PRESENTAZIONE DI MARGHERITA DI GESU'

Con gioia, in questo Anno Eucaristico,
vi presento le “ Norme e le Leggi ” che Gesù e la Chiesa hanno dato al Popolo di Dio,
per onorare degnamente il Re dei Re presente nell’Eucaristia.
Gesù mi diede questo comando: “Figlia prenditi informazioni e regole e noterai tante lacune,
tante imperfezioni, che è bene che il cristiano conosca
[in merito all’Eucaristia]” (P*24.06.03).

E poiché rimasi molto perplessa, non tornò indietro, ma mi spinse ad agire:
“Fatti coraggio, piccola mia, ed imprimi sulla carta le annotazioni importanti,
e scuoti le coscienze di coloro che continuano a peccare nei miei riguardi..
Sappiano come devono comportarsi davanti al loro Dio Umanato
e fattosi realmente presente nell’Eucaristia”
(P*26.06.03).

Questa richiesta da parte di Gesù, mi fu fatta durante la stesura del terzo Libro
dell’“OPERA DELLA TRIADE D’AMORE” che è:
“APRI IL TUO CUORE E LASCIA PENETRARE LA LUCE DI DIO”.
Abbiamo cercato di farlo nei capitoli: “DIFENDIAMO GESU’ EUCARISTIA” (Pag. 99 – 110)
e in “NORME: S. MESSA E CULTO EUCARISTICO” (Pag. 111 – 115).

Il tutto poi è stato perfezionato nell’omonima catechesi “DIFENDIAMO GESU’ EUCARISTIA”,
che si trova in questa stessa sezione di internet e che compendia le catechesi eucaristiche dei tre Libri.
Con questo ultimo lavoro abbiamo voluto “difendere” ancor più Gesù Eucaristia,
completando la ricerca, come mi era stato richiesto.
Questa ricerca è stata fatta sul “Diritto Canonico” e sui Documenti della Chiesa
che riguardano la S. Messa e il Culto Eucaristico.
Vengono presentati gli insegnamenti di Gesù stesso : Riti, gesti, parole, da Lui ‘compiuti’
(— Regole Divine che nessuno può toccare!)
e gli insegnamenti e disposizioni della Chiesa Cattolica e Apostolica,
come da sempre si sono tramandate e sono state fissate nei vari documenti.

Nel Diritto Canonico e nei Documenti, si leggono istruzioni e norme
su alcune cose che si devono osservare, o evitare, o correggere
circa la celebrazione della Santa Messa e il Culto alla SS. Eucaristia.

Questo aiuta il cristiano a comportarsi in modo consono di fronte a Gesù Eucaristico.
Nelle Parole di Cielo il Signore vuole che prendiamo coscienza di
“quanto sia importante la dottrina per il cristiano che ama il suo Creatore”
(P*10.06.03)
Venire informati su queste disposizioni è necessario, perché: “Non sempre il fedele
è correttamente informato e allora, è bene che sappia come può comportarsi,
senza uscire dal diritto canonico e, appunto, dalle disposizioni della Chiesa,
in merito all’Eucaristia…”
(P*24.06.03)

Mettendovi a conoscenza di queste norme, ogni fedele potrà introdursi nella Liturgia
con più consapevolezza, attenzione e amore in quello che si sta celebrando
“…Il fedele sprovveduto che non sa qual è il suo modo di comportarsi, in chiesa,
di fronte al Santissimo Sacramento e come un semplice uomo
(senza fede) si accosta a riceverlo”.
Non ci si deve accostare a ricevere Gesù con indifferenza
“senza tanto pensare che chi sta ricevendo è il suo Dio Umanato, e va, così, indifferentemente,
a prendere l’Eucaristia, come se avesse bisogno di quel pezzettino di pane per sentirsi a posto,
e non osserva anche tutto il resto. L’indifferenza, vedi, è la peggior cosa
che manifesta la loro impreparazione ad accoglierMi.”
(P*07.07.03).

Sia lodato, ringraziato ogni momento, il Santisssimo e Divinissimo Sacramento,

anche grazie a questo piccolo lavoro. Amen






REGOLE D’AMORE
DOCUMENTI DELLA CHIESA E DIRITTO CANONICO
PER DARE A GESU’ EUCARISTIA
NELLA LITURGIA L’ADORAZIONE E L’AMORE
CHE SONO DOVUTI AL RE DEI RE

(1)

[R. S. N.10.14 - 2004]
 10  “La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito
       da Cristo e che costituisce parte immutabile della Liturgia”
(S. C. N.21).

14  “Regolamentare la Sacra Liturgia compete unicamente all’autorità della Chiesa,
        la quale risiede nella Sede Apostolica e, a norma del diritto, nel Vescovo.”
 (S. C. N.22).

[S. C. 22 § 3]
“Di conseguenza assolutamente nessun altro, anche se Sacerdote, osi, di sua iniziativa,
aggiungere, togliere, o mutare alcunchè in materia liturgica”.

[E. DE E. N.52] ENCICLICA ( Il Papa Giovanni Paolo II )
“Sento il dovere di fare un caldo appello perché, nella Celebrazione Eucaristica, le norme liturgiche
siano osservate con grande fedeltà…La Liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno,
né del Celebrante, né della comunità nella quale si celebrano i Misteri…
A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani: esso è troppo grande
perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale!…”


[R. S. N.5 2004]
“L’osservanza delle norme emanate dall’autorità della Chiesa esige conformità di pensiero
e parola, degli atti esterni e della disposizione d’animo.

[ N. 7] Gli abusi non di rado si radicano in un falso concetto di libertà. Dio, però, ci concede in Cristo
         non quella illusoria libertà in base alla quale facciamo tutto ciò che vogliamo, ma la libertà,
         per mezzo della quale possiamo fare ciò che è degno e giusto… Da ciò la necessità che tutti
         si conformino agli ordinamenti stabiliti dalla legittima autorità ecclesiastica."

[R. S. N.183-184 2004]
[183]   “In modo assolutamente particolare tutti,… facciano sì che il Santissimo Sacramento
dell’Eucaristia, sia custodito da ogni forma di irriverenza e aberrazione e tutti gli abusi
vengano completamente corretti. Questo è compito della massima importanza per tutti
e per ciascuno, e tutti sono tenuti a compiere tale opera senza favoritismo”.


[184] “Ogni cattolico, sia Sacerdote sia Diacono sia Fedele Laico, ha il diritto di sporgere
querela su un abuso liturgico presso il Vescovo diocesano.. o alla Sede Apostolica
in virtù del primato del Romano Pontefice.
E’ bene che la segnalazione o la querela sia presentata…sempre con spirito di verità e carità”.

 


DUCUMENTI CONSULTATI

C.D.C. = CODICE DI DIRITTO CANONICO (1983)
M.R. = PRINCIPI E NORME PER L’USO DEL MESSALE ROMANO
(PAG.XVII–XL) (29.06.1983)

C.E.I.P. = CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA : PRECISAZIONI
[ SULLE NORME DEL MESSALE ROMANO] (PAG. XLIX – LI)

R.C.E.C.E. = RITO DELLA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA
E CULTO EUCARISTICO
 (20.02.1980)

IN. D. = INAESTIMABILE DONUM
ISTRUZIONE DELLA SACRA CONGREGAZIONE PER I SACRAMENTI E IL CULTO DIVINO
SU ALCUNE NORME CIRCA IL CULTO DEL MISTERO EUCARISTICO.
(03.04.1980 - Feria 5a in Cena Domini).

R.S. = REDEMPTIONIS SACRAMENTUM (25.03.2004)
ISTRUZIONE SU ALCUNE COSE CHE SI DEVONO OSSERVARE ED EVITARE
CIRCA LA SANTISSIMA EUCARISTIA.

E. M. = EUCARISTICUM  MYSTERIUM
ISTRUZIONE DELLA SACRA CONGREGAZIONE DEI RITI SUL CULTO
DEL MISTERO EUCARISTICO (25.05.1967)

E. DE E. = ECCLESIA DE EUCHARISTIA
LETTERA ENCICLICA SULL’EUCARISTIA NEL SUO RAPPORTO CON LA CHIESA
(17.04 GIOVEDI’ SANTO 2003)

CCC. = CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA 1992

ANNO DELL’EUCARISTIA: SUGGERIMENTI E PROPOSTE
Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti (15.10.04)

MANE NOBISCUM DOMINE
Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II (07.10.2004)

IL PRESBITERO, MAESTRO DELLA PAROLA,
MINISTRO DEI  SACRAMENTI E GUIDA DELLA COMUNITA’
Congregazione per il Clero (13-15.10.1998)


CITAZIONE DEI DOCUMENTI


NB. * I DOCUMENTI, VERRANNO CITATI SOLO CON LE SIGLE
          INZIALI QUI PROPOSTE E SOLO POCHI PER ESTESO.

NB. * LE PARTI EVIDENZIATE CON LA SOTTOLINEATURA CONTINUA,
          SEGNALANO I DOVERI  PARTICOLARI CHE HANNO I SACERDOTI,
          RIGUARDO AI FEDELI , NELLA PASTORALE EUCARISTICA.


(1)  Questo “lavoro” viene offerto a quanti che, per “impossibilità” o difficoltà di ricerca, poco o nulla sanno
      delle Leggi della Chiesa, e delle Norme liturgiche riguardo a Gesù Eucaristia.
      Così, con questo piccolo aiuto, ogni cristiano può conoscere meglio i suoi “Doveri”
      verso Dio come “figlio di Dio” e i suoi “Diritti” che gli vengono come dono dal Cristo,
      Capo del corpo che è la Chiesa, discepola e custode dei Doni Spirituali che ha ricevuto
      dal Suo Maestro e Signore. Così a Dio viene data l’obbedienza e la gloria che gli è dovuta.

(2)  Inoltre è un piccolo dono anche per i Sacerdoti che possono ritrovare unite molte norme
      che è facile aver dimenticato, o travisato, a volte, anche senza malizia,
      ma alle quali siamo tenuti per Obbedienza a Dio, e alla Chiesa Cattolica e Apostolica,
      senza correre il rischio di “spadroneggiare” su Dio e sul Gregge (1Pt.5,3).

PER UNA VISIONE DI INSIEME ECCO I TEMI TRATTATI


-  EUCARISTIA SACRIFICIO DI GESU’
-  EUCARISTIA, PRESENZA REALE DI GESU’
-  REALE PRESENZA DI GESU’ NEI FRAMMENTI
-  QUANDO E PERCHE’ FARE LA GENUFLESSIONE O STARE IN GINOCCHIO
    DAVANTI A GESU’ E FARE LA GENUFLESSIONE.
    GENUFLETTERE DURANTE LA MESSA
    ALLA COMUNIONE DEL SACERDOTE CELEBRANTE
    ALLA COMUNIONE DEI CONCELEBRANTI
    ALLA COMUNIONE DEI FEDELI
- STARE IN GINOCCHIO
- QUANDO FARE LA GENUFLESSIONE A GESU’ NON PRESENTE NEL SS.SACRAMENTO
- GLI INCHINI NELLA LITURGIA (DEL CAPO E DI TUTTO IL CORPO).
- GESTI E ATTEGGIAMENTI DEL CORPO DURANTE LA MESSA
   (STARE IN PIEDI, SEDUTI, IN GINOCCHIO)
- L’OFFERTORIO NELLA LITURGIA EUCARISTICA: RITO DI GESU’ E DELLA CHIESA
- MESSA DI GESU’ E COMUNIONE DEGLI APOSTOLI:
  RIVELAZIONE ALLA BEATA CATHARINA EMMERIK
- SOLO CHI E’ IN GRAZIA DI DIO PUO’ FARE LA COMUNIONE: BISOGNA CONFESSARSI!
- LA FRAZIONE DEL PANE
- LA COMUNIONE LA DEVE DARE IL SACERDOTE
- IL DIRITTO DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA
- PREPARAZIONE ALLA MESSA E RINGRAZIAMENTO
- SILENZIO ORANTE NELLA LITURGIA
- LA COMUNIONE SPIRITUALE
- L’EUCARISTIA NEL DIRITTO CANONICO (PER I FEDELI E I SACERDOTI)
- AVVERTIMENTI PROFETICI A RIGUARDO DELL’EUCARISTIA
- AVVERTIMENTI PROFETICI A RIGUARDO DELL’ “INSEGNAMENTO” NELLA CHIESA

 

EUCARISTIA  SACRIFICIO  DI  GESU’


[ANNO DELL’EUCARISTIA.. N.24 Congregazione Per il Culto Divino 15.10. 2004]
“L’Eucaristia è il Sacramento del Sacrificio pasquale di Cristo.
Dall’Incarnazione nel grembo della Vergine, fino all’ultimo respiro sulla Croce,
la Vita di Gesù è un Olocausto incessante, un perseverante consegnarsi ai disegni del Padre.

Il Culmine è il Sacrificio di Cristo sul Calvario: “Ogni volta che il Sacrificio della Croce,
- col quale Cristo, nostro Agnello Pasquale, è stato immolato
(1Cor.5,7),
- viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra Redenzione” (L.G.,3).
Questo unico ed eterno Sacrificio viene reso realmente presente nel Sacramento dell’altare.
In verità, ”il Sacrificio di Cristo e il Sacrificio dell’Eucaristia sono un unico Sacrificio”
 (CCC,1367).

[E.DE E. .. N.12-13]
“La Messa è ad un tempo e inseparabilmente il memoriale del Sacrificio della Croce
e il Sacro Banchetto della comunione al Corpo e al Sangue del Signore”
(CCC.,1382) …
In effetti, “il Sacrificio di Cristo e il Sacrificio dell’Eucaristia sono un unico Sacrificio(CCC.1367). …
In forza del suo intimo rapporto con il Sacrificio del Golgota, l’Eucaristia è un Sacrificio
in senso proprio
e non solo in senso generico,
come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli.

[M.R. ..N.2]
La natura sacrificale della Messa, solennemente affermata dal Concilio di Trento,
in armonia con tutta la tradizione della Chiesa, è stata riaffermata dal Concilio Vaticano II,
che ha pronunziato, a proposito della Messa, queste significative parole:
"Il nostro Salvatore nell’ultima Cena… istituì il Sacrificio Eucaristico del suo Corpo
e del suo Sangue, al fine di perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il Sacrificio della Croce.
E di affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione”.

[M.R. N.56/H]
“Si desidera vivamente che i fedeli ricevano il Corpo del Signore
con ostie consacrate nella stessa Messa, e nei casi previsti, facciano la Comunione al Calice,
perché anche per mezzo dei segni,
la Comunione appaia meglio come partecipazione al Sacrificio in atto"
(E.M. N.31).


EUCARISTIA
PRESENZA REALE DI GESU’

[Anno dell’Eucaristia.. N.26 Congregaz. per il Culto Divino 15.10.2004] [E.M. N.9] [M.R..N.7]
“Nella Celebrazione della Messa sono gradualmente messi in evidenza i modi principali
della presenza di Cristo nella Chiesa.

E’ presente in primo luogo nell’assemblea stessa dei fedeli riuniti nel suo Nome;
E’ presente nella Sua Parola, allor che si legge in chiesa la Scrittura e se ne fa il commento;
E’ presente nella persona del Ministro;
E’ presente infine e soprattutto sotto le Specie Eucaristiche: una presenza, questa,
assolutamente unica, perché nel Sacramento dell’Eucaristia vi è il Cristo tutto intero,
Dio e uomo, sostanzialmente e ininterrottamente.
Proprio per questo la presenza di Cristo, sotto le Specie Consacrate viene chiamata ‘reale’:
“Reale… per antonomasia!
[M.F.,39].
La Comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo è - Comunione con il Risorto –
Farmaco di immortalità – Pegno della gloria futura”.

[Mane nobiscum Domine N.16 Giovanni Paolo II]
[C’è] un aspetto che più di tutti mette alla prova la nostra fede:
E’ il mistero della presenza “reale”.
Con tutta la tradizione della Chiesa, noi Crediamo che, sotto le specie eucaristiche,
è realmente presente Gesù. …

Per questo la fede ci chiede di stare davanti all’Eucaristia con la consapevolezza
che siamo davanti a Cristo stesso. …
L’Eucaristia è mistero di presenza, per mezzo del quale si realizza in modo sommo
la promessa di Gesù di restare con noi fino alla fine del mondo”.

[E.DE E. N.16]
“Il Sacrificio Eucaristico è di per sé orientato all’unione intima di noi fedeli con Cristo
attraverso la Comunione: riceviamo Lui stesso che si è offerto per noi,
il suo Corpo
che Egli ha consegnato per noi sulla Croce, il suo Sangue che ha
“versato per molti
(1), in remissione dei peccati”
(Mt.26,28).
Ricordiamo le sue parole: Come il Padre che ha la vita, ha mandato me e Io vivo per il Padre,
così anche colui che mangia di Me, vivrà per
[mezzo di] Me” (Gv.6.57).
L’Eucaristia è vero banchetto in cui Cristo si offre in nutrimento”…
Non si tratta di un alimento metaforico: "La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda”
(Gv.6,55).

(1) L’Enciclica del Papa ci insegna la Verità e parla del Sangue che Gesù ha
“versato per “MOLTI” in remissione dei peccati”
, e nel testo latino dell’Enciclica si legge:
“.. illiusque Sanguinem qui “pro MULTIS effunditur in remissionem peccatorum” (Mt.26,28).
Come mai nella Formula della Consacrazione della Messa in Italiano viene detto “TUTTI”
che Gesù non ha pronunziato e che il Papa non così ha tradotto?

Nella Chiesa Cattolica e Apostolica, per duemila anni si è stati fedeli a Gesù
nel pronunziare le Sue Parole sante e immutabili! Cosa sta accadendo?
“L’uomo” non può agire contro le Parole e Leggi divine!
Il Sacerdote poi, celebra in “Persona Christi” e noi sappiamo che Cristo non può contraddire se stesso,
perché la Parola dice che: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!” (Ebr.13.8).
Per questo S. Paolo aggiunge subito: “Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine” (Ebr.13,9).
Nelle Celebrazioni con il Messale in latino, viene detto “PRO MULTIS”
(come sentiamo nelle Messe trasmesse da Piazza S.Pietro, celebrate dal Papa e dai Cardinali),
e il testo originale greco dice: “MOLTI”!
Ecco la fedeltà del Papa nel dichiarare il “ IL SANGUE VERSATO.. PER MOLTI  (pro MULTIS)”,
proprio come detto da Gesù stesso!
La “Redemptionis Sacramentum” del 25.03.04, al N. 10 , ricorda,
assieme alla COSTITUZIONE SACROSANTUM CONCILIUM,
che nessuno è “sopra” Cristo e a Lui tutti dobbiamo Obbedienza. Dice:
“La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito da Cristo
e che costituisce parte immutabile della Liturgia”
(S.C. N.21).
Di certo non occorre dire che la Parola di Dio è “immutabile ed eterna”! (Sl.111,8; Mt.24,35).


[E. DE E. N.22]
“L’incorporazione a Cristo,…
si rinnova e si consolida con la partecipazione al Sacrificio Eucaristico…
e nella Comunione Sacramentale.
Possiamo dire che non soltanto ciascuno di noi riceve Cristo,
ma anche che Cristo riceve ciascuno di noi.
Egli stringe la sua amicizia con noi: ”Voi siete miei amici”
  (Gv.15,14).
Noi, anzi, viviamo grazie a Lui: "Colui che mangia di Me vivrà per [mezzo] di Me”  (Gv.6,57).
Nella Comunione Eucaristica si realizza in modo sublime il “dimorare”
l’uno nell’altro di Cristo e del discepolo: "Rimanete in Me e Io in voi”
 (Gv.15,4).

[R. S. .. N.134] 2004 [E.DE E..N.25] [IN.D. N.20]
“Si promuova con impegno la pietà sia pubblica sia privata verso la Santissima Eucaristia
anche al di fuori della Messa, affinchè dai fedeli sia reso culto di adorazione a Cristo
realmente presente, il quale è ‘ Sommo Sacerdote dei beni futuri ’
 (Ebr.9,11)
Redentore dell’universo.
“Spetta ai pastori incoraggiare, anche con la testimonianza personale, il culto Eucaristico,
particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento,
nonché la sosta adorante davanti a Cristo presente sotto le specie Eucaristiche”.


[Il Presbitero.. Ministro dei Sacramenti.. N.2]
Il Presbitero [il Sacerdote!] ha la missione di promuovere il Culto della presenza Eucaristica,
anche fuori della celebrazione della Messa,
impegnandosi a fare della propria chiesa una “casa di preghiera” cristiana”.
• E’ necessario inanzitutto che i fedeli conoscano con profondità le condizioni .
• Allo stesso modo è importante favorire la loro devozione per Cristo
  che li aspetta amorosamente nel Tabernacolo.
Un modo semplice ed efficace di fare catechesi eucaristica
è la stessa cura materiale di tutti ciò che si riferisce alla chiesa e, in particolare all’altare
e al Tabernacolo: pulizie e decoro, dignità dei paramenti e dei vasi sacri,
cura nella celebrazione delle cerimonie liturgiche, pratica fedele della genuflessione,ecc.

[La lampada accesa, il conopeo, i fiori, le luci, le tovaglie pulite…](1)

Quel luogo nel quale si conserva e si adora Cristo Sacramentato,
è certamente il cuore degli edifici sacri, e come tale dobbiamo cercare di evidenziarne
e agevolarne l’accesso per il più largo arco di tempo quotidiano possibile
(2),
di ordinarlo debitamente, con vero amore.
E’ evidente che tutte queste manifestazioni… saranno possibili solo a condizione
che il SACERDOTE sia davvero un uomo di orazione e di autentica passione per l’Eucaristia.
Solo il pastore che prega saprà insegnare a pregare, mentre saprà anche attrarre
la grazia di Dio su coloro che dipendono dal suo ministero pastorale,
in modo da favorire - conversioni – propositi di vita più fervente –
vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione.
In definitiva solo il pastore… che fa diventare vita della sua vita l’amicizia con Cristo,
sarà in condizione di imprimere vero impulso a un'autentica rinnovata evangelizzazione".



(1)    [R.C.E.C.E. N.11]
         La Presenza della SS. Eucaristia nel tabernacolo venga indicata dal conopeo
        o da altro mezzo idoneo stabilito dall’autorità competente.
        Secondo la tradizione, arda sempre davanti all’altare una lampada a olio
       o un cero segno di onore verso il Signore.[E. M. .. N.57]

      [C.D.C. C. 940]
      Davanti al Tabernacolo nel quale si custodisce la Santissima Eucaristia, brilli perennemente
      una speciale lampada, mediante la quale venga indicata e sia onorata la presenza di Cristo.

(2)     [E. M. .. N.51]
         “ I pastori provvedano perché tutte le chiese.. in cui è conservata la SS. Eucaristia restino aperti,
         almeno diverse ore sia al mattino che la sera, perché i fedeli possano agevolmente
         pregare davanti al SS. Sacramento”.

       [R. S. .. N.135] 2004 [C.D.C. Can. 233]
       “Se non vi si oppone una grave ragione, la chiesa nella quale viene conservata la SS. Eucaristia,
        resti aperta ai fedeli almeno per qualche ora al giorno,
       affinchè possano trattenersi in preghiera dinanzi al SS. Sacramento”.


[Mane nobiscum Domine.. N.18]
" L’Adorazione Eucaristica fuori della Messa, diventi.. un impegno speciale per le singole
comunità parrocchiali e religiose. Restiamo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia,
riparando con la nostra fede e il nostro amore le trascuratezze, le dimenticanze,
e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo”.

[R. S. ..N.135] 2004
“I fedeli “durante il giorno non omettano di fare la visita al Santissimo Sacramento,
in quanto prova di gratitudine, segno d’amore e debito di riconoscenza
a Cristo Signore là presente!” L’adorazione di Gesù presente nel Santissimo Sacramento,
infatti, in quanto Comunione di desiderio, unisce fortemente il fedele a Cristo,
come risplende dall’esempio di numerosi Santi ”.

[E. DE E. .. N.25]
“Il culto reso all’Eucaristia fuori della Messa è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa.
Tale culto è strettamente congiunto con la celebrazione del Sacrificio Eucaristico.
La presenza di Cristo sotto le Sacre Specie del pane e del vino, -
presenza che perdura fintanto che sussistono le specie del pane e del vino –
deriva dalla celebrazione del Sacrificio e tende alla comunione Sacramentale e spirituale. …
E’ bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto
(Gv.13,25),
essere toccati dall’amore infinito del suo cuore…
L’Eucaristia è un tesoro inestimabile: non solo il celebrarla, ma anche il sostare davanti ad Essa
fuori della Messa consente di attingere alla Sorgente stessa della Grazia…
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori scriveva: "Fra tutte le devozioni, questa di adorare
Gesù sacramentato è la prima dopo i Sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi ”.

 

REALE  PRESENZA  DI  GESU’
NEI  FRAMMENTI

[R. S. N. 93 2004]
93. “E’ necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli,
per evitare che la Sacra Ostia o qualche suo frammento cada.


[M. R. N.113 - 237 - 239]
113 “Terminata la distribuzione della Comunione, il Sacerdote ritorna all’altare
e raccoglie i frammenti, se ce ne fossero… purifica la patena o la pisside sopra il calice,
purifica poi il calice… e lo asterge con il purificatoio..


238   La purificazione del calice si fa con acqua e vino, oppure soltanto con acqua,
       che poi quello che purifica beve. La patena si asterge normalmente con il purificatoio.

237  Ogni volta che qualche frammento di ostia rimane attaccato alle dita,
        soprattutto dopo la frazione o dopo la Comunione dei fedeli, il Sacerdote asterge
        le dita sulla patena, oppure, se necessario, lava le dita stesse.
       Così pure raccoglie eventuali frammenti fuori della patena.

239  Se un’Ostia o una particola scivolasse via, si raccolga con rispetto; se poi si versasse
        qualche goccia del Sangue del Signore, si lavi il luogo con l’acqua,
        e l’acqua si versi nel sacrario.


[CCC. N.1377]
“La presenza Eucaristica di Cristo ha inizio al momento della Consacrazione
e continua finchè sussistono le Specie Eucaristiche.
Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie
[pane e vino], e in ciascuna parte;
perciò la frazione del Pane non divide Cristo”.

[R. S. N.120]
I pastori abbiano cura di mantenere costantemente puliti i lini della mensa sacra,
e in particolare quelli destinati ad accogliere le Sacre Specie,
e di lavarli piuttosto di frequente secondo la prassi tradizionale.
E’ lodevole che l’acqua del primo lavaggio, che va eseguito a mano, si versi nel sacrario
della chiesa o a terra in un luogo appropriato..
Successivamente, si può effettuare un nuovo lavaggio nel modo consueto.

 


QUANDO E PERCHE’
FARE LA GENUFLESSIONE
E STARE IN GINOCCHIO
DAVANTI A GESU’ EUCARISTIA


A GESU’ EUCARISTIA SI DEVE IL CULTO DI LATRIA [ R.C.E.C.E. AL N. 21]:

“Si deve insegnare ai fedeli che Gesù Cristo è Signore e Salvatore,
e che A LUI, presente sotto le specie Sacramentali,
E’ DOVUTO LO STESSO CULTO DI LATRIA O DI ADORAZIONE CHE SI DEVE A DIO”.

“ Tutti i fedeli, in linea con la pratica tradizionale e costante della Chiesa Cattolica,
nella loro venerazione verso questo Santissimo Sacramento,
rendano ad esso quel culto di latria che è dovuto al vero Dio.
E se Cristo Signore ha istituito questo Sacramento, come nostro cibo,
non per questo ne è sminuito il dovere di adorarlo”.
 [ R.C.E.C.E. N.3 ]

[R. S. .. N.129] 2004
“Questa conservazione [dell’Eucaristia], permette anche la pratica di Adorare
questo grande Sacramento e di prestare ad esso il culto di Latria, che si deve a Dio”.

[ANNO DELL’EUCARISTIA.. N.29 (Congregazione per il Culto Divino…15.10.2004)]
“Lo stare in ginocchio… dice il farci piccoli davanti all’Altissimo, davanti al Signore.
Il genuflettere davanti all’Eucaristia, come fanno il Sacerdote e i fedeli,
esprime la fede nella presenza reale del Signore Gesù nel Sacramento dell’altare.

Riflettendo quaggiù, nei santi segni, la liturgia celebrata nel Santuario del Cielo,
imitiamo i Vegliardi: “Si prostravano davanti a Colui che vive nei secoli dei secoli ”
  (Ap.4,10). …
Le parole con cui Gesù contraddice le suggestioni idolatriche del diavolo, nel deserto,
devono trovare riscontro nel nostro parlare, pensare, agire quotidiano:
“Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto”
 (Mt.4,10).

Il piegare il ginocchio davanti all’Eucaristia adorando l’Agnello..
ci educa a non prostrarci a idoli costruiti dalle mani dell’uomo e ci sostiene nell’obbedire
con fedeltà, docilità, venerazione, a Colui che riconosciamo unico Signore della Chiesa e del mondo.

[Il Presbitero… Ministro dei Sacramenti… N. 2 Congregazione per il Clero 19.03.1999]
“Un modo semplice ed efficace di fare pastorale liturgica… è la pratica fedele della Genuflessione…”.




FARE LA GENUFLESSIONE


SI GENUFLETTE:
“Dinanzi al SS. Sacramento, chiuso nel Tabernacolo o pubblicamente esposto,
si mantenga la veneranda prassi di genuflettere in segno di adorazione.
Questo atto richiede che ad esso sia data un’anima, affinchè il cuore si pieghi dinanzi a Dio
in profonda riverenza; la genuflessione non sia frettolosa, né sbadata”.
[ IN.D. N.26]  (1)
“ Dinanzi al SS. Sacramento, sia chiuso nel Tabernacolo che esposto alla pubblica adorazione
si genuflette con un solo ginocchio”.   [ R.C.E.C.E. N.92 ]

(1)   Allora I FEDELI ENTRANDO IN CHIESA E OGNI QUALVOLTA CHE PASSANO DAVANTI
       A GESU’ PRESENTE NEL TABERNACOLO , anche durante la Messa,
       DEVONO FARE LA GENUFLESSIONE, COME PURE USCENDO DI CHIESA,
      E LA GENUFLESSIONE NON DEVE ESSERE NE’ “ FRETTOLOSA, NE’ SBADATA”!


GENUFLETTERE  DURANTE  LA MESSA [ M.R. N.233]

Si fanno “tre” genuflessioni: [da parte del Sacerdote…]
- Dopo la presentazione al popolo dell’Ostia [alla Consacrazione]
- Dopo la presentazione del calice
- Prima della Comunione

Se nel presbiterio, [ all’altare maggiore] è presente il SS. Sacramento
- Si genuflette prima della Messa
- Si genuflette dopo la Messa
- Si genuflette tutte le volte che si passa davanti al Tabernacolo
[vale anche per i fedeli!]


ALLA COMUNIONE DEL SACERDOTE CELEBRANTE

[M.R. N.113.114.115]
• Il Sacerdote prende l’ostia, la spezza sopra la patena e ne mette una particella nel calice…
• Quindi il Sacerdote dice sottovoce la preghiera “Signore Gesù Cristo…” o “La comunione con il tuo Corpo…”
• Terminata la preghiera, Genuflette, prende l’Ostia e tenendola alquanto sollevata …
    rivolto al popolo dice: Ecco l’Agnello di Dio…


ALLA COMUNIONE DEI CONCELEBRANTI

COMUNIONE AL CORPO E SANGUE SEPARATI  [ M.R. N.197]
“ I Sacerdoti concelebranti uno dopo l’altro si accostano all’altare, genuflettono,
prendono con devozione il Corpo di Cristo e, tenendo la mano sinistra sotto la destra,
ritornano al loro posto. …

COMUNIONE DEL CORPO E SANGUE SEPARATI  [ M.R. N.205]
“ I Sacerdoti Concelebranti, uno dopo l’altro si portano al centro dell’altare,
genuflettono e si comunicano al Corpo del Signore;
successivamente .. si comunicano al Sangue del Signore”.

COMUNIONE PER INTINZIONE  [ M.R. N.206 ]
“I Sacerdoti concelebranti, uno dopo l’altro, si accostano all’altare, genuflettono,
prendono l’Ostia, la intingono nel calice e.. si comunicano;
ritornano poi al loro posto”.





ALLA COMUNIONE DEI FEDELI

[IN.D. N.11] [E. M. N.34]
“La chiesa ha sempre chiesto ai fedeli rispetto e riverenza verso l’Eucaristia,
nel momento in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa può essere ricevuta dai fedeli sia in ginocchio
che in piedi, secondo le norme stabilite dalla Conferenza Episcopale.
Quando i fedeli ricevono la Comunione in ginocchio,
non è loro richiesto alcun segno di riverenza verso il SS. Sacramento,
perché lo stesso atto di inginocchiarsi esprime adorazione.

Quando invece la ricevono in piedi, accostandosi all’altare processionalmete,
facciano un atto di riverenza
(1) prima di ricevere il Sacramento, nel luogo e nel modo adatto,
purchè non sia turbato l’avvicendamento dei fedeli”

NB.(1)
Come vedi, giustamente viene richiesto l’atto di “riverenza”, anche quando si va a ricevere la Comunione
in piedi, in processione. Questa “riverenza” richiesta per l’Eucaristia, è solo la genuflessione,

dovendo dare a Gesù , nel SS. Sacramento, l’atto di adorazione e di latria come a Dio.
Nell’atto di “riverenza” il Messale stesso esclude che possa essere l’inchino,
perché non viene contemplato al N.234 l’inchino per l’Eucaristia (come puoi vedere più avanti!),
anzi viene sempre e solo richiesta la genuflessione.
Lo conferma anche l’atto di fede che facciamo a Gesù al momento della Comunione.
Il Sacerdote ci dice: IL CORPO DI CRISTO!
E noi lo riconosciamo nostro Dio dicendo: AMEN!
Ora dobbiamo costatare che ancora non è stato “detto” come, quando e dove, cioè “ nel luogo e modo adatto”,
va fatto questo atto di riverenza al nostro Re Eucaristico, cioè la genuflessione,

[ e dire che di anni ne sono passati ormai Venticinque, essendo il Documento datato nell’Aprile del 1980.]
Aveva detto Gesù: “date a Dio quello che è di Dio!”.
Come aspetta con ansia che venga rispettato il suo diritto!
Dobbiamo ricordare che quando violiamo i Diritti di Dio, lo offendiamo e così commettiamo peccato.
E dov’è allora l’onore, la lode e la gloria che gli dobbiamo, se siamo disobbedienti?
I fedeli senza “guida”, non fanno alcuna riverenza e così non è adorato il nostro “Dio in terra”, Gesù Eucaristico!
Chiediamo che la norma della chiesa abbia chiare indicazioni per guidare Sacerdoti e fedeli a ‘trattare’
Gesù, Figlio di Dio, come Dio; che venga cioè adorato con la genuflessione.
Siano felici i pastori d’anime se alcuni dei loro fedeli già fanno la genuflessione!
Gli ‘anormali’ non sono loro, ma chi non osserva e non fa osservare la regola della Chiesa,

cioè di premettere alla Comunione, l’atto di riverenza, cioè la genuflessione.
Vanno rispettati e incoraggiati coloro che, ‘senza disturbare l’avvicendamento dei fedeli’,
compiono questo doveroso atto di adorazione e di amore al Re dei Re.


La [R.S. N.90] del 2004sembra sollecitare’ ancora la “debita riverenza al Sacramento”.
“ I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi”
“ Quando si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento,
facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme”.

E al n.91 dice:
“Nella distribuzione della Santa Comunione è da ricordare che “ i Ministri sacri non possono
negare i Sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo
e non abbiano dal Diritto la proibizione di riceverli ”
(Can. 843; Can. 815).
Pertanto ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso
alla Sacra Comunione. Non è lecito quindi negare ad un fedele la S. Comunione, per la semplice ragione,
ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi”.



STARE IN GINOCCHIO
(Nella Messa)

NEL DOCUMENTO [ M.R. AL N.21] - DOCUMENTO [C.E.I.P. PAG.IXL N. 1]
1. “Si inginocchiano alla Consacrazione..
- In ginocchio.. dall’inizio dell’epiclesi (gesto dell’imposizione delle mani),
  fino all’elevazione del calice inclusa.

2. SI PUO’ STARE IN GINOCCHIO: [ DOCUMENTO [C.E.I.P. N. 1]
“Fatta la Comunione, si potrà stare in ginocchio (o seduti ) fino all’orazione
dopo la Comunione”.





QUANDO FARE
LA GENUFLESSIONE A GESU’
NON PRESENTE NEL SS. SACRAMENTO

1. [M.R. Pag.152 n.17] Il Venerdì Santo.
Alla Ostensione della Croce al popolo, “Chi porta la Croce.. ogni volta innalza la Croce
invitando i presenti all’adorazione con le parole ECCO IL LEGNO DELLA CROCE
e tutti rispondono: VENITE ADORIAMO. Dopo ogni risposta, tutti si inginocchiano
e fanno una breve adorazione in silenzio.

2. Ci si inginocchia alle parole “E PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO SI E’
INCARNATO NEL SENO DELLA VERGINE MARIA E SI E’ FATTO UOMO”,
il giorno di NATALE
 (25 Dicembre)[M.R. Pag.38]
e nella festa dell’ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
 (25 Marzo)[M.R. Pag.490].



GLI INCHINI NELLA LITURGIA

Vi sono due specie di inchino: del capo e del corpo. [M.R. N.234]
Inchino del capo: Si fa quando
• vengono nominate insieme le Tre Divine Persone
• al Nome di Gesù
• al Nome della Beata Vergine Maria
• al Nome del Santo in onore del quale si celebra la Messa
• alla benedizione del Sacerdote alla fine della Messa

(Il Diacono dice: “Chinate il capo per la benedizione!”)

L’Inchino di tutto il corpo, o inchino profondo si fa:

• all’Altare, se non vi è il Tabernacolo col SS. Sacramento
• nel Credo alle parole: “E per opera dello Spirito Santo si è incarnato…

Per i Sacerdoti alle preghiere:
• Purifica il mio cuore e le mie labbra perché possa annunciare degnamente.. (Prima del V.)
• Umili e pentiti accoglici Signore…(Dopo l’offerta del pane e del vino)
• Nel Canone Romano alle parole: Ti supplichiamo Dio Onnipotente…
• Per i Concelebranti [M.R. n.174] : “Alla presentazione al popolo dell’ostia consacrata e del calice,
i Sacerdoti Concelebranti sollevano lo sguardo verso di essi e poi si inchinano profondamente.





GESTI E ATTEGGIAMENTI DEL CORPO
DURANTE LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

[C.E.I. Precisazioni al M.R. pag. XLIX N. 1] [M. R. N.21 PAG. XXII]

La C.E.I. fa proprio quanto indicato in “Principi e norme per l’uso del Messale Romano” e cioè:
- IN PIEDI
Dal canto dell’ingresso fino alla colletta
[la preghiera di inizio] compresa.

- SEDUTI
Durante la prima e seconda Lettura e il Salmo responsoriale.

- IN PIEDI
Dall’acclamazione al Vangelo alla fine del Vangelo.

- SEDUTI
Durante l’Omelia e il breve silenzio che segue.

- IN PIEDI
Dall’inizio del Credo fino alla conclusione della Preghiera dei fedeli.

- SEDUTI
Durante tutto il rito della Presentazione dei doni.

- IN PIEDI
Dall’Orazione sulle offerte fino all’epiclesi
( gesto dell’imposizione delle mani sulle offerte ) esclusa.

- IN GINOCCHIO
Dal gesto dell’imposizione delle mani fino all’elevazione del calice inclusa.

- IN PIEDI
Da ‘Mistero della fede’ fino alla Comunione inclusa.

- FATTA LA CUMUNIONE
Si potrà stare in ginocchio o seduti fino all’orazione dopo la Comunione.

- IN PIEDI
Dall’Orazione dopo la Comunione sino alla fine.


L’OFFERTORIO 
NELLA LITURGIA EUCARISTICA
RITO DIVINO DI GESU’ E DELLA CHIESA


Riti di offertorio di Gesù: il rito Divino
 (1)

“Gesù prese il pane, disse la benedizione…”  (Mc.14,22)
“Poi prese un calice e rese grazie…”  (Mc.14,23)
“Gesù prese il pane, pronunziò la preghiera di benedizione…”   (Mt.26,26)
“Quindi prese un calice, rese grazie…”  (Mt.26,27)
“Gesù prese il pane e rese grazie…”  (Lc.22,19)
“Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice…" (Lc.22,20)
“Nella notte in cui fu tradito, il Signore Gesù prese il pane,
 fece la preghiera di ringraziamento, spezzò il pane…"
(1Cor.11,23-24)

[Da ricordare: IL RITO DIVINO NON PUO’ MAI ESSERE CAMBIATO!  R.S. N.10 ]


Riti di offertorio della chiesa (1)

[M.R. NN.102.103]
“All’altare il Sacerdote riceve.. la patena con il pane, e tenendola con entrambe le mani
un po’ sollevata sull’altare, recita la formula prescritta
[che è: “Benedetto sei Tu Signore Dio dell’universo,
dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane… lo presentiamo a Te perché diventi per noi cibo di vita eterna”.]

“Poi, stando al lato dell’altare, riceve l’ampollina e versa il vino e un po’ di acqua nel calice,
dicendo sottovoce la formula prescritta.
Ritornato al centro dell’altare, prende il calice tenendolo un po’ sollevato con entrambe le mani,
dice la formula prescritta
[che è: “Benedetto sei Tu Signore Dio dell’universo, dalla tua bontà abbiamo
ricevuto questo vino… lo presentiamo a Te perché diventi per noi bevanda di salvezza". ]


(1) Come vediamo, sono due ‘offerte’ distinte prima del pane e poi del vino,
    sia nel rito di Gesù, che della chiesa!
   Allora è abuso e disobbedienza il ‘falso rito’ di fare l’offerta del pane e del vino ‘contemporaneamente’,
   e peggio ancora, senza le parole di offerta e rendimento di grazie prescritte,
   sostituendole con un “canto” fatto dal popolo. Il Sacerdote celebra in “Persona Christi”
   e nulla deve cambiare, lui deve fare quello che ha fatto Gesù!




BEATA
ANNA CATHARINA EMMERICK

LA MESSA DI GESU’  “IL RITO DIVINO”

E  LA  COMUNIONE  DEGLI  APOSTOLI  NELL’ULTIMA  CENA

Anna Catharina Emmerik è stata beatificata il 3 ottobre 2004.
La Beata Anna Katharina Emmerick, ha gridato "la dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo"
e l'ha vissuta sul suo corpo. È opera della grazia divina il fatto che la figlia di poveri contadini,
che con tenacia ricercò la vicinanza di Dio, sia divenuta la nota "Mistica del Land di Münster".
La sua povertà materiale si contrappone a una ricca vita interiore.
Così come la pazienza nel sopportare la debolezza fisica ci impressiona anche la forza caratteriale
della nuova Beata e la sua stabilità nella fede.
Ella traeva questa forza dalla Santissima Eucaristia.
Il suo esempio ha dischiuso i cuori di poveri e di ricchi, di persone semplici ed istruite
alla dedizione amorosa a Gesù Cristo.
Ancora oggi trasmette a tutti il messaggio salvifico:
Attraverso le ferite di Cristo siamo salvati (cfr1 Pt 2, 24).


Istituzione dell'Eucaristia.

Un antico rito d'accoglienza
" Il pane che Io darò è la Mia carne per la vita del mondo" (Giovanni 6,51).

“Dopo la lavanda dei piedi, il maestro di mensa, eseguendo l'ordine del Signore,
coprì la tavola con un panno su cui distese una tovaglia rossa, sopra ne mise una bianca traforata
e quindi vi posò due anfore, una colma d'acqua e l'altra di vino.
Pietro e Giovanni presero la borsa contenente il calice di Serafia e la posero sulla tavola davanti a Gesù.
Quasi mi sembrò che avessero trasportato un tabernacolo. Sulla tavola vidi anche un piatto ovale
con tre pani azzimi, bianchi e sottili, striati a righe regolari.
Leggermente incisi da Gesù, essi erano stati coperti e posti accanto al resto del pane del banchetto pasquale.
Vidi anche due vasetti, uno d'acqua e l'altro di vino, e tre piccoli contenitori, uno vuoto,
uno contenente olio grasso e l'altro olio liquido.
Compresi che Gesù stava per istituire il Santo Sacramento dell'Eucaristia,  
prendendo spunto da un antico rito simbolico di amore fraterno.

Più tardi, fra i numerosi capi d'accusa, il Signore fu imputato dinanzi a Caifa di eresia
per aver introdotto un nuovo rituale nelle celebrazioni pasquali. Ma Nicodemo, con le Scritture alla mano,
provò che dividere il pane e bere allo stesso calice faceva parte di un'antica cerimonia d'accoglienza.
Era un segno d'amore e di massimo riguardo verso gli ospiti;
infatti la cerimonia, in uso nella tradizione giudaica, aveva luogo all'arrivo e alla partenza di questi ultimi.

Il posto del Signore a tavola era fra Giovanni e Pietro.
Le porte erano state ben chiuse e l'atmosfera si fece intima e solenne; allora Gesù disse agli apostoli:
« Ho ardentemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire...».
Tolto il velo dal calice, il Signore pregò e parlò solennemente, spiegando il significato
e lo svolgimento della celebrazione.
Poi benedisse il pane e gli oli ed elevò al cielo la patena con i pani azzimi,
quale sublime offerta al Padre Celeste.

Deposta la patena sull'altare, la ricoprì e prese il calice, nel quale Pietro versò il vino e Giovanni l'acqua,
indi Gesù Io benedisse aggiungendovi dell'acqua con il cucchiaino.
Con indicibile amore, donando tutto se stesso, il Signore pregò
e sollevò il calice per istituire il Santissimo Sacramento.
Subito dopo, deposto il calice sull'altare, Gesù spezzò il pane che aveva segnato,
pregò e mise i pezzettini sulla patena, lasciandone cadere uno nel calice.

Nello stesso istante vidi la Santa Vergine che riceveva spiritualmente il Sacramento.
Il Signore mi apparve trasfigurato, pregò e parlò di nuovo.
Mi parve che ogni parola da lui pronunciata penetrasse come un fuoco spirituale nel cuore degli apostoli.
Li vidi tutti estasiati nell'udire le parole del suo insegnamento, eccetto l'Iscariota.

Gesù prese la patena con i frammenti del pane e pronunziò le parole della consacrazione:

" Prendete e mangiate: questo è il mio corpo che dono a voi ".

Quando mise il pane sulla lingua degli apostoli (1), che si avvicinavano a due a due,
vidi il volto di Giuda oscurarsi.
Egli era stato il terzo a prendere il corpo di Cristo.
Il Signore, posandogli il bocconcino sulla lingua, gli aveva sussurrato: «Fai presto ciò che vuoi fare! »

Ogni cosa era circonfusa di luce, il pane scese nella bocca degli apostoli
come un bocconcino luminoso, riempiendoli di gioia.

Solo Giuda restava nella sala come un'ombra oscura e torbida.
Mentre Gesù proferiva le parole della consacrazione e Giovanni versava il sangue divino nelle sei coppe,
una per ogni coppia di apostoli, il traditore uscì dal cenacolo e corse via.
Vidi tre demoni che lo guidavano.”

(1) Nelle PAROLE DI CIELO, la Mamma Santissima ha detto il 31 Maggio 2003:
     “ Quel Pane spezzato non fu dato in mano, ma appoggiato alla bocca di ognuno degli Apostoli !…”
     E Gesù vuole che noi facciamo come ha fatto Lui!
    Alla sera di Pasqua il 20 Aprile 2003 così ‘chiede’ e comanda:
    “Non voglio che mani non consacrate mi prendano! – e prosegue –
    L’Eucaristia distribuitela in bocca e non preoccupatevi di quello che sarà”.





Gesù :
"Le Mie Regole non sono cambiate.
I Miei insegnamenti sono sempre gli stessi,
da duemila anni or sono, sono sempre uguali".
(P*02.02.02)


SOLO CHI
E’ IN GRAZIA DI DIO
PUO’ FARE LA COMUNIONE

“La Confessione prima della Comunione”



[R. S. N.80 2004]
“L’Eucaristia sia proposta ai fedeli anche “come antidoto che ci libera dalle colpe quotidiane
e ci preserva dai peccati mortali”
. (CCC. NN.1393 – 1394 – 1395).

[ R.S. N.81 2004] [ Diritto Canonico can.916.][E. M. N.35]

“La consuetudine della Chiesa afferma..
la necessità che ognuno esamini molto a fondo se stesso [Cf. 1Cor.11,28], affinchè:
[C.D.C. Can. 916 ] COLUI CHE E’ CONSAPEVOLE DI ESSERE IN PECCATO GRAVE,
NON CELEBRI LA MESSA NE’ COMUNICHI AL CORPO DEL SIGNORE
SENZA PREMETTERE LA CONFESSIONE SACRAMENTALE,
a meno che non vi sia una ragione grave e manchi l’opportunità di confessarsi;
nel qual caso si ricordi che E’ TENUTO A PORRE UN ATTO DI CONTRIZIONE PERFETTA,
CHE INCLUDE IL PROPOSITO DI CONFESSARSI QUANTO PRIMA.

[R.S. N.80 2004]
“L’ATTO PENITENZIALE collocato all’inizio della Messa…
è “privo dell’efficacia del Sacramento della Penitenza” [M.R. N.51]
e per quanto concerne la remissione dei peccati gravi,
non si può ritenere un sostituto del Sacramento della Penitenza.
I pastori di anime curino con diligenza l’istruzione catechetica,
in modo che ai fedeli sia trasmesso l’insegnamento cristiano a questo riguardo”.

[R.S. N.83 2004]
“Talora avviene che i fedeli si accostino alla Sacra Mensa in massa e senza il necessario discernimento.
E’ compito dei Pastori correggere con prudenza e fermezza tale abuso”.


[Il Presbitero… Ministro dei Sacramenti… Congregazione per il Clero N.2]
“Bisogna anche ricordare  [ai fedeli]  il grave dovere di ricevere sempre il Corpo di Cristo
con le dovute condizioni spirituali e corporali, e quindi premettendo la Confessione Sacramentale individuale,
se si ha coscienza di non essere in stato di grazia.


[R.S. N.87 2004]
“ SI PREMETTA SEMPRE ALLA PRIMA COMUNIONE DEI BAMBINI,
LA CONFESSIONE SACRAMENTALE E L’ASSOLUZIONE”.

[C.D.C. can. 914]
“I FANCIULLI che hanno raggiunto l’uso di ragione, SIANO DEBITAMENTE  PREPARATI
e quanto prima, PREMESSA LA CONFESSIONE SACRAMENTALE, alimentati di questo divino cibo…”.

[R.S. N.86 2004] [E. M. N.35]
“I fedeli siano accortamente guidati alla pratica di accedere al Sacramento della Penitenza al di
fuori della celebrazione della Messa… di modo che la sua amministrazione si svolga con tranquillità
e a loro effettivo giovamento, senza che siano impediti da una attiva partecipazione alla Messa”.




LA FRAZIONE DEL PANE

Dopo il “segno di pace” segue la frazione del Pane.

[M.R. N.113.]
Il Sacerdote prende l’ostia, la spezza (1) sopra la patena e ne mette una particella nel calice…

[M.R. N.56/c]
“Il gesto della frazione del pane, compiuto da Cristo nell’ultima Cena, sin dal tempo apostolico
ha dato il nome a tutta l’azione eucaristica. Questo rito non ha soltanto una ragione pratica,
ma significa che noi, pur essendo molti, diventiamo un solo corpo nella Comunione
a un solo pane di vita, che è Cristo
(1Cor.10,17)”. Intanto si recita o si canta l’Agnello di Dio.

[C.E.I. Precisazioni n.7]
Perché il segno della partecipazione “all’unico pane spezzato” abbia chiara evidenza è bene
compiere il gesto della “frazione del pane” in modo veramente espressivo e visibile a tutti.
Conviene quindi che il pane azzimo, confezionato nella forma tradizionale,
sia fatto in modo che il Sacerdote possa davvero spezzare l’Ostia
in più parti da distribuire almeno ad alcuni fedeli.

(1) Come vediamo, le Norme del Messale ci dicono che l’Ostia si spezza
      in questo momento della messa e non alla ‘Consacrazione’.
      Ne dà fede l’ultimo documento della Congregazione per il il Culto Divino che dice espressamente,
     richiamando l’abuso:
      [R.S. N.55]
    “In alcuni luoghi è invalso l’abuso per cui il Sacerdote spezza l’ostia al momento della Consacrazione
     durante la celebrazione della Santa Messa.
    Tale abuso si compie però contro la tradizione della Chiesa e va riprovato e urgentemente corretto”.


LA COMUNIONE
LA  DEVE  DARE  IL  SACERDOTE

“GESU’ PRESE IL PANE E LO DIEDE LORO”

Rito Divino fatto da Gesù stesso.

MARCO
“Mentre mangiavano prese il pane, disse la Benedizione, lo spezzò e lo diede loro…" (Mc.14,22)
“Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro…" (Mc.14,23)

MATTEO
“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane, pronunziò la preghiera di benedizione, lo spezzò,
lo diede ai suoi discepoli…"
(Mt.26,26).
“Quindi prese un calice, rese grazie e lo diede loro…" (Mt.26,27)

LUCA
“Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro…" (Lc.22,19)       (1)



Regola della Chiesa

[Concilio di Trento Sess.XIII “De Eucharistia”, c .8]
“L’USO CHE SOLO IL SACERDOTE DIA LA COMUNIONE
CON LE SUE MANI CONSACRATE E’ TRADIZIONE APOSTOLICA”.

[S. Tommaso d’Aquino Dottore della Chiesa, Cantore dell’Eucaristia]
“IL CORPO DI CRISTO APPARTIENE AI SACERDOTI..
ESSO NON SIA TOCCATO DA NESSUNO CHE NON SIA CONSACRATO,
nessun’altra persona ha diritto di toccarlo, eccetto in casi di estrema necessità”.

[R.S. N.88] 2004 [E. M. N.31]
“Spetta al Sacerdote celebrante, eventualmente coadiuvato da altri Sacerdoti o da Diaconi,
distribuire la Comunione…
Soltanto laddove la necessità lo richieda, i ministri straordinari possono,
a  norma del diritto, aiutare il Sacerdote celebrante”.


[IN. D. N.10]
“E’ quindi da riprovare l’atteggiamento di quei Sacerdoti che, pur presenti alla celebrazione,
si astengono dal distribuire la Comunione, lasciandone il compito ai laici”.

[R. S. N.157] 2004
“Se è di solito presente un numero di ministri sacri sufficiente
anche alla distribuzione della Santa Comunione, non si possono deputare
a questo compito i ministri straordinari della Comunione.
In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero, non lo esercitino.
E’ riprovevole la prassi di quei Sacerdoti che, benchè presenti alla celebrazione,
si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale compito i laici”.


[R. S. N.158.160] 2004 [IN. D. N.10]
“Il ministro straordinario della Santa Comunione, infatti, potrà amministrare
la Comunione SOLTANTO :
• Quando mancano il Sacerdote o il Diacono
• Quando il Sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia, o altro serio motivo,
• Quando il numero dei fedeli che accedono alla Comunione è tanto grande che la celebrazione
   stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo.
• Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata motivazione
   del tutto insufficiente un breve prolungamento…”.

[IN.D. N.9 03.04.1980]
La Comunione Eucaristica.
“La Comunione è un dono del Signore, che viene dato ai fedeli per mezzo del ministro a ciò deputato.
Non è ammesso che i fedeli prendano essi stessi il Pane Consacrato e il Sacro Calice,
e tanto meno che li facciano passare dall’uno all’altro”
. (1)

[R.S. N.94 25.03. 2004]
“Non è consentito ai fedeli di “prendere da sé e tanto meno passarsi tra loro di mano in mano”
la Sacra Ostia o il Sacro Calice.

In merito, inoltre, va rimosso l’abuso che gli Sposi durante la Messa nuziale
si distribuiscano in modo reciproco la S. Comunione”.



[R.S. N.104 25.03. 2004]
“Non si permetta al comunicando di intingere da sé l’Ostia nel Calice,
  né di ricevere in mano l’Ostia intinta”.

(1)  Questo, di fare self-service al momento della Comunione del Pane Consacrato,
        è un gravissimo abuso e grave oltraggio al Salvatore, contravvenendo apertamente
        al Rito Divino di Gesù e della Sua Chiesa Apostolica.
       Gravissima poi è la responsabilità del Sacerdote quando lo impone ai fedeli.
       Questa profanazione e “disprezzo” dura già da 25 anni in molte comunità religiose e parrocchiali,
       nei gruppi, negli esercizi spirituali, ritiri… L’ultimo Documento sull’Eucaristia (qui sopra riportato),

      ancora richiama questo abuso, ma molti ancora continuano noncuranti “gli oltraggi”…
      No, fratelli, non offendiamo più Gesù!…
      LA REGOLA DIVINA NON PUO’ MAI ESSERE CAMBIATA DA NESSUNO! (R.S. N.10)
      Il Sacerdote celebra in Persona Christi, e come potrà fare diversamente
      da come ha fatto Gesù? Di quel “Gesù, che è lo stesso ieri, oggi e sempre!”? (Ebr.13,8).


LE MANI DEL SACERDOTE

[Dall’opera della Triade d’Amore: Catechesi “difendiamo Gesù Eucaristia]
“I Sacerdoti, attraverso il Sacramento dell’Ordine Sacro hanno l'Unzione Spirituale dello Spirito Santo,
che spesso devono ravvivare come dice S. Paolo a Timoteo:
"Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani" (2Tm.1,6).

E Gesù stesso, in un accorato appello ai suoi sacerdoti, questo invita a fare (P*03.05.03):
“Figli miei, ...Consacratevi di nuovo, rinnovate la Consacrazione!”.
Ma questo ancora non basta al Sacerdote "peccatore".

Dopo l’Unzione Spirituale che dona lo Spirito Santo con l’imposizione delle mani del Vescovo,
il SACERDOTE RICEVE ANCHE L'UNZIONE CON IL SACRO CRISMA SULLE SUE MANI,
che così, saranno atte all’Ufficio Sacerdotale, e le due unzioni faranno della "fragile"
creatura del Sacerdote, un “altro Cristo”, pronto a fare quello che ha fatto Gesù.


NELL’OPERA DELLA TRIADE D’AMORE la Mamma SS. dice (31.05.03):
“Donatevi figli, donatevi senza remore, senza vincoli ufficiali; siate semplici figli desiderosi
di ascoltare il Padre. Far rivalutare il Figlio vi chiede…fate petizioni come fedeli figli cristiani,
chiedete che la Santa Eucaristia venga degnamente consumata come in origine
e non come fanno adesso!”.


E Gesù, il Capo del Corpo che è la Chiesa dice ai Sacerdoti (P*24.04.03):
“L’Eucaristia VA PRESA SOLO DALLE MANI DEL SACERDOTE
– NON VOGLIO CHE MANI NON CONSACRATE MI PRENDANO
– DISTRIBUITELA IN BOCCA!.. Io sono con voi.. combatteremo insieme..
non preoccupatevi! Rimanete sereni mentre obbedite alla Mia Volontà!”.




IL DIRITTO
DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA




[R. C. E C. E. N.21]
“Nel distribuire la S. Comunione si conservi la consuetudine di deporre la particola
del Pane Consacrato sulla lingua dei comunicandi,
consuetudine che poggia su una tradizione plurisecolare”.


[R. S. N.92 - 93 2004]
92. “Ogni fedele [ha] sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la Comunione in bocca…".
93. “E’ necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli,
per evitare che la Sacra Ostia o qualche suo frammento cada".


PREPARAZIONE ALLA MESSA E RINGRAZIAMENTO


C. 909
IL SACERDOTE NON OMETTA DI PREPARARSI DILIGENTEMENTE
CON LA PREGHIERA ALLA CELEBRAZIONE DEL SACRIFICIO EUCARISTICO,
E, DOPO AVERLO TERMINATO, DI RENDERNE GRAZIE A DIO.

[Il Presbitero… Ministro dei Sacramenti… N.2 Congregazione per il Clero 1999]

“ L’esemplarità del Sacerdote Celebrante è fondamentale:
• Celebrare bene costituisce una prima importante catechesi sul Santo Sacrificio. …

• E’ importante che i fedeli lo vedano prepararsi in raccoglimento per celebrare il Santo Sacrificio,
  che siano testimoni dell’amore e della devozione che egli pone nella celebrazione.

• E che possano imparare da lui a trattenersi per il ringraziamento
  per un certo tempo dopo la Comunione”.
  (1)

[IN. D. N.17]
“Si raccomandi ai fedeli di non tralasciare, dopo la Comunione, un giusto e doveroso ringraziamento,
sia nella celebrazione stessa con un tempo di silenzio,… sia dopo la celebrazione,
rimanendo possibilmente in orazione per un congruo spazio di tempo”.

(1)  Un testimone del Curato d’Ars (Mar Joulin) così testimoniò:
“Il Curato fa una preparazione alla Messa di una ventina di minuti, in ginocchio, davanti all’altare.
Celebra senza attardarsi e fa poi un lungo ringraziamento, quasi mezzora.
Non bisogna disturbarlo: egli resiste a chiunque voglia attrarre la sua attenzione,
anche se arriva a tirarlo per l’orlo della cotta”

E Mons.Renè Fourrey, così testimoniava:
“Il suo modo di celebrare la Messa, lasciava sempre più sconvolti i presenti.
Faceva la sua preparazione in ginocchio sul pavimento del coro,
immobile, con le mani giunte, gli occhi fissi al Tabernacolo. Niente allora poteva distrarlo.
A volte lo vedevano piangere, altre volte sorridere.
Mi piaceva guardarlo al momento della Consacrazione e della Comunione:
dopo il ‘Domine non sum dignus
[Signore non son degno], restava un momento in adorazione,
nell’atteggiamento di una persona che stia conversando con un’altra;
sorrideva e piangeva, con gli occhi fissi sull’Ostia Santa”.

Il Curato diceva:
“Come è da compiangere un Prete quando dice Messa come una cosa ordinaria!
Come è sventurato un Prete senza interiorità!”.

E ancora diceva: “La causa del rilassamento del Sacerdote è che non fa attenzione alla Messa”.


SILENZIO  ORANTE  NELLA  LITURGIA

[M.R. N. 23]
Si deve anche osservare, a suo tempo, il Sacri Silenzio, come parte della celebrazione.
La sua natura dipende dal momento in cui ha luogo nelle singole Celebrazioni. Così:
- Durante l’atto Penitenziale e dopo l’invito alla preghiera  [ Il Sacerdote dice: Preghiamo!],
  Il silenzio aiuta il Raccoglimento.
[32]   Poi il Sacerdote invita il popolo a pregare; e tutti insieme con il Sacerdote stanno per qualche momento
        in silenzio per prendere coscienza di essere alla presenza di Dio e per poter formulare
        nel proprio cuore la preghiera personale.

- Dopo la Lettura o l’Omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato;
- Dopo “l’Agnello di Dio..
Dona a noi la pace”, il Celebrante si prepara alla Comunione
  con una preghiera silenziosa a ricevere con frutto il Corpo e il Sangue di Cristo.
  Lo stesso fanno i fedeli pregando in silenzio. [M.R. N.56/f]
- Dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di ringraziamento.


LA COMUNIONE SPIRITUALE

[E. DE E. N.34]
“Nel mistero della [comunione]… conseguiamo Dio e Dio si congiunge a noi con l’unione più perfetta”.
Proprio per questo è opportuno coltivare nell’animo il costante desiderio del Sacramento Eucaristico.
E’ nata di qui la pratica della “comunione spirituale”, felicemente invalsa da secoli nella Chiesa
e raccomandata da Santi maestri di vita spirituale. Santa Teresa di Gesù scriveva:
“Quando non vi comunicate e non partecipate alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente,
la qual cosa è assai vantaggiosa… Così in voi si imprime molto dell’amore di nostro Signore”.
 (1)

(1) La vera pietà e un cuore pieno di fede in Gesù Eucaristia, così prega:
“Mio Dio credo che Tu sei realmente presente nel Santissimo Sacramento, Ti amo sopra ogni cosa
e Ti desidero nell’anima mia, e poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore… E come già venuto io Ti abbraccio
e tutto mi unisco a Te, non permettere che io mi abbia mai a separare da Te”.

PER IL SACERDOTE

[R.S. N. 30. 31. 32]
30. Grande è la responsabilità “che hanno nella Celebrazione Eucaristica soprattutto i Sacerdoti,
      ai quali compete di presiederla in persona Christi”…

31. In coerenza con quanto da loro promesso nel Rito della Sacra Ordinazione
e rinnovato di anno in anno nel corso della Messa Crismale, i Sacerdoti celebrino
“devotamente e con fede i Misteri di Cristo a lode di Dio e santificazione del Popolo Cristiano,
secondo la tradizione della Chiesa, specialmente nel Sacrificio dell’Eucaristia
e nel sacramento della Riconciliazione”.
Non svuotino il significato profondo del proprio ministero,
deformando la celebrazione liturgica con cambiamenti, riduzioni o aggiunte arbitrarie. ..
Si badi, quindi, che la Chiesa di Dio non riceva offesa da parte dei Sacerdoti!…

32. Il Parroco faccia in modo che la Santissima Eucaristia sia il centro dell’assemblea parrocchiale
dei fedeli, si adoperi perché i fedeli si nutrano mediante la celebrazione devota dei Sacramenti
e in special modo perché si accostino frequentemente al Sacramento della Santissima Eucaristia
e della Penitenza; si impegni inoltre a fare in modo che i fedeli siano formati alla preghiera,
da praticare anche nella famiglia. …
[C.D.C. N.528 § 2].

115. "Va riprovato l’abuso di sospendere in modo arbitrario la celebrazione della S. Messa
       per il popolo, … con il pretesto di promuovere “il digiuno eucaristico”.

72. Conviene che “ciascuno dia la pace soltanto a coloro che gli stanno più vicino, in modo sobrio”.
      Il Sacerdote può dare la pace ai ministri, rimanendo tuttavia sempre nel presbiterio. …

133. Il Sacerdote o il Diacono o il ministro straordinario (solo in assenza o sotto impedimento del
          ministro ordinario),
trasporta la SS. Eucaristia per amministrare la Comunione ad un malato,
       si rechi dal luogo in cui il Sacramento è conservato fino al domicilio del malato,
       lungo un tragitto possibilmente diretto e tralasciando ogni altra occupazione, in modo da evitare
      qualsiasi rischio di profanazione e riservare la massima riverenza al Corpo di Cristo.

[Mane nobiscum Domine N.18]
Occorre, in particolare, coltivare, sia nella celebrazione della Messa che nel culto Eucaristico
fuori della Messa, la viva consapevolezza della presenza reale di Cristo,
avendo cura di testimoniarla con il tono della voce, con i gesti, con i movimenti,
con tutto l’insieme del comportamento. … E’ necessario.. che tutto il modo di trattare l’Eucaristia
da parte dei ministri e dei fedeli sia improntato ad un estremo rispetto.


L’EUCARISTIA 
NEL  DIRITTO  CANONICO


C. 899 . § 1  LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA E’ AZIONE DI CRISTO STESSO
E DELLA CHIESA; in essa Cristo Signore, mediante il ministero del Sacerdote,
offre a Dio Padre se stesso, sostanzialmente presente sotto le specie del pane e del vino,
e si comunica in cibo spirituale ai fedeli associati nella sua offerta.

§ 2 [In essa il Vescovo e il Presbitero] AGISCONO NELLA PERSONA DI CRISTO.

C. 901 Il Sacerdote ha diritto di applicare la Messa per chiunque, sia per i vivi che per i defunti..

C.902   .. I Sacerdoti possono CONCELEBRARE l’Eucaristia,
RIMANENDO TUTTAVIA INTATTA PER I SINGOLI,
LA LIBERTA’ DI CELEBRARLA IN MODO INDIVIDUALE.

C. 906  Il Sacerdote non celebri il Sacrificio Eucaristico senza la partecipazione di almeno
          qualche fedele, se non per giusta e ragionevole causa.

C. 909 IL SACERDOTE NON OMETTA DI PREPARARSI DILIGENTEMENTE
CON LA PREGHIERA ALLA CELEBRAZIONE DEL SACRIFICIO EUCARISTICO,
E, DOPO AVERLO TERMINATO, DI RENDERNE GRAZIE A DIO.


C. 910 § 1  MINISTRO ORDINARIO DELLA SACRA COMUNIONE è il Vescovo,
                   il Presbitero e il Diacono.

        § 2  MINISTRO STRAORDINARIO della Sacra Comunione è l’Accolito
                  o anche un altro fedele incaricato..

C. 913 § 1  Per poter amministrare la SS. Eucaristia ai FANCIULLI, SI RICHIEDE CHE ESSI
POSSEGGANO UNA SUFFICIENTE CONOSCENZA E UNA ACCURATA PREPARAZIONE,
così da percepire, secondo la loro capacità, il mistero di Cristo ED ESSERE IN GRADO
DI ASSUMERE CON FEDE E DEVOZIONE IL CORPO DEL SIGNORE.


C. 914    E’ DOVERE INNANZITUTTO DEI GENITORI e di coloro che ne fanno le veci,
COME PURE DEL PARROCO, PROVVEDERE affinchè I FANCIULLI che hanno raggiunto
l’uso di ragione, SIANO DEBITAMENTE PREPARATI e quanto prima, PREMESSA LA CONFESSIONE SACRAMENTALE, alimentati di questo Divino Cibo; spetta anche al PARROCO VIGILARE
che non si accostino alla Sacra Sinassi fanciulli che non hanno raggiunto l’uso della ragione,
o AVRA’ GIUDICATI NON SUFFICIENTEMENTE DISPOSTI.

C. 915  NON SIANO AMMESSI ALLA SACRA COMUNIONE gli scomunicati
e gli interdetti e GLI ALTRI CHE OSTINATAMENTE PERSEVERANO IN PECCATO
GRAVE MANIFESTO.

[Es. Conviventi, Divorziati risposati, gli omosessuali palesemente conviventi, gli 'sposati’ solo civilmente…]

ESSERE IN GRAZIA DI DIO
C. 916   COLUI CHE E’ CONSAPEVOLE DI ESSERE IN PECCATO GRAVE,
NON CELEBRI LA MESSA NE’ COMUNICHI AL CORPO DEL SIGNORE SENZA
PREMETTERE LA CONFESSIONE SACRAMENTALE,
a meno che non vi sia una ragione grave
e manchi l’opportunità di confessarsi; nel qual caso si ricordi che E’ TENUTO A PORRE
UN ATTO DI CONTRIZIONE PERFETTA, CHE INCLUDE IL PROPOSITO
DI CONFESSARSI QUANTO PRIMA.

OBBLIGO DELLA CONFESSIONE
C. 988 § 1  Il fedele è tenuto all’obbligo di confessare secondo la specie e il numero tutti peccati gravi
commessi dopo il battesimo e non ancora direttamente rimessi mediante il potere delle chiavi
della Chiesa, né accusati nella Confessione individuale,
dei quali abbia coscienza dopo un diligente esame.

C. 989 OGNI FEDELE raggiunta l’età della discrezione,
E’ TENUTO ALL’OBBLIGO DI CONFESSARE FEDELMENTE I PROPRI PECCATI GRAVI,
ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO.

C. 987   Il fedele, per ricevere il salutare rimedio del Sacramento della Penitenza,
deve essere disposto in modo tale che, ripudiando i peccati che ha commesso
e avendo il proposito di emendarsi, si converta a Dio.

SECONDA COMUNIONE   [Vedi: R. S. N.95 2004]
C. 917 Chi ha già ricevuto LA SANTISSIMA EUCARISTIA,
PUO’ RICEVERLA UNA SECONDA VOLTA nello stesso giorno,
soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa..

C. 918   Si raccomanda vivissimamente che i fedeli ricevano la Sacra Comunione
nella stessa celebrazione Eucaristica; tuttavia A COLORO CHE LA CHIEDONO
PER UNA GIUSTA CAUSA FUORI DELLA MESSA VENGA DATA, osservando i riti liturgici.

DIGIUNO EUCARISTICO
C. 919 § 1  Chi intende ricevere la SS. Eucaristia, SI ASTENGA PER LO SPAZIO
DI ALMENO UN’ORA PRIMA DELLA SACRA COMUNIONE DA QUALUNQUE CIBO
O BEVANDA, FATTA ECCEZIONE SOLTANTO PER L’ACQUA E LE MEDICINE.

§ 3  Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone addette alle loro cure,
     possono ricevere la Santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l’ora antecedente.

PRECETTO DELLA COMUNIONE ANNUALE
C.920 § 1   OGNI FEDELE… E’ TENUTO ALL’OBBLIGO DI RICEVERE ALMENO
UNA VOLTA ALL’ANNO LA SACRA COMUNIONE


C. 920 § 2   QUESTO PRECETTO DEVE ESSERE ADEMPIUTO DURANTE IL TEMPO PASQUALE,
a meno che per una giusta causa non venga compiuto in altro tempo entro l’anno.


*[Il Presbitero ministro dei Sacramenti.. N.2 Congregazione del Clero]
“E’ necessario insistere, senza mai stancarsi e senza timori, sull’obbligo di compiere il Precetto Festivo
e sulla convenienza di una frequente partecipazione, se possibile anche quotidiana,
alla celebrazione della Santa Messa e alla Comunione eucaristica.

PRECETTO FESTIVO
C. 1247   La Domenica e le altre feste di Precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa;
si astengano inoltre, da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere Culto a Dio
e turbano la letizia propria del Giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo.

1246 § 1   Il giorno di Domenica… per la tradizione apostolica deve essere osservato in tutta la Chiesa
come il primordiale giorno festivo di precetto.
Ugualmente devono essere osservati i giorni di NATALE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO,
dell’EPIFANIA, dell’ASCENSIONE, e del SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO,
della SANTA MADRE DI DIO MARIA, della sua IMMACOLATA CONCEZIONE e ASSUNZIONE,
di S. GIUSEPPE, dei SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, e in fine di TUTTI I SANTI.

C. 1248 § 1   Soddisfa al precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga celebrata
nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente.


§ 2    Se per la mancanza del Ministro sacro o per altra grave causa diventa impossibile la partecipazione
         alla celebrazione Eucaristica, si raccomanda vivamente che i fedeli prendano parte
         alla Liturgia della Parola se ve n’è qualcuna,… oppure attendano per un congruo tempo
         alla preghiera personalmente o in famiglia o, secondo l’opportunità, in gruppi di famiglie.

C. 929    I Sacerdoti e i Diaconi, nel celebrare e nell’amministrare l’Eucaristia,
            indossino le vesti Sacre prescritte dalle rubriche.

C. 932 § 1La celebrazione Eucaristica venga compiuta nel luogo Sacro,
a meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro;
nel qual caso la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso.

§ 2 -    ..Fuori del luogo sacro può essere usato un tavolo adatto,
          purchè sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale.

C. 935    Non è lecito ad alcuno conservare presso di sé la Santissima Eucaristia…

C. 937   Se non vi si oppone una grave ragione, la chiesa nella quale viene conservata la Santissima Eucaristia,
resti aperta ai fedeli almeno per qualche ora al giorno, affinchè possano trattenersi
in preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento.

C. 938 § 2     Il Tabernacolo nel quale si custodisce la Santissima Eucaristia sia collocato
in una parte della chiesa.. che sia distinta, visibile, ornata decorosamente, adatta alla preghiera.

C. 940     Davanti al Tabernacolo nel quale si custodisce la Santissima Eucaristia, brilli perennemente
una speciale lampada
, mediante la quale venga indicata e sia onorata la presenza di Cristo.

C. 951 § 1    Il Sacerdote che celebra più Messe nello stesso giorno, può applicare ciascuna
di esse secondo l’intenzione per la quale è stata data l’offerta, a condizione però che,…
egli tenga per sé l’offerta di una sola Messa e consegni invece le altre per le finalità stabilite dal Vescovo…

2   Il Sacerdote che concelebra nello stesso giorno una seconda Messa, a nessun titolo può
     percepire l’offerta per questa.

C. 1008   Con il Sacramento dell’Ordine per divina istituzione alcuni tra i fedeli mediante il carattere indelebile 
con il quale vengono segnati, sono costituiti ministri sacri; coloro cioè che sono consacrati
e destinati a pascere il popolo di Dio, adempiendo nella persona di Cristo Capo, ciascuno nel suo grado,
le funzioni di insegnare, santificare e governare.

C. 1009 § 1   Gli ordini sono l’episcopato, il presbiterato e il diaconato.

§ 2      Vengono conferiti mediante l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria,
         che i libri liturgici prescrivono per i singoli gradi.

C. 528 § 1     Il parroco è tenuto a fare in modo che la Parola di Dio sia integralmente annunciata..
perciò curi che i fedeli laici siano istruiti nelle verità della fede, soprattutto con l’omelia delle domeniche
e delle feste di precetto e con l’istruzione catechetica.. abbia cura speciale della formazione cattolica
dei fanciulli e dei giovani; si impegni in ogni modo.. perché l’annuncio evangelico giunga anche
a coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa o non professano la vera fede.

C. 529 § 1   [ Il parroco] visiti le famiglie.. assista con traboccante carità gli ammalati,
soprattutto quelli vicini alla morte.. Con speciale diligenza sia vicino ai poveri e agli ammalati,
agli afflitti a coloro che sono soli, agli esuli.. Favorisca l’incremento della vita cristiana nella famiglia.


DALLA TRIADE D’AMORE

(P*01.08.03) Gesù:
“ Figlia,.. ora intervieni sulle lacune dei Sacerdoti riguardo l’Eucaristia e l’abominio della fede:
Che aprano gli occhi i Miei Sacerdoti e che continuino a seguire le indicazioni del Cristo,
che ISTITUI’ IL RITO DELLA CHIESA SANTA e che ora vuole la piena totalità
di disponibilità ad essere eseguito COME E NEL MODO CHE IO ISTITUII E NON
COME LORO VOGLIONO TRASFORMARE LE COSE.
IO SONO ED ERO, ORA COME ALLORA, NULLA E’ CAMBIATO, NULLA DEVE CAMBIARE!
LE REGOLE D’ORO SONO REGOLE ETERNE ED HANNO POTERE DI TRASFORMARE
IL CUORE DEI FEDELI CHE SI APPRESTANO AD ASCOLTARE, SOLO PERCHE’
E’ PAROLA DI DIO, SOLO PERCHE’ DA ME VOLUTA PER LA LORO SALVEZZA.
E se Io feci in quel modo, con quel rito per formare la Chiesa e le Istituzioni, come si possono
permettere gli uomini di cambiarne il significato delle gesta e della Parola?
No, figli miei, RIMANETE CON IL MIO PAPA, rimanete nella schiera dei fedeli figli,
fedeli apostoli, fedeli al vostro impegno preso con DIO e non seguite ciò che l’uomo vi propone,
perché interferisce i piani di Dio, e offre la possibilità al nemico infernale di intrufolarsi tra voi,
per distorcerne le Parole e seminare zizzania intorno a voi e ne fa una trappola.
CORAGGIO, SEGUITE ME! SEGUITE IL VOSTRO
VECCHIO RITO ROMANO CATTOLICO BASATO SUL PRIMO SACERDORE DI DIO!"

 

(P*11.02.01) Gesù:
“Nella vostra vita l'essenziale è seguire sempre il Santo Vangelo;
non distogliete la vostra strada da percorrere, da quella linea indicatavi dai Miei Apostoli".


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