I SACERDOTI NELLA CHIESA
Servi del Re Eucaristico

“Dall’Opera della Triade d’Amore
2° Libro: “Luce di Dio per le creature che amano essere sue”.

(Pag.184-291 2a Ediz.)


GESÙ PARLA AI SUOI SACERDOTI

Maria Santissima, nostra Madre e Maestra, è stata la prima "Serva" del Re:
"Eccomi, sono la serva del Signore" (Lc 1,38). La "Serva" che per prima ha accolto, portato e toccato Gesù "Eucaristia", Lei la Santa, Lei la Vergine, (P*23.09.02) "Lei la Corredentrice in seno alla Trinità".

Anche a te Sacerdote, per la tua "Unzione Spirituale" per l'imposizione delle Mani con l'invocazione dello Spirito Santo ("Lo Spirito Santo scenderà su di Te"), e per la Consacrazione delle tue mani con il Sacro Crisma, viene dato a te solo, il privilegio concesso a Maria, di "toccare il Verbo della Vita" (1Gv 1,1).
Per questo "Gesù Cristo ci ha fatto regnare con Lui come Sacerdoti al servizio di Dio suo Padre" (Ap 1,6). Privilegio immenso, negato agli Angeli Santi, ma concesso a noi "peccatori" per Divino Volere.
Nell'ultima cena dà ai suoi Apostoli, e non agli Angeli, quel santo comando: "Fate questo in memoria di Me" (Lc 22,19).

Cioè potranno fare quello che Lui il Sommo Sacerdote, il Maestro, il Redentore e Salvatore ha fatto: "Gesù prese il pane, fece la preghiera di benedizione, poi spezzò il pane, lo diede ai discepoli e disse: "Prendete e mangiate ; questo è il Mio Corpo" (Mt 26,26-27).
Subito dopo lì nel Cenacolo, in quella azione Eucaristica, Sacra e Santissima, "conferisce loro il Sacerdozio" con queste parole: "Fate questo in memoria di Me" (Lc 22,19). Un Sacerdozio per l'Eucaristia!

Solo dopo la Resurrezione, darà loro il potere di "Rimettere i peccati" (Gv 20,21-23).

"Poi prese il calice, e dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il Mio Sangue dell'Alleanza, versato per Molti in remissione dei peccati". "Io vi dico che da ora, non berrò più di questo frutto della vite, fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel Regno del Padre Mio" (Mt 26,26-27).

Ma ora, Gesù, guardando i suoi Sacerdoti è molto addolorato perché il tradimento nei suoi confronti, da parte loro, lo "uccide", e gli fa rivivere la Sua Agonia.
Com'è amaro il Suo lamento (P*19.12.02): "Parlerò a voi miei Sacerdoti: cosa ne avete fatto del vostro sacerdozio, cosa ne è rimasto del dono che ognuno riceve nel momento della sua Consacrazione?
State dissacrando tutto con falsa modestia e falsa umiltà di obbedienza, a chi non Mi ama…
Non sono le Mie regole quelle che voi volete dimostrare di essere obbedienti, No, sono regole nuove, dettate dalla vostra mente,
per la comodità del tempo e dei fedeli come a voi conviene… e questo non Mi va".
Il “rito” dell’Eucaristia e della Comunione, fatto da Gesù è Regola Divina e nessuno la può cambiare. Cambiarla con una “regola umana” sarebbe oltraggio e offesa al Signore.
Che forse “il discepolo è da più del Maestro?” da poter mettere nuove regole? (Lc 6,40).

La Parola Santa dice: “Gesù prese il pane”, fece la preghiera di benedizione, poi spezzò il pane,“lo diede” ai discepoli e disse...(Mt 26,6).
Non ricevere l’Eucaristia dalle mani ‘di Gesù’, cioè dalle mani del Sacerdote, ma servirsi da soli delle Sacre Specie, è doppio oltraggio a Gesù.

Invitare o permettere a Religiosi, Suore, Fedeli a farlo, è andare contro il “Rito divino” del Maestro, e inoltre si aggiunge un’altra offesa, che Gesù viene preso da mani non Consacrate. Fratelli, non continuiamo ad oltraggiare Gesù. Egli vuole essere da noi obbedito, amato e riparato anche per questi oltraggi che Gli vengono fatti.

Nella Parola Santa, disattesa dai più, Gesù fa luce su questi atteggiamenti e li condanna: "Invano mi prestano culto, mentre insegnano dottrine che sono precetti di uomini. Infatti, lasciando da parte i Comandamenti di Dio, voi vi attaccate alla tradizione degli uomini…voi annullate la Parola di Dio per la tradizione che voi stessi vi siete tramandata" (Mc 7,7.8.13).
Le parole piene di tristezza del Salmo, sono rivolte proprio a noi Sacerdoti: "Se mi avesse insultato un nemico, l'avrei sopportato; se fosse insorto contro di Me un avversario, da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu mio compagno e confidente; ci legava una dolce amicizia, verso la casa di Dio camminavamo in festa…" (Sal 55,13).

Gesù sembra dire ai Sacerdoti: Io mi sono ‘affidato’ tutto a te, come mi sono affidato a Maria, Madre Mia: ma Lei solo amore mi diede, calore d'amore obbediente mi diede, profumo di Virtù sante mi diede, con Lei vicina non rimpiansi il Cielo. Sacerdoti miei non è così con voi!.

Il Salmista si domanda: "Chi salirà il monte del Signore? Chi starà nel suo luogo Santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna" (Sal 24,3-4). Ecco Sacerdote di Dio, cosa ci chiede il Signore: li abbiamo tutti questi requisiti? Solo i Sacerdoti all'antica li "possiedono".
Degli altri Sacerdoti dice (P*13.08.02):
"Incuranti dell'insegnamento dato, hanno continuato ad adattarsi al mondo evitando di avere difficoltà di ogni genere, non esponendosi al giudizio altrui; evitando di fare il "diverso", si sono lasciati coinvolgere dall'insegnamento Massone e così sono passati alla sequela del Nemico, invece di rimanere con il loro Redentore".

Per Gesù, che non cercava i consensi umani ma quello del Padre, è stato diverso: "A Me non importa affatto ricevere i complimenti degli uomini!" (Gv 5,41).
Noi, Sacerdoti suoi Ministri e Apostoli, siamo come Lui?
(P*27.01.03):"Miei cari figli Sacerdoti, dovrete soffrire per non aver creduto, dovrete inneggiare dal profondo del cuore e portare l'amore sincero alle mie creature e non essere così severamente proibizionisti per far intendere che avete ragione. La ragione presto la vedrete e tanto amaro in bocca avrete".

Gesù continua (Gv 5,41-44): "Ma Io vi conosco e so che non avete in voi l'amore di Dio… E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo!"
E Gesù si rivolge ancora oggi ai suoi Consacrati (Gv 5.45): "Non crediate che sia Io ad accusarvi davanti al Padre, c'è già chi vi accusa, Mosè" cioè la Sacra Scrittura.
E rivolgendosi a loro, che Lo stanno rifiutando nei profeti mandati da Lui stesso, dice (Gv 5,39): “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna”, ma li avverte che il loro orgoglio "Dio ha reso ciechi i loro occhi e ha indurito il loro cuore, perché…non comprendano con il cuore e si convertano e Io li guarisca" (Gv 12,40).

Poveri noi Sacerdoti! Per questo Gesù ci fa un pressante invito (P*19.12.01): "Ritornate a fare il prete, ritornate ad essere pastori del gregge", (1Pt 5,3-4) "facendovi modelli del gregge", perché "quando apparirà il Pastore Supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce".
Facciamo nostro il "rimprovero" dato ad un Sacerdote (P*01.04.02): "Dovete abbandonare il vostro "Io", mettendo la vostra volontà nelle mie mani… allora vi rimetterete in carreggiata… vi esorto a fare i preti all'antica e non pensate che ora le cose sono cambiate".
(P*28.09.01): "Non siate figli insensati, siate timorosi del giudizio di Dio".

Ascoltiamo, Sacerdoti, il severo e giusto monito che il Signore ha rivolto a noi attraverso il suo Strumento e Profeta Malachia (Ml 1,6): "Se Io sono Padre, dov'è l'onore che mi spetta? Se sono il Padrone, dov'è il timore di Me? Dice il Signore degli Eserciti a voi Sacerdoti… Non mi compiaccio di voi… non accetto l'offerta delle vostre mani…”.

(Ml 2,1-9): "Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al Mio Nome… manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizioni le vostre benedizioni". "Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza, e dalla sua bocca si ricerca l'istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti". "Voi invece vi siete allontanati dalla retta via e siete stati di inciampo a molti con il vostro insegnamento… Perciò anch' Io vi ho reso spregevoli e abbietti davanti a tutto il popolo perché non avete osservato le Mie disposizioni e avete usato parzialità riguardo la legge".
E la parola di Cielo conferma (P*08.01.02): "Tanti di loro (sacerdoti) sono causa del male!".
Come sono vere queste parole! Ma ora è prossimo il Giudizio per tutti, dal quale nessuno potrà sottrarsi! "Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Egli è come il fuoco… siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi (i Sacerdoti) li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'oblazione secondo giustizia. Allora l'offerta… sarà gradita al Signore" (Ml 3,2ss.) .
Che non ci accada di sentire (P*21.12.01): "I miei pastori hanno tanto sbagliato, tanto saranno puniti, questa è la Giustizia Divina". (P*02.02.02): "Quanto dovranno soffrire per non essere stati Sacerdoti all'antica!" .

Di fronte a tanta infedeltà e tradimento di tanti suoi figli ‘prediletti’, la Mamma SS. chiede aiuto per loro ai fedeli (P*21.08.00): "Fatevi strumento di amore per tutti i peccatori, in particolare per i miei Sacerdoti, così dispersi nell'ovile del Padre e come mandria vanno al pascolo… Sì, miei cari figli, i vostri fratelli nel peccato hanno bisogno di sofferenze offerte, di preghiere e di essere in comunione con Cristo nella Santa Riconciliazione".

Sacerdoti, "Chiamati da Dio" (Ebr 5,4) seguiamo le Sue parole per piacergli in tutto.
(Ebr 5,1-3): "Ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini, nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli vestito di debolezza; proprio a causa di questa, anche per se stesso deve offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo".
E Gesù dice: "Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno" (Mt 24,35). Allora non è “passata” la Parola rivolta a noi Sacerdoti, che troviamo nella lettera di Paolo a Tito.

Grazie, Signore, che donandoci questa Parola hai pensato a noi con amore! (Tt 1,5-16): "Il candidato deve essere irreprensibile… Bisogna infatti, che il Vescovo, come amministratore di Dio, sia irreprensibile, non arrogante, non collerico, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno, ma ospitale, amante del bene, saggio, giusto, pio, padrone di sé, fedele alla Parola degna di fede che gli è stata insegnata, perché sia in grado di esortare con la sana dottrina e di confutare gli oppositori. Vi sono infatti molti insubordinati, parolai e ingannatori… Perciò riprendili severamente perché siano sani nella fede e non si volgano… a precetti di uomini che rifiutano la Verità. Tutto è puro per i puri, ma per quanti sono corrotti e senza fede, nulla è puro: hanno mente e coscienza corrotte. Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli e incapaci di fare il bene" .

LA COMUNIONE IN BOCCA

La “battaglia” di oltraggio a Gesù Eucaristia è già iniziata e culminerà con "L'abolizione del sacrificio quotidiano" (Dan 12,11), come dice Gesù (Mt 24,15) e allora nel Tempio si adorerà la statua della “bestia” dell'uomo iniquo, l'anticristo (Ap 3,14), spinti a farlo dalla "Bestia" che sarà l'antipapa, il falso Papa.
Nell'imminenza di questi avvenimenti e della fine dei tempi del Male, e dell'avvento del Nuovo Regno promesso dei "Cieli nuovi e della Terra Nuova", Gesù dice (P*08.11.00): "Negli Altari Mi troverete ancora per poco e dopo di che mi vedrete faccia a faccia e, non vi dovete sorprendere. Siete avvisati. Credete figli, credete che presto verrò".
Dice ancora Gesù richiamando i suoi sacerdoti (P*02.02.02): "Le mie regole non sono cambiate, i miei insegnamenti sono sempre gli stessi da 2000 anni!".

Ma da quando "il fumo di Satana" è entrato nella chiesa, come affermò il Papa Paolo VI° (29.06.1972), hanno cominciato a cambiare le regole e gli insegnamenti di Gesù, e noi, ingannati, siamo stati a guardare le "profanazioni" pensando: "adesso è moderno", "finalmente ci siamo aggiornati" e così non ci siamo accorti che era veleno propinato da satana e dai suoi falsi profeti annunciati da Gesù (Mt 24,11), perché Cristo non cambia, ma è lo stesso "ieri, oggi e sempre" (Ebr 13,8).
Ma ora tanto ci siamo abituati alle "regole umane" imposte nel Nome di Dio, che pensiamo sia giusto così, e "l'oltraggio di ricevere Gesù sulle mani" nella Comunione, è diventato un diritto reclamato con orgoglio e prepotenza davanti al Re dei Re, che così viene doppiamente oltraggiato e vilipeso.

Fratelli sacerdoti, dove sono "le mani innocenti e il cuore puro"? Dov'è l'obbedienza alle Leggi Divine, volendo seguire supinamente le "regole nuove dettate dalla nostra mente"?
Da ciò che ci dice Gesù, l'oltraggio più grande e più grave, che viene ancora perpetrato, è il dare sulle mani la S. Eucaristia.
Ecco perché dice (P*15.12.02) : "State dissacrando tutto!" E ora Gesù dice ai Sacerdoti: basta, via "La falsa modestia e falsa umiltà di obbedienza, a chi non ama Gesù".

La nostra fedeltà la dobbiamo al Maestro, sarà Lui e Lui solo il nostro Giudice, perché Lui solo "È il Capo del corpo che è la Chiesa" (Col 1,18) e quindi a Lui solo dobbiamo obbedienza.
Ricordiamo la risposta coraggiosa di Pietro, piena di Luce e di Verità: "scandalosa" per Sacerdoti detentori di ‘autorità’, ma piena di fedeltà a Gesù.
I Sacerdoti del Tempio e il Sinedrio, ricordano agli Apostoli il loro comando "umano" facendo valere la loro autorità: "Non vi abbiamo formalmente proibito di insegnare nel nome di Costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo" (At 5,5-28).

Anche in questo momento, si sta verificando la stessa cosa nella Chiesa di Gesù. E come Pietro e gli Apostoli, anche noi dobbiamo "rispondere" con coraggio: "Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini" (At 4,19).
Allora è proprio il caso di chiederci: "Chi starà nel suo luogo Santo?… chi non pronunzia menzogna" (Sal 24,4).
Per questo, dopo aver rifiutato i profeti e ucciso il Figlio, disse loro Gesù: "Vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato ad un popolo che lo farà fruttificare" (Mt 21,43).

La comunione sulla mano è grande profanazione fatta al Dio Altissimo, al Re dei Re, che mani non consacrate tocchino l'Ostia Santa. "Queste non sono le Mie regole!” Dice Gesù: questo “non è il Mio volere santo.”

Per questo e solo per questo, Gesù per farci capire quanto è grande questo Sacramento Eucaristico, ha voluto istituire un Sacramento apposito, riservato a quelli scelti da Lui: è il Sacramento dell'Ordine Sacro, perché solo questi Consacrati avessero il compito di "fare" l'Eucaristia, di toccarla e di distribuirla.

Come ha scelto Maria la Santa, la piena di Grazia per essere sua Madre per donarlo al mondo, così ha scelto i suoi Sacerdoti, per farlo nascere sull'Altare, per essere da loro soltanto ‘toccato’ e dato ai fratelli, e a loro dice: "I Sacerdoti… saranno Santi per il loro Dio e non profaneranno il Nome del loro Dio" (Lv 21,6).
Questa è la legge Divina, il Volere di Gesù. Chi vorrà opporsi al Suo Volere? Pensiamoci! Noi sappiamo bene che "Con Dio non si scherza. ognuno raccoglie quello che ha seminato" (Gal 6,7).
Non dimentichiamo Aronne, primo Sacerdote, e Mosè, del quale si dice nella Parola che "Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè, lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia" (Dt 34,10).
Cosa avvenne? Per una disobbedienza, entrambi furono castigati e non entrarono nella Terra Promessa. (Dt 32,48-51): "Il Signore disse a Mosè: … Tu morirai sul monte sul quale stai per salire (monte Nebo), … Come Aronne, tuo fratello, è morto sul monte Cor… perché siete stati infedeli verso di Me in mezzo agli Israeliti alle acque di Meriba…. perché non avete manifestato la Mia Santità".
Per il Sommo Sacerdote Aronne e per il Grande Profeta Mosè, non ci sono stati sconti, buonismi da parte di Dio. Abbiamo dimenticato che Dio è anche Giustizia? Alla giustizia di Dio non è bastato il pentimento per ricredersi dalla sua decisione di ‘castigo’.

Fratelli Sacerdoti, che sarà di noi che continuiamo a oltraggiarlo agendo contro il Suo "Divino Volere", mettendo ancora su mani non Consacrate Gesù, il Santo? Non subiremo più severa Giustizia e condanna?
Lo dice il Profeta: "Il Signore è lento all'ira, ma grande in potenza e nulla lascia impunito" (Na 1,3).
E il Signore con amarezza si chiede: "Fino a quando mi disprezzerà questo popolo?" (Nm 14,11).

Abbiamo forse dimenticato la morte di Uzzà? Egli che non era un ‘consacrato’ (Sacerdote o Levita) solo perché aveva sostenuto con la sua mano l'Arca Santa perché non cadesse dal carro su cui veniva trasportata, Dio lo fece morire.
Seguiamo la Parola! (2Sam 6,1-11): "Davide e tutta la casa di Israele facevano festa davanti al Signore con tutte le forze con canti e con cetre, arpe, timpani, sistri e cembali. Ma quando furono giunti all'aia di Nacon, Uzzà, stese la mano verso l'Arca di Dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare.
L'ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse, per la sua colpa ed egli morì sul posto presso l'Arca di Dio" .

Ancora non abbiamo capito che "con Dio non si scherza"?
Uzzà era un ‘laico’, non era un Consacrato, e non poteva toccare l’Arca. A Dio si deve obbedienza sempre, anche quando non capiamo "il perché" .
Anche "Davide si rattristò (perché sembrava esagerato il castigo del Signore!) per il fatto che il Signore si era scagliato con impeto contro Uzzà… Davide in quel giorno ebbe paura del Signore".
Sacerdoti, servi del Signore, serviamo il Signore secondo il Suo Volere, trattiamo Gesù Eucaristia come Lui vuole!

Cari fratelli, che partecipiamo del Sacerdozio di Cristo, anche se nel passato siamo stati coinvolti nell'errore della comunione in mano o peggio del Sel-service eucaristico, chiediamo perdono, ricordando che nessuna disposizione umana ci deve piegare.

San Paolo, che ha dato la vita per Gesù, ci dice: "Servite a Cristo Signore" (Col 3,24) !
(P*01.04.02): "Il Sacerdote deve restare Sacerdote di Dio e non del mondo". E Gesù ci ricorda (P*02.02.02): "le Mie regole non sono cambiate!".
Che non sia per noi il rimprovero del Vangelo, come lo è stato per alcuni "capi degli Ebrei", che vedevano che era giusto seguire Gesù, ma paurosi del giudizio dei "superiori" e del mondo, si vergognavano di manifestarlo.
(Gv 12,42): "Anche tra i capi molti credettero in Lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei (falsi credenti) , per non essere espulsi dalla Sinagoga; amavano infatti, la gloria degli uomini più della gloria di Dio".
A costoro è riservato il "giudizio" di Gesù (Mc 8,38): "Chi si vergognerà di Me e delle mie Parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella Gloria del Padre Suo con gli Angeli santi".
E noi stiamo vivendo “in questa generazione adultera e peccatrice” e attendiamo molto vicina e "imminente", la venuta di Gesù “Che verrà nella Gloria del Padre Suo”.

Ascoltiamo quello che rivela il Maestro ad un Sacerdote: "Io ti sono accanto e ogni giorno attendo trepidante che tu Mi faccia nascere ogni giorno tra le tue mani Consacrate, attraverso la Consacrazione che fai al Santo Altare.
Sì, figlio, tu lo hai capito! Lo senti nel cuore ciò che hai percepito! Desidero che tu mi porti alla bocca dei miei figli, affinché Io raggiunga il loro cuore.
Sì, figlio, tu sai bene che loro, i miei figli, non hanno le mani Consacrate come le tue e che le disposizioni che vengono “dall'alto”, sono disposizioni inique che tendono a calpestare il Mio Volere Santo".

Fratello che leggi, hai ben capito che solo i Sacerdoti hanno le mani consacrate e solo loro possono, per Mandato Divino, toccare l’Eucaristia per darla in bocca ai fedeli. Mettere Gesù Eucaristia su mani non consacrate, o peggio permettere che i fedeli prendano da soli l’Ostia Santa è oltraggio al Signore e va contro il Suo Volere santo: è peccato. La richiesta di Gesù di ricevere la Comunione in bocca, vale per tutti i fedeli, le Suore, i religiosi non sacerdoti, i ministri straordinari della Comunione, per i lettori e accoliti ordinati e per i Diaconi. Ricordiamo sempre che “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At 4,19).

La Chiesa Santa nel Concilio di Trento, con chiarezza ha affermato, che la tradizione della Comunione in bocca viene dagli Apostoli, perché loro così facevano sull'esempio di Gesù. "L'uso che solo il Sacerdote dia la Comunione con le sue mani Consacrate, è una tradizione Apostolica" (Conc. Di Trento Sess.13 c.8).

Il grande nostro fratello, Tommaso D'Aquino, l'ineffabile cantore dell'Eucaristia, diceva: "Il Corpo di Cristo appartiene ai Sacerdoti… Esso non sia toccato da alcuno che non sia Consacrato".
(P*02.02.02): “Le Mie regole non sono cambiate!" Le vostre "sono regole nuove dettate dalla vostra mente!".
(P*11.02.01) "Nella vostra vita l'essenziale è seguire sempre il Santo Evangelo; non distogliete la vostra strada da percorrere, da questa linea indicatavi dai miei Apostoli".

"DATEMI I MIEI DIRITTI"
"Date a Dio quello che è di Dio"
(Mt 22,21)

Gesù invita i Sacerdoti, sollecitandoli a cambiare subito, perché non c'è più tempo (P*19.12.02): "Affrettatevi a cambiare, perché tra poco sarete tutti messi al vaglio (anche gli Apostoli, i primi Sacerdoti, furono messi al vaglio, Lc 22,31) e così vedrete tutte le vostre iniquità, senza scuse e né ottuse verità di fede. Ritornate a fare il Prete, ritornate ad essere i pastori del gregge! Nessuno più vi segue, perché voi state seguendo loro e così la pecora è allo sbando e voi pure".

Fratelli sacerdoti custodiamo con gelosia Gesù nel Tabernacolo, come fosse nel nostro "grembo", come la Mamma Santissima lo ha tenuto e amato nel suo seno.
È il nostro "Bimbo", è il nostro "Figlio", è nato nelle nostre mani: come non si può amare "un figlio", il Figlio di Dio? E come potremo lasciarlo solo, abbandonato e senza amore questo "nostro Figlio" ?
I sacerdoti di allora non hanno accolto Gesù, non l’hanno amato, anzi lo hanno perseguitato, odiato e ucciso: e noi Sacerdoti di ora, come ci stiamo comportando? Sono preoccupate le parole di Maria Santissima ai Sacerdoti: “Ritornate a fare il Prete, ritornate ad essere i pastori del gregge!”.

Ecco che Gesù si rivolge ai laici e chiede riparazione (P*19.12.02): "Figli miei, riparate, riparate le offese che ricevo; quante ingiustizie e cattiverie, quante amarezze! Vedo e taccio, Mi faccio niente e soccombo per portarvi la salvezza in una piccola Ostia Consacrata. Oh! Figli Miei, sono proprio stanco di veder tutto ciò, sono stanco di essere manipolato (“trattato” e preso da mani non Consacrate, di laici, suore e religiosi non Sacerdoti) e non onorato, di venire vilipeso e messo in un angolo a tacere, come se con quel gesto volessero mettere a tacere la loro coscienza.
Eh! No, così non va, sono stufo e dico basta! AmateMi, e avrete la ricompensa; allontanatevi, e anch'Io mi allontanerò".

Al "Re dei Re", non si sta dando l’onore che gli spetta, Gli abbiamo tolto il "Trono" al centro del presbiterio sull’altare maggiore, il posto d'onore riservato a Dio!
Ora il Re, Gesù Eucaristico è messo in un “angolo, è ancora un "castigato", un “reietto dagli uomini” (Is 53,3) è stato messo in luogo appartato, in disparte. Nella Sua Reggia il Re è stato detronizzato!... Perdona Gesù!
In tante Chiese lo cerchi, ti guardi attorno e non lo vedi. L’Altare di Gesù spesso è senza i segni indicativi della sua presenza: La lampada ardente, il conopeo davanti al Tabernacolo, candelieri, fiori, luci...

Sacerdoti cari, dove c’è "Gesù Luce del mondo", ci siano luci sempre accese; ci siano fiori, per Colui che li ha creati e donati per la nostra gioia; ci siano ceri accesi, fiamme che ardono per dire "Ti Amo Gesù!"; ci siano tovaglie linde, che dicano il candore della nostra anima, tovaglie belle e ricamate ‘da festa’ per il gran Re: non facciamo così con gli ospiti d'onore nelle nostre case? E Gesù è forse meno di loro?
Gesù ci assicura "sarò con voi tutti i giorni" (Mt 28,20), ma non vuole essere "solo", ma vuole essere "con noi": e noi dove siamo? E i nostri fedeli?

Il nostro Re Gesù, è sempre pronto alle "udienze", nessuno dei suoi figli deve attendere. Il suo "studio", il suo Cuore è sempre aperto per confortare e guarire: ma le pecore deboli, ammalate, ‘tradite’, non vanno a farsi curare perché non sono "accompagnate" dal loro pastore.
Nello studio di alcuni medici c'è sempre una collaboratrice per servire bene quelli che attendono, per chiamare, accompagnare dal medico, per ricevere richieste, consegnare ricette, dare appuntamenti, ma dove sono i servi collaboratori del Medico Divino?
Siamo pronti e disponibili, senza falsi pretesti o ‘scuse’, per ogni anima che "cerca" Gesù per la Confessione? Siamo pronti ad intercedere per loro? Siamo pronti a difendere e onorare il nostro Re? Non ci ha voluti Sacerdoti come Lui, per "salvare ciò che era perduto"? (Lc 19,10). Ritorniamo a servire il Re, così salveremo "le anime" e anche la nostra. Dimostriamo Fede, Adorazione e Amore e i nostri fedeli vivranno nella fede l'incontro con Gesù Eucaristia, nell'Adorazione e nell'Amore.

Ascoltiamo l'invito: "Servi del Signore lodate il Nome del Signore, lodatelo voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del Nostro Dio".
Preghiamo, Sacerdoti di Dio il nostro Re: "Manda o Dio la Tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al Tuo monte Santo e alle tue dimore. Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia e del mio giubilo" (Sal 43,3).

"Manda la tua Verità" Gesù: Ma Egli è tradito dal "sapere umano" delle nostre prediche, dove la Parola è taciuta, mortificata, velata, oscurata, "tradita" in parole ed opere.
"Manda la tua luce": Gesù Luce è ottenebrato dalla menzogna dall’errore, e dal peccato che è tenebra, che è appartenenza e servizio al maligno (1Gv 3,8).
È vittoria del maligno, e oltraggio grave a Gesù, se un’anima in peccato, priva della Luce della grazia fa la Comunione Eucaristica. Sarebbe una Comunione Sacrilega se fatta senza la confessione dei peccati gravi, o con una confessione fatta senza alcuna disposizione interiore, senza fede e senza vero pentimento sarebbe come mettere il ‘marchio’ di Satana sulla propria anima.

Con amarezza Gesù dice (P*27.07.01): "Da tanti miei figli non sono rispettato, sono offeso, vengo ingannato, vengo messo da parte". E ancora con più amarezza aggiunge dei suoi ministri: "Non credono più alla Mia Presenza Reale nell'Ostia Santa". Si ripete la fuga dei "Suoi" a riguardo l'Eucaristia, come aveva detto Gesù: "Ci sono alcuni di voi che non credono… da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con Lui" (Gv 6,64.66).

3° “RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE”
“Datemi i miei diritti”

"Io sono il Signore Dio tuo" (Es 20,2).
(P*27.02.02): "Io vostro Padre chiedo ed esigo rispetto!".
Ecco il 3° Comandamento: "Il settimo giorno è il sabato in onore del Signore… Il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha reso sacro… Allora ricordati del giorno di sabato per Santificarlo" (Es 20,8-11).
Dopo la Resurrezione di Gesù, avvenuto nel Primo giorno della settimana, cioè dopo il giorno del sabato, il "giorno in onore del Signore" è diventata la Domenica. Dobbiamo ricordare che lo spostamento di un giorno (dal sabato alla Domenica) non ha eliminato il comando del Signore di santificare le Feste.

La Domenica è il giorno "in onore del Signore, del Signore Risorto" e il "giorno da santificare", è il giorno "benedetto dal Signore" . È il giorno del Padre e dei figli che si ritrovano insieme, è il giorno del riposo per l’uomo.
Il comando del Signore è questo: Nel sabato "Tu non farai alcun lavoro", "è un giorno di riposo assoluto" (Es 35,2). "Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno… non fare lavoro alcuno… il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato" (Dt 5,13.15).
Il Signore è Geloso e li chiama i “Miei sabati” (Es 31,13). Alla luce di questo, i primi Cristiani osservano e vivono con Dio il "Suo" giorno: "Il primo giorno della settimana (la Domenica!) ci eravamo riuniti a spezzare il pane” (vuol dire: si erano riuniti per la S. Messa).

Il libro degli Atti ci dice l'Amore a Gesù Eucaristico della prima comunità Cristiana guidata dagli Apostoli: "Erano assidui nella frazione del pane" (At 2,42).
Alla domenica il Signore reclama i suoi diritti di onore e di obbedienza, “reclama” i propri figli per sé, alla Sua Mensa.
Vuole il loro riposo, la loro preghiera, la loro lode, il loro ascolto…Verifichiamo, fratelli, se l'amore e l'obbedienza a questo comando è conforme al Volere di Dio!
È colpa grave disobbedire a questo comandamento: è rifiuto della SS. Trinità che viene a noi nel Figlio, è rifiuto di salvezza.
È grave disobbedienza "lavorare" di domenica, "distrarsi" tanto da ignorare e perdere Dio e la propria anima.
La domenica è il giorno dei "figli", è il giorno della famiglia, dei coniugi benedetti dal Signore e divenuti "una sola carne".

Anche in Parole di Cielo, Gesù invita alla S. Messa domenicale. A Margherita e al suo sposo dice (P*25.12.02): "Vi esorto a frequentare assieme la S. Messa domenicale, e anche il Rosario, come già fate alla sera".
E a una giovane coppia in attesa di figli, dice (P*27.12.02): "Vi attendo ogni Domenica e voi Mi venite a ricevere chiedendo grazia; abbiate fede e cercate di accettare questi giorni di prova: chiedo il vostro abbandono alla Divina Volontà… il Padre vostro vede e provvede".
Nei giorni di festa il Padre dona Grazie particolari, e l'anima in Grazia fa la S. Comunione e tutta la vita si trasforma.
(P*07.06.02): "Chi si ciba, si nutre del Mio Corpo e del Mio Sangue, si purifica continuamente, continuamente attinge all'acqua fresca, l'acqua che disseta l'arsura del cuore, perché il cuore che cerca Dio si infiamma, cerca il suo amore, il suo calore". Così è e così sia fratelli!

 

IL BANCHETTO DEL REGNO

 

Sacerdoti di Dio, presto, molto presto saremo tutti chiamati al “Banchetto” del Nuovo Regno, pastori e fedeli (Mt 22,2 / Lc 14,15).
(P*12.01.03): "Siamo vicini al venir del giorno…breve è ormai il tempo che ci separa...dico presto, presto, son tempi vostri…" .
Gli invitati, della parabola di Gesù (Mt 22,2-14) si sono "scusati" con motivi futili e "stolti", perché niente poteva venire prima dell’invito di Dio, nemmeno quello che "aveva preso moglie", perché Dio viene prima di ogni creatura e anche prima del Matrimonio perchè il Matrimonio stesso è un suo dono.
Il Vangelo dice di questi invitati stolti:"Andarono a curare i loro affari" (Mt 22,5). Immersi nelle cose umane, queste sono diventate la loro trappola, come dice il Vangelo: "Non abbiate troppe preoccupazioni materiali" (Lc 21,34). Altri "presero i servi (gli strumenti di Dio, i profeti, gli eletti…), li maltrattarono e li "uccisero".

Anche oggi vengono maltrattati i profeti e i Servi fedeli, perché essi sono "diversi", "unici" perchè difendono i diritti di Dio e perché annunciano con corraggio la imminente venuta del Regno di Dio (Mt 22,2).
Quanti di questi “Servi” abbiamo maltrattato con (P*11.03.03 ): "arroganza facendoci giudici iniqui" ?
(P*12.01.03): "Rinsavite, figlioli, dite di Sì" all’invito ricevuto, perché "Molti sono i chiamati, pochi gli eletti!" (Mt 22,14).

Cosa stiamo facendo per entrare nel piccolo numero degli eletti?
Perché dobbiamo ricordare che "Sarà beato chi potrà partecipare al Banchetto nel Regno di Dio!" (Lc 17,15).
In quel banchetto Gesù berrà il vino nuovo nel Regno del Padre come aveva promesso nell’ultima cena.
Così dice il Vangelo (Mt 26,29): "Prese il calice… lo diede loro dicendo: bevetene tutti, perché questo è il Mio sangue… versato per molti… Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel Regno del Padre Mio".
Dopo la fine del mondo non si berrà più vino, ma sulla "terra nuova promessa” sì, così Gesù sarà di parola, e berrà ancora il vino della terra nel Regno Nuovo (Is 65,11 / 2Pt 3,13 / Ap 21,1).
Beati i Sacerdoti "fedeli", i ‘Sacerdoti all’antica’, scelti per quella celebrazione Solenne con Gesù Sommo Sacerdote, che dà inizio al Regno di Dio sulla terra ‘nuova’!
Per quelli che stanno rifiutando l'invito, il Re dice: "Nessuno di quelli che ho invitato per primi (che adducono delle scuse…), parteciperà al Mio Banchetto: ve lo assicuro!" (Lc 14,24).

Se abbiamo sbagliato tutto, mettiamoci con umiltà tra i "poveri, storpi, ciechi e zoppi" (Lc14,21), di cui parla Gesù nella parabola, seguiamo il Buon Pastore e le guide (i profeti di oggi) con umiltà, assieme al nostro gregge affidatoci e saremo introdotti nella Reggia come penitenti, con il vestito nuziale.
Ma dobbiamo fare presto però, perché non c'è più tempo, perché (P*12.10.02) dice: "Tutto è pronto, manca solo qualche ritocco agli ultimi preparativi e poi si apriranno i Portali della Reggia e chi sarà con la veste pulita e profumata entrerà per la grande festa". "Ogni qualvolta i sudditi si mettono all'ascolto del richiamo del re, si rimettono a nuovo (con la Confessione (generale) fatta bene, con vero pentimento) apportando al loro modo di essere, dei cambiamenti consoni all'occasione. E così volta dopo volta abbelliscono sempre più il loro aspetto…".

Dio vede nel cuore, chi ha la tempesta nell'anima a causa del peccato, e anche se invitato, ne viene escluso. Non entra chi vuole entrare, ma quelli "vagliati da Dio".
Ascoltiamo ancora Gesù dalle Parole di Cielo (P*12.10.02): "Un re terreno invita i suoi amici, cortigiani e non, e quando li vede, osserva chi nel cuore porta la pace e l'amore.
Se tra loro c'è chi ha nel cuore la devastante tempesta, non può rimanere con Lui, perché turberebbe l'equilibrio di quella pace che vuole attorno a Sé e quindi li fa uscire, anche se erano stati invitati.
Nel nome di quel Re, i servi obbediranno e faranno accomodare i commensali che Lui stesso indicherà".

E non entrerà chi dice "Signore, Signore…" (Mt 7,21) e nemmeno quelli di voi che (P*12.01.03): “Dite che Mi amate, ma dirlo non basta, l'esempio non è di chi vuole stare con Me".
Costoro, che sono senza l'abito di nozze, con pensieri malvagi e con il cuore corrotto e ribelle e sono pieni di peccato, costoro ne vengono esclusi.
Il Signore chiederà a loro, come a "Giuda": "Amico" come mai sei entrato qui senza avere l'abito di nozze?" (Mt 22,12).

Quanti vivono in peccato: (conviventi, divorziati risposati, omosessuali, impuri adulteri, ladri, dediti alla magia e alla superstizione, al vino e alla droga, pieni di odio, di maldicenza e giudizio, orgogliosi, ipocriti, invidiosi, coloro che hanno una catena di Confessioni e Comunioni Sacrileghe…) per costoro e a ognuno che vive nel male voluto, il Re ordinerà (Mt 22,13): "Legatelo mani e piedi, e gettatelo fuori, nelle tenebre. Là sarà pianto e stridore di denti".

Ma una volta che l'anima si è abbellita, per loro c’è la gioia di incontrare il Re, di contemplare il Suo volto (P*12.10.02): "L'uomo trasformato, sarà degno di entrare a far parte di quelle anime elette e desiderose di vedere finalmente, il famoso e nascosto volto del loro Re". " Quando questo avverrà, con la venuta di Gesù, ogni ginocchio si piegherà e nessuno sfuggirà al Suo Giudizio, scruterà ogni cuore e ad ognuno darà la Sua giusta sentenza: Tu sei con Me! Tu sei Contro di Me!".

IL PAPA FIGLIO PREDILETTO

Sacerdoti santi, stiamo strettamente uniti al Papa, dobbiamo essere fedeli a Gesù uniti a questo Papa, del quale Gesù stesso dice (P*01.03.02): "Questo Papa sta nella Verità di fede e stanno macchiando il suo operare, ma non staccatevi da ciò che lui insegna e da ciò che sta professando.
È con Noi il nostro Pietro e questa pietra è ancora dura da scalfire, anche perché in lui si nascondono grandi doni, di cui pochi ne sono a conoscenza. Voi non preoccupatevi di ciò che vorranno farvi credere, sappiate solo che è nella Verità, e nella Parola del Vangelo lui cammina e insegna come un buon Maestro".

Solo a Pietro Gesù aveva fatto la solenne promessa: "Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la Mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa" (Mt 6,18). Queste parole non le ha dette per i Vescovi, i Cardinali, i preti.. Questa promessa l’ha fatta solo ai veri successori di Pietro.

Gesù in Parole di Cielo ci allerta (P*01.03.02): "Figlia, dagli avvenimenti capirai che il tempo del Nemico si sta stringendo e da ciò che faranno, voi capirete. E per ogni cosa che sentirete blasfema, offrite qualche sacrificio, per mitigare le sofferenze che ciò causa".
(P*24.01.02): "Ricordate questo. Quando mio figlio Pietro non sarà più nel potere di guidare la chiesa, allora starete molto attenti nel fare ciò che vi chiederanno".

Gesù ci avverte che ci sarà un falso Papa, un "antipapa”, e con lui ci sarà "l'abominio della desolazione" (Mc 13,14).
(P*25.09.01): "La "bestia" dell'Apocalisse la conoscete? Bene! Ora sarà il momento in cui ogni parte di quella profezia si realizzerà”.
Una delle due “bestie” corrisponde ad un Vescovo che sarà il falso papa (Ap 13,11-18), un “giuda”, il "falso profeta" (Ap 19,20) che molti seguiranno.

E Gesù profeticamente dice (P*24.01.02): "I miei figli Sacerdoti (Cardinali, Vescovi, Sacerdoti) stanno per dare battaglia al loro Dio in Gesù Eucaristia (quante dissacrazioni, oltraggi, sacrilegi ci sono già nelle nostre chiese!), ma non potranno privarmi di tale gioia, fino a che, questo Mio Prediletto figlio (il Papa) vigila su di voi e per voi.
Dovranno abbatterlo se vogliono del tutto fare ciò che hanno in mente, ma gli Angeli e i Santi lo aiutano ad essere forte e battagliero; certo, tra non molto sarà chiamato alla casa del Padre, perché la sua missione terrena volge al termine, ma quando questo avverrà, tutto precipiterà, occorrerà molto discernimento…
(allora bisogna) chiamare sempre vicino a sé la Potenza dello Spirito Santo che vi illuminerà".

E Gesù ci insegna come dobbiamo comportarci in quei momenti quando "tutto precipiterà". (P*01.03.02): "Quando sarete messi al corrente di cosa stanno comunicando ai fedeli, allora voi farete digiuno Eucaristico, non più un'ora prima (ricordiamoci!) ma dalla mezzanotte, perché ogni vostra piccola partecipazione al Sacrificio della Messa, possa essere gradito al Padre che viene, nel Figlio, a voi".

Gesù preoccupato di quanto avverrà, ci mette in guardia e ci suggerisce vera prudenza (Mt 10,16) e dà dei suggerimenti importanti.
(P*21.09.01): "Il Nemico è dovunque, state attenti. Siate cauti, riflettete sempre prima di parlare, chiedetevi chi avete davanti.
Ci saranno persecuzioni e voi dovete proteggervi: avete la preghiera, le benedizioni, le Confessioni, i Sacramenti, usufruite di queste cose più che potete.
Verrà il momento in cui dovrete nascondervi, non vorranno vedervi entrare in chiesa, ecco perché vi dico: "state attenti con chi parlate e riflettete prima".

Il Nemico perseguiterà tutti, tutti saranno messi alla prova, rimanete uniti vi prego, non disperdetevi, fate unione di preghiera, non importa dove siete, ma assieme trovatevi a pregare, ogni luogo va bene, Io sono dovunque. Se voi pregherete con il cuore, Io sarò con voi.
Vi istruisco, non vi abbandono, ma vi seguo, vi insegno come fare per proteggervi.
Siate sereni nonostante tutto, sereni con la certezza nel cuore che Gesù è con voi. Io vi ristorerò, Io vi darò pace e vi darò ciò che a voi necessita.
State nella pace…Vi immergo nella Mia infinita Misericordia e vi prometto che ci saranno gli Angeli a custodirvi e proteggervi. Invitateli, chiamateli, essi verranno da voi.
Nel nome di Gesù Redentore Io vi libero da ogni preoccupazione, vi porto la pace".


IL MIO CUORE APERTO A GESÙ
Di Margherita di Gesù

Il mio cuore soffre, Gesù, perché vedo che i fratelli non Ti amano come dovrebbero e la colpa non è tutta loro,Tu dici, perché a sua volta non sono stati educati.

Entrano in chiesa ma non tutti si fanno il segno di Croce, c'è chi va ad accendere subito la candela, passa dalla Mamma o dai vari altari e per ultimo guarda il Re. Mentre stanno confessando, parlano come fossero tutti sordi e chi si trova in attesa, si sente a disagio, perché senza volerlo, ascolta la confessione. Suonano i telefonini, perché si sono dimenticati di spegnerli.

Mi è successo di vedere una persona che è andata a leggere le letture con le braccia incrociate dietro la schiena, come se gli avessero messo le manette, ma sempre meglio, possiamo dire, di quella che leggeva con la mano in tasca. Tra chi si trova seduto, a volte noti che è convinto di essere al bar, tranquillo, che ascolta con le gambe accavallate.

Arriva il momento dell'offertorio ed io vorrei riuscire a parlarTi per mettere in quel calice i fratelli bisognosi, per farTi una preghiera con il cuore, ma sono attratta dai movimenti frettolosi del sacerdote e sotto l'altare noto le sue gambe, una dritta e piede a terra, l'altra punta il piede e lo fa oscillare come un pendolo, " e sta celebrando ".

Arriviamo alla Consacrazione, mio Gesù, c'è la Transustanziazione (la Tua presenza viva Gesù) e molti non si inginocchiano! Pazienza la persona anziana che può aver problemi, ma i giovani non sono stati educati, non sono consapevoli, non c'è raccoglimento, non si rendono conto che stanno davanti a Gesù che si dona a noi? Mi viene voglia, quando ne ho una vicino a me, di chiedere se ha male alle ginocchia.

Guardo il celebrante che Ti innalza e il mio cuore si dilata, emozionata ti dico: "Benvenuto Gesù, Ti amo Gesù… Il Tuo Sangue mi ricopra e mi purifichi". Gesù nelle parole di Cielo (P*19.12.02): "Quando guardi l'Ostia e vedi che Mi trattano male, tu ne soffri, ti commuovi e Io vedo in te l'amore farsi grande". È vero Gesù, i miei occhi sicuramente si illuminano e mi commuovo cercando di sentire l'unione spirituale con Te, ma poi soffro nel vedere come Ti "buttano" nella patena, incuranti che hanno Dio tra le mani.

Lo scambio della pace è divenuta "festa", invece di dare la mano solo al fratello di destra e di sinistra, si spostano anche di banco per dare la stretta di mano.
I fedeli vanno a fare la Comunione e sempre di più mi chiedo: "Quanti di loro sono in grazia per riceverti?" Ho avuto occasione di vedere in Parrocchia, nei giorni indicati per la Confessione del S. Natale, pochissime persone in attesa, ma alla Messa di mezzanotte tutti o quasi, facevano la Comunione e così anche nelle altre Messe.

Quando Ti ricevono Gesù, è una sofferenza per me vedere che Ti prendono nelle mani e Ti mettono in bocca come una patatina o una caramella, non fanno nessun cenno di riverenza. Il Sacerdote non ha tempo di aspettare che la vecchietta si incroci le mani per ricevere Gesù, allora vedo che passa sopra la sua testa e va a depositare la Comunione a un giovanotto dietro di lei (sembrava dispensasse volantini!). Quando arriva il mio turno non ha tempo di dire: "Il Corpo di Cristo", perché se il canto non continua lo canta lui; neanche lo guardo, ma guardo Gesù e chiedo perdono per lui, mentre Lo prendo in bocca e i miei occhi si riempiono di lacrime.

Oh! Mio Gesù, sì, Te ne sei accorto che soffro per Te, per come Ti trattano, è proprio vero quello che hai detto (P*29.04.02): "Mi tengono tra le mani, ma è come se Io non ci fossi". Non credono, Gesù!

Ma quante altre cose mi fai notare Gesù: è anche successo che Sei caduto…
Il rito di celebrare la S. Messa è divenuto un lavoro come tanti e sono i più "bravi " quelli che ci mettono minor tempo, infatti si sente dire: "Andiamo di là o da quello che fa più presto".

Andiamo in chiesa alla S. Messa, perché tutti siamo stati battezzati e siamo quindi cristiani, ma vorrei proporvi una riflessione: siamo cristiani, perché osserviamo per tradizione o siamo cristiani perché crediamo?

Ma molti tuoi figli non sono così e amano il raccoglimento, sono consapevoli che vengono a riceverTi e Ti amano, mio Signore, e sanno che in quel momento Ti fanno da Tabernacolo. Hai detto (P*12.01.02): "Il corpo è Mio Tabernacolo".
È il momento più bello della celebrazione e anch'io cerco l'unione con Te e l'anima trova il suo Sposo nel silenzio e nella tranquillità, quando tutti sono usciti dalla chiesa.

 

LA LUCERNA DEL TUO CORPO È L’OCCHIO
Di Margherita di Gesù

Farò ora l'esempio di due tipi di persone che sicuramente potrete trovare nella vostra memoria: ecco l'identikit di qualcuno che in esso riconoscerete.

1) Quanto è brutto vedere una persona sempre imbronciata, che non sorride mai, occhi tristi, ma anche severi, come chi dà ordini e allo stesso tempo sembra che non abbia bisogno di nessuno, perché lui basta a se stesso.
Ma non sapendo donare sorrisi, non sa donare neanche amore. Costui non è con il cuore in pace e non è con la serenità in se stesso, ma sicuramente è in un continuo combattimento tra bene e male. In lui prevale 'il male' causando male fisico, male psichico, malattia, malumore, malo modo di accostarsi alla gente, parole tutte che derivano dal 'male'. Il maligno nemico lo sta usando dando all'anima un malessere generale, che è conseguenza del peccato.

2) Quando vediamo una persona serena, in pace con se stessa, che affronta con ottimismo la propria giornata, subito la si nota tra la gente e usiamo dire che è una persona "solare", perché irradia con semplicità, con il sorriso, trasmette la luce interiore, perché lei si è abbandonata a Dio, per questo è in pace con se stessa.

Questo "sole" interiore è Dio Amore, Sua è la luce che si sprigiona dagli occhi e dal volto, ecco che se “l'occhio è lo specchio dell'anima”, questa persona rispecchia l'amore di Dio per i suoi figli.
In Matteo 6,22 si legge: "La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro tutto il tuo corpo sarà nella luce"; e in Matteo 6,23: "Ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!"

Ora pensiamo di incontrare un sacerdote che si rispecchia nell'esempio della persona imbronciata e con occhi torvi, ci mette in soggezione, ci mette a disagio, perché non trasmettendo amore, agisce verso i fedeli con distacco.
E questo fa sì che il fedele, non trovando comprensione ma freddezza, non riesce ad aprire il suo cuore come ad un papà e se ne va disgustato, perché neanche il prete lo sa ascoltare e capire. Si chiude in se stesso e comincia ad allontanarsi dalle funzioni cristiane, non trovando in questo clima, la linfa necessaria per crescere nella fede.

Tante sono le persone che si sono allontanate dalla confessione e dalla S. Messa, perché non erano ben accolte o avevano avuto diverbi con il prete. Succede pure che la persona fedele voglia provare altri sacerdoti, ma i consigli, i pareri e indirizzi di comportamento sono uno diverso dall'altro.

Eppure la "fonte" è una e tutti dovrebbero attingere dalla stessa sorgente d'acqua, ma la fonte è stata inquinata da cambiamenti non voluti dal Padre e il povero fratello, che vorrebbe camminare nella via giusta, si ritrova tante volte ad un bivio, rischiando di prendere il sentiero sbagliato e ingannato cerca il Sacerdote che lo assecondi. Trovando il sacerdote che lo asseconda, quel fratello non può camminare nella fede e rischia di perdersi, sì, perché agendo in questo modo, il confessore non fa che peggiorare la situazione del peccatore e Gesù dice (P*02.02.02): "Danno retta al mondo, si sono adeguati, perché dicono: bisogna andare incontro a questi figli, se no si perdono! Ed invece li perdono proprio, perché non hanno più potere su di loro, non incutono più Timor di Dio".

Ma come ho detto prima, la fonte è stata inquinata e anche i nuovi sacerdoti ricevono una dottrina diversa da quella avuta dal "Sacerdote all'Antica" e sempre Gesù continua a dire (P*): "Le Mie regole non sono cambiate! I Miei insegnamenti sono sempre gli stessi da duemila anni orsono, sono sempre uguali!".
E si compiace Gesù della testimonianza di un sacerdote (P*07.12.02): "Finalmente ha compreso che anche il Sacerdozio, fatto come insegnano ora, non è come Io l'ho istituito".

Per grazia conosciamo anche Sacerdoti che rispecchiano il secondo esempio: la persona "solare". Quando l'anima fedele l'incontra, scocca la scintilla che fa contatto tra l'uomo e il Creatore, si sente nel cuore che è la persona giusta, te la senti amica mentre ti indica la via giusta o ti dà un consiglio.
Se sono veri discepoli Suoi, hanno nel volto la luce di Gesù, Lui stesso ce lo ha rivelato in queste parole di Cielo (P*27.01.02): "Sì, figlioli miei, se sarete miei discepoli, sarete luce e sole per altri fratelli!".

Un Sacerdote che ha dentro di sé il "sole divino", non può che darti calore e amore, ti senti a tuo agio e apri il tuo cuore confidandoti con semplicità e senza timore, confessando con il suo aiuto anche i peccati più nascosti, taciuti per pudore; con lui ti abbandoni fiduciosamente aspettando il perdono dal Signore.

A un sacerdote che vuole abbandonarsi sempre più alla Volontà del Signore, Gesù lo consola dicendogli (P*30.06.01): "Sono Gesù, a te, mio sacerdote, continua ad essermi fedele. Io ti sono accanto, uso le tue mani, uso la tua voce, uso tutto di te".
È con questo esempio di prete che Gesù si rispecchia e tiene accesa la lucerna in quel corpo, facendo tanta luce. Attraverso di lui parla al cuore dell'uomo e con dolcezza lo rimprovera dove è necessario e mentre lo vede e ascolta la sua sincera confessione, Gesù dice: "Bentornato, figlio mio”.

 

C’È IL FREDDO NEGLI ISTITUTI
Di Margherita di Gesù

Oggi ci sono poche vocazioni e quelle che ci sono, tentennano. Abbiamo capito che anche negli istituti religiosi c'è poco amore e rispetto vicendevole: ci sono tradimenti, persecuzioni morali, gelosie, invidie, abbiamo sentito anche casi di pedofilia.
Chi ne subisce le conseguenze, il più delle volte rimane in silenzio, soccombe e offre la sua sofferenza.

In Parole di Cielo Gesù mi invitò a offrire la sofferenza di quel momento per aiutare un Sacerdote che si trovava in difficoltà tra i confratelli e mi disse (P*12.06.01): "Le mura fredde dei conventi fanno tanto male all'uomo di Dio e non trovano sollievo".

È proprio vero che 'l'abito non fa il monaco'! Io non mi metto a dare giudizio, questo spetta al Signore, Giudice Supremo, certo è che noi fedeli ci siamo rimasti male a sentire di questo loro comportamento e abbiamo compreso che i sacerdoti più di altri hanno bisogno di essere aiutati a liberarsi da queste schiavitù peccaminose.

Infatti in un messaggio del 30.06.01, Maria SS. ci dice: "Abbiate nel cuore tutti i Miei figli sacerdoti. Io li amo tanto, sono nel Mio Cuore, ma poche sono le persone che pregano per loro, non abbandonateli, hanno bisogno più di voi".
Poveri Pastori, la Mamma è proprio preoccupata per i suoi figli prediletti, sono le nostre guide, ma a volte ci fanno rimanere nella perplessità. Ascoltiamo Maria SS. e doniamo qualche sacrificio e preghiere per la salvezza dei nostri Pastori, perché noi vogliamo che in ogni luogo, sia convento, monastero o parrocchia prevalga l'esempio del sacerdote o della suora o del frate, basato nell'insegnamento che dà esempio di virtù e non di peccato.
Dice Gesù (P*01.05.02): "C'è tanto sfacelo nel mondo, nelle famiglie, nei gruppi, nelle comunità… ma vincerà il bene, il male non prevarrà! Così dissi e così sarà!".

Nelle chiese non si vedono più file di persone che cercano la Confessione, ma possiamo anche constatare che pochi sacerdoti si mostrano disponibili e aspettano lì nel confessionale.
Su esperienze vissute tra persone amiche, mi è stato riferito di casi in cui, desiderosi di confessarsi, si sono sentiti rifiutare con scuse del tipo: "Sono occupato, ora ho da fare", "Torna un altro momento", "Quando sto pregando, non voglio essere disturbato". In poche parole non hanno tempo, perché hanno tanto da fare.

Ma cosa c'è di più importante da rifiutare un figlio che vuole chiedere perdono al Padre! Gesù ci invita in tanti messaggi: "Purificatevi spesso…siate pronti".
Un fratello, ora Sacerdote da poco, al momento della sua "chiamata" corse ai ripari cercando di trovare il prete che lo potesse capire e aiutare, essendo lontano dalla confessione da tanti anni.
Trovò, come primo impatto, un sacerdote che non aveva tempo per lui! E ci raccontò la sua delusione. Per grazia era una chiamata al sacerdozio e così ci riprovò fino a che trovò il sacerdote che lo accolse a braccia aperte come un papà.

Ma se al posto suo si fosse presentata una persona con grossi problemi, davanti alla negazione della riconciliazione, potrebbe non tornare più, perché deluso. Dopo tanti anni finalmente si era deciso e si apprestava a far la confessione con tanto timore e forse neanche più si ricordava come si facesse.

Tanti sono i casi che potrebbero presentarsi, può essere una persona con pensieri di suicidio e cerca aiuto, può essere pure che muoia in modo naturale o in incidente, può essere in peccato mortale e le viene negata l'opportunità di salvarsi l'anima.
La colpa non cadrà solo sul fedele, ma anche sul sacerdote per il suo grave peccato di omissione.

C'è anche chi si è rifiutato di portare la Comunione all'ammalata, rispondendole al telefono: "Può venire con le sue gambe in chiesa," (ed era bloccata nel letto da mesi). Essendo una sorella del gruppo di preghiera, ho accompagnato il sacerdote che viene ogni tanto da noi e le abbiamo dato la possibilità di confessione e comunione, come lei tanto desiderava.

Cari sacerdoti, Gesù e Maria ci insegnano ad amarvi anche quando in qualche modo voi ci fate soffrire, ma quanti fedeli riuscirete a riconquistare comportandovi così?

Gesù sarà Giudice di tutti noi e di loro dice (P*21.12.01): "I miei pastori tanto hanno sbagliato, tanto saranno puniti, questa è la Giustizia Divina".


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