GIOVEDÌ SANTO
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GESU’ DONA SE STESSO NELL’EUCARISTIA

GESU’ CHIEDE AL PADRE
DI ESSERE PRESENTE NEL PANE E NEL VINO..

Tratto dalle ore della Passione di Luisa Piccarreta

Gesù, vedo che prendi il pane fra le mani, lo offri al Padre,
e sento la tua voce dolcissima che dice:
 “Padre Santo, grazie Ti siano rese, perché sempre esaudisci il Figlio tuo.
Padre Santo, concorri con me.

Tu, un giorno, Mi mandasti dal Cielo in terra ad incarnarmi nel seno della Mamma mia, per venire a salvare i nostri figli;

ora permettimi che M’incarni in ciascun’ostia per continuare la loro salvezza ed essere vita di ciascuno dei miei figli. 

Vedi, o Padre: poche ore restano della mia vita.
Chi avrà cuore di lasciare i miei figli orfani e soli?
Molti sono i loro nemici, le tenebre, le passioni, le debolezze
cui vanno soggetti. Chi li aiuterà?

Deh! Ti supplico che rimanga in ciascun’ostia,
per essere vita di ognuno, e quindi mettere in fuga i nemici,
ed essere loro luce, forza, aiuto in tutto.


Altrimenti, dove andranno? Chi li aiuterà?
Le nostre opere sono eterne, il mio amore è irresistibile;
non posso, né voglio lasciare i miei figli”.


Il Padre S’intenerisce alla voce tenera ed affettuosa del Figlio.
Scende dal Cielo; è già sull’altare
ed unito con lo Spirito Santo a concorrere col Figlio.

E Gesù, con voce sonora e commovente,
pronunzia le parole della consacrazione, e senza lasciare Sé stesso,
crea Sé stesso in quel pane e vino.

 

GESU’ DONA SE STESSO NELL’AGONIA

Lc 22, 41 - 44

[Gesù] Inginocchiatosi, pregava:
"Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà".

Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.
In preda all'angoscia, pregava più intensamente;
e il suo sudore diventò come gocce di sangue
che cadevano a terra.

Gesù chiede aiuto e la nostra compagnia
Tratto dalle ore della Passione di Luisa Piccarreta

Sento il bisogno che qualche anima amante  beva almeno qualche goccia
del Calice delle mie amarezze

>>>  (Luisa): Non è più il dolce Gesù della Cena Eucaristica, cui splendeva sul volto una bellezza smagliante e rapitrice, ma è triste, di una tristezza mortale… Già agonizza, … pare che muoia… gli metto la mia mano alla fronte per sostenerlo e sottovoce lo chiamo: "Gesù, Gesù!"
E lui, scosso dalla mia voce, mi guarda e mi dice:
"Figlia, sei qui? Ti stavo aspettando, ed era questa la tristezza che più mi opprimeva, il totale abbandono di tutti;  e aspettavo te per farti essere spettatore delle mie pene e farti bere insieme con me il calice delle amarezze..   Lo sorseggeremo insieme, perché non sarà calice di conforto, ma di amarezze intense, e sento il bisogno che qualche anima amante ne beva qualche goccia almeno.
Perciò ti ho chiamato, perché tu lo accetti e divida con me le mie pene e mi assicuri di non lasciarmi solo in tanto abbandono!"

(Luisa): "Ah, sì, mio affannato Gesù, berremo insieme il calice delle tue amarezze, soffriremo le tue pene e non mi sposterò mai dal tuo fianco!"

L'amore è la mia Passione perenne

> >>  Ah, pare che Gesù benedetto schiuda le sue labbra fioche e moribonde e mi dica:
"Figlia mia, vuoi sapere chi è che mi tormenta più degli stessi carnefici? Anzi, quelli sono nulla a paragone di questo!
E' l'amore eterno, che, volendo il primato in tutto, mi sta facendo soffrire tutto insieme e nelle parti più intime ciò che i carnefici mi faranno soffrire a poco a poco.
Ah, figlia mia, è l'amore, che tutto prevale su di me ed in me: l'amore mi è chiodo, l'amore mi è flagello, l'amore mi è corona di spine, l'amore mi è tutto; l'amore è la mia passione perenne, mentre quella degli uomini è del tempo.
Ah, figlia mia, entra nel mio cuore, vieni a perderti nel mio amore  e solo nel mio amore comprenderai quanto ho sofferto e quanto ti ho amato, ed imparerai ad amarmi e a soffrire solo per amore."

Quel "Sia fatta la tua Volontà",
che doveva essere la vita di ogni creatura, lo vedi respinto da quasi tutte
ed invece di trovare la vita trovano la morte;

>>>  (Luisa): Ora sento la voce tremola e moribonda del mio dolce Gesù, che dice:
"Padre, se è possibile, passi da me questo calice; però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta." E' già la seconda volta che sento ciò dal mio dolce Gesù. Ma che cosa mi fai intendere con questo "Padre, se è possibile, passi da me questo calice"?
O Gesù, ti si fanno avanti tutte le ribellioni delle creature; quel "Fiat Voluntas tua", quel "Sia fatta la tua Volontà", che doveva essere la vita di ogni creatura, lo vedi respinto da quasi tutte ed invece di trovare la vita trovano la morte;
e tu, volendo dare la vita a tutti e fare una solenne riparazione al Padre per le ribellioni delle creature, per ben tre volte ripeti: "Padre, se è possibile, passi da me questo calice, cioè, che le anime, sottraendosi dalla nostra Volontà, vadano perdute. Questo calice per me è molto amaro; però, non la mia volontà, ma la Tua sia fatta"…

La supplica accorata di Gesù al Padre

Alzi al Cielo la faccia intrisa di Sangue e di terra e ripeti la terza volta: "Padre, se e’ possibile, passi da Me questo calice. Padre Santo, aiutami! Ho bisogno di conforto!
E’ vero che per le colpe addossatemi sono nauseante, ributtante, l’ultimo fra gli uomini innanzi alla tua Maestà infinita; la tua giustizia è sdegnata verso di Me;
ma guardami, o Padre, sono sempre tuo Figlio, che formo una sola cosa con Te.
Deh, aiuto, pietà o Padre! Non mi lasciare senza conforto!" 

Gesù chiede aiuto alla Mamma , alla Maddalena, agli Apostoli..

Poi mi pare di sentire, o dolce mio bene, che chiami in aiuto la cara Mamma:
"Dolce Mamma, stringimi fra le tue braccia come Mi stringevi Bambino!
Dammi quel latte che succhiai da Te, per ristorarmi e raddolcire le amarezze della mia agonia. Dammi il tuo Cuore, che formava tutto il mio contento.
Mamma mia, Maddalena, cari Apostoli, voi tutti che Mi amate, aiutatemi, confortatemi!
Non mi lasciate solo in questi momenti estremi; fate tutti corona a Me dintorno; datemi per conforto la vostra compagnia, il vostro amore!"

Gesù invoca ogni anima..

>>>  (Luisa): Mio Gesù, mentre bevi il calice pieno di intense amarezze che il Celeste Padre Ti ha mandato, sento che più sospiri, gemi, deliri e con voce soffocata dici:

"Anime, anime, venite, sollevatemi!
Prendete posto nella mia Umanità; vi voglio, vi sospiro!

Deh, non siate sorde alle mie voci, non rendete vani i miei desideri ardenti,
il mio Sangue, il mio Amore, le mie pene!
Venite, anime, venite!"
 

In queste tre ore d’amarissima agonia ho racchiuso in Me tutte le vite delle creature
dando a ciascuna la mia stessa vita.

>>>  (Luisa): Ma già sento lo strepito dei tuoi nemici che vengono a prenderti; chi Ti difenderà nello stato in cui Ti trovi? Ma ecco che scotendoti come se risorgessi da morte a vita, mi guardi e mi dici:

"O anima, sei qui? Sei stata dunque spettatrice delle mie pene e delle tante morti che ho subito?
Or sappi che in queste tre ore d’amarissima agonia nell’Orto,
ho racchiuso in Me tutte le vite delle creature
ed ho sofferto tutte le loro pene e la stessa loro morte,
dando a ciascuna la mia stessa vita.
Le mie agonie sosterranno le loro,
le mie amarezze e la mia morte
si cambieranno per loro in fonte di dolcezza e di vita.
Quanto mi costano le anime!
Ne fossi almeno contraccambiato!

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L'anima che medita le Ore della mia Passione mi apporta tanto sollievo

>>>  Dice Gesù: Quando un'anima fa queste Ore della Passione, avviene che dal contatto di quell'anima

mi sento togliere i chiodi,
frantumare le spine,
raddolcire le piaghe,
pulire gli sputi,
lenirmi il dolore delle percosse,
ungermi le piaghe:
mi sento contraccambiare in bene il male che mi fanno gli altri,

ed lo, vedendo che il contatto spirituale di quell'anima che medita le Ore della mia Passione,
mi apporta tanto sollievo, mi appoggio sempre più su quell'anima.

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"Oh, quanto amerei che anche una sola anima in ogni città o paese
si applicasse a queste Ore della mia Passione!
Allora lo sentirei me stesso in ogni città o paese,
e la mia Giustizia, in questi tempi grandemente sdegnata, ne resterebbe in parte placata!".

 

 


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