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PRESENTAZIONE di
MARGHERITA di GESU'
Dalla Santissima Trinità mi sento dire (P*15.06.03): Fratello, sorella, sentiamo tutti nel nostro cuore
quanto Gesù dice a me (P*19.12.02): Ed ora ripresentiamo in “veste nuova”
quanto scritto in Gesù Eucaristia; Al 31 maggio 2003, il Padre ci dà questo comando:
Sono parole da non sottovalutare, ma da farci riflettere
parola su parola, Sappiamo che già nell’Opera “dettata”
dalla SS. Trinità in tre Libri hai “difeso”, Quindi con l’aiuto Divino e con l’aiuto
del Sacerdote che ha collaborato con me, Ancora una volta ci abbandoniamo alla guida del Cielo
e assieme, Eccoci Signore a compiere la Tua Volontà!
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Prima parte Sentinelle dell'Eucaristia "Gesù parlando della sua venuta dice: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie Parole non passeranno” (Mt.24,35).
Ecco che tutta la Scrittura Santa si sta per adempiere e la promessa di Dio dei "Cieli nuovi e della terra nuova nei quali avrà stabile dimora la giustizia”, (2 Pt.3,13; Is.65,17; Ap.21,1.27) sta per compiersi. Ma quando? In questa generazione: "Non passerà questa generazione prima che tutto questo accada" (Mt.24,34),
dice Gesù. Ora è il tempo in cui bisogna affrettarsi a vivere il comando di Gesù:
"Convertitevi e credete al Vangelo", perché “il tempo è compiuto e il Regno dei Cieli è vicino" (Mc.1,15).
E Gesù così dice attraverso il suo Strumento (P*25.09.01):
"Siamo entrati piano piano in questo tempo apocalittico, ma molti miei figli hanno capito e si sono messi a pregare, sapendo che solo la preghiera può mitigare ciò che deve accadere. [vedi Mt.24,22]. Il nemico ora è alle strette e si dimena in maniera inverosimile a una bestia.
La "bestia" dell'Apocalisse la conoscete? [vedi Ap.13,11-18]
Bene, ora sarà il momento in cui ogni parte di quella profezia
si realizzerà, leggetela e vedrete passo, passo che ogni cosa
detta tanti anni fa dal mio Giovanni, si sta avverando. Solo gli stolti non capiscono e non credono".
E Gesù nello stesso messaggio dice
ancora:
"Aprite le vostre
orecchie, figli miei, e state in allerta di ciò che sta per succedere,
cose mai viste e mai
sentite vi stupiranno, ma voi rimanete sereni in Dio Padre.
Saranno momenti che dovrete vivere aggrappati alla preghiera
[vedi Lc.21,36].
Le rivelazioni che
vò facendo, mai avete sentito, ma vi prego: credete, credete, credete!
..
Siate con gli orecchi ben aperti, col cuore aperto all'amore e la mente
presa da ciò che la
Sapienza
Divina vorrà insegnare. Ascoltate con calma fiduciosa, ora si deve
avverare
tutto
ciò che sta scritto…..
La
grazia della pace dei cuori scenda su voi e vi porti ad affrontare con
fede viva
ogni avversità vi si presenti.
Sentitevi sentinelle sempre allerta e pronte a difendere il proprio
Dio".
Ma perché il “piccolo gregge” (Lc.12,32)
deve “difendere il proprio Dio"?
“Il non amore dei Sacerdoti”
Ancora Gesù rivela (P*24.01.02):
"I miei figli
Sacerdoti (Cardinali, Vescovi, Sacerdoti)
stanno per dare battaglia
al loro
Dio in Gesù Eucaristia”.
E' l'avverarsi delle parole di Gesù che nel Vangelo dice:
"Un giorno vedrete nel Luogo Santo colui che commette l'orribile
sacrilegio.
Il Profeta Daniele ne ha parlato. Chi legge cerchi di capire”
(Mt.24,15).
E così "ha parlato" il Profeta Daniele :
"Sarà abolito il sacrificio quotidiano, e sarà
eretto l’abominio della desolazione"
(Dn.12,11).
Sarà abolita la S. Messa, il Sacrificio quotidiano di Gesù
e quindi non ci sarà più la
S. Comunione Eucaristica, ci verrà a mancare il Cibo per la Vita
Eterna.
E la Parola così annuncia “l’abominio della desolazione”:
“Prima [del Giorno del Signore]
dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere rivelato
l’uomo iniquo, il figlio
della perdizione, colui che
si contrappone e s’innalza sopra ogni essere
che viene detto Dio o è oggetto di culto,
fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio” (2Ts.2,3-4).
Questo viene confermato anche da queste altre parole
di Gesù (P*21.09.01):
“Ci saranno persecuzioni…
verrà
il momento in cui dovrete nascondervi, non vorranno vedervi entrare in
chiesa…
il nemico perseguiterà tutti, tutti saranno messi alla prova”.
E la Mamma dice (P*10.10.03): “Sarete
tutti presi di mira per volere dell’anticristo
che si ribellerà contro i Cristiani, ma voi non dovete avere paura.
Una fede se è ben radicata, vi darà la forza necessaria
per combattere contro di lui,
contro le sue leggi inique. Fatevi forza, non siate dei codardi”.
Questo “abominio” è già
iniziato e avrà il suo culmine con il falso Papa (Ap.13,11)
o “falso profeta” (Ap.16,13) che
succederà a Giovanni Paolo II.
Questo “falso Papa” corrisponde alla “bestia”
descritta nell’Apocalisse.
“Vidi poi salire dalla terra un’altra
bestia, che aveva due corna
simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago”
(Ap.13,11).
.
"Aveva due corna" : la
mitra del Vescovo ha due “corna”. La “bestia”
corrisponde
ad un Vescovo e questi sarà il falso Papa.
“Aveva due corna simili a quelli di un agnello”.
La bestia sembrerà un vero Papa – “un agnello”
-, ma a lui si addicono le parole di Gesù:
“Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in
veste di pecore,
ma dentro sono lupi rapaci” (Mt.7,15),
difatti quell’agnello “parlava come un drago”.
Quando avverrà tutto questo?
Dice Gesù (P*24.01.02):
“Tra non molto .. questo mio figlio Prediletto ..
sarà chiamato alla casa del Padre, perché la sua missione
terrena volge al termine,
ma quando questo avverrà, tutto precipiterà...
Ricordate questo: quando mio figlio “Pietro" non sarà
più nel potere di guidare la Chiesa,
allora starete molto attenti nel fare ciò che vi chiederanno. Occorrerà
molto discernimento
e lasciarsi guidare interiormente da Gesù”.
(P*O1.03.02) "Questo
Papa sta nella verità della fede e stanno macchiando il suo operare,
ma non staccatevi da ciò che lui insegna e da ciò che sta
professando".
II prossimo "falso Papa" invece "la bestia.. parlava
come un drago” (Ap.13, 11),
cioè parlava come "il serpente antico.. satana"
(Ap.12,9), “il padre della Menzogna”
(Gv.8,44).
E continua il messaggio riguardo al Papa :
"Voi non preoccupatevi di ciò che vorranno
farvi credere, sappiate solo che è nella verità e nella
Parola del Vangelo, lui cammina
e insegna come un buon Maestro",
come ha fatto con l’ultima enciclica: “Ecclesia de Eucharistia".
E Gesù ci mette ancora in guardia: “Quando
sarete messi al corrente di cosa stanno
comunicando ai fedeli, allora voi farete DIGIUNO EUCARISTICO non più
un'ora prima,
ma dalla mezzanotte, perché ogni piccola partecipazione al Sacrificio
della S. Messa,
possa essere gradito al Padre, che viene nel Figlio a voi".
L'abominio è già iniziato a riguardo della presenza Eucaristica
nelle chiese, nel Suo Tempio,
da parte dei suoi Ministri, dei suoi Sacerdoti.
(P*27.07.01) "Da
tanti miei figli non vengo rispettato, sono offeso, vengo ingannato,
vengo messo da parte, non credono più nella Mia Presenza Reale
nell'Ostia Consacrata".
E ancora (P*19.12.02): "...
Riparate le offese che ricevo. Quante ingiustizie e cattiverie,
quante amarezze vedo e taccio. Mi faccio niente e soccombo per portarvi
la salvezza
in una piccola Ostia Consacrata.
Oh figli miei, sono proprio stanco di vedere tutto ciò, sono stanco
di essere manipolato
e non onorato, di venire vilipeso e messo in un angolo a tacere,
come se con quel gesto volessero mettere a tacere la loro coscienza...
Parlerò a voi miei Sacerdoti:
“Cosa ne avete fatto del vostro Sacerdozio? ...State dissacrando
tutto!..." .
Allo Strumento, suo Profeta, dice (P*01.08.03):
"Intervieni sulle
lacune dei Sacerdoti
“Io faccio di te una fortezza…contro i suoi Sacerdoti e il
popolo del Paese.
Ti muoveranno guerra, ma non ti vinceranno perché Io sono con te
per salvarti”
(Ge.1,18) riguardo
l'Eucaristia e l'abominio della fede, che aprano gli occhi i miei Sacerdoti
...”
(P*06.08.03) perché
“E’ ora
che decidano di rimettersi a fare il loro dovere verso Dio e verso l'uomo".
Sono proprio loro, i Consacrati, che procurano tanto dolore a Gesù,
Re Eucaristico.
Egli dice (P*21.04.01): “Sono
sempre tra voi, anche se vengo continuamente insultato
da tanti stolti, infruttuosi operai della Mia vigna.
Come sono dispiaciuto di questo loro comportamento!..
Non rispettano il loro impegno preso con il loro "Sì"
a Dio!".
“DIFENDETEMI NELLE SPECIE EUCARISTICHE”
Allora che fa Gesù?
Chiede aiuto ai suoi "piccoli" che lo amano e chiede a loro
di difenderlo nelle Specie Eucaristiche.
(P*05.10.02) "Difendetemi
e riparateMi nelle Specie Eucaristiche".
Ci viene spontaneo chiederci:
Quali sono le offese che si fanno a Gesù Eucaristia e nella S.
Messa?
Gesù dice che lo offendiamo usurpando i suoi
diritti di essere l'unico Maestro, Re e Sacerdote (P*26.05.03):
"Niente
Mi usurpi di quello che è Mio, di quello che Mi aspetta, di quello
che è di dovere al Re.
Io sono e sarò il vostro Giudice, la vostra giustizia, condanna,
pena, tutto dipende da Me……..
lo mi sento bistrattato, vilipeso, calunniato, messo in un angolo a tacere……
Sentiranno la Mia presenza, sentiranno il Mio dire, sentiranno la condanna
in sé, cercheranno la pace,
la invocheranno; cercheranno l'amore, il vero amore e non lo troveranno!".
Dà conferma a queste Parole di Gesù, la Parola Santa del
Libro dei Proverbi:
"Poiché vi ho chiamato e avete rifiutato, ho steso
la mia mano e nessuno ci ha fatto attenzione
avete trascurato ogni Mio consiglio e la Mia esortazione non avete
accolto”
[Egli ha parlato e parla ancora attraverso i Suoi Profeti
e tra questi c’è Margherita di Gesù];
"Anch’io riderò delle vostre sventure
[L’Apocalisse e le altre Scritture tutte le descrivono!];
mi farò beffe quando su di voi verrà la paura…quando
vi colpirà l’angoscia e la Tribolazione. Allora mi invocheranno,
ma Io non risponderò, mi cercheranno, ma non mi troveranno.
Poiché non hanno amato il timore del Signore;…e hanno disprezzato
tutte le mie esortazioni; mangeranno il frutto della loro condotta…
Ma chi ascolta Me vivrà tranquillo e sicuro dal timore del male”
(Pvr.1,24-32).
Ma cosa usurpa i diritti di Dio in Gesù Eucaristia?
Ci viene in aiuto la Mamma Santissima. (P*31.05.03)
:"Fate petizioni,
come fedeli figli cristiani:
“CHIEDETE CHE LA SANTA EUCARISTIA VENGA DEGNAMENTE CONSUMATA COME
IN ORIGINE, E NON COME FANNO ADESSO".
La Mamma SS. parla della S. Comunione.
Chiede che si riceva Gesù “COME
IN ORIGINE", cioè come si è fatto da sempre
nel passato:
- Che sia toccata e ricevuta dalIe mani del Sacerdote,
- Che si riceva in bocca,
- Che si riceva in ginocchio.
E poi Gesù dice del cambiamento del rito e delle parole (P*01.08.03):
“ Le regole
d'Oro, sono Regole Eterne.. E SE FECI IN QUEL MODO, CON QUEL RITO per
formare la Chiesa e le Istituzioni, COME SI POSSONO PERMETTERE GLI UOMINI
DI CAMBIARE
IL SIGNIFICATO DELLE GESTA (rito) E
DELLA PAROLA? …”
Tutto questo fa parte del "Volere Santo di Dio",
questo fa parte dei diritti del Re.
A quanti cercano di vivere in obbedienza a Dio, Gesù
dice loro (P*31.5.03): "..
A ragione volete darmi la gioia e
la dignità che Mi spetta come Re nell'Eucaristia. Sono fiero di
voi!...”
IL RITO EUCARISTICO DI GESU' NON SI TOCCA:
E’ DI ISTITUZIONE DIVINA
E' il Rito fatto da Gesù nell’Ultima Cena che viene ora cambiato;
sono le Parole dette da Gesù che
vengono ora cambiate. E' una vera sfida aperta dell’uomo contro
il Suo Dio e Maestro.
Questo non è camminare secondo l’insegnamento degli Apostoli,
unico fondamento della Chiesa di Cristo!
[ vedi Ef.2,20].
Dice Gesù (P*11.02.01): “Nella vostra vita l'essenziale è seguire sempre il Santo Vangelo; non distogliete la vostra strada da percorrere, da quella linea indicatavi dai Miei Apostoli".
E Gesù si rivolge preoccupato ai suoi sacerdoti (P*01.08.03):
“…Che aprano gli occhi i Miei Sacerdoti e che continuino a
seguire le indicazioni del Cristo che
istituì il Rito nella Chiesa Santa, che ora vuole la piena totalità
di disponibilità ad essere eseguito COME
(e) nel
MODO CHE IO ISTITUII, e NON COME LORO VOGLIONO TRASFORMARE
LE COSE.
IO SONO E ERO, ORA
COME ALLORA NULLA E’ CAMBIATO, NULLA DEVE CAMBIARE…
No, figli miei,… NON SEGUITE CIO' CHE L'UOMO VI PROPONE PERCHE'
INTERFERISCE I PIANI DI DIO…
Figli miei, rimanete con il Mio Papa, rimanete nella mia schiera di fedeli
figli, fedeli apostoli, fedeli al vostro impegno preso con Dio.. Coraggio,
SEGUITE ME, SEGUITE IL VOSTRO VECCHIO RITO ROMANO CATTOLICO, BASATO SUL
PRIMO SACERDOTE DI DIO".
E S. Giuseppe che ha il compito di “proteggere"
la Chiesa, ci mette in guardia su quello che ancora vorranno fare (P*02.05.03):
"Non lasciatevi
convincere da ciò che diranno, da ciò che trasformeranno.
Vorranno cambiare leggi: le Leggi di Dio non si cambiano, quelle sono
e quelle rimangono”.
Gesù li conosce uno ad uno questi "riformatori” che
(P*01.08.03)
“Offrono la
possibilità al nemico infernale
di intrufolarsi tra voi per ... seminare zizzania intorno a voi”.
Chi sono questi "falsi profeti”? Dice di loro Gesù (P*02.02.02):
“Tutti sono
dotti, sono superiori agli altri... neanche se ne accorgono che fanno
ciò che non si dovrebbe".
(P*31.01.02) “…Si
credono infallibili, ma altro non sono che marionette in mano nemiche.
Si accorgeranno dove c’è un Dio che comanda e che dirige
ogni cosa, e avranno da pentirsi per non aver ascoltato il richiamo della
loro coscienza. Sarà sempre illimitato il Mio Amore, sarà
illimitata anche la Mia Giustizia”.
(P*8.03.03) "Poveri
stolti porporati, pensano poterla fare franca, in barba a chi? Ma chi
si credono?!
Un Dio solo c'è e non esiste altro che sia Io. Imperterrita è
la Mia decisione, e presto se ne accorgeranno."
E Gesù ribadisce (P*02.02.02): "Le
Mie Regole non sono cambiate. I Miei insegnamenti sono sempre gli stessi,
da duemila anni or sono, sono sempre uguali".
Ecco che Gesù ai suoi sacerdoti fa un pressante
appello di aprire gli occhi e ritornare a dare a Dio ciò che è
di Dio, chiede di ritornare alla Verità (P*26.06.03):
“Figli, figli,
che siete avvolti dalle luci che non vengono da Dio, aprite gli occhi,
spalancateli,
e DATE A DIO CIO' CHE E’ DI DIO e aiutatemi a diradare le nebbie
che oscurano la Verità."
Gesù “si sfoga” con un forte richiamo
ai suoi figli Consacrati
(P*28.05.03): “
E' il Mio Cuore che sanguina, è il Mio Cuore che vi implora pietà,
è il Mio Cuore che vi dice BASTA! : RISPETTATE IL VOSTRO DIO!…
I Porporati dipendono dal Mio Pietro, e se il Mio Pietro vuole fare rispettare
la Mia Legge, come Io l'ho istituita, LORO DOVRANNO OBBEDIRE, e chi non
sarà d'accordo, cadranno nel Mio Giudizio Severo.. Ma quando vedo
che a niente servono i ripetuti richiami del Papa, e loro fanno ancora
ciò che più li è consono, non posso più accettare
queste mancanze, perché stanno portando sempre più alI’APOSTASIA
(perdita della fede), e disgustano tanti fedeli figli... Stanno sbagliando
troppo e con troppa facilità si nascondono dietro la parola “obbedienza”.
E' tempo che basta!" .
Già due anni prima aveva affermato (P*21.12.01):
"Sono amareggiato
per chi non ascolta, per chi non cammina sulla retta via, per chi vuoI
fare di testa sua. I Pastori hanno tanto sbagliato, tanto saranno puniti:
questa è la Giustizia Divina!".
E volgendosi ancora ai suoi Sacerdoti così li interpella (P*28.05.03):
“Eredi di Cristo
siete, e vi state comportando come il Cristo? Chiedetevelo, e datevi la
risposta con molta sincerità. Approfondite la lama nella piaga
se volete così farne uscire tutto il pus dell’infezione,
e poi disinfestate tutto con un “mea culpa, mea maxima culpa.”
Ora, come allora, sulla tavola dell’Altare
c’è chi tradisce e sono i “suoi”.
Dice Gesù: “La mano di chi mi tradisce è con
Me sulla tavola” (Lc.22,21).
Ma è più grave e amaro, quanto dice in Giovanni: “Colui
che mangia il pane con Me, ha levato contro di Me il suo calcagno”
(Gv.13,18; Sal.41,10).
E Gesù dice (P*23.05.03): “E’ tempo che basta!”.
La catechesi continua
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Seconda parte
IL SACERDOTE
E’ CONSACRATO CON L’UNZIONE DELLO SPIRITO SANTO
E’ CONSACRATO NELLE MANI
Gesù è il Primo e Sommo Sacerdote che
"Possiede un Sacerdozio che non tramonta" (Eb.7,24);
Gesù è “il Sommo Sacerdote.. Santo, Innocente,
senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i Cieli"
(Eb.7,26).
E' il Sacerdote che ha ogni potere in cielo e in terra
[ vedi Mt.28,18], per questo nell'Ultima Cena può
costituire gli Apostoli come Sacerdoti, uomini “peccatori",
che non sono "senza macchia".
Con le parole: "Fate questo in memoria di Me"
(Lc.22,19), li consacra Sacerdoti con il Comando di
Rinnovare quella S. Messa.
Tale e tanto grande è il dono dell’Eucaristia che Gesù
istituisce, solo per questo, un Sacramento:
il Sacramento dell’Ordine Sacro.
Gesù “ l’Innocente,” “l’Immacolato”
per la prima volta tiene nelle sue MANI SANTE se stesso, nascosto
nel Pane in Corpo, Sangue, Anima e Divinità : "Questo
è il Mio Corpo".
Ma dopo di Lui chi lo terrà nelle Mani e lo
donerà, avrà bisogno di due “Unzioni”.
Nessun uomo è “Immacolato”, cioè non è
mai stato toccato dal peccato,
e allora bisogna renderlo “degno” di tale Ufficio.
Gli unici Cuori e Mani Immacolate sono quelle di Gesù
e di Maria SS. sua Madre,
perché mai Essi si sono discostati dalla Divina Volontà:
“Eccomi a fare la Tua Volontà" (Lc.1,38;
Eb.10,7), mai sono stati sfiorati dal peccato.
La Mamma SS. per prima ha portato, accolto, toccato
e donato “Gesù Eucaristia".
Lei l’Immacolata, la Piena di Grazia ( Lc.1,28),
la Vergine, la Tutta Pura, senza peccato, la Tutta Santa, (P*23.9.02)
Lei la Corredentrice in seno alla Trinità.
Maria ebbe l'Unzione Spirituale, come Gesù nel Giordano
( Lc.3,21-22) con la "discesa" dello Spirito Santo
in Lei: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te
stenderà la Sua ombra la Potenza dell’Altissimo"
(Lc.1,35).
Così anche i Sacerdoti, i suoi figli prediletti,
attraverso il Sacramento dell’Ordine Sacro hanno l'Unzione Spirituale
dello Spirito Santo, che spesso devono ravvivare come dice S. Paolo a
Timoteo: "Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è
in te per l'imposizione delle mie mani" (2Tm.1,6).
Gesù stesso in un accorato appello ai
suoi sacerdoti questo invita a fare (P*03.05.03):
“Figli miei,
...Consacratevi
di nuovo, rinnovate la Consacrazione”.
Ma questo ancora non basta al Sacerdote "peccatore". Dopo l’Unzione
Spirituale che dona lo Spirito Santo con l’imposizione delle mani
del Vescovo,
il SACERDOTE RICEVE ANCHE L'UNZIONE CON IL SACRO CRISMA SULLE SUE MANI,
che così saranno atte all’Ufficio Sacerdotale, e le due unzioni
faranno della "fragile" creatura del Sacerdote,
un “altro Cristo”, pronto a fare lui solo quello che ha fatto
Gesù.
Ora come la Mamma SS. e Gesù stesso, il Sacerdote
può "toccare il Verbo della Vita” (1Gv.1,1),
il "Santo" (Lc.1,35). Quale grande dono!
"Gesù Cristo ci ha fatto regnare con Lui come Sacerdoti
al servizio di Dio suo Padre" (Ap.1,6).
Per questo “I Sacerdoti…saranno Santi per il loro
Dio e non profaneranno il Nome del loro Dio” (Lc.21,6)
e dice loro “I Sacerdoti si vestano di Giustizia”
(Sal.131,9).
Ecco il Sacerdote Consacrato nello Spirito Santo e consacrato nelle sue
mani!
Ora comprendiamo bene come solo il Sacerdote può fare come Gesù:
"PRESE IL PANE… E LO DIEDE AI SUOI DISCEPOLI"
(Mt.26,26-27).
Le regole umane
Ma la Chiesa, che sempre è stata fedele al
Suo Signore, dal "1989” sta permettendo che mani non Consacrate
"prendano" l’Eucaristia (la Comunione sulla
mano) disattendendo alle Regole Divine, che il Padre chiama "Regole
d’oro ed eterne" (P*01.08O3),
disobbedendo al Suo Santo Volere.
Ecco perché Gesù dice (P*19.12.02):
“Sono stanco
di essere manipolato.. di venire vilipeso!"
Ecco perché Gesù afferma attraverso un altro Profeta, che
"L’oltraggio
più grande e più grave, che viene ancora perpetrato, è
il dare sulle mani la S. Eucaristia."
IL RITO SANTO DI GESU'
Le regole Divine
“Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi prima
della Mia Passione!” (Lc.22,15).
Il grandissimo desiderio di Gesù era quello di restare con noi
e lo conferma attraverso un "segno", impresso nel nastro della
cinepresa in terra Santa (P*08.03.99): "Sì,
figlia mia, quello che vedi è un'Ostia ed è la cosa più
bella che potessi offrire a voi, per poter essere con voi".
E ancora (P*03.04.02): "Sono
con voi .. in quella piccola Ostia ... Chiedo solo di essere amato”.
Ora il desiderio di Gesù di essere Cibo e Vita
delle anime, si compie attraverso la Celebrazione dei Suoi Sacerdoti,
che ripetono lo stesso Rito e pronunciano le Sue stesse Parole, come discepoli
obbedienti al loro Maestro e Re.
Difatti il Sacerdote nella S. Messa non si appartiene, non è “padrone”.
Nella sua ultima Enciclica sull’Eucaristia il Papa dice al N.29:
" Il Sacerdote ministeriale compie il Sacrificio Eucaristico in persona
di Cristo, in “persona Christi".
Vuol dire: "Nella specifica sacramentale identificazione del Sommo
ed Eterno Sacerdote, che è l’Autore e il principale Soggetto
di questo Suo proprio Sacrificio".
Allora fratelli Sacerdoti, se è Gesù
che celebra in noi, come può Gesù contraddire se stesso,
facendo in modo diverso il Suo Rito Eucaristico o dicendo altre Parole?
Lui dice (P*02.02.02): "Le
mie regole non sono cambiate, i miei insegnamenti sono sempre
gli stessi da 2.000 anni",
Lui ancora dice attraverso l’Apostolo: “Io sono lo
stesso ieri, oggi e sempre"
E aggiunge subito : "Non lasciatevi sviare da dottrine varie
e peregrine" (Ebr.13,8).
E’ per noi il rimprovero (P*01.08.03) : "Come si permettono gli uomini di cambiare…se Io feci in quel modo, con quel Rito?". "Ora come allora nulla è cambiato, nulla deve cambiare!"
E Gesù rivolgendosi al suo Profeta, cerca “Amore”
per l’infedeltà dei suoi Sacerdoti (P*29.04.01):
“Amami per i
miei figli…che più dovrebbero essermi vicini, mi tengono
tra le mani, ma è come se Io
non ci fossi. Oh! Figlia, quanto tormento!”.
E ancora il Salmo (55,13) dice
tutta l’amarezza di Dio: ”Se Mi avesse insultato un
nemico, l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di Me un avversario,
da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu mio compagno e confidente: ci legava
una dolce amicizia…”.
E Dio ancora si chiede (Nm.14,11): “Fino
a quando Mi disprezzerà questo popolo?”.
Gesù ha fatto e detto così: “Mentre
essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunciata la benedizione,
lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate;
questo è il Mio Corpo" (Mt.26,26).
L’Evangelista Luca qui aggiunge le parole della Consacrazione Sacerdotale
(Lc.22,19):
"Fate questo in memoria di Me”.
"Gesù prese il pane e lo diede".
Solo agli Apostoli ha dato questo potere di “fare” l’Eucaristia
e di darla e a nessun altro!.
E Noi sacerdoti operando in "persona Christi", nulla possiamo
cambiare, nulla possiamo mettere di nostro!
SPETTA AL SACERDOTE “DARE” LA COMUNIONE
“Nulla deve
cambiare”!
Nessuno che non sia Sacerdote può permettersi di prendere con le
proprie mani l'Eucaristia, e nessun Sacerdote può invitare a prendere
l’Eucaristia come si fa nei self-service: questo, è contro
il Rito Divino di Gesù che “Prese il pane e Lui lo
diede ai suoi discepoli”
La S. Chiesa obbediente all'Istituzione divina, nel
Documento "Inaestimabile donum” del 3.04.1980, al n.9,
così dispone: "La Comunione è un dono del Signore che
viene dato ai fedeli per mezzo del ministro a ciò deputato.
NON E' AMMESSO CHE I FEDELI PRENDANO ESSI STESSI IL PANE CONSACRATO E
IL SACRO CALICE, e tanto meno che li facciano passare dall'uno all’altro”.
Grazie madre Chiesa obbediente al Rito Divino.
Ma quali sono i Ministri Ordinari dell'Eucaristia
a ciò deputati?
Il Diritto Canonico al Canone 910 c.1 dice: "Ministro ORDINARIO DELLA
SACRA COMUNIONE E' IL VESCOVO, IL PRESBITERO (Sacerdote) e il DIACONO”.
Al c.2 dice: ”IL Ministro STRAORDINARIO DELLA S. COMUNIONE E' l'ACCOLITO
o anche un altro fedele incaricato" (Can.230 c.3).
Quando i Ministri Straordinari della Comunione
possono operare?
I Ministri Straordinari della Comunione vengono deputati a questo con
un mandato particolare e ufficiale
da parte del Vescovo.
Possono operare SOLO in casi particolarissimi e non “abituali”,
per questo si chiamano "straordinari”.
Il Documento citato "Inaestimabile donum" al n.10 dice:
"Il FEDELE, religioso o laico, AUTORIZZATO COME MINISTRO STRAORDINARIO
DELLA EUCARISTIA POTRA’ DISTRIBUIRE LA COMUNIONE QUANDO:
- Manchino il Sacerdote, il Diacono, l’Accolito,
- Quando il Sacerdote è impedito per infermità o per lo
stato avanzato della sua età,
- O quando il numero dei fedeli che si accostano alla Comunione sia così
grande da far prolungare eccessivamente la celebrazione della Messa.
E’ QUINDI DA RIPROVARE L’ATTEGGIAMENTO DI QUEI SACERDOTI che,
pur presenti alla celebrazione,
si astengono dal distribuire la Comunione, lasciandone il compito ai laici”.
Solo in questi casi queste mani non consacrate dei Ministri Straordinari
possono “toccare" GESU’
nell’Ostia Santa.
Ma perché mai restrizioni così “severe"?
PERCHE’ I FEDELI LAICI NON HANNO LE MANI CONSACRATE!
Di fronte a questo, facciamo questa semplice considerazione:
I Ministri STRAORDINARI della COMUNIONE agiscono in situazioni molto particolari,
rare, veramente straordinarie.
Chiediamoci: perché,
per loro che sono a questo deputati, ci sono tante “restrizioni”,
quando ora tutti i fedeli possono toccare e “manipolare” l’Eucaristia
tutti i giorni e anche due volte al giorno quando vanno a ricevere
la S. Comunione sulle mani non consacrate?
Che bisogno c’è di Ministri Straordinari quando tutti lo
sono di fatto in maniera ordinaria e giornaliera?
Così gli oltraggi vengono fatti nel Tempio del Signore dai Ministri
di Dio e da coloro che si dicono
“credenti e praticanti”.
Non vediamo quanto inganno e ipocrisia stanno dietro le nuove “disposizioni
umane”?
Ogni Comunione sulla mano è offesa a Gesù il Re, è
disubbidienza a Dio, che non lo vuole, per questo ha Consacrato i Sacerdoti,
ed è profanazione (P*19.12.02): “State
dissacrando tutto!”.
Lo Spirito Santo dice (P*31.05.03):
“Figli miei, basta oltraggi, basta fare come se Lui non ci fosse!…”.
Come si addicono bene a molte assemblee le parole
del Salmo (2,1-2-10-12): “Perché
le genti congiurano…. contro il Signore e il suo Messia? E ora sovrani
siate saggi, istruitevi giudici della terra, servite Dio con timore…che
non si sdegni e voi perdiate la via. Improvvisa divampa la sua ira”.
Lo Spirito Santo dice con fermezza (P*08.03.03):
“Poveri stolti
porporati…ma chi si credono! Un Dio solo c’è e non
esiste altro che sia Io. Imperterrita è la mia decisione e presto
se ne accorgeranno. Oh, sarà un misfatto per loro, perché
non permetterò che oltraggino ancora Mio Figlio. L’hanno
ucciso, vogliono continuamente ucciderlo. Ma Io decreto: No, Ora è
tempo che basta!…basta diremo molto presto e ciò sarà
talmente fatto in velocità che non faranno in tempo a chiedersi:
che succede?” [ vedi Ap.19,20-21].
E Gesù nel suo amore ammonisce (P*28.09.01):
“Non siate figli
insensati, siate timorosi del giudizio di Dio”
[vedi Prov.1,24-32].
Quel “giudizio” fu chiaro, perentorio e immediato per chi
con “mani non consacrate” toccò il “Santo”
: la morte di Uzzà ci deve essere di grande ammonimento.
“In quel tempo il Signore prescelse la Tribù di Levi
per portare l’Arca dell’Alleanza del Signore, per stare davanti
al Signore al Suo servizio …” (Dt.10,8).
Ora Uzzà non era della Tribù di Levi, non era un Sacerdote,
era un semplice fedele e come tale non poteva toccare l’Arca di
Dio.
Questo era il Volere del Signore! Cosa avvenne?
L’Arca si trovava nella casa di un Israelita e Davide organizzò
una grande festa per trasportarla a Gerusalemme.
Allora “posero l’Arca di Dio sopra un carro nuovo…Uzzà
stava presso l’Arca di Dio… Davide e tutta la casa di Israele
facevano festa davanti al Signore… ma quando furono giunti all’aia
di Nacon,
Uzzà stese la mano verso l’Arca di Dio e vi si appoggiò
perché i buoi la facevano piegare. L’ira del Signore si accese
contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì
sul posto,
presso l’Arca di Dio” (2Sam.6,3).
Non era Sacerdote e la regola Divina era che lui semplice
fedele non toccasse l’Arca.
Eppure in lui non c’era stata alcuna “malizia”, era
così “logico” non farla cadere! Ma Dio non la pensa
così e
“lo percosse…ed egli morì”.
La logica di Dio non è la nostra logica umana. [vedi Is.55,8] VUOLE
OBBEDIENZA E BASTA!
Ecco fratelli, per Regola Divina solo ai Sacerdoti è dato di toccare
l’Ostia Santa!
Uzzà nella sua disobbedienza toccò un “segno”
della presenza di Dio, ma noi con la nostra disobbedienza tocchiamo lo
stesso Dio presente nel Pane Consacrato.
Potremo dire: “Non lo sapevo?” Ricordiamo le “Parole
che non passano”: “Il Signore è lento all’ira,
ma grande in potenza e nulla lascia impunito!” (Na.1,3)
Come si addicono bene le Parole di Paolo: "Non voglio
che ignorate, o fratelli, che i nostri padri...
tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale... ma della maggior parte di
loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto.
Ora ciò avvenne come esempio per noi, perchè non desiderassimo
cose cattive come essi le desiderarono... Queste cose accaddero a loro
come esempio e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i
quali è arrivata la fine dei tempi"
(1Cor.10,1-6; 10-12)
Davide vide l’agire di Dio e ne fu sconvolto e temette Dio.
"Davide si rattristò per il fatto che il Signore si
era scagliato con impeto contro Uzzà…
Davide in quel giorno ebbe paura del Signore…". "Come
potrà venire da me l'Arca del Signore? Davide non volle trasferire
l'Arca del Signore presso di sè... ma la fece portare in casa di
Obed - Edom, e vi rimase tre mesi". "Alla notizia che Dio aveva
"benedetto" la casa di questo israelita, Davide fece portare
l'Arca alla città di Davide, ma, imparata "la lezione"
di Uzzà,
diede questo ordine: "Nessuno, se non i Leviti, porti l'Arca di Dio,
perchè Dio li ha scelti come portatori dell'Arca e come suoi ministri
per sempre". (1Cr.15,2)
Davide prese in seria considerazione l'amminimento, e noi suoi
servi del Dio Altissimo non "temeremo" il Signore, "noi
che a Lui dovremo rendere conto?" (Eb.4,13)
E non dimentichiamo mai l'altra Parola Santa: "Non ingannatevi,
non ci si prende gioco di Dio!" (Gal.6,7).
Ecco che la Chiesa obbediente al Suo Signore
attraverso S. Tommaso, ineffabile cantore dell'Eucaristia
e grande teologo della chiesa, dice:
"IL CORPO DI CRISTO APPARTIENE AI SACERDOTI.. ESSO NON SIA
TOCCATO DA NESSUNO
CHE NON SIA CONSACRATO, nessun’altra persona ha il diritto
di toccarLo, eccetto in casi di ESTREMA necessità".
Il Concilio di Trento dichiara: ( Conc. di Trento
sess.13 C.8):
“L’uso che SOLO IL SACERDOTE DIA LA COMUNIONE CON
LE SUE MANI CONSACRATE E’ TRADIZIONE APOSTOLICA”.
La catechesi continua
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Terza Parte
LA COMUNIONE IN BOCCA
E che dire della Comunione sulle mani dei fedeli che
non hanno "mani consacrate"?
Capiamo bene che è disobbedienza degli uomini che pretendono di
"usurpare i diritti di Dio"
e di essere di più del loro Maestro.
Eppure Gesù aveva detto: " Il discepolo non è
da più del Maestro" (Gv.15,20;Mt.10,24).
E Gesù richiama severamente i Sacerdoti che
si nascondono dietro la parola "obbedienza".
Il Signore dice loro (P*19.12.02): "State
dissacrando tutto con falsa modestia e falsa umiltà
di "obbedienza" a chi non Mi ama…Non sono le Mie regole,
quelle che voi volete dimostrare
di essere "obbedienti". NO! "
La Comunione nella mano, "
SONO REGOLE NUOVE DETTATE DALLA VOSTRA MENTE ",
E NON DAL VOLERE DI GESU’ CHE ISTITUI', PER RINNOVARE IL SANTO RITO,
IL SACRAMENTO DELL’ORDINE SACRO,
è stanco di queste profanazioni, supplica i suoi fedelissimi (il
piccolo gregge fedele) con queste parole
(P*28.05.03): "E'
tempo che basta e sta a voi, Popolo Mio, iniziare a ribellarvi a tutto
ciò".
Le pecore sono invitate a “difendere il Pastore, a difendere la
sua Chiesa dai “lupi rapaci””
(At.20,29; Mt.7,15).
Come si addicono bene ora le parole di Gesù
dette ai falsi osservanti e responsabili del popolo di Dio:
"Invano mi prestano culto mentre insegnano dottrine che sono
precetti di uomini.
Infatti lasciando da parte i Comandamenti di Dio, voi vi attaccate alla
tradizione degli uomini…
Voi annullate la Parola di Dio, per la tradizione che voi stessi vi siete
tramandata". (Mc.7, 7-8-13)
A chi dobbiamo obbedienza? A Dio o agli “uomini”?
La nostra fedeltà la dobbiamo a Dio, la dobbiamo a Gesù,
nostro Re, perché Lui solo sarà
nostro Giudice, Lui che “ E' ” il capo del corpo che
è la Chiesa". (Col.1,18)
Anche Pietro e gli Apostoli hanno dovuto prendere questa decisione;
e così dissero ai loro "legittimi" superiori che li avevano
ordinato
“di non parlare assolutamente, né di insegnare nel
Nome di Gesù”. (At.4,18)
“Ma Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto
innanzi a Dio obbedire a voi più che a Lui,
giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto
e ascoltato”
(At.4,19), e “disobbedirono”.
E’ per questo che Gesù dice (P*25.09.01):
"Sentitevi sentinelle,
sempre allerta e pronte a difendere il proprio Dio!".
Ecco che S. Paolo ci richiama tutti e ci dice: "Servite a
Cristo Signore!". (Col.3,24)
E Gesù dice ancora ai Suoi Sacerdoti (P*19.12.02):
"Ritornate a
fare il prete, ritornate ad essere
i pastori del gregge… Affrettatevi a cambiare, perché tra
poco sarete tutti messi al vaglio
e così vedrete tutte le vostre iniquità senza scuse e ottuse
verità di fede”.
E poiché Gesù legge nel pensiero del
suo "strumento" la paura di pubblicare questi messaggi
sui Sacerdoti, le dice (P*19.12.02):
"Figlia mia, non temere "rivolta", sanno che ciò
che ti detto è verità.
Via la benda dagli occhi e guardate in fronte la verità, una sola
è la Verità. .. Fatti forza, mia cara,
ora è che tutto si scoprirà. E più voi, miei strumenti,
farete conoscere i miei scritti,
più il demonio si ribellerà in loro, ma voi dritti, a capo
alto, dite ciò che sentite e colpa non avete,
fate il vostro dovere, fate ciò che Dio vuole".
Nel 2004, il giorno dell'Epifania, Gesù dice al suo Profeta :
"Ciò che il Signore va dicendo ai suoi profeti, è Parola
corrispondente al Libro Sacro,
che poi venga o meno citato il pezzo, poco importa; l’importante
è che il fedele capisca
che questo è il tempo in cui la scelta del fedele deve essere conforme
alla Legge Divina,
e non alla legge dettata dalla mente dell'uomo, che con decisione ferrea
e perentoria
vuole dissacrare dicendo con giusto proposito ciò che il nemico
suggerisce".
E che dire dei Sacerdoti che "obbligano"
a ricevere la Comunione sulla mano, facendo oltraggio
a Gesù e disgustando il fedele negandogli la possibilità
di scelta?
Già chi aveva Introdotto la "regola umana” (19.07.89)
non voluta da Dio, aveva scritto:
" Il modo consueto di ricevere, deponendo la particola sulla
lingua, rimane del tutto
conveniente e i fedeli potranno scegliere tra l’uno e l’altro
modo".
Perché allora questo comportamento ostile
da parte di alcuni sacerdoti?
E’ ancora più esplicito il “Rito
della Comunione fuori della Messa e Culto Eucaristico”, dove
si parla della Comunione in bocca e della possibilità concessa
di riceverla in mano.
Al n° 21 troviamo queste indicazioni (04.01.1978):
“Nel distribuire
la S. Comunione, si conservi la consuetudine di deporre la particola del
Pane Consacrato sulla lingua dei comunicandi, consuetudine che poggia
su una tradizione plurisecolare”.
Le Conferenze Episcopali possono tuttavia stabilire…che nel territorio
di loro competenza la santa Comunione si possa distribuire anche deponendo
il Pane Consacrato nelle mani dei fedeli
[ e questo è quello che Gesù chiama “regola
umana” e non la vuole] “PURCHE’ SIA EVITATO OGNI
PERICOLO
CHE SI AFFIEVOLISCA NEI FEDELI LA VENERAZIONE VERSO L’EUCARISTIA
E SI DIFFONDONO DOTTRINE ERRATE SU DI ESSA…” .
la Fede perduta nella Presenza Eucaristica di Gesù è sotto
i nostri occhi non solo da parte dei fedeli,
ma anche da parte di non pochi Sacerdoti, perchè
"false dottrine", come " fumo di satana
"
(Paolo VI), hanno invaso la Chiesa: allora, poichè è venuta
a mancare questa clausola, perchè
non si vieta questa "regola umana" della Comunione sulla mano?
E invece si fa più forte la violenza, la derisione, il disprezzo
di chi "spadroneggiando sulla legge"
(1Pt.5,3), calpesta i diritti di Dio, e umilia il
"piccolo resto" fedele dei figli di Dio.
Rispettare bisogna questo "diritto –
dovere” di ogni fedele.
A questi Sacerdoti Gesù dice queste Parole
(P*28.05.03): "Questi
Sacerdoti disgustano tanti fedeli figli
che vorrebbero Sacerdoti Santi da imitare e non a doverli rimproverare.
Stanno sbagliando troppo
e con troppa facilità si nascondono dietro la parola "obbedienza".
Ma oltre a questo Gesù è rammaricato perché “queste
disposizioni umane” vengono propinate
già dai seminari. (P*24.06.03) "I
giovani Sacerdoti vengono indottrinati in maniera distorta
dall'insegnamento di prima. Vengono purtroppo manipolati e fatti fare
quello che il nuovo rito
impone loro per obbedienza alla Chiesa" e il Buon Pastore
avverte (P*01.08.03):
"Non seguite
ciò che l'uomo vi propone, perché interferisce i piani di
Dio".
"L'Eucaristia distribuitela in bocca"
I "Sacerdoti all'antica", i Profeti (gli
Strumenti scelti), tutti sono chiamati a “lottare" per
difendere Gesù.
(P*28.05.03) "O
Figli miei Sacerdoti, abbiate più coraggio e venite allo scoperto,
difendetemi e basta
con gli oltraggi è il Mio cuore che Sanguina...
E' il Mio Cuore che vi dice: "Basta, rispettate il Vostro Dio!"
“Abbiate voi,
fratelli miei, il coraggio che manca ad altri e iniziate a riunirvi,
decidendo che solo uniti si può ottenere la soluzione al problema".
Poi rivolgendosi ai fedeli Gesù li invita a
questo (P*28.05.03) :
"Popolo mio,…prendete coraggio, fate petizioni, fate manifesti.
Fate conoscere le lacune
della Mia Chiesa che la riconosco ben poco dal loro modo di fare. Consono
deve essere l'agire
e il dire. Devono essere coerenti, coerenti, coerenti".
E lo Spirito Santo dice (P*08.03.03.)
: "Difendetemi,
fratelli miei, difendetemi, non tacete più,
siate coraggiosi e non lasciatevi coinvolgere dalla Massoneria. Lei fa
il proprio gioco
per accalappiarne più che può, ma Io non permetterò
oltre a ciò che è deciso.
Basta! Diremo presto, molto presto".
E ai suoi Profeti il Padre dice (P*31.05.03):
"Avanti, figlie
mie, siete assieme a tanti altri che andrete
a formare barriera contro la dissacrazione dell'Eucaristia. Opponetevi,
siete Mio popolo Eletto.
Orsù coraggio, difendete Mio Figlio, difendetelo, onoratelo!".
Per difendere Gesù, le mani non consacrate non tocchino il Re,
e la S. Comunione si riceva sulla lingua!
Alla sera di Pasqua il 20.04.03
Gesù dà risposta a due Sacerdoti che avevano chiesto
come comportarsi nella distribuzione della Comunione nelle chiese e nelle
Comunità religiose.
E Gesù risponde: "Sono
pronto a darvi chiarimenti su ciò che volevate sapere.
L’ EUCARISTIA VA PRESA SOLO DALLE MANI DEL SACERDOTE,
NON VOGLIO CHE MANI NON CONSACRATE MI PRENDANO.
L’ EUCARISTIA DISTRIBUITELA IN BOCCA, e non preoccupatevi di quello
che sarà".
Avevano espresso a Gesù la paura di trovarsi
ad essere i soli che facevano così e che ci sarebbe stato "scontro”
con i Vescovi, i Superiori, i Confratelli, come già era avvenuto.
Avevano anche chiesto come comportarsi con i fedeli che avrebbero "preteso"
la Comunione sulla mano come un diritto dato a loro
dalla Chiesa, unendo la minaccia di andare a protestare dal Vescovo ed
avere così dei grattacapi.
Ecco come Gesù li rassicura e li invita ad
essere coraggiosi e fedeli al Suo Comando.
(P*20.04.03): "Non
preoccupatevi di quello che sarà. Io sono con voi, combatteremo
assieme,
ma non siate turbati, non preoccupatevi. Rimanete sereni mentre obbedite
alla Mia Volontà.
Nei cuori i "miei" Sacerdoti capiranno e sentiranno che questa
è l'azione giusta da farsi
e non preoccupatevi di quello che possono dire gli altri.
SIATE DALLA MIA PARTE, DIFENDETEMI, RIPARATEMI;
umiliatevi se serve, vi renderò grazie, molte grazie.
Interverrò su di voi con la Mia Forza, col Mio Coraggio, infonderò
in voi la Giustizia Divina
perché non cadiate in tranelli, in errori che possono torcersi
contro di voi.
Vi difenderò, vi sono accanto sempre e voi Mi sentite nel vostro
cuore quando vi parlo,
quando suggerisco, quando vi do coraggio: voi lo capite che Sono Io.
Quando arrivano i turbamenti, sono attacchi del nemico; Io lascio solo
pace, non do tormento".
Uno dei Sacerdoti dice a Gesù la sua esperienza fatta in Comunità
di suore,
che abituate a riceverla in mano, alcune con "violenza" hanno
cercato di strappare l’Ostia Santa
dalla mano del Sacerdote per non voler riceverla sulla lingua.
Gesù risponde molto chiaramente: "Tu
non devi preoccuparti, agisci secondo l'insegnamento avuto
e disponi che tutte la prendano in bocca".
E se qualcuna Gesù si ribella?
" NON DARGLI
LA COMUNIONE "
Il comando di Gesù così perentorio ci ha lasciati molto
colpiti.
Tanto è grave il ricevere Gesù sulla Mano che Gesù
preferisce non fare “comunione” con un fedele o
una Consacrata, che lo offende e che dimostra di avere un cuore pieno
di orgoglio e non di amore, obbedienza, Adorazione verso di Lui.
Il 26.05.03 così dice ancora a questi Sacerdoti:
"Rimanete nella
pace voi Sacerdoti. Siete nella fede,
nella fede vera, nella fede autentica. Non tentennate di fronte a niente.
Niente Mi usurpi di quello che è Mio… di quello che è
di dovere al Re, Io sono il vostro Re!".
(P*01.08.03) "CORAGGIO
SEGUITE ME, SEGUITE IL VOSTRO VECCHIO RITO ROMANO
CATTOLICO, BASATO SUL PRIMO SACERDOTE DI DIO".
E la Mamma Santissima, Madre della Chiesa, fa luce sul Rito fatto dal
Suo Gesù,
“Primo Sacerdote di Dio".
La Mamma dice chiaramente (P*31.05.03):
“QUEL PANE SPEZZATO
NON FU DATO IN MANO MA APPOGGIATO ALLA BOCCA
DI OGNUNO DEGLI APOSTOLI, e quando l’ebbero mangiato, fu donato
a loro pure il VINO
a segnare la Pasqua del Figlio Mio".
Ma per fare tutto questo ci vuole coraggio per
andare contro corrente (P*28.5.03):
"Figli miei Sacerdoti
abbiate più coraggio e venite allo scoperto, difendetemi..."
E preghiamo allora con il Salmista (Sal.140,4) per
non lasciarci prendere dalla paura :
Signore..“Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male
e compia azioni inique con i peccatori".
Deponiamo nel cuore di tutti queste parole "riassuntive",
piene di luce Divina e di verità,
parole rivolte da Gesù ad un Sacerdote.
"lo ti sono accanto
e ogni giorno attendo trepidante che tu mi faccia nascere ogni giorno
tra le tue MANI CONSACRATE, attraverso la Consacrazione che fai nel Santo
Altare.
Sì, figlio, lo hai capito, lo senti nel cuore ciò che hai
percepito.
DESIDERO CHE TU MI PORTA ALLA BOCCA DEI MIEI FIGLI,
affinché Io raggiunga il loro cuore.
Sì, figlio, tu sai bene che loro, I MIEI FIGLI NON HANNO LE MANI
CONSACRATE
COME LE TUE, e che le disposizioni che vengono dall'alto, sono disposizioni
inique, che tendono
a calpestare il Mio Volere Santo".
Dopo questa "chiamata", ci vuole coraggio
per seguire le "regole d’oro”, e non aver paura di difendere
Gesù e mettersi dalla Sua parte.
Il Vangelo ci apre gli occhi su questo.
Gesù così si esprime per quelli che non avevano coraggio
di mettersi contro i "falsi credenti".
"Anche tra i capi molti credettero in Lui, ma non lo riconoscevano
apertamente a causa
dei farisei, per non essere espulsi dalla sinagoga [vedi
i genitori del cieco nato (Gv.9,20-23) ] ;
amavano infatti, la gloria degli uomini più della gloria
di Dio". (GV.12,42)
Facciamo come il cieco nato che "cacciato fuori"
restò "solo" ma fedele a Gesù. (Gv.9,35-38)
A quanti si "vergognano" di apparire e di essere dalla parte
di Gesù, Egli dice loro:
"Chi si vergognerà di Me e delle mie Parole davanti
a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo
si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre
Suo
con gli angeli santi". (Mc.3,38)
Gli "stolti operai della vigna"
così sono descritti da Gesù (P*13.08.02):
"Incuranti dell'insegnamento dato, hanno continuato ad adattarsi
al mondo, evitando di avere
difficoltà di ogni genere, non esponendosi al giudizio altrui,
evitando di fare il "diverso",
si sono lasciati coinvolgere dall'insegnamento massone, e così
sono passati alla sequela del nemico,
invece di rimanere con il loro Redentore".
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Quarta Parte
“NEL NOME DI GESU’
OGNI GINOCCHIO SI PIEGHI
NEI CIELI, SULLA TERRA E SOTTOTERRA”
La Mamma Santissima ci supplica (P*31.05.03):
"Fate petizioni,
come fedeli figli cristiani, chiedete che la Santa Eucaristia venga
degnamente consumata come in origine e non come fanno adesso".
La Comunione fino a poco tempo fa si riceveva in "ginocchio"
e la Madre della Chiesa
chiede che si ritorni a quel rito, come "in origine".
Da sempre l'unico atteggiamento vero e giusto davanti
a Dio è quello della "adorazione",
che si manifesta nello stare in ginocchio davanti al Dio Altissimo.
“Venite prostrati adoriamo in ginocchio davanti al Signore
che ci ha creati”. (Sal.94,6)
Questo è lo " stare "
giusto della creatura col Suo Creatore e Signore.
Ha così tanta importanza questo gesto, che satana volle appropriarsene
tentando Gesù
a "prostrarsi" in cambio di tutti i regni e la gloria della
terra.
" Di nuovo il diavolo lo prende con (sé)
su di un monte assai alto e gli mostra tutti
i regni del mondo e la loro gloria, e gli disse:
"Tutte queste cose ti darò, se, cadendo (ai
miei piedi), ti prostrerai (dinanzi)
a me". (Mt.4,8-10)
Allora gli dice Gesù:
"Va via, satana, perché sta scritto: II Signore Dio
tuo adorerai e a lui solo renderai culto".
(Dt.6,13)
E’ proprio vero: il "culto" a Dio è
il prostrarsi in adorazione.
Nell' Eucaristia c'è Dio fatto uomo e la nostra obbedienza è
adorarLo prostrandosi.
Egli dice: “Io sono lo stesso ieri, oggi e sempre!”.
(Ebr.13,8)
La lettera ai Filippesi dice: "(Gesù
Cristo) Essendo per natura Dio… annientò se
stesso ...
e apparso in forma umana si umiliò facendosi obbediente fino alla
morte e alla morte
in croce. Per questo Dio Lo esaltò ... affinché nel Nome
di Gesù ogni ginocchio
si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra, e ogni lingua proclami,
che Gesù Cristo è Signore a gloria di Dio Padre”.
(Fil.2,5-11)
In ogni Messa Gesù si fa " obbediente
fino… alla morte di croce ":
Questo è il Mio Corpo offerto in sacrificio!
In ogni Messa e presenza Eucaristica il Padre "esalta" Gesù
perché "ogni ginocchio si pieghi",
anche ora, davanti a Lui.
Possono leggi umane "abbassare, declassare” Dio e innalzare
invece la creatura?
Non è la tentazione di satana nel Paradiso terrestre?
Satana invita gli "immacolati" (Adamo ed Eva)
a sfidare Dio; non più Creatore e creatura,
ma la creatura alla pari del Creatore.
Non più adorazione, ma ribellione.
“Non morirete affatto! Anzi Dio sa che quando voi ne mangiaste,
si aprirebbero i vostri
occhi e diventereste come Dio ...”. (Gen.3,1-13).
Invece noi imitiamo il nostro padre della Fede Abramo (Gal.3,7),
che davanti a Dio
" Stava faccia a terra " (Gen.17,3
/ 18,2).
Anche l’umanità del "Figlio dell'uomo" stava in
ginocchio e "faccia a terrà" in preghiera davanti
al Padre: "Poi si allontanò da loro… e inginocchiatosi,
pregava…"; (Lc.22,41)
e Marco dice: "Poi andato più innanzi, si gettò
a terra e pregava.."; (Mc.14,35)
e Matteo: "e si prostrò con la faccia a terra e pregava".
(Mt.26,39)
Lui era il Dio Umanato, il Santo, in Lui non c’era
peccato [ vedi 1Pt.2,22].
E noi peccatori come staremo davanti al Nostro Re e Dio presente nell'Eucaristia?
In ginocchio si mette Pietro che gli dice:
"Allontanati da me che sono un uomo peccatore".
(Lc.5,8)
II cieco nato del Vangelo ci insegna
cosa è la fede e come si deve riconoscere Dio
e di conseguenza trattarLo da Dio.
"Gesù sentì che l’avevano cacciato fuori
(dalla Sinagoga) e trovatolo gli disse:
"Credi tu nel Figlio dell'uomo?". Rispose:
"Ma chi è Signore, perché io creda in lui?".
Gli disse Gesù: "Lo hai già visto: è colui che
parla con te". "Credo, Signore", disse;
e si prostrò davanti a Lui ". (Gv.9,35-39)
Gesù gli dice: " Lo hai già visto ".
E il “cieco” si " prostrò! "
Chi " vede " Gesù nell’Eucaristia
e lo riconosce, si mette in ginocchio davanti a Lui.
E noi " vediamo " Gesù come il cieco
nato o abbiamo perso la fede?
Davanti a Gesù Eucaristia, passando davanti
al Tabernacolo del Gran Re, ormai molti, troppi
fanno solo "inchini" o sgorbi di genuflessioni, o passano dritti;
andando a ricevere Il "Verbo fatto carne" facendo
la Comunione, sono spariti quasi del tutto
i gesti che dicevano e dicono la presenza Divina: non più Dio,
ma un oggetto da prendere.
Come è vero quello che dice Gesù (P*27.07.01):
"Da tanti miei
figli… sono offeso…
non credono più alla Mia Presenza Reale nell'Ostia Santa."
Quanti oltraggi a Gesù ogni giorno e ogni domenica nelle nostre
Messe!
Ancora Gesù, che scruta i cuori, dice dei fedeli (P*07.07.03):
".. Il fedele
sprovveduto che non sa
qual è il suo modo di comportarsi in chiesa difronte al Santissimo
Sacramento,
e come semplice uomo si accosta a riceverlo senza tanto pensare che chi
sta ricevendo
è il Suo Dio Umanato, e va così indifferentemente a prendere
l'Eucaristia, come se avesse
bisogno di quel pezzettino di pane per sentirsi a posto e non osserva
anche tutto il resto.
L'indifferenza, vedi, è la peggior cosa che manifesta la loro impreparazione
all'accoglierMi".
Non a questo voleva arrivare la MADRE CHIESA CATTOLICA
E APOSTOLICA
nel suo “vecchio” Rito Romano.
Nel libro Liturgico “Rito della Comunione fuori della Messa e culto
Eucaristico”
di Paolo VI del 04.01.78, dice come "stare" davanti a Gesù
Sacramentato.
N.92 : "Dinanzi al Santissimo Sacramento, sia chiuso nel Tabernacolo
che esposto alla pubblica
adorazione, SI GENUFLETTE con un solo ginocchio".
Questo per quanto riguarda il "rito"
e chi lo celebra.
Ai singoli fedeli non è vietato, come nel passato di genuflettere
con tutte e due le ginocchia e
adorare inchinandosi profondamente il Signore.
" SI GENUFLETTE!" E questa è regola Divina e così
la chiesa è obbediente al suo Signore.
Nel Documento "Inaestimabile donum , (03.04.1980)
così dispone al N.26 :
"Dinanzi al SS. Sacramento, chiuso nel Tabernacolo o pubblicamente
esposto, si mantenga
la veneranda prassi di genuflettere in segno di adorazione. Questo atto
richiede che ad esso sia
data un'anima, affinché il cuore si pieghi dinanzi a Dio in profonda
riverenza;
la genuflessione non sia frettolosa, né sbadata."
Le note introduttive al messale romano pag. XXII N°
21, indicando ai fedeli gli atteggiamenti
del corpo durante la S. Messa, dice: “ Si inginocchino alla Consacrazione”.
E la Conferenza Episcopale Italiana (n.1) precisa: “Si sta in ginocchio
dal gesto dell’imposizione
delle mani sul pane e sul vino, fino alla elevazione del calice inclusa”.
E ancora nel Documento sopra citato, sul Culto Eucaristico questo dice
ai Pastori:
"Si deve… insegnare ai fedeli che Gesù Cristo è
Signore e Salvatore, e che a Lui, presente
sotto le Specie Sacramentali, è dovuto lo stesso culto di latrìa
o di adorazione che si deve a Dio”.
Per questo al n° 233 pag. XXXVII del Messale è
richiesta nella celebrazione della S. Messa,
la genuflessione prima e dopo la S. Messa dove nel presbiterio ci fosse
il Tabernacolo
con il SS. Sacramento. Inoltre durante la “messa” si deve
genuflettere “tutte le volte che si passa
davanti al Tabernacolo”, e questo vale per il sacerdote e per ogni
fedele.
In nessun caso, dove è presente Gesù nel SS. Sacramento,
è contemplato e ammesso “l’inchino”
come si può vedere al N°234.
Ma tutto questo la maggioranza dei fedeli non lo “sa” e, avendo
perduto la fede, non lo fa parchè
" non riconosce " il Re.
E così non si dà a Dio ciò che è di Dio e
così Dio viene oltraggiato!
Nella S. Comunione Gesù è "esposto" e ci viene
chiesto l'atto di fede con la parola "AMEN”
e se Gesù è "esposto" e credo in Lui, Gli debbo
la Genuflessione come ha fatto il cieco nato.
La chiesa stessa prescrive al Sacerdote, che pur celebra
in “Persona Christi”, di inginocchiarsi
davanti al Re durante la S. Messa. Le prime due volte si inginocchia alla
Consacrazione del pane
dopo la presentazione al popolo dell’Ostia e quindi, subito dopo
avvenuta la Consacrazione
del vino e aver presentato al popolo il calice.
La terza volta il Sacerdote si inginocchia prima della “sua”
comunione.
E se lo fa lui “altro Gesù ”, quanto più lo
dovrà fare il fedele che si accosta al suo Redentore!
Anche ai Sacerdoti Concelebranti ai n°205-206 dell'introduzione al
Messale pag.XXXVI è richiesto
di inginocchiarsi prima di fare la Comunione all’altare.
“ I Sacerdoti Concelebranti, uno dopo l’altro si portano al
centro dell’altare,
genuflettono e si comunicano”.
La MAMMA SS. dopo aver detto (P*31.05.03)
che "quel Pane
spezzato non fu dato in mano,
ma appoggiato alla bocca di ognuno degli Apostoli" dice ancora:
"OH SE TUTTI RIPRENDESSERO
LA DOLCE ABITUDINE DI RIVERENZA AUTENTICA E
NON DI CIO' CHE A TUTTI (voi) VI
SUONA DI FALSA IPOCRISIA"
La Mamma SS. ci fa capire bene cosa intende per " riverenza autentica
" quando,
rivolgendosi a Margherita di Gesù, le dice (P*27.05.O3):
"La consolazione
che mi hai dato
nell' inginocchiarti a ricevere il Mio Gesù, mi ha gratificato
e resa felice.
Abbi coraggio, bimba mia, e fallo sempre.
I bimbi seguono l'esempio, e tu sii esempio per altri, almeno dove puoi".
IL giorno dopo anche Gesù le manifesta
tutta la sua gioia, dicendo che lei fa a Lui
"ciò che più gli è gradito". (P*28.05.03)
: "SONO TANTO
FELICE ANCH'IO NEL VEDERE CHE
VUOI FARE CIO' CHE PIU' MI E' GRADITO IN OGNI COSA, OSSIA FARE ADORAZIONE,
FARE LA COMUNIONE IN GINOCCHIO. Sì,
figlia mia, continua così e Mi riparerai da tante
offese che ricevo. Ti sono grato e manifesto a te la Mia gioia.
Grazie, bimba mia, abbi perseveranza e ascolta sempre la voce del cuore".
E la Mamma SS. ancor più ci sorprende, quando svela a Margherita
un "segreto".
Le dice (P*06.10.03): "Sai,
quando vai a ricevere il Mio Gesù, prima di te Io mi prostro a
terra
per riverirlo e onorarIo, mentre (tu)
ti vai a inginocchiare per riceverlo.
E questo mi dà tanta gioia".
Adoriamo "ora" in ginocchio con fede e amore
Gesù Re Eucaristico, prima che Lui venga nella
"sua gloria tra gli angeli e i santi" perché chi ora
"non piega le ginocchia",
non entrerà nel Nuovo Regno dei Cieli Nuovi e della Terra Nuova.
Nel Nuovo Regno tutto sarà diverso da quello che vive questa "generazione
adultera e perversa"
(Mc.8,38), che non vuole riconoscere Gesù presente nell'Eucaristia
e nel Miracolo Eucaristico.
(P*21.08.01):
"Ancora per poco, e poi ogni ginocchio si piegherà al suo
Re che viene, che viene
per redimere e per portare pace, la pace che tanto bramate".
E la Parola Santa conferma : " Volgetevi a Me e sarete salvi,
paesi tutti della terra, perché lo
sono Dio; non ce n'è altri. Lo giuro su Me stesso, dalla mia bocca
esce la verità, una parola irrevocabile: DAVANTI A ME SI PIEGHERA’
OGNI GINOCCHIO, per Me giurerà ogni lingua".
Si dirà: "Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza!
Verso di Lui, verranno coperti
di vergogna, quanti fremevano d'ira contro di Lui. Nel Signore saranno
vittoriosi e si
glorieranno tutti i discendenti di Israele". (Is.45,22-25)
E Gesù supplica (P*02.08.01):
"Pregate per
il Mio disegno di salvezza, perché OGNI GINOCCHIO
SI PIEGHI A ME RE E MAESTRO; RE CHE AMA I SUOI SUDDITI, che sprigiona
in tutti
la grazia del perdono, basta che si aprano a volerlo fare".
Nel documento sopra citato, " Inaestimabile Donum",
al N.11, la Chiesa così dispone:
"La Chiesa ha sempre richiesto ai fedeli rispetto e riverenza verso
l'Eucaristia, nel momento in
cui la ricevono. Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa può
essere ricevuta dai fedeli
sia in ginocchio che in piedi, secondo le norme stabilite dalla Conferenza
Episcopale.
"Quando i fedeli ricevono la Comunione in ginocchio, non è
loro richiesto alcun segno di riverenza
verso il SS. Sacramento, perché lo stesso atto di inginocchiarsi
esprime adorazione.
Quando invece la ricevono in piedi, accostandosi all'altare processionalmente,
facciano un atto di
riverenza prima di ricevere il Sacramento, nel luogo e nell modo adatto,
purché non sia turbato l’avvicendamento dei fedeli".
Sappiamo che l'unica “riverenza" degna del Re Cristo Gesù,
è la Genuflessione, si deve solo stare
attenti che "non sia turbato l'avvicendamento dei fedeli".
E poiché l'adorazione - riverenza non è un optional, ma
un dovere che la creatura deve al Creatore,
non può essere impedita quando si rispettano le regole dettate.
Si può fare la genuflessione
all'uscita dal banco, fatta in fondo alla fila e se si è per ultimi,
nessuno vieta di ricevere Gesù anche
in ginocchio, poiché non è " turbato l’avvicendamento
".
Gesù ai suoi fedelissimi e “perseguitati”
da coloro (P*28.05.03) "che
si nascondono dietro la parola "obbedienza" … e che stanno
sbagliando troppo", dice loro (P*31.05.03):
"A ragione volete
darmi
la gioia e la dignità che mi spetta come Re dell' Eucaristia. Sono
fiero di voi che vi accostate
in punta quasi di piedi, perché non volete disturbare, e andate
subito ad inginocchiarvi
per onorarMi. Sì, vi dico grazie e rimanete con Me, Io vi difenderò,
perché voi
difenderete Me. Vi amo e vi voglio tutti nella Mia Reggia dell'Amore:
il Cuore Mio! ".
La vera Chiesa di Dio dice che il fedele, dopo aver
ricevuto Gesù, ritornato al posto,
può stare in ginocchio per adorare il Re Eucaristico.
All’introduzione del Messale Romano, nelle Precisazioni della Conferenza
Episcopale Italiana
dice così al N.1
" Fatta (la Comunione) si potrà stare
in ginocchio o seduti fino alI’orazione dopo la Comunione".
Gesù ricorda le “Sue regole” e "invita”
a farlo, cioè mettersi in ginocchio dopo la Comunione.
Ascoltando l’invito di Gesù realizziamo il suo desiderio
(P*07.06.02):
"Portatemi altri
fratelli, portateli ad amarmi nell'Eucaristia dove Mi trovate Vivo, Vero,
Santo",
portateli perché (P*17.03.02): "Ogni
ginocchio dovrà piegarsi in atto di adorare il loro Re".
La catechesi continua
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“SANGUE…VERSATO PER VOI E PER MOLTI”
E’ Gesù che parla (P*23.07.03):
"Io, che dalla
Trinità ti parlo, DICO AI MIEI SACERDOTI:
"Abbiate coraggio di guardare in faccia la Verità, la realtà
della situazione attuale
nelle chiese, nelle parrocchie, nelle comunità cristiane. Dove
sta L’Insegnamento che Io
ho Istituito attraverso i miei Discepoli che trascrissero ciò che
assistevano in diretto
convivere con Me?…
Ascoltatemi, fratelli miei, Io primo Sacerdote ho dato sempre buoni e
sani esempi e
principi morali sani: e voi li state dando?…
Oh, fratelli miei, i vostri esempi sono stati poco "cristiani ",
ma molto umani;
avete messo da parte l'AUTENTICA PAROLA per potervi adeguare ai tempi:
MA IO SONO FUORI DEL TEMPO!
Quello che è stato dato a voi di insegnamento duemila anni or sono,
sono attuali,
come ora vi sto ammonendo.
Quanti di voi si possono ritenere senza peccato di superbia, di arroganza,
e di poca fede
nel Vostro Dio che si fa presente nell’Ostia Consacrata!
Quanto dolore mi state dando, quanto male state causando!...
Ora mi sono permesso di farvi riflettere e mettervi in condizione di ravvisarvi,
perché ora siete in tempo di ravvedervi e cambiare; tra poco non
lo potrete fare più ".
"Avete messo
da parte l'autentica Parola" sia nella predicazione che nella
liturgia.
Ancora con severo monito dice Gesù
(P*01.08.03): "
Il Rito… deve essere eseguito come
e nel modo che lo istituii e non come loro vogliono trasformare le cose
[le regole umane!]...
E se feci in quel modo, con quel rito.. Come si possono permettere gli
uomini di
cambiare il significato delle gesta [ Rito ]
e delle Parole?".
Gesù richiama chiaramente come
nella Consacrazione della Messa sia stata cambiata una
Parola Santa dettata da Lui, per questo dice:
"Come si possono
permettere gli uomini di cambiare il significato.. delle Parole?".
Per due millenni la Chiesa fedele ha
adoperato le Parole Sante di Gesù per " fare ” l'Eucaristia,
ma da dopo il Concilio "gli uomini" si sono permessi di cambiare
una di quelle Parole.
Hanno dimenticato che la Parola del Signore "rimane in eterno"
(Is.40,8);
e hanno dimenticato anche che "Chi Dio ha mandato, proferisce
le Parole di Dio" (Gv.3,34).
Allora costoro non sono mandati da Dio: "Non dicono le Parole
di Dio".
Ecco la parola manomessa e non detta
da Gesù:
"Questo è il calice del Mio Sangue sparso per voi e per "TUTTI"
in remissione dei peccati".
Ma Gesù la parola "TUTTI" non l'ha mai detta! Ecco il
"peccato di superbia e di arroganza"
di cui parlava Gesù nel messaggio sopracitato! La Parola pronunciata
da Gesù è: "MOLTI".
In nessuna parte della Bibbia e del Vangelo
in particolare, si trova la parola " tutti ";
Non si trova nell'originale greco, né nella traduzione latina,
nemmeno nella Bibbia della CEI
(Conferenza Episcopale Italiana) in lingua Italiana.
E allora?…
Nella parola MOLTI c’è la
verità di Cristo, nella parola “tutti” c'è la
menzogna degli uomini
che servono il nemico.
"I saggi saranno confusi, sconcertati e presi come in un
laccio. Essi hanno rigettato
la Parola del Signore, quale sapienza possono avere? Come potrete dire:
“Noi siamo saggi, la legge del Signore è con noi!”
A menzogna l’ha ridotta la penna menzoniera degli Scribi"
(Ger.8,8-9).
Gesù rivela ad un'anima, "profeta”
come Margherita, dove sta la tenebra eretica di quel "tutti".
“Questo è il calice del Mio Sangue… versato
per voi e per MOLTI!”
Molti…Molti...capite
figli? Molti… e non per " tutti "!
Non può il Mio Sangue guarire chi non Mi vuole…e non Mi ama…
Mi rifiuta."!
E Gesù parla con amarezza profonda del Suo Sangue versato invano
per molti.
(P*26.08.03)
"Oh, figli miei,
quanto dolore al Mio Cuore! Sanguina, sanguina sempre!
Fosse almeno versato per purificarvi l'anima, sarei ben lieto di donarvelo,
ma voi lo lasciate
cadere e arrosserà la terra, perché POCHI sono quelli che
lo raccolgono, e questi
bramano ogni stilla per poter essere pronti e purificati al Mio Ritorno".
E Gesù dice ai suoi Sacerdoti (P*08.03.03):
"Difendetemi,
fratelli miei, difendeteMi,
non tacete più. Siate coraggiosi e non lasciatevi coinvolgere dalla
Massoneria. Lei fa il
doppio gioco per accalappiarne più che può, ma lo non permetterò
oltre a ciò che è deciso".
Allora fa un invito pressante a seguire
il Papa e a guardarsi dal serpente, nemico nostro
da sempre. (P*01.08.03): "Rimanete
con il Mio Papa, rimanete nella Mia schiera di fedeli figli,
fedeli apostoli, fedeli al vostro impegno preso con Dio, e non seguite
ciò che l'uomo
vi propone, perché interferisce i piani di Dio e offre la possibilità
al nemico infernale
di intrufolarsi tra voi, per distorcerne le Parole,
e seminare zizzania attorno a voi e ne fa una trappola".
Allora “seminiamo” per i figli di buona volontà il
buon Seme della Parola di Dio come la Santa Scrittura ce la presenta,
perché (P*14.04.03): "I
Testi Sacri, che i figli stanno trasformando a loro piacere,
sacri più non sono se anche una virgola ne viene cambiata".
Nell’ultima Cena, Gesù pronuncia queste parole mentre compie
il Suo Sacro Rito:
[Matteo] "Poi prese il Calice e, dopo aver
reso grazie, lo diede loro, dicendo:
" Bevetene tutti, perché questo è il Mio Sangue
dell'Alleanza, VERSATO PER MOLTI,
in remissione dei peccati" (Mt.26,27-28).
[Marco]
Poi prese il Calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E
disse:
"Questo è il Mio Sangue, il Sangue dell'Alleanza,
VERSATO PER MOLTI" (Mc.14,23-24).
Può mentire il Nostro Maestro?
Altre Parole di Gesù e della Scrittura confermano il “
MOLTI ” usato da Gesù.
[Marco (10,45)]
: “ Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per
essere servito, ma per servire
E DARE LA PROPRIA VITA IN RISCATTO PER MOLTI".
[Matteo (20,27-28)]
: “…E colui che vorrà essere il primo tra voi,
si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito,
ma per servire
E DARE LA SUA VITA IN RISCATTO PER MOLTI".
[Lettera agli Ebrei (9,27-28)] "E come
è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta
dopo di che viene il Giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto
una volta per tutte
allo scopo di TOGLIERE I PECCATI DI MOLTI, apparirà una seconda
volta,
[e il tempo è questo] senza alcuna relazione col peccato,
a coloro che l’aspettano per la loro salvezza".
[Lettera agli Ebrei (2,10)] "Volendo
portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante
la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza".
[Lettera ai Romani (8,29)]
"Poiché quelli che Egli da sempre ha conosciuto li
ha anche
predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio Suo, perché
Egli sia
IL PRIMOGENITO TRA MOLTI FRATELLI…".
Dal Profeta Isaia (53,11-12)
"… Il giusto Mio Servo GIUSTIFICHERA’ MOLTI.
Egli si addosserà la loro iniquità. Perciò Io gli
darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso
alla morte ed è stato
annoverato fra gli empi, mentre EGLI PORTAVA, IL PECCATO DI MOLTI e
intercedeva per i peccatori".
Ecco dove sta la Verità, fratelli!
Dalla Parola vera ed eterna che è sotto i nostri occhi!
E Gesù dice ad alcuni Sacerdoti (P*29.08.03):
"Vi benedico Miei Sacerdoti e vi invio tra i lupi;
siate agnelli mansueti davanti a loro ma la Verità non venga mai
meno.
Siate portatori della Verità, Bibbia alla mano, così dovranno
per forza indietreggiare e
tornare sui loro passi. Capiranno, sì capiranno i loro errori,
ma per il momento non possono
ammetterlo, non vogliono fare la brutta figura con voi, preferiscono farla
con Me
che li sono Padre. Poveri stolti, quanto soffriranno per questo!
Avessero almeno l'accettazione di mettere il tutto nel dubbio;
ma no, cocciuti che sono, preferiscono mettersi subito contro i miei profeti
e
così dovranno pentirsi, pentirsi, pentirsi. Amen".
La Parola ci aveva ammonito, ma nulla
cambia in noi!
“Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente
in questo mondo,
si faccia stolto per diventare sapiente; perché la sapienza di
questo mondo è
stoltezza davanti a Dio” (1Cor.3,18).
Dio si serve di quelli senza cultura per confondere quelli che credono
di sapere:
“Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza
contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli” (Sal.8,3).
E così, questi Pastori, pieni
di orgoglio, trascinano lontano da Gesù, anche le anime.
Quale sventura! E quale giudizio per loro!
“Guai a voi, dottori della legge,
che avete tolto la chiave della scienza.
Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito”
(Lc.11,52).
Ascoltiamo ora Gesù che parla attraverso il Profeta (P*29.08.03):
"La mia piccola
Margherita, che tanto amo e guido con il Mio amore. Le sue parole
sono la Mie Parole che vi guidano e vi istruiscono e vi donano il Mio
Amore".
In una drammatica registrazione, dove
si sente tutta l’angoscia e il pianto di Gesù, questo Egli
dice (P*30.05.03) : "Lascia
scorrere le tue lacrime, figlia, che bagnino, che bagnino i cuori aridi,
che bagnino le anime dei Miei CONSACRATI, i miei figli che dovrebbero
adorarMi
per primi, e non lo fanno… perché non credono… non
credono in Me, non credono
che Io ci sono dentro quest’Ostia… non si rendono conto…
Non se ne rendono conto di quanto male stanno facendo a tutti i miei figli,
annullando così la possibilità che tutti si salvino.
Tanti danno retta a loro… tanti sono convinti che loro sono nella
verità…
e così anche i Miei figli li seguono con questa convinzione, perché
loro sono i Sacerdoti,
loro sono la chiesa, loro Mi rappresentano…
E' il loro stesso esempio, il loro modo di fare… che porta tutto
al peccato,
alla distruzione di se stessi e della chiesa in sé…
Ben diversa è
l'esortazione della Parola che viene dall'Alto per mezzo di Paolo:
"E poichè siamo suoi collaboratori
[di Cristo]...da parte nostra non diamo motivo
di scandalo a nessuno, perchè non venga biasimato il nostro Ministero;
ma in ogni cosa ci presentiamo come Ministri di Dio". (2Cor.6,1-3)
Ritorniamo al Signore nostro perché Egli dice:
“Dalla Mia bocca esce la Verità, una parola irrevocabile!”(Is.45,23)
Allora nessuno può toccare la parola della Consacrazione, Gesù
ha detto “MOLTI”.
”Dirà forse la creta al vasaio: "Che fai?…
Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato
un vaso fra altri vasi di argilla?“ (Is.45,9).
“A chi - Il Signore – ha chiesto consiglio, perché
lo istruisse?…(Is.40,14).
Allora nell’umiltà e nell’obbedienza
seguiamo le Parole del Signore e ancora una volta poniamo
attenzione al Suo dire (P*28.05.03): "…Il
mondo chiede coerenza di vita cristiana,
insegnamento del Santo Evangelo e viverlo in prima persona, proprio partendo
dai sacerdoti
che Mi stanno proprio dimenticando e non credono all' efficacia della
Consacrazione
Eucaristica, DOVE IO MI MANIFESTO, vero Pane e vero Vino che si tramuta
in vero cibo del Cristo morto per la SALVEZZA DI MOLTI e non di "
tutti " i Miei fratelli.
Quanti sono quelli che Mi amano veramente?".
(P*25.01.04)
"Figlia Mia
– dice la Mamma SS. – se
avessero un pochino di più amore
per questo loro Signore, lo imiterebbero di più; non si metterebbero
a sostenere
che il loro Dio, fattosi Carne e morto PER I PECCATI DI MOLTI SUOI FIGLI,
che continuano a rinnegarlo, non sarebbero così maliziosamente
tentati a dire
che nell’Ostia Consacrata non c’è niente…".
In un altro Messaggio ai Sacerdoti Gesù richiama ancora la Verità del “molti” attraverso il Suo precursore e Profeta Giovanni Battista (P*24.06.03) e dice che: “il Cristo è morto e risorto per SALVARE MOLTI fratelli”.
Non è facile certo andare contro
corrente per questo Gesù dice dei Suoi Sacerdoti (P*02.02.02):
" Danno retta al mondo, si sono adeguati… non incutono più
" timor di Dio ",
ma si sono adeguati al quieto vivere... “.
E ancora (P*13.08.02):
"…Incuranti
dell'insegnamento dato, hanno continuato ad adattarsi
al mondo: evitando di avere difficoltà di ogni genere, non esponendosi
al giudizio altrui,
evitando di fare " il diverso…".
Ecco che i pochi Sacerdoti “all’antica”
devono avere coraggio davvero.
(P*28.05.03): "Oh
figli Miei sacerdoti, abbiate più coraggio e venite allo scoperto,
difendetemi e basta con gli oltraggi!".
E ancora ad ogni Sacerdote di buona volontà il Sommo Sacerdote
e Maestro così parla
ai Suoi Consacrati, facendo nostre le parole date a due confratelli in
Adorazione Eucaristica
presso un Convento di Suore di Clausura.
(P*16.03.03): "…
Che il vostro comportamento sia di esempio agli altri, mi riferisco,
in particolare, a voi sacerdoti, siete stati i Miei eroi oggi e vi ringrazio.
Parlate di Me del Mio amore, della Mia gioia di quando vedo i figli pronti
ad Adorarmi,
a difendermi, a ripararmi se è necessario. Ho bisogno di anime
che si offrono.
Non abbiate timore, Io sono con voi e vi aiuterò in questo difficile
cammino.
Proclamate la Mia Parola, difendetela…a spada tratta…
Quando tutti i vostri confratelli vi volteranno le spalle non dovete temere
perché,
chi vincerà, sarà Dio Padre.
Saranno gli Angeli e i Santi a soccorrervi e ad aiutarvi.
Rimanete attaccati a Me! Io sono la roccia, Io sono la via giusta, Io
sono la salvezza…
Non perdetevi perché altri non la pensano come voi, voi continuate!
Dite ai Miei figli che li amo, che li voglio salvi, che non si disperino
mai.
La salvezza solo in Me la trovano.
Nell'Eucaristia, nell'Adorazione, nella Confessione Io sono presente.
Sono presente in voi, Miei Sacerdoti, mentre distribuite la Comunione,
mentre date l'Assoluzione, mentre proclamate il Mio Vangelo.
Ogni parola che esce dalla vostra bocca sia fondata sulla roccia del Cristo,
nella Volontà del Padre sarà Parola Mia, sarà Voce
Mia, l’Editto della Mia Pace.
Pace Io voglio tra il cielo e la terra e pace sarà. Amen".
E il Padre avendo riunito, secondo il
Suo Volere, un altro Profeta a Margherita,
questo confida a loro (P*29.08.03):
"Sto reclutando figli preparati, ma preparati nel cuore
soprattutto, perché la scienza sarà infusa da Me, poiché
quella che avete ora, nulla è,
in confronto a ciò che devo darvi. Tutto è preparato dall'
inizio dei tempi.
Cerco figli preparati nel cuore!.
Arruolatevi figli, seguitemi con coraggio, non abbiate paura.
Ogni talento che viene donato fruttificherà e molto.
Tutto ciò servirà ad aiutare il mondo, che sarà in
un degrado ancora più grave di quello che è.
Non abbiate paura, tutto è sotto controllo, nulla mi sfugge, tutto
è preparato e tutto ho vinto!".
Chiudo con queste parole rivolte da Gesù
ad un Sacerdote.
(P*16.10.03) :"Figlio
Mio ascolta il tuo cuore, agisci, non temere le conseguenze
[di fare quello che Gesù chiede: dare la Comunione in bocca, dire
MOLTI al posto di “tutti” nella Consacrazione…].
Chi vuole seguire
il mondo, fa fatica a seguire Dio.
Meglio perdere la faccia con i fratelli, che non con il tuo Dio…
Ascoltati e abbi più fiducia in te stesso…Senza paura vai
avanti.
Io non sono forse il Tuo Avvocato? Ti amo, seguimi! Il Tuo Gesù
ti ha parlato! Amen.
Benedetto il giorno che Mi hai risposto: - Sì, Signore, vengo a
lavorare nella Tua Vigna,
voglio essere un buon Pastore per seguire le Tue pecore e ricercare quelle
smarrite -.
Riportamele, figlio, riportale a Me"!
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N.B.: Bibbie "consultate"
1 - La Bibbia di Gerusalemme (CEI)
2 - Nuovo Testamento Interlineare - Greco - Latino - Italiano (Ed. Paoline)
3 - Sinossi dei Quattro Vangeli - Volume I - Testo (Ed. Messaggero Padova)
APPENDICE
Per facilitare la ricerca sul “MOLTI” e per essere Fedeli alla Verità
e alla ‘Parola’ di Gesù, unico Capo (Ef.1,22;Col.1,18) e Maestro (Gv.13-14;Mt.23,8)
nella Sua Chiesa, [ perché “un discepolo non è al di sopra del maestro
(Mt.10,24)... “ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro (Lc.6,40) ],
offriamo i testi sopra citati, nel testo Greco – Latino – Italiano,
tratti dal “ Nuovo Testamento Greco – Latino – Italiano interlineare”,
(Ediz.S.Paolo).
Dobbiamo ricordare la Parola di Dio che ci ammonisce. " Ogni parola di Dio
è provata al fuoco; “… non aggiungere nulla alle Sue Parole, perché
Non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo (Prov.30,5)”.
“ Possa Egli [il Padre] davvero illuminare gli occhi della vostra mente…
e vi dia uno Spirito di Sapienza e di Rivelazione per una più profonda
conoscenza di Lui (Ef.1,18-17)”.
ECCO IL DONO DEI
TESTI SACRI !
dal Nuovo Testamento interlineare Greco-Latino-
Italiano (Ed:S.Paolo)
| NB: 1) Una volta aperta la pagina con l'immagine del testo cliccate con il tasto destro sopra l'immagine stessa e selezionate la voce "Salva immagine con nome". 2) Con tale procedura salverete l'mmagine del testo nel vostro computer e la potrete leggere dettagliatamente e con una maggiore risoluzione. |
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[R. S. N.10.14
- 2004]
10
“La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto
a ciò che è stato stabilito
da Cristo e che costituisce
parte immutabile della Liturgia” (S.
C. N.21).
14 “Regolamentare
la Sacra Liturgia compete unicamente all’autorità della
Chiesa,
la quale risiede nella
Sede Apostolica e, a norma del diritto, nel Vescovo.” (S.
C. N.22).
[S. C. 22 § 3]
“Di conseguenza assolutamente nessun altro, anche se Sacerdote,
osi, di sua iniziativa,
aggiungere, togliere, o mutare alcunchè in materia liturgica”.
[E. DE E. N.52]
ENCICLICA ( Il Papa Giovanni Paolo II )
“Sento il dovere di fare un caldo appello perché,
nella Celebrazione Eucaristica, le norme liturgiche
siano osservate con grande fedeltà…La Liturgia non è
mai proprietà privata di qualcuno,
né del Celebrante, né della comunità nella quale
si celebrano i Misteri…
A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle
nostre mani: esso è troppo grande
perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale!…”
[R. S. N.5 2004]
“L’osservanza delle norme emanate dall’autorità
della Chiesa esige conformità di pensiero
e parola, degli atti esterni e della disposizione d’animo.
[ N. 7] Gli abusi non di rado si radicano
in un falso concetto di libertà. Dio, però, ci concede
in Cristo
non quella illusoria
libertà in base alla quale facciamo tutto ciò che vogliamo,
ma la libertà,
per mezzo della
quale possiamo fare ciò che è degno e giusto… Da
ciò la necessità che tutti
si conformino
agli ordinamenti stabiliti dalla legittima autorità ecclesiastica."
[R. S. N.183-184
2004]
[183] “In modo assolutamente
particolare tutti,… facciano sì che il Santissimo Sacramento
dell’Eucaristia, sia custodito da ogni forma di irriverenza e
aberrazione e tutti gli abusi
vengano completamente corretti. Questo è compito della massima
importanza per tutti
e per ciascuno, e tutti sono tenuti a compiere tale opera senza favoritismo”.
[184] “Ogni cattolico, sia Sacerdote
sia Diacono sia Fedele Laico, ha il diritto di sporgere
querela su un abuso liturgico presso il Vescovo diocesano.. o alla Sede
Apostolica
in virtù del primato del Romano Pontefice.
E’ bene che la segnalazione o la querela sia presentata…sempre
con spirito di verità e carità”.
DUCUMENTI CONSULTATI
C.D.C.
= CODICE DI DIRITTO CANONICO (1983)
M.R. = PRINCIPI E NORME PER L’USO DEL
MESSALE ROMANO
(PAG.XVII–XL) (29.06.1983)
C.E.I.P. = CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA :
PRECISAZIONI
[ SULLE NORME DEL MESSALE ROMANO] (PAG. XLIX –
LI)
R.C.E.C.E.
= RITO DELLA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA
E CULTO EUCARISTICO (20.02.1980)
IN. D.
= INAESTIMABILE DONUM
ISTRUZIONE DELLA SACRA CONGREGAZIONE PER I SACRAMENTI E IL CULTO DIVINO
SU ALCUNE NORME CIRCA IL CULTO DEL MISTERO EUCARISTICO.
(03.04.1980 - Feria 5a in Cena Domini).
R.S. =
REDEMPTIONIS SACRAMENTUM (25.03.2004)
ISTRUZIONE SU ALCUNE COSE CHE SI DEVONO OSSERVARE ED EVITARE
CIRCA LA SANTISSIMA EUCARISTIA.
E. M. =
EUCARISTICUM MYSTERIUM
ISTRUZIONE DELLA SACRA CONGREGAZIONE DEI RITI SUL CULTO
DEL MISTERO EUCARISTICO (25.05.1967)
E. DE E.
= ECCLESIA DE EUCHARISTIA
LETTERA ENCICLICA SULL’EUCARISTIA NEL SUO RAPPORTO CON LA CHIESA
(17.04 GIOVEDI’ SANTO 2003)
CCC. =
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA 1992
ANNO DELL’EUCARISTIA: SUGGERIMENTI E PROPOSTE
Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti (15.10.04)
MANE NOBISCUM DOMINE
Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II (07.10.2004)
IL PRESBITERO, MAESTRO DELLA PAROLA,
MINISTRO DEI SACRAMENTI E GUIDA DELLA COMUNITA’
Congregazione per il Clero (13-15.10.1998)
CITAZIONE DEI DOCUMENTI
NB. * I DOCUMENTI, VERRANNO CITATI
SOLO CON LE SIGLE
INZIALI
QUI PROPOSTE E SOLO POCHI PER ESTESO.
NB. * LE PARTI EVIDENZIATE CON
LA SOTTOLINEATURA CONTINUA,
SEGNALANO
I DOVERI PARTICOLARI CHE HANNO I SACERDOTI,
RIGUARDO
AI FEDELI , NELLA PASTORALE EUCARISTICA.
(1) Questo “lavoro” viene offerto
a quanti che, per “impossibilità” o difficoltà
di ricerca, poco o nulla sanno
delle Leggi della Chiesa, e delle
Norme liturgiche riguardo a Gesù Eucaristia.
Così, con questo piccolo
aiuto, ogni cristiano può conoscere meglio i suoi “Doveri”
verso Dio come “figlio di Dio”
e i suoi “Diritti” che gli vengono come dono dal Cristo,
Capo del corpo che è la Chiesa,
discepola e custode dei Doni Spirituali che ha ricevuto
dal Suo Maestro e Signore. Così
a Dio viene data l’obbedienza e la gloria che gli è dovuta.
(2) Inoltre è un piccolo dono anche per
i Sacerdoti che possono ritrovare unite molte norme
che è facile aver dimenticato,
o travisato, a volte, anche senza malizia,
ma alle quali siamo tenuti per Obbedienza
a Dio, e alla Chiesa Cattolica e Apostolica,
senza correre il rischio di “spadroneggiare”
su Dio e sul Gregge (1Pt.5,3).
PER UNA VISIONE DI INSIEME ECCO I TEMI TRATTATI
- EUCARISTIA SACRIFICIO DI GESU’
- EUCARISTIA, PRESENZA REALE DI GESU’
- REALE PRESENZA DI GESU’ NEI FRAMMENTI
- QUANDO E PERCHE’ FARE LA GENUFLESSIONE O STARE IN GINOCCHIO
DAVANTI A GESU’ E FARE LA GENUFLESSIONE.
GENUFLETTERE DURANTE LA MESSA
ALLA COMUNIONE DEL SACERDOTE CELEBRANTE
ALLA COMUNIONE DEI CONCELEBRANTI
ALLA COMUNIONE DEI FEDELI
- STARE IN GINOCCHIO
- QUANDO FARE LA GENUFLESSIONE A GESU’ NON PRESENTE NEL SS.SACRAMENTO
- GLI INCHINI NELLA LITURGIA (DEL CAPO E DI TUTTO IL
CORPO).
- GESTI E ATTEGGIAMENTI DEL CORPO DURANTE LA MESSA
(STARE IN PIEDI, SEDUTI, IN GINOCCHIO)
- L’OFFERTORIO NELLA LITURGIA EUCARISTICA: RITO DI GESU’
E DELLA CHIESA
- MESSA DI GESU’ E COMUNIONE DEGLI APOSTOLI:
RIVELAZIONE ALLA BEATA CATHARINA EMMERIK
- SOLO CHI E’ IN GRAZIA DI DIO PUO’ FARE LA COMUNIONE: BISOGNA
CONFESSARSI!
- LA FRAZIONE DEL PANE
- LA COMUNIONE LA DEVE DARE IL SACERDOTE
- IL DIRITTO DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA
- PREPARAZIONE ALLA MESSA E RINGRAZIAMENTO
- SILENZIO ORANTE NELLA LITURGIA
- LA COMUNIONE SPIRITUALE
- L’EUCARISTIA NEL DIRITTO CANONICO (PER I FEDELI
E I SACERDOTI)
- AVVERTIMENTI PROFETICI A RIGUARDO DELL’EUCARISTIA
- AVVERTIMENTI PROFETICI A RIGUARDO DELL’ “INSEGNAMENTO”
NELLA CHIESA
EUCARISTIA SACRIFICIO DI GESU’
[ANNO DELL’EUCARISTIA.. N.24 Congregazione Per
il Culto Divino 15.10. 2004]
“L’Eucaristia è il Sacramento del Sacrificio
pasquale di Cristo.
Dall’Incarnazione nel grembo della Vergine, fino all’ultimo
respiro sulla Croce,
la Vita di Gesù è un Olocausto incessante, un perseverante
consegnarsi ai disegni del Padre.
Il Culmine è il Sacrificio di Cristo sul Calvario: “Ogni
volta che il Sacrificio della Croce,
- col quale Cristo, nostro Agnello Pasquale, è stato immolato
(1Cor.5,7),
- viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera
della nostra Redenzione” (L.G.,3).
Questo unico ed eterno Sacrificio viene reso realmente presente
nel Sacramento dell’altare.
In verità, ”il Sacrificio di Cristo e il Sacrificio dell’Eucaristia
sono un unico Sacrificio” (CCC,1367).
[E.DE E. .. N.12-13]
“La Messa è ad un tempo e inseparabilmente il memoriale
del Sacrificio della Croce
e il Sacro Banchetto della comunione al Corpo e al Sangue del Signore”
(CCC.,1382) …
In effetti, “il Sacrificio di Cristo e il Sacrificio dell’Eucaristia
sono un unico Sacrificio” (CCC.1367).
…
In forza del suo intimo rapporto con il Sacrificio del Golgota,
l’Eucaristia è un Sacrificio
in senso proprio e non solo in senso generico,
come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale
ai fedeli.
[M.R. ..N.2]
La natura sacrificale della Messa, solennemente affermata
dal Concilio di Trento,
in armonia con tutta la tradizione della Chiesa, è stata riaffermata
dal Concilio Vaticano II,
che ha pronunziato, a proposito della Messa, queste significative parole:
"Il nostro Salvatore nell’ultima Cena… istituì
il Sacrificio Eucaristico del suo Corpo
e del suo Sangue, al fine di perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno,
il Sacrificio della Croce.
E di affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa, il memoriale
della sua morte e risurrezione”.
[M.R. N.56/H]
“Si desidera vivamente che i fedeli ricevano
il Corpo del Signore
con ostie consacrate nella stessa Messa, e nei casi previsti,
facciano la Comunione al Calice,
perché anche per mezzo dei segni,
la Comunione appaia meglio come partecipazione al Sacrificio
in atto" (E.M. N.31).
EUCARISTIA
PRESENZA REALE DI GESU’
[Anno dell’Eucaristia..
N.26 Congregaz. per il Culto Divino 15.10.2004] [E.M. N.9] [M.R..N.7]
“Nella Celebrazione della Messa sono gradualmente
messi in evidenza i modi principali
della presenza di Cristo nella Chiesa.
E’ presente in primo luogo nell’assemblea stessa dei fedeli
riuniti nel suo Nome;
E’ presente nella Sua Parola, allor che si legge in chiesa la
Scrittura e se ne fa il commento;
E’ presente nella persona del Ministro;
E’ presente infine e soprattutto sotto le Specie Eucaristiche:
una presenza, questa,
assolutamente unica, perché nel Sacramento dell’Eucaristia
vi è il Cristo tutto intero,
Dio e uomo, sostanzialmente e ininterrottamente.
Proprio per questo la presenza di Cristo, sotto le Specie Consacrate
viene chiamata ‘reale’:
“Reale… per antonomasia!”
[M.F.,39].
La Comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo è
- Comunione con il Risorto –
Farmaco di immortalità – Pegno della gloria futura”.
[Mane nobiscum
Domine N.16 Giovanni Paolo II]
“[C’è] un aspetto che più
di tutti mette alla prova la nostra fede:
E’ il mistero della presenza “reale”.
Con tutta la tradizione della Chiesa, noi Crediamo
che, sotto le specie eucaristiche,
è realmente presente Gesù. …
Per questo la fede ci chiede di stare davanti all’Eucaristia con
la consapevolezza
che siamo davanti a Cristo stesso. …
L’Eucaristia è mistero di presenza, per mezzo del quale
si realizza in modo sommo
la promessa di Gesù di restare con noi fino alla fine del mondo”.
[E.DE E. N.16]
“Il Sacrificio Eucaristico è di per sé orientato
all’unione intima di noi fedeli con Cristo
attraverso la Comunione: riceviamo Lui stesso che si è offerto
per noi,
il suo Corpo che Egli ha consegnato per noi sulla Croce,
il suo Sangue che ha “versato per molti (1),
in remissione dei peccati” (Mt.26,28).
Ricordiamo le sue parole: Come il Padre che ha la vita, ha mandato
me e Io vivo per il Padre,
così anche colui che mangia di Me, vivrà per [mezzo
di] Me” (Gv.6.57). …
L’Eucaristia è vero banchetto in cui Cristo si
offre in nutrimento”…
Non si tratta di un alimento metaforico:
"La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda”
(Gv.6,55).
(1)
L’Enciclica del Papa è nella Verità
e parla del Sangue che Gesù ha versato per “MOLTI”
in remissione dei peccati. Come mai nella Formula della Consacrazione
nella Messa
viene detto “TUTTI” che Gesù non ha pronunziato?
Nella Chiesa Cattolica e Apostolica sempre si è stati fedeli
a Gesù nel pronunziare le Sue Parole;
anche perché il Sacerdote celebra in “Persona Christi”
e Cristo non può contraddire se stesso,
perché la Parola dice: “Gesù Cristo è lo
stesso ieri, oggi e sempre!”(Ebr.13.8).
Per questo la Parola ci allerta: “Non lasciatevi sviare da dottrine
diverse e peregrine” (Ebr.13,9).
Nelle Celebrazioni in latino viene detto “PRO MULTIS”,
e il testo originale greco dice “MOLTI”!
Ecco la fedeltà del Papa nel dichiarare
il “ IL SANGUE VERSATO.. PER MOLTI” di Gesù!
La “Redemptionis Sacramentum” del 25.03.04, al N. 10 , ricorda
che nessuno è “sopra” Cristo
e a Lui tutti dobbiamo Obbedienza.
Dice: “La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto
a ciò che è stato stabilito da Cristo
e che costituisce parte immutabile della Liturgia”
(S.C. N.21).
Di certo non occorre dire che la Parola di Dio è “immutabile
ed eterna”! (Sl.111,8; Mt.24,35).
[E. DE E. N.22]
“L’incorporazione a Cristo,…
si rinnova e si consolida con la partecipazione al Sacrificio Eucaristico…
e nella Comunione Sacramentale.
Possiamo dire che non soltanto ciascuno di noi riceve Cristo,
ma anche che Cristo riceve ciascuno di noi.
Egli stringe la sua amicizia con noi: ”Voi siete miei amici” (Gv.15,14).
Noi, anzi, viviamo grazie a Lui: "Colui che mangia di Me
vivrà per [mezzo] di Me”
(Gv.6,57).
Nella Comunione Eucaristica si realizza in modo sublime il “dimorare”
l’uno nell’altro di Cristo e del discepolo: "Rimanete
in Me e Io in voi” (Gv.15,4).
[R. S. .. N.134]
2004 [E.DE E..N.25] [IN.D. N.20]
“Si promuova con impegno la pietà sia pubblica
sia privata verso la Santissima Eucaristia
anche al di fuori della Messa, affinchè dai fedeli sia reso culto
di adorazione a Cristo
realmente presente, il quale è ‘ Sommo Sacerdote dei beni
futuri ’ (Ebr.9,11)
Redentore dell’universo.
“Spetta ai pastori incoraggiare, anche con la testimonianza
personale, il culto Eucaristico,
particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento,
nonché la sosta adorante davanti a Cristo presente sotto le specie
Eucaristiche”.
[Il
Presbitero.. Ministro dei Sacramenti.. N.2]
Il Presbitero [il Sacerdote!] ha la missione di promuovere
il Culto della presenza Eucaristica,
anche fuori della celebrazione della Messa,
impegnandosi a fare della propria chiesa una “casa di preghiera”
cristiana”.
• E’ necessario inanzitutto che i fedeli conoscano con profondità
le condizioni .
• Allo stesso modo è importante favorire la loro devozione
per Cristo
che li aspetta amorosamente nel Tabernacolo.
Un modo semplice ed efficace di fare catechesi eucaristica
è la stessa cura materiale di tutti ciò che si riferisce
alla chiesa e, in particolare all’altare
e al Tabernacolo: pulizie e decoro, dignità dei paramenti e dei
vasi sacri,
cura nella celebrazione delle cerimonie liturgiche, pratica fedele della
genuflessione,ecc.
[La lampada accesa, il conopeo, i fiori, le luci, le
tovaglie pulite…]…(1)
Quel luogo nel quale
si conserva e si adora Cristo Sacramentato,
è certamente il cuore degli edifici sacri, e come tale
dobbiamo cercare di evidenziarne
e agevolarne l’accesso per il più largo arco di tempo quotidiano
possibile (2),
di ordinarlo debitamente, con vero amore.
E’ evidente che tutte queste manifestazioni… saranno possibili
solo a condizione
che il SACERDOTE sia davvero un uomo di orazione e di autentica passione
per l’Eucaristia.
Solo il pastore che prega saprà insegnare a pregare, mentre saprà
anche attrarre
la grazia di Dio su coloro che dipendono dal suo ministero pastorale,
in modo da favorire - conversioni – propositi di vita più
fervente –
vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione.
In definitiva solo il pastore… che fa diventare vita della sua
vita l’amicizia con Cristo,
sarà in condizione di imprimere vero impulso a un'autentica rinnovata
evangelizzazione".
(1) [R.C.E.C.E.
N.11]
La Presenza della
SS. Eucaristia nel tabernacolo venga indicata dal conopeo
o da altro mezzo idoneo
stabilito dall’autorità competente.
Secondo la tradizione,
arda sempre davanti all’altare una lampada a olio
o un cero segno di onore verso
il Signore.[E. M. .. N.57]
[C.D.C. C. 940]
Davanti al Tabernacolo nel quale
si custodisce la Santissima Eucaristia, brilli perennemente
una speciale lampada, mediante la
quale venga indicata e sia onorata la presenza di Cristo.
(2) [E.
M. .. N.51]
“ I pastori
provvedano perché tutte le chiese.. in cui è conservata
la SS. Eucaristia restino aperti,
almeno diverse
ore sia al mattino che la sera, perché i fedeli possano agevolmente
pregare davanti
al SS. Sacramento”.
[R.
S. .. N.135] 2004 [C.D.C. Can. 233]
“Se non vi si oppone
una grave ragione, la chiesa nella quale viene conservata la SS. Eucaristia,
resti aperta ai fedeli
almeno per qualche ora al giorno,
affinchè possano trattenersi
in preghiera dinanzi al SS. Sacramento”.
[Mane nobiscum Domine.. N.18]
" L’Adorazione Eucaristica fuori della Messa,
diventi.. un impegno speciale per le singole
comunità parrocchiali e religiose. Restiamo prostrati a lungo
davanti a Gesù presente nell’Eucaristia,
riparando con la nostra fede e il nostro amore le trascuratezze, le
dimenticanze,
e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante
parti del mondo”.
[R. S. ..N.135]
2004
“I fedeli “durante il giorno non omettano di fare
la visita al Santissimo Sacramento,
in quanto prova di gratitudine, segno d’amore e debito di riconoscenza
a Cristo Signore là presente!” L’adorazione di Gesù
presente nel Santissimo Sacramento,
infatti, in quanto Comunione di desiderio, unisce fortemente il fedele
a Cristo,
come risplende dall’esempio di numerosi Santi ”.
[E. DE E. .. N.25]
“Il culto reso all’Eucaristia fuori della Messa
è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa.
Tale culto è strettamente congiunto con la celebrazione del Sacrificio
Eucaristico.
La presenza di Cristo sotto le Sacre Specie del pane e del vino, -
presenza che perdura fintanto che sussistono le specie del pane e del
vino –
deriva dalla celebrazione del Sacrificio e tende alla comunione Sacramentale
e spirituale. …
E’ bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il
discepolo prediletto (Gv.13,25),
essere toccati dall’amore infinito del suo cuore…
L’Eucaristia è un tesoro inestimabile: non solo il celebrarla,
ma anche il sostare davanti ad Essa
fuori della Messa consente di attingere alla Sorgente stessa della Grazia…
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori scriveva: "Fra tutte
le devozioni, questa di adorare
Gesù sacramentato è la prima dopo i Sacramenti, la più
cara a Dio e la più utile a noi ”.
REALE PRESENZA DI GESU’
NEI FRAMMENTI
[R. S. N. 93 2004]
93. “E’ necessario che si
mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli,
per evitare che la Sacra Ostia o qualche suo frammento cada.
[M. R. N.113 - 237 - 239]
113 “Terminata la distribuzione
della Comunione, il Sacerdote ritorna all’altare
e raccoglie i frammenti, se ce ne fossero… purifica la patena
o la pisside sopra il calice,
purifica poi il calice… e lo asterge con il purificatoio..
238 La purificazione del calice
si fa con acqua e vino, oppure soltanto con acqua,
che poi quello che purifica
beve. La patena si asterge normalmente con il purificatoio.
237 Ogni volta
che qualche frammento di ostia rimane attaccato alle dita,
soprattutto dopo la frazione
o dopo la Comunione dei fedeli, il Sacerdote asterge
le dita sulla patena, oppure,
se necessario, lava le dita stesse.
Così pure raccoglie eventuali
frammenti fuori della patena.
239 Se un’Ostia o una particola scivolasse via,
si raccolga con rispetto; se poi si versasse
qualche goccia del Sangue
del Signore, si lavi il luogo con l’acqua,
e l’acqua si versi
nel sacrario.
[CCC. N.1377]
“La presenza Eucaristica di Cristo ha inizio al momento
della Consacrazione
e continua finchè sussistono le Specie Eucaristiche.
Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie [pane
e vino], e in ciascuna parte;
perciò la frazione del Pane non divide Cristo”.
[R. S. N.120]
I pastori abbiano cura di mantenere costantemente puliti i lini
della mensa sacra,
e in particolare quelli destinati ad accogliere le Sacre Specie,
e di lavarli piuttosto di frequente secondo la prassi tradizionale.
E’ lodevole che l’acqua del primo lavaggio, che va eseguito
a mano, si versi nel sacrario
della chiesa o a terra in un luogo appropriato..
Successivamente, si può effettuare un nuovo lavaggio nel modo
consueto.
QUANDO E PERCHE’
FARE LA GENUFLESSIONE
E STARE IN GINOCCHIO
DAVANTI A GESU’ EUCARISTIA
A GESU’ EUCARISTIA SI DEVE IL CULTO DI LATRIA
[ R.C.E.C.E. AL N. 21]:
“Si deve
insegnare ai fedeli che Gesù Cristo è Signore e Salvatore,
e che A LUI, presente sotto le specie Sacramentali,
E’ DOVUTO LO STESSO CULTO DI LATRIA O DI ADORAZIONE CHE SI DEVE
A DIO”.
“ Tutti i fedeli,
in linea con la pratica tradizionale e costante della Chiesa Cattolica,
nella loro venerazione verso questo Santissimo Sacramento,
rendano ad esso quel culto di latria che è dovuto al vero Dio.
E se Cristo Signore ha istituito questo Sacramento, come nostro cibo,
non per questo ne è sminuito il dovere di adorarlo”. [
R.C.E.C.E. N.3 ]
[R. S. .. N.129]
2004
“Questa conservazione [dell’Eucaristia],
permette anche la pratica di Adorare
questo grande Sacramento e di prestare ad esso il culto di Latria, che
si deve a Dio”.
[ANNO DELL’EUCARISTIA..
N.29 (Congregazione per il Culto Divino…15.10.2004)]
“Lo stare in ginocchio… dice il farci piccoli davanti
all’Altissimo, davanti al Signore.
Il genuflettere davanti all’Eucaristia, come fanno
il Sacerdote e i fedeli,
esprime la fede nella presenza reale del Signore Gesù nel Sacramento
dell’altare.
Riflettendo quaggiù, nei santi segni, la liturgia celebrata nel
Santuario del Cielo,
imitiamo i Vegliardi: “Si prostravano davanti a Colui che vive
nei secoli dei secoli ” (Ap.4,10).
…
Le parole con cui Gesù contraddice le suggestioni idolatriche
del diavolo, nel deserto,
devono trovare riscontro nel nostro parlare, pensare, agire quotidiano:
“Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto” (Mt.4,10).
Il piegare il
ginocchio davanti all’Eucaristia adorando l’Agnello..
ci educa a non prostrarci a idoli costruiti dalle mani dell’uomo
e ci sostiene nell’obbedire
con fedeltà, docilità, venerazione, a Colui che riconosciamo
unico Signore della Chiesa e del mondo.
[Il Presbitero…
Ministro dei Sacramenti… N. 2 Congregazione per il Clero 19.03.1999]
“Un modo semplice ed efficace di fare pastorale liturgica…
è la pratica fedele della Genuflessione…”.
FARE LA GENUFLESSIONE
SI GENUFLETTE:
“Dinanzi
al SS. Sacramento, chiuso nel Tabernacolo o pubblicamente esposto,
si mantenga la veneranda prassi di genuflettere in segno di adorazione.
Questo atto richiede che ad esso sia data un’anima, affinchè
il cuore si pieghi dinanzi a Dio
in profonda riverenza; la genuflessione non sia frettolosa, né
sbadata”. [ IN.D. N.26] (1)
“ Dinanzi al SS. Sacramento, sia chiuso nel Tabernacolo che esposto
alla pubblica adorazione
si genuflette con un solo ginocchio”. [
R.C.E.C.E. N.92 ]
(1) Allora
I FEDELI ENTRANDO IN CHIESA E OGNI QUALVOLTA CHE PASSANO DAVANTI
A GESU’ PRESENTE NEL
TABERNACOLO , anche durante la Messa,
DEVONO FARE LA GENUFLESSIONE,
COME PURE USCENDO DI CHIESA,
E LA GENUFLESSIONE NON DEVE ESSERE
NE’ “ FRETTOLOSA, NE’ SBADATA”!
GENUFLETTERE DURANTE LA MESSA [
M.R. N.233]
Si fanno “tre”
genuflessioni: [da parte del Sacerdote…]
- Dopo la presentazione al popolo dell’Ostia
[alla Consacrazione]
- Dopo la presentazione del calice
- Prima della Comunione
Se nel presbiterio, [ all’altare maggiore]
è presente il SS. Sacramento
- Si genuflette prima della Messa
- Si genuflette dopo la Messa
- Si genuflette tutte le volte che si passa davanti al Tabernacolo
[vale anche per i fedeli!]
ALLA COMUNIONE DEL SACERDOTE CELEBRANTE
[M.R. N.113.114.115]
• Il Sacerdote prende l’ostia, la spezza
sopra la patena e ne mette una particella nel calice…
• Quindi il Sacerdote dice sottovoce la preghiera “Signore
Gesù Cristo…” o “La comunione con il tuo Corpo…”
• Terminata la preghiera, Genuflette, prende
l’Ostia e tenendola alquanto sollevata …
rivolto al popolo dice: Ecco l’Agnello
di Dio…
ALLA COMUNIONE DEI CONCELEBRANTI
COMUNIONE AL CORPO
E SANGUE SEPARATI [ M.R. N.197]
“ I Sacerdoti concelebranti uno dopo l’altro si
accostano all’altare, genuflettono,
prendono con devozione il Corpo di Cristo e, tenendo la mano sinistra
sotto la destra,
ritornano al loro posto. …
COMUNIONE DEL CORPO
E SANGUE SEPARATI [ M.R. N.205]
“ I Sacerdoti Concelebranti, uno dopo l’altro
si portano al centro dell’altare,
genuflettono e si comunicano al Corpo del Signore;
successivamente .. si comunicano al Sangue del Signore”.
COMUNIONE PER INTINZIONE
[ M.R. N.206 ]
“I Sacerdoti concelebranti, uno dopo l’altro,
si accostano all’altare, genuflettono,
prendono l’Ostia, la intingono nel calice e.. si comunicano;
ritornano poi al loro posto”.
ALLA COMUNIONE DEI FEDELI
[IN.D. N.11] [E.
M. N.34]
“La chiesa ha sempre chiesto ai fedeli rispetto e riverenza
verso l’Eucaristia,
nel momento in cui la ricevono.
Quanto al modo di accostarsi alla Comunione, questa può essere
ricevuta dai fedeli sia in ginocchio
che in piedi, secondo le norme stabilite dalla Conferenza Episcopale.
Quando i fedeli ricevono la Comunione in ginocchio,
non è loro richiesto alcun segno di riverenza verso il
SS. Sacramento,
perché lo stesso atto di inginocchiarsi esprime adorazione.
Quando invece
la ricevono in piedi, accostandosi all’altare processionalmete,
facciano un atto di riverenza (1)
prima di ricevere il Sacramento, nel luogo e nel modo
adatto,
purchè non sia turbato l’avvicendamento dei fedeli”
NB.(1)
Come vedi, giustamente viene richiesto l’atto
di “riverenza”, anche quando si va a ricevere
la Comunione
in piedi, in processione. Questa “riverenza”
richiesta per l’Eucaristia, è solo la
genuflessione,
dovendo dare a Gesù , nel SS. Sacramento, l’atto di adorazione
e di latria come a Dio.
Nell’atto di “riverenza” il Messale
stesso esclude che possa essere l’inchino,
perché non viene contemplato al N.234 l’inchino per l’Eucaristia
(come puoi vedere più avanti!),
anzi viene sempre e solo richiesta la genuflessione.
Lo conferma anche l’atto di fede che facciamo a Gesù al
momento della Comunione.
Il Sacerdote ci dice: IL CORPO DI CRISTO!
E noi lo riconosciamo nostro Dio dicendo: AMEN!
Ora dobbiamo costatare che ancora non è stato “detto”
come, quando e dove, cioè “ nel luogo e modo adatto”,
va fatto questo atto di riverenza al nostro Re Eucaristico, cioè
la genuflessione,
[ e dire che di anni ne sono passati ormai Venticinque, essendo il Documento
datato nell’Aprile del 1980.]
Aveva detto Gesù: “date a Dio quello che è di Dio!”.
Come aspetta con ansia che venga rispettato il suo diritto!
Dobbiamo ricordare che quando violiamo i Diritti di Dio, lo offendiamo
e così commettiamo peccato.
E dov’è allora l’onore, la lode e la gloria che gli
dobbiamo, se siamo disobbedienti?
I fedeli senza “guida”, non fanno alcuna riverenza e così
non è adorato il nostro “Dio in terra”, Gesù
Eucaristico!
Chiediamo che la norma della chiesa abbia chiare indicazioni per guidare
Sacerdoti e fedeli a ‘trattare’
Gesù, Figlio di Dio, come Dio; che venga cioè adorato
con la genuflessione.
Siano felici i pastori d’anime se alcuni dei loro fedeli già
fanno la genuflessione!
Gli ‘anormali’ non sono loro, ma chi non osserva e non fa
osservare la regola della Chiesa,
cioè di premettere alla Comunione, l’atto
di riverenza, cioè la genuflessione.
Vanno rispettati e incoraggiati coloro che, ‘senza disturbare
l’avvicendamento dei fedeli’,
compiono questo doveroso atto di adorazione e di amore al Re dei Re.
La [R.S. N.90] del 2004 ‘sembra
sollecitare’ ancora la “debita riverenza al Sacramento”.
“ I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito
dalla Conferenza dei Vescovi”
“ Quando si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima
di ricevere il Sacramento,
facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme”.
E al n.91
dice:
“Nella distribuzione della Santa Comunione è da
ricordare che “ i Ministri sacri non possono
negare i Sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti
nel debito modo
e non abbiano dal Diritto la proibizione di riceverli ”
(Can. 843; Can. 815).
Pertanto ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal
diritto, deve essere ammesso
alla Sacra Comunione. Non è lecito quindi negare ad un fedele
la S. Comunione, per la semplice ragione,
ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio
oppure in piedi”.
STARE IN GINOCCHIO (Nella Messa)
NEL DOCUMENTO
[ M.R. AL N.21] - DOCUMENTO [C.E.I.P. PAG.IXL
N. 1]
1. “Si inginocchiano alla Consacrazione..
- In ginocchio.. dall’inizio dell’epiclesi (gesto
dell’imposizione delle mani),
fino all’elevazione del calice inclusa.
2. SI PUO’ STARE IN
GINOCCHIO: [ DOCUMENTO [C.E.I.P. N. 1]
“Fatta la Comunione, si potrà stare in ginocchio
(o seduti ) fino all’orazione
dopo la Comunione”.
QUANDO FARE
LA GENUFLESSIONE A GESU’
NON PRESENTE NEL SS. SACRAMENTO
1.
[M.R. Pag.152 n.17]
Il Venerdì Santo.
Alla Ostensione della Croce al popolo, “Chi porta la Croce..
ogni volta innalza la Croce
invitando i presenti all’adorazione con le parole ECCO IL LEGNO
DELLA CROCE
e tutti rispondono: VENITE ADORIAMO. Dopo ogni risposta, tutti si inginocchiano
e fanno una breve adorazione in silenzio.
2. Ci si inginocchia
alle parole “E PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO SI E’
INCARNATO NEL SENO DELLA VERGINE MARIA E SI E’ FATTO UOMO”,
il giorno di NATALE (25 Dicembre)[M.R.
Pag.38]
e nella festa dell’ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
(25 Marzo)[M.R. Pag.490].
GLI INCHINI NELLA LITURGIA
Vi sono due specie
di inchino: del capo e del corpo. [M.R. N.234]
Inchino del capo: Si fa quando
• vengono nominate insieme le Tre Divine Persone
• al Nome di Gesù
• al Nome della Beata Vergine Maria
• al Nome del Santo in onore del quale si celebra la Messa
• alla benedizione del Sacerdote alla fine della Messa
(Il Diacono dice: “Chinate il capo per la benedizione!”)
L’Inchino di tutto il corpo, o inchino profondo si fa:
• all’Altare,
se non vi è il Tabernacolo col SS. Sacramento
• nel Credo alle parole: “E per opera dello Spirito Santo
si è incarnato…
Per i Sacerdoti alle preghiere:
• Purifica il mio cuore e le mie labbra perché
possa annunciare degnamente.. (Prima del V.)
• Umili e pentiti accoglici Signore…(Dopo
l’offerta del pane e del vino)
• Nel Canone Romano alle parole: Ti supplichiamo Dio Onnipotente…
• Per i Concelebranti [M.R. n.174]
: “Alla presentazione al popolo dell’ostia consacrata
e del calice,
i Sacerdoti Concelebranti sollevano lo sguardo verso di essi e poi si
inchinano profondamente.
GESTI E ATTEGGIAMENTI DEL CORPO
DURANTE LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
[C.E.I. Precisazioni al M.R. pag. XLIX N. 1] [M. R. N.21 PAG. XXII]
La C.E.I. fa proprio quanto
indicato in “Principi e norme per l’uso del Messale Romano”
e cioè:
- IN PIEDI
Dal canto dell’ingresso fino alla colletta [la
preghiera di inizio] compresa.
- SEDUTI
Durante la prima e seconda Lettura e il Salmo responsoriale.
-
IN PIEDI
Dall’acclamazione al Vangelo alla fine del Vangelo.
- SEDUTI
Durante l’Omelia e il breve silenzio che segue.
- IN PIEDI
Dall’inizio del Credo fino alla conclusione della Preghiera dei
fedeli.
- SEDUTI
Durante tutto il rito della Presentazione dei doni.
- IN PIEDI
Dall’Orazione sulle offerte fino all’epiclesi
( gesto dell’imposizione delle mani sulle offerte
) esclusa.
- IN GINOCCHIO
Dal gesto dell’imposizione delle mani fino all’elevazione
del calice inclusa.
- IN PIEDI
Da ‘Mistero della fede’ fino alla Comunione inclusa.
- FATTA LA CUMUNIONE
Si potrà stare in ginocchio o seduti fino all’orazione
dopo la Comunione.
- IN PIEDI
Dall’Orazione dopo la Comunione sino alla fine.
L’OFFERTORIO
NELLA LITURGIA EUCARISTICA
RITO DIVINO DI GESU’ E DELLA CHIESA
Riti di offertorio di Gesù: il rito Divino (1)
“Gesù
prese il pane, disse la benedizione…” (Mc.14,22)
“Poi prese un calice e rese grazie…”
(Mc.14,23)
“Gesù prese il pane, pronunziò la preghiera
di benedizione…” (Mt.26,26)
“Quindi prese un calice, rese grazie…”
(Mt.26,27)
“Gesù prese il pane e rese grazie…”
(Lc.22,19)
“Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice…"
(Lc.22,20)
“Nella notte in cui fu tradito, il Signore Gesù
prese il pane,
fece la preghiera di ringraziamento, spezzò il pane…"
(1Cor.11,23-24)
[Da ricordare: IL RITO DIVINO NON PUO’
MAI ESSERE CAMBIATO! R.S. N.10 ]
Riti di offertorio della chiesa
(1)
[M.R. NN.102.103]
“All’altare il Sacerdote riceve.. la patena con
il pane, e tenendola con entrambe le mani
un po’ sollevata sull’altare, recita la formula prescritta
[che è: “Benedetto sei Tu Signore Dio dell’universo,
dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane… lo presentiamo
a Te perché diventi per noi cibo di vita eterna”.]
“Poi, stando al lato dell’altare, riceve l’ampollina
e versa il vino e un po’ di acqua nel calice,
dicendo sottovoce la formula prescritta.
Ritornato al centro dell’altare, prende il calice tenendolo un
po’ sollevato con entrambe le mani,
dice la formula prescritta [che è: “Benedetto
sei Tu Signore Dio dell’universo, dalla tua bontà abbiamo
ricevuto questo vino… lo presentiamo a Te perché diventi
per noi bevanda di salvezza". ]
(1) Come vediamo, sono due ‘offerte’
distinte prima del pane e poi del vino,
sia nel rito di Gesù, che della chiesa!
Allora è abuso e disobbedienza il ‘falso
rito’ di fare l’offerta del pane e del vino ‘contemporaneamente’,
e peggio ancora, senza le parole di offerta e rendimento
di grazie prescritte,
sostituendole con un “canto” fatto dal
popolo. Il Sacerdote celebra in “Persona Christi”
e nulla deve cambiare, lui deve fare quello che ha
fatto Gesù!
BEATA
ANNA CATHARINA EMMERICK
LA MESSA DI GESU’ “IL RITO DIVINO”
E LA COMUNIONE DEGLI APOSTOLI NELL’ULTIMA CENA
Anna Catharina Emmerik
è stata beatificata il 3 ottobre 2004.
La Beata Anna Katharina Emmerick, ha gridato "la dolorosa passione
di nostro Signore Gesù Cristo"
e l'ha vissuta sul suo corpo. È opera della grazia divina il
fatto che la figlia di poveri contadini,
che con tenacia ricercò la vicinanza di Dio, sia divenuta la
nota "Mistica del Land di Münster".
La sua povertà materiale si contrappone a una ricca vita interiore.
Così come la pazienza nel sopportare la debolezza fisica ci impressiona
anche la forza caratteriale
della nuova Beata e la sua stabilità nella fede.
Ella traeva questa forza dalla Santissima Eucaristia.
Il suo esempio ha dischiuso i cuori di poveri e di ricchi, di persone
semplici ed istruite
alla dedizione amorosa a Gesù Cristo.
Ancora oggi trasmette a tutti il messaggio salvifico:
Attraverso le ferite di Cristo siamo salvati (cfr1
Pt 2, 24).
Istituzione dell'Eucaristia.
Un antico rito d'accoglienza
" Il pane che Io darò è la Mia carne per la vita
del mondo" (Giovanni 6,51).
“Dopo la lavanda
dei piedi, il maestro di mensa, eseguendo l'ordine del Signore,
coprì la tavola con un panno su cui distese una tovaglia
rossa, sopra ne mise una bianca traforata
e quindi vi posò due anfore, una colma d'acqua
e l'altra di vino.
Pietro e Giovanni presero la borsa contenente il calice
di Serafia e la posero sulla tavola davanti a Gesù.
Quasi mi sembrò che avessero trasportato un tabernacolo. Sulla
tavola vidi anche un piatto ovale
con tre pani azzimi, bianchi e sottili, striati a righe
regolari.
Leggermente incisi da Gesù, essi erano stati coperti e posti
accanto al resto del pane del banchetto pasquale.
Vidi anche due vasetti, uno d'acqua e l'altro di vino, e tre
piccoli contenitori, uno vuoto,
uno contenente olio grasso e l'altro olio liquido.
Compresi che Gesù stava per istituire il Santo Sacramento dell'Eucaristia,
prendendo spunto da un antico rito simbolico di amore fraterno.
Più tardi, fra i
numerosi capi d'accusa, il Signore fu imputato dinanzi a Caifa di eresia
per aver introdotto un nuovo rituale nelle celebrazioni pasquali. Ma
Nicodemo, con le Scritture alla mano,
provò che dividere il pane e bere allo stesso calice faceva parte
di un'antica cerimonia d'accoglienza.
Era un segno d'amore e di massimo riguardo verso gli ospiti;
infatti la cerimonia, in uso nella tradizione giudaica, aveva luogo
all'arrivo e alla partenza di questi ultimi.
Il posto del Signore a tavola
era fra Giovanni e Pietro.
Le porte erano state ben chiuse e l'atmosfera si fece intima e solenne;
allora Gesù disse agli apostoli:
« Ho ardentemente desiderato di mangiare questa Pasqua
con voi prima di soffrire...».
Tolto il velo dal calice, il Signore pregò e parlò solennemente,
spiegando il significato
e lo svolgimento della celebrazione.
Poi benedisse il pane e gli oli ed elevò al cielo
la patena con i pani azzimi,
quale sublime offerta al Padre Celeste.
Deposta la patena sull'altare, la ricoprì e prese il calice,
nel quale Pietro versò il vino e Giovanni l'acqua,
indi Gesù Io benedisse aggiungendovi dell'acqua con il cucchiaino.
Con indicibile amore, donando tutto se stesso, il Signore
pregò
e sollevò il calice per istituire il Santissimo Sacramento.
Subito dopo, deposto il calice sull'altare, Gesù spezzò
il pane che aveva segnato,
pregò e mise i pezzettini sulla patena, lasciandone cadere uno
nel calice.
Nello stesso istante vidi
la Santa Vergine che riceveva spiritualmente il Sacramento.
Il Signore mi apparve trasfigurato, pregò e parlò di nuovo.
Mi parve che ogni parola da lui pronunciata penetrasse come un fuoco
spirituale nel cuore degli apostoli.
Li vidi tutti estasiati nell'udire le parole del suo insegnamento, eccetto
l'Iscariota.
Gesù prese la patena con i frammenti del pane e pronunziò
le parole della consacrazione:
" Prendete e mangiate: questo è il mio corpo che dono a
voi ".
Quando mise il
pane sulla lingua degli apostoli (1),
che si avvicinavano a due a due,
vidi il volto di Giuda oscurarsi.
Egli era stato il terzo a prendere il corpo di Cristo.
Il Signore, posandogli il bocconcino sulla lingua, gli aveva sussurrato:
«Fai presto ciò che vuoi fare! »
Ogni cosa era circonfusa
di luce, il pane scese nella bocca degli apostoli
come un bocconcino luminoso, riempiendoli di gioia.
Solo Giuda restava nella sala come un'ombra oscura e torbida.
Mentre Gesù proferiva le parole della consacrazione e Giovanni
versava il sangue divino nelle sei coppe,
una per ogni coppia di apostoli, il traditore uscì dal cenacolo
e corse via.
Vidi tre demoni che lo guidavano.”
(1) Nelle
PAROLE DI CIELO, la Mamma Santissima ha detto il 31 Maggio 2003:
“ Quel Pane spezzato non
fu dato in mano, ma appoggiato alla bocca di ognuno degli Apostoli !…”
E Gesù vuole che noi facciamo come
ha fatto Lui!
Alla sera di Pasqua il 20 Aprile 2003 così
‘chiede’ e comanda:
“Non voglio che mani non consacrate
mi prendano! – e prosegue –
L’Eucaristia distribuitela in
bocca e non preoccupatevi di quello che sarà”.
Gesù :
"Le Mie Regole non sono cambiate.
I Miei insegnamenti sono sempre gli stessi,
da duemila anni or sono, sono sempre uguali".
(P*02.02.02)
SOLO
CHI
E’ IN GRAZIA DI DIO
PUO’ FARE LA COMUNIONE
“La Confessione prima della Comunione”
[R. S. N.80 2004]
“L’Eucaristia sia proposta ai fedeli anche “come
antidoto che ci libera dalle colpe quotidiane
e ci preserva dai peccati mortali”. (CCC.
NN.1393 – 1394 – 1395).
[ R.S. N.81 2004] [ Diritto Canonico can.916.][E. M. N.35]
“La consuetudine della Chiesa afferma..
la necessità che ognuno esamini molto a fondo se stesso [Cf.
1Cor.11,28], affinchè:
[C.D.C. Can.
916 ] COLUI
CHE E’ CONSAPEVOLE DI ESSERE IN PECCATO GRAVE,
NON CELEBRI LA MESSA NE’ COMUNICHI AL CORPO DEL SIGNORE
SENZA PREMETTERE LA CONFESSIONE SACRAMENTALE,
a meno che non vi sia una ragione grave e manchi l’opportunità
di confessarsi;
nel qual caso si ricordi che E’ TENUTO A PORRE UN ATTO DI CONTRIZIONE
PERFETTA,
CHE INCLUDE IL PROPOSITO DI CONFESSARSI QUANTO PRIMA.
[R.S. N.80 2004]
“L’ATTO PENITENZIALE collocato all’inizio
della Messa…
è “privo dell’efficacia del Sacramento della
Penitenza” [M.R. N.51]
e per quanto concerne la remissione dei peccati gravi,
non si può ritenere un sostituto del Sacramento della Penitenza.
I pastori di anime curino con diligenza l’istruzione
catechetica,
in modo che ai fedeli sia trasmesso l’insegnamento cristiano a
questo riguardo”.
[R.S. N.83 2004]
“Talora avviene che i fedeli si accostino alla Sacra Mensa
in massa e senza il necessario discernimento.
E’ compito dei Pastori correggere con prudenza e fermezza tale
abuso”.
[Il Presbitero… Ministro dei Sacramenti…
Congregazione per il Clero N.2]
“Bisogna anche ricordare [ai
fedeli] il grave dovere di ricevere sempre il Corpo
di Cristo
con le dovute condizioni spirituali e corporali, e quindi premettendo
la Confessione Sacramentale individuale,
se si ha coscienza di non essere in stato di grazia.
[R.S. N.87 2004]
“ SI PREMETTA SEMPRE ALLA PRIMA COMUNIONE DEI BAMBINI,
LA CONFESSIONE SACRAMENTALE E L’ASSOLUZIONE”.
[C.D.C. can. 914]
“I FANCIULLI
che hanno raggiunto l’uso di ragione, SIANO
DEBITAMENTE PREPARATI
e quanto prima, PREMESSA LA CONFESSIONE SACRAMENTALE,
alimentati di questo divino cibo…”.
[R.S. N.86 2004]
[E. M. N.35]
“I fedeli siano accortamente guidati alla pratica di accedere
al Sacramento della Penitenza al di
fuori della celebrazione della Messa… di modo che la sua amministrazione
si svolga con tranquillità
e a loro effettivo giovamento, senza che siano impediti da una attiva
partecipazione alla Messa”.
LA FRAZIONE DEL PANE
Dopo il “segno
di pace” segue la frazione del Pane.
[M.R. N.113.]
Il Sacerdote prende l’ostia, la spezza (1)
sopra la patena e ne mette una particella nel calice…
[M.R. N.56/c]
“Il gesto della frazione del pane, compiuto da Cristo
nell’ultima Cena, sin dal tempo apostolico
ha dato il nome a tutta l’azione eucaristica. Questo rito non
ha soltanto una ragione pratica,
ma significa che noi, pur essendo molti, diventiamo un solo corpo nella
Comunione
a un solo pane di vita, che è Cristo (1Cor.10,17)”.
Intanto si recita o si canta l’Agnello di Dio.
[C.E.I. Precisazioni n.7]
Perché il segno della partecipazione “all’unico
pane spezzato” abbia chiara evidenza è bene
compiere il gesto della “frazione del pane” in modo veramente
espressivo e visibile a tutti.
Conviene quindi che il pane azzimo, confezionato nella forma tradizionale,
sia fatto in modo che il Sacerdote possa davvero spezzare l’Ostia
in più parti da distribuire almeno ad alcuni fedeli.
(1)
Come vediamo, le Norme del Messale ci dicono che l’Ostia
si spezza
in questo momento della messa e
non alla ‘Consacrazione’.
Ne dà fede l’ultimo
documento della Congregazione per il il Culto Divino che dice espressamente,
richiamando l’abuso:
[R.S. N.55]
“In alcuni luoghi è
invalso l’abuso per cui il Sacerdote spezza l’ostia al momento
della Consacrazione
durante la celebrazione della Santa Messa.
Tale abuso si compie però contro la tradizione
della Chiesa e va riprovato e urgentemente corretto”.
LA COMUNIONE
LA DEVE DARE IL SACERDOTE
“GESU’
PRESE IL PANE E LO DIEDE LORO”
Rito Divino fatto da Gesù stesso.
MARCO
“Mentre mangiavano prese il pane, disse la Benedizione,
lo spezzò e lo diede loro…" (Mc.14,22)
“Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro…"
(Mc.14,23)
MATTEO
“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane, pronunziò
la preghiera di benedizione, lo spezzò,
lo diede ai suoi discepoli…" (Mt.26,26).
“Quindi prese un calice, rese grazie e lo diede loro…"
(Mt.26,27)
LUCA
“Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo
diede loro…" (Lc.22,19) (1)
Regola della Chiesa
[Concilio di Trento
Sess.XIII “De Eucharistia”, c .8]
“L’USO CHE SOLO IL SACERDOTE DIA LA COMUNIONE
CON LE SUE MANI CONSACRATE E’ TRADIZIONE APOSTOLICA”.
[S. Tommaso d’Aquino
Dottore della Chiesa, Cantore dell’Eucaristia]
“IL CORPO DI CRISTO APPARTIENE AI SACERDOTI..
ESSO NON SIA TOCCATO DA NESSUNO CHE NON SIA CONSACRATO,
nessun’altra persona ha diritto di toccarlo, eccetto in casi di
estrema necessità”.
[R.S. N.88] 2004
[E. M. N.31]
“Spetta al Sacerdote celebrante, eventualmente coadiuvato
da altri Sacerdoti o da Diaconi,
distribuire la Comunione… Soltanto laddove la
necessità lo richieda, i ministri straordinari possono,
a norma del diritto, aiutare il Sacerdote celebrante”.
[IN. D. N.10]
“E’ quindi da riprovare l’atteggiamento di
quei Sacerdoti che, pur presenti alla celebrazione,
si astengono dal distribuire la Comunione, lasciandone il compito ai
laici”.
[R. S. N.157] 2004
“Se è di solito presente un numero di ministri
sacri sufficiente
anche alla distribuzione della Santa Comunione, non si possono deputare
a questo compito i ministri straordinari della Comunione.
In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero,
non lo esercitino.
E’ riprovevole la prassi di quei Sacerdoti che, benchè
presenti alla celebrazione,
si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale
compito i laici”.
[R. S. N.158.160] 2004 [IN. D. N.10]
“Il ministro straordinario della Santa Comunione, infatti,
potrà amministrare
la Comunione SOLTANTO :
• Quando mancano il Sacerdote o il Diacono
• Quando il Sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia,
o altro serio motivo,
• Quando il numero dei fedeli che accedono alla Comunione è
tanto grande che la celebrazione
stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo.
• Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata
motivazione
del tutto insufficiente un breve prolungamento…”.
[IN.D. N.9 03.04.1980]
La Comunione Eucaristica.
“La Comunione è un dono del Signore, che viene dato ai
fedeli per mezzo del ministro a ciò deputato.
Non è ammesso che i fedeli prendano essi stessi il Pane Consacrato
e il Sacro Calice,
e tanto meno che li facciano passare dall’uno all’altro”.
(1)
[R.S. N.94 25.03.
2004]
“Non è consentito ai fedeli di “prendere
da sé e tanto meno passarsi tra loro di mano in mano”
la Sacra Ostia o il Sacro Calice.
In merito, inoltre, va rimosso l’abuso che gli Sposi durante la
Messa nuziale
si distribuiscano in modo reciproco la S. Comunione”.
[R.S. N.104 25.03. 2004]
“Non si permetta al comunicando di intingere
da sé l’Ostia nel Calice,
né di ricevere in mano l’Ostia intinta”.
(1) Questo,
di fare self-service al momento della Comunione del Pane Consacrato,
è un gravissimo
abuso e grave oltraggio al Salvatore, contravvenendo apertamente
al Rito Divino di Gesù
e della Sua Chiesa Apostolica.
Gravissima poi è la
responsabilità del Sacerdote quando lo impone ai fedeli.
Questa profanazione e “disprezzo”
dura già da 25 anni in molte comunità religiose e parrocchiali,
nei gruppi, negli esercizi
spirituali, ritiri… L’ultimo Documento sull’Eucaristia
(qui sopra riportato),
ancora richiama questo abuso, ma
molti ancora continuano noncuranti “gli oltraggi”…
No, fratelli, non offendiamo più
Gesù!…
LA REGOLA DIVINA NON PUO’
MAI ESSERE CAMBIATA DA NESSUNO! (R.S. N.10)
Il Sacerdote celebra in Persona
Christi, e come potrà fare diversamente
da come ha fatto Gesù? Di
quel “Gesù, che è lo stesso ieri, oggi e sempre!”?
(Ebr.13,8).
LE MANI DEL SACERDOTE
[Dall’opera
della Triade d’Amore: Catechesi “difendiamo Gesù
Eucaristia]
“I Sacerdoti, attraverso il Sacramento dell’Ordine Sacro
hanno l'Unzione Spirituale dello Spirito Santo,
che spesso devono ravvivare come dice S. Paolo a Timoteo:
"Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in
te per l'imposizione delle mie mani" (2Tm.1,6).
E Gesù stesso, in un accorato appello ai suoi sacerdoti, questo
invita a fare (P*03.05.03):
“Figli miei, ...Consacratevi di nuovo,
rinnovate la Consacrazione!”.
Ma questo ancora non basta al Sacerdote "peccatore".
Dopo l’Unzione Spirituale che dona lo Spirito Santo con
l’imposizione delle mani del Vescovo,
il SACERDOTE RICEVE ANCHE L'UNZIONE CON IL SACRO CRISMA SULLE SUE MANI,
che così, saranno atte all’Ufficio Sacerdotale, e le due
unzioni faranno della "fragile"
creatura del Sacerdote, un “altro Cristo”, pronto a fare
quello che ha fatto Gesù.
NELL’OPERA DELLA TRIADE D’AMORE la Mamma SS. dice (31.05.03):
“Donatevi figli, donatevi senza remore, senza vincoli
ufficiali; siate semplici figli desiderosi
di ascoltare il Padre. Far rivalutare il Figlio vi chiede…fate
petizioni come fedeli figli cristiani,
chiedete che la Santa Eucaristia venga degnamente consumata come in
origine
e non come fanno adesso!”.
E Gesù, il Capo del Corpo che è la Chiesa dice ai Sacerdoti
(P*24.04.03):
“L’Eucaristia VA PRESA SOLO DALLE MANI DEL SACERDOTE
– NON VOGLIO CHE MANI NON CONSACRATE MI PRENDANO
– DISTRIBUITELA IN BOCCA!.. Io sono con voi.. combatteremo insieme..
non preoccupatevi! Rimanete sereni mentre obbedite alla Mia Volontà!”.
IL DIRITTO
DI RICEVERE LA COMUNIONE IN BOCCA
[R. C. E C. E. N.21]
“Nel distribuire la S. Comunione si conservi la consuetudine
di deporre la particola
del Pane Consacrato sulla lingua dei comunicandi,
consuetudine che poggia su una tradizione plurisecolare”.
[R. S. N.92 - 93 2004]
92. “Ogni fedele [ha] sempre il diritto di ricevere, a
sua scelta, la Comunione in bocca…".
93. “E’ necessario che si mantenga l’uso del
piattino per la Comunione dei fedeli,
per evitare che la Sacra Ostia o qualche suo frammento cada".
PREPARAZIONE ALLA MESSA E RINGRAZIAMENTO
C. 909 IL
SACERDOTE NON OMETTA DI PREPARARSI DILIGENTEMENTE
CON LA PREGHIERA ALLA CELEBRAZIONE DEL SACRIFICIO EUCARISTICO,
E, DOPO AVERLO TERMINATO, DI RENDERNE GRAZIE A DIO.
[Il Presbitero…
Ministro dei Sacramenti… N.2 Congregazione per il Clero 1999]
“ L’esemplarità del Sacerdote Celebrante
è fondamentale:
• Celebrare bene costituisce una prima importante catechesi
sul Santo Sacrificio. …
• E’ importante che i fedeli lo vedano prepararsi in raccoglimento
per celebrare il Santo Sacrificio,
che siano testimoni dell’amore e della devozione che egli
pone nella celebrazione.
• E che possano imparare da lui a trattenersi per il ringraziamento
per un certo tempo dopo la Comunione”. (1)
[IN. D. N.17]
“Si raccomandi ai fedeli di non tralasciare, dopo la
Comunione, un giusto e doveroso ringraziamento,
sia nella celebrazione stessa con un tempo di silenzio,… sia dopo
la celebrazione,
rimanendo possibilmente in orazione per un congruo spazio di tempo”.
(1) Un testimone
del Curato d’Ars (Mar Joulin) così testimoniò:
“Il Curato fa una preparazione alla Messa di una ventina
di minuti, in ginocchio, davanti all’altare.
Celebra senza attardarsi e fa poi un lungo ringraziamento, quasi mezzora.
Non bisogna disturbarlo: egli resiste a chiunque voglia attrarre la
sua attenzione,
anche se arriva a tirarlo per l’orlo della cotta”
E Mons.Renè Fourrey, così testimoniava:
“Il suo modo di celebrare la Messa, lasciava sempre più
sconvolti i presenti.
Faceva la sua preparazione in ginocchio sul pavimento del coro,
immobile, con le mani giunte, gli occhi fissi al Tabernacolo. Niente
allora poteva distrarlo.
A volte lo vedevano piangere, altre volte sorridere.
Mi piaceva guardarlo al momento della Consacrazione e della Comunione:
dopo il ‘Domine non sum dignus’
[Signore non son degno], restava un momento in adorazione,
nell’atteggiamento di una persona che stia conversando con un’altra;
sorrideva e piangeva, con gli occhi fissi sull’Ostia Santa”.
Il Curato diceva:
“Come è da compiangere un Prete quando dice Messa
come una cosa ordinaria!
Come è sventurato un Prete senza interiorità!”.
E ancora diceva: “La causa del rilassamento del Sacerdote
è che non fa attenzione alla Messa”.
SILENZIO ORANTE NELLA LITURGIA
[M.R. N. 23]
Si deve anche osservare, a suo tempo, il Sacri Silenzio,
come parte della celebrazione.
La sua natura dipende dal momento in cui ha luogo nelle singole Celebrazioni.
Così:
- Durante l’atto Penitenziale e dopo l’invito alla
preghiera [ Il Sacerdote dice: Preghiamo!],
Il silenzio aiuta il Raccoglimento.
[32] Poi il Sacerdote invita il popolo
a pregare; e tutti insieme con il Sacerdote stanno per qualche momento
in silenzio per prendere
coscienza di essere alla presenza di Dio e per poter formulare
nel proprio cuore la preghiera
personale.
- Dopo la Lettura o l’Omelia, è un richiamo a meditare
brevemente ciò che si è ascoltato;
- Dopo “l’Agnello di Dio.. Dona a noi la pace”,
il Celebrante si prepara alla Comunione
con una preghiera silenziosa a ricevere con frutto il Corpo
e il Sangue di Cristo.
Lo stesso fanno i fedeli pregando in silenzio. [M.R.
N.56/f]
- Dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di ringraziamento.
LA COMUNIONE SPIRITUALE
[E. DE E. N.34]
“Nel mistero della [comunione]… conseguiamo Dio
e Dio si congiunge a noi con l’unione più perfetta”.
Proprio per questo è opportuno coltivare nell’animo
il costante desiderio del Sacramento Eucaristico.
E’ nata di qui la pratica della “comunione spirituale”,
felicemente invalsa da secoli nella Chiesa
e raccomandata da Santi maestri di vita spirituale. Santa Teresa di
Gesù scriveva:
“Quando non vi comunicate e non partecipate alla Messa, potete
comunicarvi spiritualmente,
la qual cosa è assai vantaggiosa… Così in voi si
imprime molto dell’amore di nostro Signore”. (1)
(1) La vera pietà e un
cuore pieno di fede in Gesù Eucaristia, così prega:
“Mio Dio credo che Tu sei realmente presente
nel Santissimo Sacramento, Ti amo sopra ogni cosa
e Ti desidero nell’anima mia, e poiché ora non posso riceverti
sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore… E come già venuto
io Ti abbraccio
e tutto mi unisco a Te, non permettere che io mi abbia mai a separare
da Te”.
PER IL SACERDOTE
[R.S. N. 30. 31. 32]
30. Grande è la responsabilità “che hanno
nella Celebrazione Eucaristica soprattutto i Sacerdoti,
ai quali compete di presiederla in persona
Christi”…
31. In coerenza con quanto da loro promesso nel Rito della
Sacra Ordinazione
e rinnovato di anno in anno nel corso della Messa Crismale, i Sacerdoti
celebrino
“devotamente e con fede i Misteri di Cristo a lode di Dio
e santificazione del Popolo Cristiano,
secondo la tradizione della Chiesa, specialmente nel Sacrificio dell’Eucaristia
e nel sacramento della Riconciliazione”. Non svuotino il
significato profondo del proprio ministero,
deformando la celebrazione liturgica con cambiamenti, riduzioni o aggiunte
arbitrarie. ..
Si badi, quindi, che la Chiesa di Dio non riceva offesa da parte
dei Sacerdoti!…
32. Il Parroco faccia in modo che la Santissima Eucaristia
sia il centro dell’assemblea parrocchiale
dei fedeli, si adoperi perché i fedeli si nutrano mediante la
celebrazione devota dei Sacramenti
e in special modo perché si accostino frequentemente al Sacramento
della Santissima Eucaristia
e della Penitenza; si impegni inoltre a fare in modo che i fedeli siano
formati alla preghiera,
da praticare anche nella famiglia. … [C.D.C.
N.528 § 2].
115. "Va riprovato l’abuso di sospendere in modo
arbitrario la celebrazione della S. Messa
per il popolo, … con
il pretesto di promuovere “il digiuno eucaristico”.
72. Conviene che “ciascuno dia la pace soltanto a coloro
che gli stanno più vicino, in modo sobrio”.
Il Sacerdote può dare la
pace ai ministri, rimanendo tuttavia sempre nel presbiterio. …
133. Il Sacerdote o il Diacono o il ministro straordinario
(solo in assenza o sotto impedimento del
ministro
ordinario), trasporta la SS. Eucaristia per amministrare
la Comunione ad un malato,
si rechi dal luogo in cui
il Sacramento è conservato fino al domicilio del malato,
lungo un tragitto possibilmente
diretto e tralasciando ogni altra occupazione, in modo da evitare
qualsiasi rischio di profanazione e riservare
la massima riverenza al Corpo di Cristo.
[Mane nobiscum Domine N.18]
Occorre, in particolare, coltivare, sia nella celebrazione della
Messa che nel culto Eucaristico
fuori della Messa, la viva consapevolezza della presenza reale di
Cristo,
avendo cura di testimoniarla con il tono della voce, con i gesti, con
i movimenti,
con tutto l’insieme del comportamento. … E’ necessario..
che tutto il modo di trattare l’Eucaristia
da parte dei ministri e dei fedeli sia improntato ad un estremo rispetto.
L’EUCARISTIA
NEL DIRITTO CANONICO
C. 899 . § 1 LA CELEBRAZIONE
EUCARISTICA E’ AZIONE DI CRISTO STESSO
E DELLA CHIESA; in essa Cristo Signore, mediante il ministero del Sacerdote,
offre a Dio Padre se stesso, sostanzialmente presente sotto le specie
del pane e del vino,
e si comunica in cibo spirituale ai fedeli associati nella sua offerta.
§ 2 [In essa il Vescovo e il Presbitero]
AGISCONO NELLA PERSONA DI CRISTO.
C. 901 Il Sacerdote ha diritto di applicare la Messa per chiunque, sia per i vivi che per i defunti..
C.902 ..
I Sacerdoti possono CONCELEBRARE l’Eucaristia,
RIMANENDO TUTTAVIA INTATTA PER I SINGOLI,
LA LIBERTA’ DI CELEBRARLA IN MODO INDIVIDUALE.
C. 906
Il Sacerdote non celebri il Sacrificio Eucaristico senza la partecipazione
di almeno
qualche
fedele, se non per giusta e ragionevole causa.
C. 909 IL
SACERDOTE NON OMETTA DI PREPARARSI DILIGENTEMENTE
CON LA PREGHIERA ALLA CELEBRAZIONE DEL SACRIFICIO EUCARISTICO,
E, DOPO AVERLO TERMINATO, DI RENDERNE GRAZIE A DIO.
C. 910 § 1 MINISTRO ORDINARIO
DELLA SACRA COMUNIONE è il Vescovo,
il Presbitero e il Diacono.
§
2 MINISTRO STRAORDINARIO della Sacra Comunione
è l’Accolito
o anche un altro fedele incaricato..
C. 913 § 1
Per poter amministrare la SS. Eucaristia ai FANCIULLI,
SI RICHIEDE CHE ESSI
POSSEGGANO UNA SUFFICIENTE CONOSCENZA E UNA ACCURATA PREPARAZIONE,
così da percepire, secondo la loro capacità,
il mistero di Cristo ED ESSERE IN GRADO
DI ASSUMERE CON FEDE E DEVOZIONE IL CORPO DEL SIGNORE.
C. 914
E’ DOVERE INNANZITUTTO DEI GENITORI e di coloro
che ne fanno le veci,
COME PURE DEL PARROCO, PROVVEDERE affinchè I FANCIULLI
che hanno raggiunto
l’uso di ragione, SIANO DEBITAMENTE PREPARATI e quanto prima,
PREMESSA LA CONFESSIONE SACRAMENTALE, alimentati di
questo Divino Cibo; spetta anche al PARROCO VIGILARE
che non si accostino alla Sacra Sinassi fanciulli che non hanno raggiunto
l’uso della ragione,
o AVRA’ GIUDICATI NON SUFFICIENTEMENTE DISPOSTI.
C. 915
NON SIANO AMMESSI ALLA SACRA COMUNIONE gli scomunicati
e gli interdetti e GLI ALTRI CHE OSTINATAMENTE PERSEVERANO IN PECCATO
GRAVE MANIFESTO.
[Es. Conviventi, Divorziati risposati, gli omosessuali
palesemente conviventi, gli 'sposati’ solo civilmente…]
ESSERE
IN GRAZIA DI DIO
C. 916 COLUI CHE E’
CONSAPEVOLE DI ESSERE IN PECCATO GRAVE,
NON CELEBRI LA MESSA NE’ COMUNICHI AL CORPO DEL SIGNORE SENZA
PREMETTERE LA CONFESSIONE SACRAMENTALE, a meno che non vi sia
una ragione grave
e manchi l’opportunità di confessarsi; nel qual caso si
ricordi che E’ TENUTO A PORRE
UN ATTO DI CONTRIZIONE PERFETTA, CHE INCLUDE IL PROPOSITO
DI CONFESSARSI QUANTO PRIMA.
OBBLIGO
DELLA CONFESSIONE
C. 988 § 1 Il fedele è
tenuto all’obbligo di confessare secondo la specie e il numero
tutti peccati gravi
commessi dopo il battesimo e non ancora direttamente rimessi mediante
il potere delle chiavi
della Chiesa, né accusati nella Confessione individuale,
dei quali abbia coscienza dopo un diligente esame.
C. 989
OGNI FEDELE raggiunta l’età della discrezione,
E’ TENUTO ALL’OBBLIGO DI CONFESSARE FEDELMENTE I PROPRI
PECCATI GRAVI,
ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO.
C. 987
Il fedele, per ricevere il salutare rimedio del
Sacramento della Penitenza,
deve essere disposto in modo tale che, ripudiando i peccati che ha commesso
e avendo il proposito di emendarsi, si converta a Dio.
SECONDA
COMUNIONE [Vedi: R. S. N.95
2004]
C. 917 – Chi ha già ricevuto
LA SANTISSIMA EUCARISTIA,
PUO’ RICEVERLA UNA SECONDA VOLTA nello stesso giorno,
soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa..
C. 918
Si raccomanda vivissimamente che i fedeli ricevano la Sacra
Comunione
nella stessa celebrazione Eucaristica; tuttavia A COLORO CHE LA CHIEDONO
PER UNA GIUSTA CAUSA FUORI DELLA MESSA VENGA DATA, osservando i riti
liturgici.
DIGIUNO
EUCARISTICO
C. 919 § 1 Chi intende ricevere la
SS. Eucaristia, SI ASTENGA PER LO SPAZIO
DI ALMENO UN’ORA PRIMA DELLA SACRA COMUNIONE DA QUALUNQUE CIBO
O BEVANDA, FATTA ECCEZIONE SOLTANTO PER L’ACQUA E LE MEDICINE.
§ 3 Gli anziani, coloro che sono affetti
da qualche infermità e le persone addette alle loro cure,
possono ricevere la Santissima Eucaristia
anche se hanno preso qualcosa entro l’ora antecedente.
PRECETTO
DELLA COMUNIONE ANNUALE
C.920 § 1 OGNI FEDELE…
E’ TENUTO ALL’OBBLIGO DI RICEVERE ALMENO
UNA VOLTA ALL’ANNO LA SACRA COMUNIONE
C. 920 § 2 QUESTO PRECETTO
DEVE ESSERE ADEMPIUTO DURANTE IL TEMPO PASQUALE,
a meno che per una giusta causa non venga compiuto in altro tempo entro
l’anno.
*[Il Presbitero ministro dei Sacramenti.. N.2 Congregazione
del Clero]
“E’ necessario insistere, senza mai stancarsi
e senza timori, sull’obbligo di compiere il Precetto Festivo
e sulla convenienza di una frequente partecipazione, se possibile anche
quotidiana,
alla celebrazione della Santa Messa e alla Comunione eucaristica.
PRECETTO
FESTIVO
C. 1247 La Domenica e le altre
feste di Precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare
alla Messa;
si astengano inoltre, da quei lavori e da quegli affari che impediscono
di rendere Culto a Dio
e turbano la letizia propria del Giorno del Signore o il dovuto riposo
della mente e del corpo.
1246 § 1 Il giorno di
Domenica… per la tradizione apostolica deve essere osservato in
tutta la Chiesa
come il primordiale giorno festivo di precetto.
Ugualmente devono essere osservati i giorni di NATALE DEL NOSTRO SIGNORE
GESU’ CRISTO,
dell’EPIFANIA, dell’ASCENSIONE, e del SANTISSIMO CORPO E
SANGUE DI CRISTO,
della SANTA MADRE DI DIO MARIA, della sua IMMACOLATA CONCEZIONE e ASSUNZIONE,
di S. GIUSEPPE, dei SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, e in fine di TUTTI
I SANTI.
C. 1248 §
1 Soddisfa
al precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga
celebrata
nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del
giorno precedente.
§ 2 Se per la mancanza del Ministro sacro o per
altra grave causa diventa impossibile la partecipazione
alla celebrazione
Eucaristica, si raccomanda vivamente che i fedeli prendano parte
alla Liturgia della
Parola se ve n’è qualcuna,… oppure attendano per
un congruo tempo
alla preghiera
personalmente o in famiglia o, secondo l’opportunità, in
gruppi di famiglie.
C. 929
I Sacerdoti e i Diaconi, nel celebrare e nell’amministrare
l’Eucaristia,
indossino
le vesti Sacre prescritte dalle rubriche.
C. 932 § 1
– La celebrazione Eucaristica venga compiuta nel luogo
Sacro,
a meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro;
nel qual caso la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso.
§ 2 - ..Fuori del luogo
sacro può essere usato un tavolo adatto,
purchè
sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale.
C. 935 Non è lecito ad alcuno conservare presso di sé la Santissima Eucaristia…
C. 937 Se
non vi si oppone una grave ragione, la chiesa nella quale viene conservata
la Santissima Eucaristia,
resti aperta ai fedeli almeno per qualche ora al giorno, affinchè
possano trattenersi
in preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento.
C. 938 § 2
Il Tabernacolo nel quale si
custodisce la Santissima Eucaristia sia collocato
in una parte della chiesa.. che sia distinta, visibile, ornata
decorosamente, adatta alla preghiera.
C. 940 Davanti
al Tabernacolo nel quale si custodisce la Santissima Eucaristia, brilli
perennemente
una speciale lampada, mediante la quale venga indicata e sia
onorata la presenza di Cristo.
C. 951 § 1
Il Sacerdote che celebra più Messe nello stesso
giorno, può applicare ciascuna
di esse secondo l’intenzione per la quale è stata data
l’offerta, a condizione però che,…
egli tenga per sé l’offerta di una sola Messa e consegni
invece le altre per le finalità stabilite dal Vescovo…
2 Il Sacerdote che concelebra nello
stesso giorno una seconda Messa, a nessun titolo può
percepire l’offerta per questa.
C. 1008 Con il Sacramento dell’Ordine per divina istituzione alcuni tra i fedeli mediante il carattere indelebile
con il quale vengono segnati, sono costituiti ministri sacri; coloro cioè che sono consacrati
e destinati a pascere il popolo di Dio, adempiendo nella persona di Cristo Capo, ciascuno nel suo grado,
le funzioni di insegnare, santificare e governare.
C. 1009 §
1 Gli
ordini sono l’episcopato, il presbiterato e il diaconato.
§ 2 Vengono
conferiti mediante l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria,
che i libri liturgici
prescrivono per i singoli gradi.
C. 528 § 1
Il
parroco è tenuto a fare in modo che la Parola di Dio sia integralmente
annunciata..
perciò curi che i fedeli laici siano istruiti nelle verità
della fede, soprattutto con l’omelia delle domeniche
e delle feste di precetto e con l’istruzione catechetica.. abbia
cura speciale della formazione cattolica
dei fanciulli e dei giovani; si impegni in ogni modo.. perché
l’annuncio evangelico giunga anche
a coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa o non professano
la vera fede.
C. 529 § 1 [ Il parroco]
visiti le famiglie.. assista con traboccante carità gli ammalati,
soprattutto quelli vicini alla morte.. Con speciale diligenza sia vicino
ai poveri e agli ammalati,
agli afflitti a coloro che sono soli, agli esuli.. Favorisca l’incremento
della vita cristiana nella famiglia.
DALLA TRIADE D’AMORE
(P*01.08.03)
Gesù:
“ Figlia,.. ora intervieni sulle lacune dei Sacerdoti
riguardo l’Eucaristia e l’abominio della fede:
Che aprano gli occhi i Miei Sacerdoti e che continuino a seguire le
indicazioni del Cristo,
che ISTITUI’ IL RITO DELLA CHIESA SANTA e che ora vuole la piena
totalità
di disponibilità ad essere eseguito COME E NEL MODO CHE IO ISTITUII
E NON
COME LORO VOGLIONO TRASFORMARE LE COSE.
IO SONO ED ERO, ORA COME ALLORA, NULLA E’ CAMBIATO, NULLA DEVE
CAMBIARE!
LE REGOLE D’ORO SONO REGOLE ETERNE ED HANNO POTERE DI TRASFORMARE
IL CUORE DEI FEDELI CHE SI APPRESTANO AD ASCOLTARE, SOLO PERCHE’
E’ PAROLA DI DIO, SOLO PERCHE’ DA ME VOLUTA PER LA LORO
SALVEZZA.
E se Io feci in quel modo, con quel rito per formare la Chiesa e le
Istituzioni, come si possono
permettere gli uomini di cambiarne il significato delle gesta e della
Parola?
No, figli miei, RIMANETE CON IL MIO PAPA, rimanete nella schiera dei
fedeli figli,
fedeli apostoli, fedeli al vostro impegno preso con DIO e non seguite
ciò che l’uomo vi propone,
perché interferisce i piani di Dio, e offre la possibilità
al nemico infernale di intrufolarsi tra voi,
per distorcerne le Parole e seminare zizzania intorno a voi e ne fa
una trappola.
CORAGGIO, SEGUITE ME! SEGUITE IL VOSTRO
VECCHIO RITO ROMANO CATTOLICO BASATO SUL PRIMO SACERDORE DI DIO!"
(P*11.02.01)
Gesù:
“Nella vostra vita l'essenziale è seguire sempre il Santo
Vangelo;
non distogliete la vostra strada da percorrere, da quella linea indicatavi
dai Miei Apostoli".
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