
SANTA MESSA E CULTO EUCARISTICO
(P*24.06.03) "Con
molta semplicità compi ciò che il
cielo ti chiede"
… "Prenditi informazioni e regole"
… "Il fedele è bene che sappia
come comportarsi".
Ecco che allora vi porto alcuni punti importanti,
che è bene che il
fedele sappia!
Vediamo assieme sinteticamente alcune norme circa
il culto del
Mistero Eucaristico e la S. Messa pubblicato sull'Osservatore
Romano 24 maggio 1980.
Questa Istruzione, preparata dalla Sacra Congregazione
per i
Sacramenti e il Culto Divino, è stata approvata
il 17 aprile 1980 dal
Santo Padre Giovanni Paolo II, il quale, confermandola
con la sua
autorità, ha ordinato che venisse pubblicata
ed osservata da tutti gli
interessati.
(N.
8) Il
pane per la celebrazione dell'Eucaristia,
secondo tradizione di
tutta la Chiesa, deve
essere unicamente di frumento e,
secondo la tradizione
propria della Chiesa latina, azzimo….Non
possono essere
aggiunti ingredienti estranei alla farina di frumento
e all'acqua.
Il vino per la celebrazione Eucaristica deve essere
tratto "dal frutto
della vite" (Lc. 22,18), naturale e genuino,
cioè non misto a sostanze
estranee.
(N. 9)
La Comunione è dono del Signore, che viene
dato ai fedeli per
mezzo del ministro a ciò deputato, Non è
ammesso che i fedeli prendano
essi stessi il Pane Consacrato e il Calice; e tanto
meno che li
facciano passare dall'uno all'altro.
(N. 10) Il
fedele, religioso o laico, autorizzato come ministro
straordinario
dell'Eucaristia, potrà distribuire la Comunione
soltanto quando
manchino il sacerdote, il diacono o l'accolito,
quando il sacerdote è
impedito per infermità, per lo stato avanzato
della sua età, o quando
il numero dei fedeli che si accostano alla Comunione
sia così grande
da far prolungare eccessivamente la celebrazione
della Messa.
111
(N. 20)
E' quindi da riprovare l'atteggiamento di quei sacerdoti
che, pur
presenti alla celebrazione, si astengono dal distribuire
la Comunione.
(N. 11)
la Chiesa ha sempre chiesto ai fedeli rispetto e
riverenza verso
l'Eucaristia, nel momento in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa
può essere ricevuta
dai fedeli sia in ginocchio che in piedi, secondo
le norme stabilite
dalla Conferenza Episcopale. "Quando
i fedeli ricevono la Comunione in ginocchio,
non è loro richiesto alcun segno di riverenza
verso il Santissimo
Sacramento, perché lo stesso atto di inginocchiarsi
esprime Adorazione.
Quando invece la ricevono
in piedi, accostandosi all'altare processionalmente,
facciano un atto di riverenza
prima di ricevere il
Sacramento, nel luogo e nel modo adatto, purché
non sia turbato l'avvicendamento
dei fedeli.
(N. 21)
L'Amen che i fedeli dicono, quando
ricevono la Comunione, è un
atto di fede personale nella presenza di Cristo…
(N. 13)
Anche dopo la Comunione il Signore rimane presente
sotto le
specie. Pertanto distribuita la Comunione,
le sacre particole rimaste
siano consumate o portate dal ministro competente
al luogo della
riserva Eucaristica.
(N. 15)
Si osservino le regole prescritte per la purificazione
del calice e
degli altri vasi sacri che hanno contenuto la Specie
Eucaristiche.
(N. 16)
Particolare rispetto e cura sono dovuti ai vasi
sacri sia al calice
che alla patena per la celebrazione dell'Eucaristia…….Non
possono
essere usati semplici cestini o altri recipienti
destinati all'uso comune
fuori delle sacre celebrazioni…..Il calice
e le patene, prima di
essere adoperati, devono essere benedetti dal Vescovo
o da un presbitero
(25)
(N. 17)
Si
raccomandi ai fedeli di non tralasciare, dopo la
Comunione, un
giusto e doveroso ringraziamento, sia nella
celebrazione stessa, con un
tempo di silenzio, con un inno o un salmo o un altro
canto di lode (26),
112
sia dopo la celebrazione,
rimanendo possibilmente in orazione per un
congruo spazio di tempo.
(N. 18)
Così è noto, i ruoli che la
donna può svolgere nell'assemblea
liturgica sono vari: fra i quali, la
lettura della Parola di Dio e la proclamazione
delle intenzioni nella preghiera dei fedeli.
Non sono però
permesse alle donne le funzioni dell'accolito (ministrante)
(27).
(N. 19) ……Nelle
celebrazioni che si fanno nelle case private si
assumono
le norme della Istruzione Actio pastoralis del 15
maggio 1962 ( 29)
(N. 25)
Il tabernacolo deve essere solido, inviolabile,
e non trasparente (35).
Davanti ad esso, dove la presenza
dell'Eucaristia sarà indicato dal
conopeo (drappo di seta che ricopre il Tabernacolo)
o da altro mezzo
idoneo stabilito dall'autorità competente,
deve ardere perennemente
una lampada, come segno di onore reso al Signore
(36).
(N. 26)
Dinanzi
al Santissimo Sacramento chiuso nel tabernacolo
o
Pubblicamente esposto, si
mantenga la veneranda prassi di genuflettere
in segno di adorazione (37). Questo atto
richiede che ad esso sia data
un'anima. Affinché il cuore si pieghi dinanzi
a Dio in profonda riverenza,
la genuflessione non sia né
frettolosa, né sbadata.
(N. 27) Se
qualche cosa fosse stato introdotto in contrasto
con queste
Disposizioni deve essere corretto.
Parlando della liturgia, della chiesa e la sua genuina
natura afferma:
"ha la caratteristica di essere nello stesso
tempo umana e divina, visibile,
ma dotata di realtà invisibili, fervente
nell'azione e dedita alla
contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina;
tutto questo
in modo che ciò che in lei è umano
sia ordinato e subordinato al
Divino, il visibile all'invisibile, l'azione alla
contemplazione, la realtà
presente alla futura città verso la quale
siamo incamminati" (39).
Senza questo equilibrio, viene svisato il vero volto
della liturgia cristiana.
L'articolo termina riportando alcune parole che
pronunciò il
Pontefice Paolo VI in seguito alle prescrizioni
del Concilio
Vaticano II , ne riporto una parte: "E' fatto
assai grave, quando si
introduce la divisione proprio là, dove Congregavit
nos in unum
Christi amor, cioè nella Liturgia e nel sacrificio
Eucaristico, rifiutando
il rispetto dovuto alle norme stabilite in materia
Liturgica.
"E' in nome della tradizione
che domandiamo a tutti i nostri figli, a
tutte le comunità cattoliche, di celebrare,
nella dignità e nel fervore,
la Liturgia rinnovata"
(41).
I vescovi , "regolatori, fautori e custodi
di tutta la vita liturgica nella
chiesa loro affidata (42), sapranno trovare le vie
più idonee per una
solerte e ferma applicazione di queste norme per
la Gloria di Dio e il
bene della Chiesa".
Aggiungo
altre note dal Codice del Diritto Canonico
(Can.
917) La piena partecipazione alla
Messa si attua e si manifesta
con la Comunione sacramentale. Chi pertanto, pur
essendosi già
accostato alla mensa Eucaristica, parteciperà
nello stesso giorno ad
un'altra Messa, potrà nel corso di essa,
ricevere nuovamente, cioè una
seconda volta la Comunione.
(Can.919 - 1)
Chi intende ricevere la Santissima Eucaristia si
astenga
per lo spazio di almeno un'ora prima della sacra
Comunione da qualunque
cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua
e le medicine.
3) Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche
infermità e le persone
addette alle loro cure, possono ricevere la Santissima
Eucaristia
anche se hanno preso qualcosa entro l'ora antecedente.
(Can.947) Dall'offerta delle Messe deve essere assolutamente
tenuta
lontana anche l'apparenza di contrattazione o di
commercio.
(Can.948) Devono essere applicate Messe distinte
secondo le intenzioni
di coloro per i quali singolarmente l'offerta, anche
se esigua, è
stata data e accettata.
114
Tempi e luoghi della
celebrazione Eucaristica
(Cap.1 art.4 can.932 )
1) La Celebrazione Eucaristica
venga compiuta nel luogo sacro, a
meno che in un caso particolare la necessità
non richieda altro; nel
quale caso la Celebrazione deve essere compiuta
in un luogo decoroso.
2) Il sacrificio Eucaristico si
deve compiere sopra un altare dedicato
o benedetto; fuori dal luogo sacro può essere
usato un tavolo adatto,
purché sempre ricoperto di una tovaglia e
del corporale.
I
Sacramentali
(Parte II titolo I)
(Can.1171)
Le cose Sacre, quelle cioè che sono destinate
al culto
Divino con la dedicazione o la benedizione, siano
trattate con riverenza
e non siano adoperate per usi profani o impropri,
anche se sono
in possesso di privati.
(Can. 1172)
(1) Nessuno può proferire legittimamente
esorcismi
sugli ossessi, se non ne ha ottenuto dall'Ordinario
del luogo peculiare
ed espressa licenza.
(2) L'Ordinario del luogo conceda tale licenza solo
al sacerdote che
sia ornato di pietà, di scienza,di prudenza
e d'integrità di vita.
115

LA
REALE PRESENZA
NELL'OSTIA CONSACRATA
(3° Libro Pag. 116-121)
Stavo
pregando con la liturgia delle Ore e il mio sguardo
andava
spesso a posarsi sulle immagini di Gesù Eucaristia
nei miracoli Eucaristici.
Il mio morale era a terra, e avevo un nodo alla
gola ed ero pronta a
scoppiare in lacrime ogni momento.
Ripensavo a quante volte il Signore ha manifestato
la Sua presenza
viva, in un'Ostia Consacrata, costretto ancora a
ricordare ai suoi figli
la veridicità della transustanziazione.
Povero Gesù, quanto soffrire ancora, come
poterlo aiutare! Me ne
sarei stata lì in ginocchio, in preghiera
continuamente, ero stata a
Messa, mi ero di nuovo offerta vittima dell'Eucaristia
per riparare le
offese, chiedere perdono per i Sacerdoti che non
ci credono.
A casa mi sono poi lasciata andare a dare sfogo
al pianto che mi
opprimeva al petto, sentivo dolore, apprensione,
disgusto, mi sentivo
anch'io sporca, anch'io ero in colpa per tutte le
volte che i pensieri
avevano seguito i dubbi che il nemico mi metteva,
e ora non mi rimaneva
che offrire il mio dolore.
La
mia riflessione, il mio sfogo fu questo:
"O Gesù abbi pietà
di me, perdona le mie mancanze.
Io ti chiedo perdono, chiedo riparazione, ti offro
queste lacrime,
questo pentimento, anche per i miei fratelli,
quelli che sono nel peccato,
quelli che non credono in Te…
e quelli che continuano ad offenderti…
Oh! Gesù abbi misericordia,…
fa che tutti trovino pentimento sincero
nel non credere alla Tua presenza viva in quest'Ostia…
nel non credere che Tu parli ai tuoi figli.
Perdona anche i miei dubbi Gesù!…Perdona!
Sento nel mio cuore tanta amarezza,…
tanto disgusto per questi comportamenti sbagliati…
Penso ai miei cari, a mio fratello, vorrei tanto
parlargli,
Gesù, illuminami…
salvali tutti…pensano alle cose del mondo…e
come hai detto Tu,
non se ne accorgono del temporale che sta per arrivare.
O Dio mio perdona i nostri errori…(pianto
a dirotto).."
A
questo punto sento che Gesù mi vuole parlare
e inizia il messaggio
nel quale ho sentito molto forte la Sua sofferenza:
Ora desidero meditarlo con voi.
Tu mi dici Gesù: (P*30.05.03) "Lascia
scorrere le tue lacrime, figlia,
che bagnino, che bagnino i cuori aridi,che bagnino
le anime dei
Miei consacrati, i miei figli, che dovrebbero adorarMi
per primi e
non lo fanno,(1) … perché non credono
… non credono in Me, ...
non credono che Io ci sono dentro quest’Ostia,
…".
Tante
volte sentiamo giudizi negativi sui sacerdoti e
noi ci stiamo
male, perché pensiamo che loro dovrebbero
essere al di sopra di ogni
tentazione, pensiamo che loro non possono sbagliare,
che quello che
ci dicono dovrebbe essere verità di fede.
Ma ora, sempre più si notano lacune e si
capisce che anche loro sono
tentati dal nemico e forse più di noi.
Riprende Gesù: "Non
si rendono conto, … non se ne rendono
conto, di quanto male stanno facendo a tutti i miei
figli … annullando
così la possibilità che tutti si salvino
…".
Certo che se il sacerdote celebra l'Eucaristia e
non ci crede alla presenza
viva di Gesù, non può che dare cattivo
esempio, perché la fede
è basata sul Cristo, sulla promessa che sempre
sarebbe rimasto in
mezzo a noi.
……………………………………….
(1) I puntini
corrispondono a interruzioni segnate dal pianto
e da un profondo
dolore.
Nella
Lettera Enciclica "Ecclesia de Eucaristia”,
del Sommo Pontefice
Giovanni Paolo II del
17 aprile 2003 (nel 25° del
suo pontificato), si legge : "…Il
Sacrificio Eucaristico è "fonte e apice
di tutta la vita cristiana". "Infatti,
nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto
il bene spirituale della chiesa, cioè lo
stesso Cristo, nostra Pasqua e Pane Vivo, che mediante
la Sua Carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante,
dà vita agli uomini".
Ma se loro, che sono i nostri Pastori, arrivano
a dire che è solo una
celebrazione di ricordo e che in quell'Ostia Gesù
non c'è: poveri loro,
e poveri noi!
I fratelli che vanno a messa solo per tradizione,
non potranno essere
cristiani ferventi e credenti, ma seguendo i loro
sacerdoti che sono in
errore, rischiano di perdersi del tutto e Gesù
continua a dirmi con
tanto rammarico e tra il pianto: "Tanti
danno retta a loro, … tanti
sono convinti che loro sono nella verità,
… e così, anche i Miei figli
li seguono con questa convinzione, perché
loro sono i sacerdoti,
loro sono la chiesa, loro Mi rappresentano".
Qui
mi sentivo lacerare il petto mentre Gesù
addoloratissimo si fa più
incisivo nel suo dire:
"Ma come Mi stanno
rappresentando? …Come! … Io non sono
un
Padre che può lasciare soli i figli, …
Io non sono un Padre che
castiga, così come sta succedendo adesso!…
E' il loro stesso esempio,
il loro modo di fare, … che porta tutto al
peccato, alla distruzione
di se stessi e della chiesa in sé".
Questi fratelli sacerdoti, che sono caduti nell'errore
di non credere,
hanno bisogno di essere aiutati con la preghiera
e con il nostro esempio
cristiano, a superare tante prove, ad essere veri
sacerdoti figli
prediletti.
Loro stessi dovrebbero essere coraggiosi nel dire;
pregate per me,
perché anch'io posso sbagliare, anch'io ho
bisogno di essere sostenuto
con la preghiera dei fedeli, anch'io sono un uomo
fragile e posso
cadere nell'errore, nel peccato, nel giudizio e
posso dare indicazioni
che poi si rivelano errate.
"Offrite queste lacrime,
…
questo pentimento per i Miei figli caduti nell'errore
di non
credere! …
Abbiano a ricredersi, …abbiano a vedere, constatare
che ancora
succede questo, che ancora, …alle parole del
Sacerdote,
Io Mi manifesto, Io Mi rendo visibile, reale in
chi ha gli occhi dello
spirito aperti alla Mia venuta, alla Mia reale presenza
in
quell'Ostia”.
Per
primi dovrebbero darci esempio di virtù,
digiunare con gioia e
insegnare che così il nostro spirito si eleva
di più verso Dio, e che la
preghiera fatta in Adorazione al Santissimo è
più efficace nel produrre
grazie in cambio.
Ma il Signore è proprio stanco di questi
figli che tengono un atteggiamento
di distacco o di non curanza nei confronti del Tabernacolo,
dice: "Oh! Figli
degeneri, cosa dovrei fare ancora ...
che non ho fatto per attirarvi a Me … per
non farvi sbagliare, …
per non farvi cadere nel tranello del nemico Mio,
che da sempre ha
ostacolato il bene".
Lo sappiamo bene che per chi vuole camminare nella
via stretta, indicata
da Gesù e Maria SS., non è facile
e il nemico è sempre pronto a
frapporsi, cercando di farci deviare, ingannandoci,
o mettendoci
dubbi.
E' geloso se ci vede felici anche nella sofferenza,
lui ci disturba, ma
noi accorgendoci che sono sue tentazioni, offriamo
sacrifici e preghiere,
chiediamo perdono e così lui si trova escluso
dalla nostra vita.
"Oh lui è
geloso dei Miei figli che Mi amano …è
geloso di ogni
vostro atto d'amore che fate nei Miei confronti
e in quelli della Mia
Santissima Madre.
Eh, lui è ostinato, vuol combattere fino
all'ultimo momento che gli
sia possibile toglierMi ancora figli …
ma queste anime che ho creato, che ho voluto, no!
Non le avrà più,
tanti ritorneranno a Me, sentiranno una calamita
nel loro cuore,
… sentiranno quanto strazio c'è dentro
al Mio cuore … quanto
male Mi hanno fatto … Quanto hanno sbagliato!".
E
ancora il Signore rende angoscioso e disperato il
Suo dire e con
forza mi fa percepire tutta la Sua amarezza per
i figli Sacerdoti, chiede
pentimento, chiede che rinnovino i voti di Consacrazione
alla
Chiesa che rivuole Santa.
"Pentitevi amaramente,
pentitevi … confessate la vostra colpa nel
non aver creduto. Ogni attimo che passa è
pericoloso, è pericoloso
aspettare, fatelo al più presto e consacratevi
di nuovo, rinnovate la
Consacrazione, figli Miei sacerdoti,
rinnovate il vostro impegno alla Chiesa che deve
essere:
Una, Santa, Cattolica, Apostolica, … come
Io l'ho istituita! No
come voi l'avete trasformata! … (ne
segue un lungo pianto)
Dio Mio! Dio Mio! … Non abbandonarMi un'altra
volta! …”
Che
strazio sentire il Mio Gesù pronunciare queste
parole, per i suoi
prediletti figli, che non lo seguono più,
che hanno rimodernato la
Liturgia, le Sue leggi per seguire il mondo, per
andare in braccio al
nemico di Dio!
Eppure il Codice di diritto
canonico parla chiaro: (al
cap.III can.279)
"…Seguano
la solida dottrina fondata sulla Sacra Scrittura,
tramandata
dal passato e comunemente accolta dalla Chiesa,
secondo quanto
viene determinato particolarmente dai documenti
dei Concili e dei
Romani Pontefici, evitando le vane novità
e la falsa scienza".
Seguire il Papa Giovanni Paolo II !
Magari tutti seguissero il Pastore, le pecore non
sarebbero alla sbando,
ma anche il Pontefice si sentirà come Gesù,
abbandonato e non
seguito da un gran numero dei suoi figli.
Ma il Signore ancora spera, ancora sprona, ancora
implora il Padre
ripetendo:
"Dio Mio! Dio Mio!
… Non abbandonarMi un'altra volta!
…Fa che questi figli tornino a Me, …
pentiti e risanati, ripuliti da
ogni peccato, da ogni colpa … siano pieni
di fervore,…
nel poter trasformare il male che hanno fatto …trasformarlo
in
un'opera grandiosa di amore che si riverserà
sulla terra, da fratello
in fratello, da anima a anima".
Voglia Dio Padre esaudire la supplica del Figlio
suo e trasformare
tutto il male in bene.
"Esploderà
questo amore, esploderà vi dico, abbiate
certezza di questo".
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N.
B. Questo messaggio del 30 maggio 2003
lo trovate integrale sui messaggi ai sacerdoti.